CAPITOLO 162

«Sharon!» Patrice corse da lei ad abbracciarla. Era pallida e sotto shock per quanto appena successo. Mentre Patrice la accompagnava verso il divano, il cellulare di Sharon, in cucina, iniziò a squillare. Provenza rispose al suo posto. Era il dottor Thompson che avendo ricevuto un avviso di intensa attività cardiaca dal dispositivo impiantato a Sharon, voleva assicurarsi delle sue condizioni.

«In che stato si trova la paziente? È vigile?» disse agitato il medico dall'altro capo del telefono.

«Sì, dottore. È vigile ma molto scossa. Ha appena avuto un acceso diverbio con una persona…ed è sconvolta.»

«Queste cose non devono succedere!» gridò il medico «Le condizioni di salute della signora Raydor sono gravi! Deve stare in un ambiente sereno, senza alcun tipo di stress! Un'altro di questi episodi e potrebbe risultarle fatale, mi ha capito o no?!»

«Certo dottore. Mi premurerò personalmente che non succeda mai più.» rispose Provenza.

«Mi fa parlare con Sharon?»

«Certo, gliela passo subito» Provenza andò in salotto e porse il cellulare al capitano.

«Dottore…»

«Sharon, cosa è successo?» il tono del medico era più tranquillo, non voleva aggredirla o farla agitare ancora di più.

«Ho avuto…un diverbio un po' acceso con una persona e…mi sono agitata più del dovuto…»

«Sarebbe meglio che queste cose non succedessero più. Conosce la sua situazione.»

«Sì…cercherò di stare attenta»

«Al momento, oltre ad una forte tachicardia, il dispositivo non mi segnala ulteriori problemi quindi per ora le prescrivo solo di prendere immediatamente una compressa di calmante oltre alla consueta terapia e riposo assoluto. Assoluto.» ripetè «Chiaro? Io monitorerò l'andamento da qui, per qualsiasi cosa sarò in ospedale per il turno della notte.»

«Va bene, grazie dottore» riagganciò e, dopo aver preso la medicina come prescritto dal medico, cercò di tranquillizzarsi, seppur con scarso successo.

Il pensiero che Jack avrebbe potuto diffondere quel filmato era già qualcosa di spaventoso, il fatto che avrebbe potuto far ricadere la colpa su Andy rendeva tutto ancor più angosciante. Sharon notò che Provenza era preoccupato quanto lei.

«Tenente…ha qualche idea?» chiese con lo sguardo affranto di qualcuno realmente disperato.

«Sto pensando. Dobbiamo assolutamente fare qualcosa»

«Sì…non mi importa di ciò che Jack può fare a me, ma non posso permettere che danneggi Andy e la sua reputazione»

«Se riuscissimo ad evitare che vi infanghi entrambi sarebbe meglio…e forse ho già un'idea…» rispose Provenza.

«Davvero?»

«Sì…in realtà sono due…»

«Mi dica, tenente»

«La prima ipotesi sarebbe quella di andare nel nascondiglio di quel topo di fogna del suo ex marito, piantargli un po' di piombo in mezzo agli occhi, avvolgerlo in un tappeto e sganciarlo da un elicottero in mezzo all'oceano…»

«Tenente!» Sharon non riusciva a capire come potesse avere voglia di scherzare in quel momento.

«Louie!» anche Patrice condivideva il pensiero di Sharon e rimproverò il marito.

«Ok, ok, ho capito. Piano B. Potremmo vedere se Mike può fare qualcosa per cancellare il filmato dal telefono di quel bastardo.»

«Senza filmato non avrebbe niente con cui ricattarmi…» dedusse Sharon.

«Esatto…»

«Questa opzione mi sembra di gran lunga più sensata» gli disse il capitano.

«Forse, ma il piano A sarebbe stato più soddisfacente, mi creda!» scherzò di nuovo l'anziano tenente.

«Abbiamo solo 24 ore per trovare una soluzione…spero che la sua idea funzioni, Tenente» Sharon si alzò incerta.

«Ehi, ehi, ehi, dove sta andando»

«In centrale. Dobbiamo iniziare subito, non c'è tempo da perdere»

«Non se ne parla, lei non si muove di qui. Il medico è stato chiaro, deve riposarsi e lo farà. Ci penso io ad andare in centrale.»

«Tenente, voglio esserci anche io, è una questione che mi riguarda da vicino»

«Ok, allora facciamo così. Dico a Mike di raggiungerci qui, però lei deve promettermi che starà tranquilla.»

«Sì» promise Sharon.

«E…credo sia il caso di avvisare anche Andy, vorrà sapere come è andato l'incontro e poi…la cosa riguarda anche lui…» continuò Provenza.

«No, tenente. Finché sarà possibile voglio che Andy ne resti fuori. Lo sto già facendo soffrire anche troppo.»

«Capitano…ammesso e non concesso che Mike riesca a fare qualche magia e cancellare il filmato, potrebbe non essere una cosa breve, potrebbero volerci ore o forse tutta la notte. Se Andy non ci vedrà tornare capirà che sta succedendo qualcosa.»

«Ditegli che è andato tutto bene, che l'incontro si è rivelato essere uno dei soliti bluff di Jack e che andrete fuori a cena…»

«E se ci volesse più tempo? Capirà e si arrabbierà se gli nascondiamo qualcosa che lo riguarda così da vicino.» insistette Provenza.

«Tornerò a casa io, così se tu farai molto tardi non si insospettirà…basterà dire che ti sei fermato al lavoro» intervenne Patrice.

«Non ci crederà. Quando lavoriamo fino a tardi è perché ci sono dei casi gravi, e lui essendo parte della squadra ne dovrebbe essere informato. Non crederà mai a questa storiella, capirà e farà domande. Capirà che gli stiamo nascondendo qualcosa riguardo a Raydor. Lo conosco come la mia ombra.»

«La scusa di Sharon mi sembra l'idea migliore, chiama Andy e digli che andiamo a Santa Barbara e che faremo tardi…e che può esserci la possibilità che rimaniamo fuori per la notte.» propose ancora Patrice.

Provenza sbuffò. Sapeva che non avrebbe funzionato ma forse era veramente la scusa migliore tra quelle pensate fino a quel momento.

Continua…