CAPITOLO 155
«Non riesco a vedere una via d'uscita…» Sharon era veramente affranta.
«Prima di tutto devi sapere cosa vuoi tu» le consigliò Patrice.
«Vorrei che tornasse tutto come prima ma Andy mi odia, non mi perdonerà mai, gli ho fatto troppo male»
«Beh anche lui ne sta facendo a te. Capisco che sia deluso e rammaricato ma bisogna andare avanti e fare qualcosa, non si può restare eternamente così, indecisi, in un limbo»
«Voleva del tempo...»
«Ne ha avuto a sufficienza. Ora deve affrontare la situazione anche lui.» Le consigliò Patrice, risoluta.
«Dovrei obbligarlo ad ascoltarmi? È questo che mi stai consigliando?»
«Si. Andy ha bisogno di uno scossone per uscire dall'incertezza. Devi dirgli ciò che è successo e che provi. Deve ascoltarti che gli piaccia oppure no.»
Sharon rimase perplessa riguardo al consiglio di Patrice, da una parte appoggiava il suo pensiero ma dall'altra sentiva che forzando Andy ad affrontarla sarebbe stata una mancanza di rispetto nei suoi confronti.
«Vieni a cena da noi stasera»
«Patrice, io non credo che sia giusto nei confronti di Andy...»
«Tesoro, non era una domanda, tu stasera vieni a cena da noi, punto. Casualmente poi rimarrete soli e parlerete con calma.»
«Un altro giorno, non stasera, non me la sento…e poi Andy è stato ferito, non voglio infastidirlo»
«Ok, allora domani ma questa cena si farà!»
Sharon non era affatto convinta fosse la cosa giusta da fare ma si lasciò convincere.
Il giorno seguente, nel tardo pomeriggio, Andy stava riposando sul divano; aveva ancora molti dolori dovuti all'ematoma lasciato dal giubbotto antiproiettile ma ringraziava il cielo e Provenza per essersela cavata così e non trovarsi con un buco nella pancia o peggio ancora, sotto terra. Venne svegliato dal profumino invitante che arrivava dalla cucina dove Patrice stava cucinando. Quando Provenza tornò, aiutò la moglie ad apparecchiare la tavola ed Andy notò che stava preparando per quattro.
«Perché apparecchi per quattro? Viene qualcuno a cena?»
«Sì, Sherlock, ottimo spirito d'osservazione» lo scherzò l'amico.
«Chi viene?» domandò anche se da come gliel'avevano nascosto poteva trattarsi solo di una persona.
«Il capitano» rispose Provenza con una tranquillità impressionante.
«È una trappola o cosa?» Andy era infastidito.
«Diciamo che è una spintarella. Non potete continuare così, state soffrendo entrambi e dovete fare qualcosa per risolvere la situazione. Vuoi lasciarla? Lasciala. Ma fallo. Farla restare così nell'incertezza la sta distruggendo poco a poco. Vuoi perdonarla? Fallo. Chiaritevi. Parlate!» lo spronò Provenza «Patrice ed io abbiamo pensato che una cena tranquilla in un luogo neutrale forse poteva essere l'occasione giusta per sciogliere quel muro di ghiaccio che vi separa.»
«Ma io non lo so cosa voglio fare!?» Andy si scaldò.
«È ora che te lo domandi allora! Vuoi soffrire in eterno? Vuoi che lei soffra in eterno?» Provenza gli rispose con il suo stesso tono vivace.
Patrice entrò nella sala da pranzo e sentì parte del discorso. «Andy, vogliamo solo aiutarvi…» Patrice cercò di attenuare gli animi alterati dei due uomini.
«Mi ha ingannato per settimane! Mesi! Mi diceva che mi amava, ha accettato di sposarmi quando solo poco tempo prima è stata a letto con quel verme di Jack Raydor!»
«Lascia che lei ti spieghi la sua versione dei fatti. Poi deciderai. Anche i peggiori criminali hanno il diritto di difendersi, perché non può farlo lei che oltretutto è vittima quanto te delle ossessioni di quell'uomo?!»
«Che vuoi dire?»
«Niente è che…probabilmente non dovrei dirlo ma…il suo ex le sta dando fastidio»
«Che tipo di fastidio?» chiese Andy incuriosito.
Patrice non fece in tempo a rispondere perché suonò il campanello. «È arrivata»
Sharon non si sentiva così nervosa dal primo vero appuntamento con Andy. L'idea della cena la rendeva insicura e timorosa di ciò che sarebbe potuto succedere. Passò tutto il pomeriggio a prepararsi. Chiamò il taxi, si fece portare a casa di Patrice e Provenza e ora era lì, davanti alla porta chiusa, col cuore in gola e le mani sudate.
Provenza andò ad aprire «Capitano, buonasera, prego…» la fece entrare.
«Buonasera tenente, grazie per l'invito» Sharon gli consegnò la bottiglia di vino che aveva portato per non arrivare a mani vuote.
«Grazie, non doveva disturbarsi…»
Sharon lo guardava cercando di captare qualche segnale che potesse farle capire l'umore di Andy e la reazione alla sua presenza.
«Venga, si accomodi, stavamo ultimando la preparazione della cena» le fece strada fino in sala da pranzo dove si trovavano Andy e Patrice.
«Tesoro, ben arrivata» la salutò l'amica abbracciandola.
«Grazie»
Fino a quel momento Andy era stato in disparte ma non poteva sperare di scomparire mimetizzandosi con la parete quindi la salutò.
«Ciao…»
«Ciao Andy…» ricambiò lei con la stessa emozione. Avrebbe voluto corrergli incontro e abbracciarlo, baciarlo fino a consumarlo ma si limitò alle solite domande di routine «come stai? ti fa ancora molto male la ferita?» chiese.
«Un po'…ma è solo una gran botta, passerà» rispose. «Tu come stai?»
Sharon tardò qualche secondo a rispondere «Ho avuto periodi migliori…» sdrammatizzò.
Si guardarono qualche secondo poi, imbarazzati, distolsero lo sguardo l'uno dall'altra. Qualche passo li separavano eppure si sentivano lontanissimi. Fino a pochi giorni prima, una coppia che progettava il matrimonio e un futuro insieme, ora due completi estranei impacciati.
«La cena è quasi pronta, non è niente di particolarmente sofisticato, sai che la cucina non è il mio forte» aggiunse Patrice cercando di stemperare la tensione.
«Sarà tutto buonissimo, ne sono certa» rispose Sharon cortesemente.
La cena era ottima ma il clima estremamente teso, come se una parola di troppo o mal interpretata potesse far esplodere la polveriera.
Patrice si alzò da tavola e ritirò i piatti del secondo. «Louie, tesoro mi aiuteresti un momento in cucina? Avrei bisogno che mi aiutassi a preparare...la cosa per...il coso…»
Provenza non capì immediatamente ma dopo un'occhiataccia dalla moglie capí che era il momento di lasciarli soli. «Oh, si...giusto...la cosa…per il coso...ehm...scusateci un attimo...torniamo subito» i due sparirono in cucina sotto gli sguardi divertiti di Sharon ed Andy.
«L'hanno fatto apposta, lo sai, vero?» le disse Andy.
«Già, credo proprio di sì...» rispose lei.
«Mi hanno teso una trappola quei due, ho saputo che saresti stata qui stasera solo cinque minuti prima che tu arrivassi»
«Forse temevano che sapendolo in anticipo saresti scappato. Saresti scappato?»
Si guardarono.
«Non lo so. Può darsi.» rispose quasi vergognandosi.
«Non possiamo continuamente scappare, prima o poi dovremo affrontare l'argomento, non credi?»
«Dev'essere per forza stasera?»
«È una buona occasione no? Stiamo parlando tranquillamente, potremmo con altrettanta tranquillità parlare anche di quel che è successo. Mi piacerebbe che ascoltassi quel che ho da dire...»
Aveva ragione. Era l'occasione ideale.
«Va bene. Ti ascolto»
Continua…
