CAPITOLO 150

«Che cosa ha fatto!?» ripetè Emily sorpresa da quanto appena saputo dalla madre.

Sharon rimase nuovamente in silenzio. Non poteva nascondere alla figlia quel che era successo. L'avrebbe comunque scoperto prima o poi. Era meglio che lo sapesse direttamente da lei.

«Mamma? Sei ancora lì?»

«Sì…sì…sono qui…» Sharon tornò alla realtà dopo essere stata assorta qualche attimo.

«Allora?» la esortò Emily «Mi spieghi che è successo?»

«Ha detto ad Andy che l'ho tradito» optò per la verità, nuda e cruda.

«Ma che idiozia si è inventato?! È una cosa tanto assurda che Andy si sarà fatto una grassa risata»

«No» riuscì solo a dire Sharon.

«No?» Emily non riuscì a crederci.

«No.» ripetè la madre «Quello che ha detto è la verità. Io ho tradito Andy. Con Jack.»

«Mamma ma che stai dicendo?! È uno scherzo vero?»

«No. È successo qualche settimana fa…» confessò.

«Mamma ma come può essere!?»

«Non me lo so spiegare…è successo tutto così in fretta, io ero sconvolta, non ero lucida…e lui ne ha approfittato»

La figlia ascoltò in silenzio lo sfogo della madre che le raccontò cosa ricordava di quella notte, della festa e del fatto che Andy voleva del tempo per stare da solo. Emily, che era famosa per la sua parlantina, questa volta era riuscita a rimanere senza parole. Riusciva a percepire la disperazione della madre nel suo racconto.

«Mamma, devi parlare con Andy, assolutamente. Deve sapere che non eri in te. Deve comprenderlo. Deve farlo!»

«Non è facile. Non mi vuole parlare, non mi risponde neanche al telefono…»

«Vai da lui! Costringilo ad ascoltarti, se necessario. Non potete perdere quello che avete costruito con fatica. Mamma, non potete lasciare finisca così!»

«Mi ha chiesto del tempo, voglio esaudire questa sua richiesta. Ho ferito i suoi sentimenti, ha tutto il diritto di essere arrabbiato, di odiarmi»

«Non lasciar passare troppo tempo o il risentimento prevarrà sull'amore e…e poi sarà impossibile rimettere a posto i pezzi» le consigliò Emily lasciando trasparire un fondo di dolore che solo chi ha vissuto una cosa simile conosce, per esperienza.

«Da quando sei diventata così saggia ed esperta in disastri d'amore?» le chiese Sharon.

«Da quando ho lasciato che quel treno che passa una sola volta nella vita…partisse senza di me…»

Ora era Sharon quella rimasta senza parole. Non immaginava che sua figlia, data la giovane età, avesse già vissuto delle delusioni d'amore così importanti.

«Emily…»

«No, mamma, lascia stare, non parlerò di questa cosa. Il passato è passato, rivangarlo non fa mai bene. Promettimi che parlerai con Andy e farai di tutto per aggiustare le cose.»

«Ci proverò…farò del mio meglio…»

«Tu come stai? Questo stress non ti fa bene»

«Sto bene, tranquilla…» la realtà non era proprio quella dato che a causa della giornata movimentata aveva avuto vari capogiri ma preferì non angosciare ulteriormente la figlia.

«Riposati e cerca di stare tranquilla, ok?»

«Va bene»

«Perchè non vai da Rusty? così non starai sola stanotte»

«Non è necessario…sto bene»

Successivamente di salutarono facendosi le reciproche raccomandazioni. Aver parlato con la figlia ed essendosi sfogata con lei come con un'amica, aveva disteso i nervi a Sharon che si sentiva un poco più sollevata. Si accovacciò sul divano nel silenzio della stanza semibuia, illuminata solo da una vecchia lampada vintage all'ingresso dell'appartamento. Rimase lì ferma a pensare ad Andy e a cosa stesse facendo, cosa stesse provando. Lacrime calde iniziarono a scendere dai suoi occhi, come già era successo molte -troppe- volte durante la giornata.

Si asciugò gli occhi appena sentì la chiave girare nella toppa. Rusty entrò in casa e subito si preoccupò di aggiornarsi circa lo stato della madre.

«Come ti senti?»

«Non è tornato a casa.» Non rispose direttamente alla domanda ma da quella affermazione era facile riuscire a comprendere come si potesse sentire. «Ha detto che ha bisogno di tempo»

«Avete discusso?»

«No. Non mi risponde neanche al telefono. Me l'ha detto Provenza, Andy l'ha mandato prendere qualche cambio»

Rusty sospirò. Sperava che la situazione si potesse risolvere brevemente ma date le premesse la vedeva dura. Si guardò intorno nella stanza e notò che la cucina era in perfetto stato senza neppure un piatto da lavare. «Non hai cenato?»

«Non ho fame…»

«Senti…sai cosa facciamo ora? Tu vieni su a casa mia e ceni con me e Gus, poi ci mettiamo comodi sul divano a mangiare del gelato al cioccolato come non ci fosse un domani! Che te ne pare?»

«Rusty sei molto dolce ma…veramente…non mi va né di mangiare né di stare in compagnia…scusami…»

«Va bene…scusami tu…volevo tirarti un po' su ma capisco come ti senti e comprendo che tu voglia stare sola. Ti chiedo però di stare attenta e non trascurarti. Promettimi almeno che mangerai qualcosina, anche solo uno yogurt o qualche biscotto ma devi mangiare.» Rusty era dispiaciuto per aver tentato di forzare le cose ma voleva solo il suo bene e saperla lì da sola non lo lasciava tranquillo.

«Va bene, te lo prometto.» rispose la madre.

«E che mi chiamerai per qualsiasi cosa. Qualsiasi, mamma» si raccomandò ancora.

«Sì. Te lo prometto»

Si scambiarono un lungo abbraccio e successivamente Rusty, seppur controvoglia, andò via.

Continua…