Ciao a tutti, anzitutto vorrei ringraziare tutti voi che ogni settimana leggete la mia story e tramite i vostri messaggi e le review mi fate percepire quanto vi piaccia e ciò mi rende immensamente felice. Sono consapevole del fatto che i capitoli siano piuttosto brevi e mi dispiace ma al momento non sto passando un bel periodo personale e mi riesce veramente difficile trovare il tempo e la concentrazione per scrivere, perciò devo dosare i capitoli che ho da parte per poter avere un margine e riprendere a scrivere quanto prima. Credevo di poter riuscire a pubblicare due capitoli a settimana ma purtroppo mi devo limitare ad uno solo e mi spiace molto. Spero che comprendiate la mia scelta e mi scusiate se i capitoli vengono pubblicati col contagocce ma finché non avrò risolto alcune cose sono costretta ad attuare in questa maniera per non ritrovarmi a un certo punto senza più capitoli da pubblicare. Spero che la storia continui ad appassionarvi, vi ringrazio per la comprensione e vi mando un grosso abbraccio.
CAPITOLO 148
Il pomeriggio alla crimini maggiori era trascorso lento. Tutta la squadra svolgeva il proprio lavoro analizzando silenziosamente tutti i vari elementi del caso che avevano per le mani. Quando il sole stava ormai tramontando, pronto per lasciare spazio ad una luna brillante, Provenza chiamò l'amico Flynn in ufficio.
«Flynn, puoi venire un momento?»
Lui non aprì bocca e seppur controvoglia, obbedì. Entrò in quello che fino a qualche mese fa era lo studio di Sharon e che ora occupava Provenza in sua sostituzione. Fino a qualche ora prima quell'ufficio per lui aveva significato tante cose. Varcare quella porta, per lui, era come poter essere vicino a Sharon. Sentiva il suo profumo nell'aria, la sua presenza. In quell'ufficio avevano riso, pianto, si erano abbracciati, baciati, avevano litigato e fatto pace. Si erano amati e detestati in parti uguali. Il loro rapporto non era mai stato idilliaco ma entrambi sapevano che quello che provavano l'uno per l'altra era qualcosa di estremamente vero e puro. Erano bastate solo poche parole per trasformare il loro amore in rabbia e risentimento. Entrare in quell'ufficio ora trasmetteva ad Andy solo una sensazione di disagio e di ansia. Chiuse la porta e sbuffò.
«Che c'è Provenza?»
«Volevo dirti che…se vuoi andare a casa prima oggi…non farti problemi, qui per oggi abbiamo quasi finito»
«No, non voglio andare a casa…a dir la verità non ho neanche più una casa»
«Che dici? Non fare l'idiota, vai a casa e parlale. Chiaritevi. Questa situazione fa male a tutti e due…ricordati che non sta passando un bel periodo…cerca di essere comprensivo con lei»
«Non sta passando un bel periodo?» ripetè «E io? Io per caso sto passando un bel periodo?»
«Non volevo sminuire quello che provi però credo che dovresti essere un po' più delicato…sta male. Patrice è con lei, mi ha detto che appena è tornata a casa ha dovuto prendere un medicinale per calmarsi ed è dovuta andare a stendersi»
Andy rimase in silenzio. Era chiaro che una parte di lui era preoccupata, nonostante tutto l'amava, però non riuscì a mostrare più interesse di quanto realmente non provasse.
«Cosa hai intenzione di fare?» gli chiese l'amico.
«Non lo so»
«Vuoi lasciarla? Per una stupidata che forse si è inventato quel pezzo di merda di Raydor?»
«Non lo so! Non lo so!» ripetè confuso alzando la voce.
«Credo che lei si meriti almeno che tu le lasci spiegare la sua versione dei fatti»
«E cosa credi mi dirà? "Non è come sembra"? Come nei film?!»
«Non lo so quale sia la sua versione, so soltanto che non potete farvi rovinare la vostra storia da uno come Jack Raydor» Provenza cercava di convincerlo ma non era facile.
«Da quando sei un fan della nostra storia?»
«Da quando ti vedo finalmente felice, idiota!» quella risposta spiazzò Andy. Nonostante le parole dell'amico, però, era irremovibile nella sua posizione. «Dammi retta, vai a casa e chiaritevi»
«No. Non ce la faccio. Ho bisogno di stare solo, di pensare. Ho bisogno di tempo»
In quel momento il suo cellulare squillò. Andy fissava lo schermo lampeggiante del cellulare senza trovare il coraggio di rispondere.
Sharon era stata a letto tutto il pomeriggio senza però riuscire a chiudere occhio. Si sentiva ancora più stanca di quando aveva tentato di riposarsi. Sapeva che lui probabilmente non le avrebbe risposto ma tentò comunque di chiamarlo.
Andy premette il pulsante rosso e rifiutò la chiamata. Lei chiamò una seconda volta e lui rifiutò nuovamente, stavolta immediatamente. Messaggio ricevuto. Forte e chiaro. Non voleva parlarle e Sharon decise così di smettere, sarebbe stato inutile insistere ulteriormente.
«Sei un idiota, lo sai?» gli disse Provenza.
«Sono ferito.» ribatté l'amico.
«Ok, sei un idiota ferito. Ora cosa farai? Hai intenzione di evitarla per sempre?»
Andy si prese qualche secondo per pensare. «Louie…mi faresti un favore?»
Provenza lo guardò. Non riusciva a capire cosa avesse in mente «Perché ho la sensazione che non mi piacerà?»
Continua…
