CAPITOLO 158
«È meglio se rientriamo…» suggerì Andy.
«Sì…» concordò Sharon con un velo di delusione. Forse si aspettava qualcosa in più da lui. Sperava che raccontandogli tutta la verità fino all'ultima lettera, sarebbe scattato in lui qualcosa, ma così non fu. Ancora una volta l'orgoglio aveva fatto da padrone e aveva impedito ad Andy di lasciarsi guidare dal cuore.
«Per dolce vi va un po' di gelato?» chiese Patrice vedendoli rientrare.
«Non per me, grazie, non ho più appetito» rispose Andy allontanandosi un po'.
«Patrice, ti ringrazio veramente tanto per la ottima cena ma io vorrei andare a casa, mi sento stanca…scusami…»
«Non è andata bene, eh?» le sussurrò l'amica.
«Gli ho detto tutta la verità ma…è irremovibile» istintivamente cercò con la mano l'anello sull'anulare della mano opposta. Patrice notò che non lo portava più.
«Capisco…» la abbracciò «non perdere la speranza e insisti. Lotta per il vostro amore»
«Non so se avrò ancora forze…» rispose Sharon rassegnata.
«Se hai bisogno di qualcosa, qualsiasi cosa, chiamami»
«In realtà, sì avrei un favore da chiederti…»
«Certo, dimmi»
«Domani avrò una visita di controllo, avresti tempo di accompagnarmi? Rusty e Gus lavorano e non riescono a prendere un permesso.»
«Certo, ti accompagno volentieri, mi fa piacere passare del tempo con te»
«Grazie mille, Patrice, non so come ma prima o poi spero di poterti ripagare di tutti i favori»
«Non ce n'è bisogno» le rispose sorridendole a abbracciandola.
«Flynn, allora?» domandò Provenza.
Andy non rispose e mostrò all'amico l'anello di Sharon che lui teneva in mano.
Provenza capì che era andata peggio di quanto si aspettasse. «Mi dispiace…»
«Queste cose non si sistemano con una chiacchierata. Spesso non si sistemano più.» disse freddo Andy.
«Non dire così, prima o poi sistemerete tutto, ne sono sicuro»
Sharon li vide in disparte a parlare e si avvicinò «Tenente, la ringrazio per l'invito e la cena ma ora è meglio che io vada…»
«Grazie a lei, capitano, per essere venuta» rispose Provenza «mi spiace che…insomma…le cose non siano andate per il meglio…»
«Già…anche a me…» rispose lei delusa. «Ciao Andy…» salutò Andy impacciata.
Lui rimase impassibile e distaccato «Ciao.» deludendola nuovamente.
Il giorno seguente Sharon chiamò i suoi figli e parlò con loro di Jack senza però menzionare quanto successo quando lui si era presentato al condominio. Consigliò loro di dare una possibilità al padre per ricucire un rapporto genitore-figlio ma sia Emily che Ricky sembravano non volerne sapere. Sostenevano che Jack ingannandoli avesse fatto troppo male sia a lei che a loro.
Sharon non potè insistere ulteriormente o avrebbero sospettato ci fosse sotto qualcosa. Decise di prendersi del tempo e aspettare qualche giorno prima di toccare di nuovo l'argomento con i ragazzi. Quella sera stessa però ricevette una chiamata proprio da Jack.
«Jack, cosa vuoi?» disse rispondendo al telefono dopo aver visto il suo nome lampeggiare sul display del cellulare.
«Buonasera anche a te, mia cara» rispose lui puntando sul fatto che lei avesse iniziato la conversazione con atteggiamento ostile.
Lei sbuffò.
«Ti ho chiamato perché non volevo ti spaventassi se mi fossi presentato a casa tua, sai, vorrei evitare di prendermi una pallottola per niente.» le disse con il suo solito modo di fare fastidioso « Volevo sapere se hai avuto modo di parlare coi nostri figli»
«Sì, proprio oggi.»
«E…?»
«E non vogliono saperne di te»
«Non sarai stata abbastanza convincente»
«Jack, non sono bambini, come devo dirtelo? Non posso obbligarli a chiamarti e ad apprezzarti. Sono adulti, ragionano con la loro testa, io non posso intercedere ulteriormente, mi spiace»
«Immagino come ti dispiace…ma ho qualcosa che ti farà cambiare idea e ti spingerà a volerti impegnare di più, ne sono certo.»
«Cosa vuoi dire?» chiese lei avvertendo una strana sensazione «Mi stai ricattando?».
«Quando possiamo vederci?» Jack non rispose alla domanda «Ti andrebbe bene oggi pomeriggio?»
«Non posso, ho una visita di controllo»
«Va bene, allora facciamo domani»
Sbuffò. «Ok…» rispose nonostante non avesse la minima voglia di vederlo neanche da lontano. «Domani pomeriggio da me, alle 18»
«Devo portare il giubbotto antiproiettile?» la punzecchiò nuovamente Jack.
«A domani.» rispose Sharon senza cogliere la provocazione.
Qualche ora dopo Patrice passò a prendere Sharon e la accompagnò in ospedale per la visita medica. Durante il viaggio Sharon si confidò con l'amica.
«Domani vedrò Jack.»
Continua…
