CAPITOLO 159
«Domani vedrò Jack.»
Patrice rimase perplessa di fronte a quella affermazione «Ehm…»
«Deve mostrarmi qualcosa…temo voglia ricattarmi ma non ho la più pallida idea di cosa possa avere in suo possesso per tenermi in pugno»
«Magari è solo un bluff e vuole solo innervosirti»
«Già…forse…» sospirò «ma non ti nascondo che ho paura…»
«Che possa molestarti nuovamente o di quello che può avere in mano per ricattarti?»
«Non lo so…» si incupì, pensierosa.
«Senti…» iniziò Patrice continuando a guidare «so che non desideri che ti stiamo addosso con mille premure ma…ti potrebbe aiutare se fossi presente all'incontro? Almeno non rischieresti nulla non rimanendo da sola con lui…»
Sharon prese qualche secondo per pensare. L'idea di Patrice era certamente ottima. Non restando da sola con Jack avrebbe evitato qualsiasi tipo di equivoco riguardo al loro appuntamento e, cosa più importante, avrebbe ridotto al minimo ogni loro contatto.
Patrice notò l'insicurezza di Sharon «Scusa è stata una idea sciocca, non dovevo impicciarmi»
«No, non è assolutamente una idea sciocca, al contrario. Solo…non vorrei che tu fossi coinvolta in questa bega»
«Potrei restare nascosta…nel caso succedesse qualcosa sarei lì»
«Dovrei tendergli una specie di agguato?…magari stiamo esagerando a pensare che possa farmi chissà cosa…dopo l'altro giorno non credo che riproverebbe a sfiorarmi»
«A pensar male si fa peccato, ma spesso si indovina» le rispose l'amica, convincendola.
«Ok…però rimarrai nascosa… e…non dire niente a nessuno, per favore…se Andy sapesse di un incontro con Jack…non oso pensare cosa potrebbe pensare…»
Patrice non si sentiva a suo agio a dover mentire al marito e a Flynn ma promise all'amica che avrebbe mantenuto silenzio. parcheggiò l'auto ed entrarono in ospedale per dirigersi all'ambulatorio per la visita di Sharon.
Intanto alla Crimini Maggiori, Andy aveva ripreso a lavorare. Aveva insistito nel voler riprendere nonostante provasse ancora molto dolore all'addome per via del grande ematoma che aveva sulla pancia e gli ricordava quanto fosse fortunato ad essere ancora al mondo. Il medico aveva accolto la sua richiesta di rientrare al lavoro a patto che svolgesse attività d'ufficio e senza sforzi. Sapeva che Patrice avrebbe accompagnato Sharon in ospedale e sinceramente era preoccupato e impaziente di avere sue notizie. Guardava spesso il cellulare, avrebbe voluto chiamarla o almeno mandarle un messaggio ma qualcosa lo frenava, qualcosa glielo impediva.
La sera prima, quando ebbero modo di parlare, lui non si dimostrò molto paziente e tantomeno disposto a perdonarla. Ora si sentiva in colpa per essere stato troppo duro e ingiusto con lei. Provenza gli si avvicinò.
«Tutto ok?»
«Se così si può dire…»
«Chiamala…le farà piacere sapere che ti interessi di lei» Sapeva che Patrice l'avrebbe accompagnata alla visita.
«Dopo come l'ho trattata ieri, non credo abbia voglia di sentirmi. È tutto finito ormai»
«Finché c'è vita c'è speranza. Chiamala, mi sembra una buona occasione per scusarti…»
«No, è meglio se la lascio tranquilla, non voglio darle fastidio»
«Fai come vuoi, testone. Se mi cerchi sono in sala interrogatori 3.» Provenza si arrese, era impossibile fargli cambiare idea, quando Andy si impuntava sapeva essere cocciuto come pochi altri.
Andy rimase col cellulare in mano per vari minuti. Compose più volte il numero ma non trovava mai il coraggio di premere il pulsante verde per far partire la chiamata. Infine sbuffò e si mise in tasca il telefono, per poi riprendere il lavoro nonostante fosse difficile concentrarsi.
La visita si era conclusa. Le condizioni di Sharon erano stabili nella loro gravità. Il medico la preparò per aiutarla ad abituarsi all'idea del trapianto che sarebbe avvenuto appena fosse stato trovato un donatore idoneo. Sarebbe dovuta tornare a casa e nei giorni seguenti, con calma, preparare una valigia col necessario per l'eventuale futura degenza in ospedale, in modo da non farsi cogliere dal panico quando sarebbe arrivato il grande giorno. Poteva volerci un giorno, due, una settimana o tre mesi, anche fino a un anno o due ma quel giorno prima o poi sarebbe arrivato e lei doveva essere pronta, un po' come succede quando le donne incinte preparano la borsa con tutto il necessario per quando dovranno andare a partorire. Ecco, per lei era più o meno così, con la piccola differenza che una donna incinta sa all'incirca quando potrebbe avvenire il parto, un trapianto di cuore è qualcosa di più improvviso, è questione di ore, minuti. E bisognava essere pronti.
Tutto ciò la rattristava e innervosiva. L'idea che avrebbe dovuto sperare che qualcuno morisse per lei le dava una strana sensazione nello stomaco. Senza contare l'esito dell'operazione che sarebbe potuto risultarle comunque fatale. Inoltre era preoccupata e nervosa per l'incontro che avrebbe dovuto avere l'indomani con Jack. Non parlò durante tutto il tragitto fino al condominio e Patrice comprese perfettamente il suo stato d'animo. L'accompagnò fino all'appartamento e le fece compagnia per qualche ora. Per tutto il tempo Sharon era stata taciturna e infinitamente triste.
«Tesoro…vuoi che rimango qui con te stanotte? Mi si stringe il cuore a lasciarti sola…»
«No…magari andrò ancora di sopra da Rusty e Gus…oppure resterò qui…dopotutto ho passato anni da sola e probabilmente ci passerò il resto dei miei pochi giorni»
«Non dire così» Patrice le passò la mano sulla schiena per consolarla «devi essere forte e tu lo sei, eccome se lo sei! Il temutissimo capitano Raydor non si fa vincere da nulla!»
«Il temutissimo capitano Raydor» riprese le parole di Patrice «si è sempre nascosta dietro quella corazza da dura per non soffrire ancora ma in realtà sono fragile come chiunque altro.» sospirò «Avevo finalmente trovato l'amore ed è andato tutto in fumo per una stupidaggine senza alcun valore» si asciugò gli occhi che iniziavano ad inumidirsi «Darei qualsiasi cosa per poter stare cinque minuti tra le braccia di Andy…sentire il suo profumo, il calore della sua stretta. Mi sentivo al sicuro, protetta.»
Patrice rimase ancora un paio d'ore a farle compagnia e poi tornò a casa. Durante la cena Provenza chiese alla moglie notizie del capitano, sapeva che Flynn, per orgoglio, non avrebbe mai chiesto. Patrice disse loro che l'ipotesi del trapianto non era più così remota e che stando alle condizioni di Sharon sarebbe dovuta essere un'operazione da fare il prima possibile. La notizia spiazzò Andy ma quella non fu l'unica brutta notizia che ricevette quella sera. Patrice infatti, nonostante la promessa fatta a Sharon, sentiva la necessita di informare Louie ed Andy, sentiva che la questione con Jack sarebbe potuta essere pericolosa.
«C'è un'altra cosa che dovete sapere…»
Continua…
