CAPITOLO 163
«Flynn, sono io»
«Provenza, allora? Come è andato l'incontro? Che voleva quel bastardo?»
«È andato bene…lui…non voleva niente di che…ha fatto il suo solito teatrino da sbruffone, niente di più. Io e Patrice abbiamo deciso di andare fuori a cena e tra poco sarà pronto il nostro tavolo…tu non aspettarci, faremo sicuramente tardi…magari ci fermeremo qui a Santa Barbara per la notte…»
«Capisco…allora…divertitevi…» concluse Andy, poco convinto. Non aveva voglia di cucinare, così chiamò il servizio pizza e attese che gli fecero la consegna.
Mike arrivò al condominio di Sharon, Provenza gli spiegò la situazione con quanta più delicatezza possibile per riguardo al capitano e iniziarono a mettersi al lavoro sotto lo sguardo speranzoso di Sharon.
«Potremmo provare ad accedere da remoto al cellulare di Raydor, da lì, se siamo fortunati potremmo cancellare il filmato»
«Sembra semplice…troppo semplice» borbottò Provenza.
«No, tenente, non è semplice infatti. Bisogna violare dei sistemi di sicurezza per accedere da remoto all'ID del cellulare…in teoria ci vorrebbe un mandato…non si potrebbe violare la privacy di un cittadino così per diletto…» Mike guardò il capitano.
«Lo so…» rispose lei combattuta «Sono le regole…» le dispiaceva che proprio lei, così ligia al dovere, infrangesse le sue così sacre regole e oltretutto trascinasse dei suoi sottoposti a infrangerle con lei.
«Non c'è tempo per un mandato.» disse Provenza «Bisognerebbe prima fare la denuncia e aspettare che il giudice accetti di firmare la disposizione per agire. Oggi noi ce ne freghiamo delle regole. Se dobbiamo violare la privacy del povero Jack Raydor lo faremo come lui ha violato la sua, capitano.»
«Mi prendo io ogni responsabilità anche per voi. È il minimo che possa fare per ripagarvi dell'aiuto che mi state dando» aggiunse lei.
«Ora sarà meglio darsi da fare o si farà notte» Provenza stemperò la tensione di quel momento con il suo solito modo di fare.
Dopo aver cenato da solo con una tristissima pizza arrivata tiepida, Andy si mise sul divano e accese la tv per distrarsi un po' e rilassarsi dopo la lunga giornata di lavoro. Qualcosa però continuava a distrarlo. Un pensiero fisso o forse solo sesto senso. Ripensò più e più volte alle parole che Provenza gli disse poco prima, al telefono. E più ricordava, più continuava a non convincersi. Provenza non era il tipo che ha voglia di guidare un'ora e mezza da Los Angeles a Santa Barbara, dopo una lunga giornata di lavoro, solo per andare a cena. Non era da lui. E poi non c'era nessuna occasione da festeggiare…nessun compleanno, nessun anniversario. Gli stava nascondendo qualcosa, ormai ne era certo. Si convinse che doveva essere successo qualcosa con l'incontro con Jack e l'idea non lo lasciava tranquillo. Temette che a Sharon fosse successo qualcosa che gli volevano nascondere. Decise così di uscire e dirigersi al condominio.
«Eureka!» esclamò Mike.
«Ce l'hai fatta? Sei dentro al cellulare di quello stronzo?» domandò Provenza.
Anche Sharon si destò.
«Ora che ha avuto l'accesso all'ID, può cancellare il filmato?»
«Sì…in teoria sì…» Mike era titubante.
«Perchè in teoria?»
«Beh ecco…posso cancellarlo dal rullino multimediale ma…Jack Raydor potrebbe essersi salvato una copia del filmato e conservarla magari in qualche archiviazione virtuale o su un disco o una chiavetta USB.»
«Quindi potrebbe essere tutto inutile…o addirittura peggio.» Sharon era affranta. Stava rischiando così tanto per cosa? Per qualcosa che forse sarebbe stato infruttuoso se non addirittura controproduttivo?
«Già…potrebbe capire che abbiamo hackerato il suo cellulare e potrebbe arrabbiarsi di brutto…» rispose Mike.
«Dobbiamo tentare comunque» Provenza prese le redini della situazione. «Cancelliamolo e speriamo che Raydor sia così stupido da non averne una copia da qualche parte. Sennò troveremo un altro modo per fermarlo.»
«Sì…forse ha ragione, tenente» concordò Sharon «procediamo.»
«Ok.» Mike prese l'ordine. Andò nella sezione video del cellulare per cercare il filmato e rimase sorpreso «Oh oh…»
«Che succede?» chiesero Provenza e Sharon.
«Il cellulare contiene tre filmati hard registrati dal dispositivo stesso…» rispose Mike «guardate voi stessi» disse indicando le anteprime dei filmati.
Sharon era fortemente imbarazzata ma doveva farsi coraggio e guardare.
«Hai capito Jack Raydor?!» esclamò Provenza. «Non si è improvvisato regista, lui sapeva bene cosa stava facendo, lo fa per abitudine.»
«E ricatta le sue vittime…» sussurrò Sharon «come ha ricattato me.»
«Già.» concordò Provenza. «Dobbiamo guardarli per identificare le altre donne e contattarle. Se hanno subito un'estorsione potrebbero voler fare denuncia.»
Sharon si vergognava come una ladra ma dovevano per forza analizzare i filmati per far luce in quella torbida storia.
Pochi secondi dopo, tramite la data che Sharon non potè dimenticare, risalirono al suo filmato e aprendolo ne poterono avere conferma. Erano stati i secondi più imbarazzanti della sua vita ma Mike ebbe il tatto di rendere quel momento più breve e indolore possibile. Fu molto serio e professionale, come anche Provenza. Nei filmati seguenti Sharon potè riconoscere nettamente la moglie del sindaco Lawson e in un altro ancora la sorella dell'avvocato McWain.
«Mike, faccia una copia di tutti questi filmati e li salvi su una chiavetta, per favore.»
«Compreso il suo?»
«Sì. Compreso il mio. Le regole del gioco sono cambiate.» Aveva qualcosa in mente.
Continua…
