Capitolo 25: Reset

| Etheria |

| Zona della Paura |

«Adora!» urlò Catra. La bionda in questione si alzò di scatto e spinse via la gatta dal letto, gesticolando come se dovesse fare a pugni. «Adora!» la chiamò ancora la ragazza prendendogli le mani per non farsi picchiare, mettendosi a ridere successivamente «Da quando dormi fino a tardi?». Adora abbassò la guardia e poi si mise a guardare stranita la stanza «Dove sono? Come sono arrivata qui?». «Sei nella tua stanza… Stai bene?» chiese preoccupata l'altra. «Io… Sto bene. Stavo solo… Facendo un brutto sogno: c'era una cosa che dovevo sistemare.» rispose la bionda. «Figurati se non sognavi il lavoro!» esclamò Catra ridendo «Non c'è niente da sistemare, Adora: è tutto perfetto!». «Sì… Era solo un sogno.» si rassicurò Adora. Poi, l'amica l'aiutò a mettersi in piedi e corse verso la porta «Muoviti dormigliona!». La bionda rise leggermente mentre la vedeva andarsene, ma sapeva che aveva ragione: era ora di muoversi. Si diresse così sulla sedia dove si trovava la sua solita giacca rossa. La indossò e si diresse allo specchio a fianco per darsi ultima sistemata. Fu lì diede uno sguardo al lato destro dell'indumento: per un attimo gli parve di vedere un cerchio bianco con il numero "10" impresso in nero. «Adora!» la chiamò Catra. Il Capitano dell'Esercito lasciò perdere a quello che aveva visto, o credeva di aver visto dato che il numero era scomparso subito dopo, e corse dall'amica.


| Terra |

| Bellwood |

«Ben!» urlò una voce femminile. Il ragazzo si alzò di scatto e preparò l'Ultimatrix per combattere. «Benjamin Kirby Tennyson!» richiamò la donna «Non osare trasformarti in casa!». Ben abbassò la guardia, si stropicciò gli occhi e guardò la figura che gli stava parlando: Sandra Tennyson, una bionda con indosso un maglione rosso, pantaloni e ballerine nere. «Mamma?» interrogò lui alzandosi dal letto. «E chi se no?» disse lei alzando gli occhi al cielo. «Dove sono? Come sono arrivato così?» continuò il portatore dell'Ultimatrix. «Eh… Sei nella tua stanza.» rispose la madre con molta incertezza «Ti senti bene?». «Io… Sto bene. Stavo solo… Facendo un brutto sogno: c'era una cosa che dovevo sistemare.» rispose Benjamin. «Figurati se non sognavi di cacciarti in qualche tipo di problema.» sospirò di frustrazione Sandra. «Non è colpa mia se tutti cercano di uccidermi.» ribatté il ragazzo con sorriso. «Sai una cosa? Sarebbe perfetto se per una volta non ti cacciassi nei guai!» dichiarò la bionda uscendo dalla stanza «E comunque, era ora che ti svegliasti, dormiglione!». Il portatore dell'Ultimatrix gemette mentre si alzava e si prestava a prendere la sua giacca verde dalla sedia della scrivania. Mentre la indossava si accorse, attraverso il riflesso dello schermo del computer, un fatto insolito: per un attimo gli parve che il "10" scritto sulla giacca fosse rimpiazzato da un distintivo giallo con impresso un simbolo rosso simile alle ali di un pipistrello. Il telefono si mise improvvisamente. Lui lasciò perdere a quello che aveva visto, o credeva di aver visto dato che il numero era riapparso subito dopo, e rispose a sua cugina. «Pronto?» chiese il ragazzo. «Ben, alla centrale nucleare… ORA!» ordinò Gwen, riattaccando subito. «Ok… È l'ora dell'eroe!» esclamò Benjamin, iniziando a correre fuori dalla casa.


| Etheria |

| Zona della Paura |

Adora stava meticolosamente guardando il corridoio. Ogni soldato che si trovava, appena la vedeva, si fermava dal camminare o dal fare qualsiasi altra cosa per salutare onorevolmente il Capitano dell'Esercito. La bionda lo trovò strano. Perché si comportavano tutti così? Perché appena passava gli applaudivano e si complimentavano? «Che cosa guardano tutti?» chiese la ragazza. «Guardano te! L'invasione di Thaymore è riuscita perfettamente: sei l'eroina del momento!» rispose Catra con un largo sorriso. «Thaymore?» mormorò la bionda confusa. Si fermò un attimo a pensarci, realizzando «Oh… Sì! Ho sconfitto ribelli in rivolta a Thaymore!». Corse subito di nuovo a fianco dell'amica «Sì! L'ho fatto!». «Ti prego… Non ci saresti mai riuscita senza di me!» gli ricordò la gatta sorridendo. «È vero… cosa farei senza di te?» scherzò Adora, spingendo amichevolmente l'altra. Catra scoppiò a ridere, finché non colpì un soldato nelle vicinanze. «Ehi! Guarda dove vai sciocca!» esclamò con rabbia la donna. La gatta la guardò seria mentre la bionda l'affiancava. «Capitano dell'Esercito? Non sapevo che lei fosse… Mi dispiace tanto!» si scusò subito il soldato. «Sarà meglio! Puoi andare!» disse seria la ragazza. La guardia se ne andò subito via e le due adolescenti, dopo essersi scambiate uno sguardo, scoppiarono a ridere. «Capitano dell'Esercito, non farmi male!» simulò Catra, facendo continuare ancora le risate «Troppo forte!». Ripresero allora a camminare. «Mi ripeti dove stiamo andando?» chiese Adora. «Allo spogliatoio: c'è una cosa che devo mostrati.» rispose la gatta. La bionda si fermò in quel momento «Allora perché facciamo il giro lungo? Prendiamo la porta laterale è proprio…». La ragazza si voltò per indicare il passaggio, ma… Dov'era finita la porta? «Cosa? No, è sempre stato da questa parte. Sicura di stare bene?» domandò preoccupata l'amica. «Sì… Sto bene.» rispose con poca sicurezza il Capitano dell'Esercito. «Hai un trauma cranico o roba simile? Hai preso qualche botte in testa, ma speravo che la tua stupida acconciatura attutisse i colpi!» si avvinghiò Catra scherzando. «Sto bene! Ok?» se la staccò l'altra «Non costringermi a prenderti a calci!». «Sì, ti piacerebbe!» ribatté la gatta ridendo. Le due ragazze cominciarono poi a ridere mentre raggiungevano la destinazione.


| Terra |

| Bellwood |

La centrale nucleare di Bellwood non era mai stata una zona di combattimenti o di attacchi alieni… Fino ad oggi con l'arrivo del mercenario SevenSeven.

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Kevin, che aveva assorbito il metallo e trasformato le mani in martelli, tentò di colpire SevenSeven con tutta la forza possibile. Il primo attacco andò a vuoto, ma il secondo riuscì ad andare a segno tanto da farlo indietreggiare vari metri. Questo però non fermò il mercenario dall'utilizzare il cannone energetico per scaraventare al muro l'Osmosiano, bloccandolo fra i detriti. Fu sul punto di sparare un secondo colpo, ma una sfera magica lo colpì alle spalle. Voltandosi si trovò Gwen correre per le scale mentre scagliava sfere d'energia. «Lascialo stare!» ordinò lei mentre saltava di fronte a lui, intento a parare i colpi con la sua spada energetica. SevenSeven cominciò poi a cercare di colpire l'Anodite, che prontamente alzò uno scudo. Vari colpi vennero messi a segno contro la difesa e, quando riuscì ad abbatterla, cercò di infliggere il colpo decisivo, ma un Appoplexian gli afferrò subito la mano. «Ma come ti sei permesso, eh!?» interrogò Tigre assai furioso «Ti dico una bella cosa SevenSeven, cacciatore di taglie a pagamento…». Il mercenario non gli fece finire la frase che con una mossa di karate lo mandò a terra. «Uh, karate!» esclamò colpito il felino mentre si rialzava «Ti chiamerò Uomo Karate! Posso chiamarti Uomo Karate, Uomo Karate?». L'alieno corazzato non rispose e corse per colpire con la sua spada, prontamente distrutta dal morso della tigre furibonda. Con ciò, SevenSeven si preparò allo scontro a mani nude. «Ti dico una bella cosa: io rimarrò qui immobile come una pila di tavolette. Così potrai meditare prima di spaccarmi a metà, ok?» informò Tigre. Il cacciatore di taglie rimase nel suo silenzio e partì all'assalto, ma l'Appoplexian parò. «Ho mentito!» disse il felino, parando altri colpi ed afferrando l'avversario per la testa «Conosci la differenza fra me e le tavolette? Io posso reagire!». Finita la frase ad effetto, Tigre fece volare con un pugno l'essere corazzato contro la strumentazione della centrale. SevenSeven si rialzò dolorante, trovandosi la tigre aliena avvicinarsi. «Adesso sono un po' arrabbiato.» informò lui schioccando le nocche.


| Etheria |

| Zona della Paura |

Le due ragazze arrivarono negli spogliatoi ridendo e combattendo scherzosamente, prima che Lonnie gridasse «Sorpresa!». Adora si voltò, trovandosi Rogelio, Lonnie e Kyle, con quella che sembrava una torta grigia. «Sorpresa!» si aggiunse il biondo. «Cos'è esattamente?» chiese Adora, guardando il blocco grigio con la sua faccia disegnata sopra «Non sono le barrette delle razioni?». «Non saremmo mai riusciti a sconfiggere i ribelli senza di te! In più sei stata tu a convincere la Tessitrice d'Ombre a farci venire!» spiegò la ragazza di colore, avvicinandosi al ragazzo «Quindi, abbiamo costretto Kyle a non mangiare le sue barrette per fare questa!». «Ho fame, ma per festeggiare la tua vittoria ne valeva la pena!» esclamò il biondo. «Ragazzi! Avete preso perfino quelle grigie: sono molto meglio di quelle marroni!» ringraziò il Capitano dell'Esercito abbracciandogli. «Ehi! È stata un'idea di Catra!» disse Lonnie. «Ah, sì?» sorrise Adora voltandosi. «Piantala! Non facciamone un caso di stato!» scherzò la gatta avvicinandosi con un sorriso. «Wow! Non riesco a credere di piacerti! È così imbarazzante per te!» rise la bionda, tirandosi l'amica sottobraccio. «Smettila! Levati!» si liberò l'altra «Non è perché mi piaci!». Cominciarono allora a combattere amichevolmente, finendo per far perdere l'equilibrio a Kyle e facendogli cadere la torta. «No no no no no no!» gemette il biondo. «Oh, andiamo Kyle!» sbottò Lonnie. «Scusate.» disse il ragazzo. Iniziarono così a ridere, lanciandosi i pezzi di torta fra di loro. Adora gli guardo con un sorriso… che perse quando lesse "MARA" sulla torta. «Cosa?» mormorò lei confusa. «Aspetta, hai una cosa proprio qui!» scherzò Catra schiaffeggiandogli un pezzo di torta sulla faccia. La bionda rise, non notando più la scritta.

«Adora, alzati da terra.» chiamò Tessitrice d'Ombre. Tutti si voltarono, potendo vedere delle ombre prendere la forma della strega. «Sei il Capitano dell'Esercito che ha depredato Thaymore.» continuò la donna mentre si avvicinava. «Scusi Tessitrice d'Ombre.» mormorò Adora. «E tu.» disse Tessitrice d'Ombre, indicando Catra. La donna avvicinò poi la mano per… rimuovergli dei pezzi di torta come una madre. «Guardati: sei un disastro. Vatti a dare una ripulita… Non sei più bambina.» disse la strega «Ho grandi speranze per tutte due. Sprecate il tempo con giochi così sciocchi.». «Va bene Tessitrice d'Ombre.» concordò Catra, alzando gli occhi al cielo. Tessitrice d'Ombre iniziò poi ad andarsene, chiamando «Adora, vieni con me.». La bionda la seguì.


| Terra |

| Bellwood |

SevenSeven venne massacrato per bene da Tigre… Ed aggrovigliato ad un palo della luce. «Visto? Il lampione lo ha impacchettato per bene!» scherzò Gwen. Ben e Kevin si lanciarono uno sguardo perplesso ed alzarono le spalle confusi, dirigendosi successivamente alla macchina di quest'ultimo. «Che vi prende? La mia era soltanto una battuta!» disse la ragazza avvicinandosi a loro. «Sì, sì. L'abbiamo capita.» annuì il portatore dell'Ultimatrix. «Ragazzi!» gridò all'improvviso un bambino, vestito con una felpa simile alla giacca di Ben «Ragazzi, aspettate!». «Ciao, Jimmy! Quanto tempo! Vuoi uno scoop per il tuo sito web?» salutò Benjamin. «No, ne ho già uno di scoop, grazie. Ho intercettato l'avanguardia di un'invasione aliena, ma sono riuscito a fermarla, quindi non ci sarà ragazzi!» rispose il giovane, mangiando noccioline. I tre adolescenti lo guaradrono senza credergli. «Davvero?» chiese scettica Gwendoline. «Sì. Ero dentro ad una grotta con un mostro pianta alieno e lo sconfitto, almeno credo, insomma… Mi sa che durante la lotta sono svenuto.» rispose il bambino. «Se non hai il video, risparmia il fiato Jimmy.» informò Kevin. «Ce avevo, ma deve averlo preso l'alieno prima di rientrare nella grotta.» disse il fan «Ne ero sicuro, volevate una prova, non è vero?». «Che non c'è, quindi ciao.» concluse l'Osmosiano, dirigendosi alla sua macchina. «Ho un quintale di cose da studiare Jimmy: ci vediamo alla prossima invasione.» si aggregò la rossa. Jimmy lanciò allora uno sguardo supplichevole al suo eroe. «Ok, d'accordo: controllerò io.» si arrese Ben «La mia auto è dal meccanico, ci dai un passaggio Kevin?». La risposta di Levin? Andarsene via in fretta e furia.

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«È assurdo che tu non abbia la tessera dell'autobus: dovrebbe far parte del tuo equipaggiamento!» dichiarò Jimmy mentre camminava per il bosco a fianco a Ben. «Lo farò presente.» disse Benjamin. Qualche metro dopo, raggiunsero finalmente la famigerata grotta dell'invasore. «Resta qui: entro prima io.» disse il ragazzo. «E beh… Se questa è la procedura standard.» commentò il bambino. Il portatore dell'Ultimatrix non ci fece caso ed entrò con la torcia accesa. L'eroe camminò per un paio di minuti prima di arrivare al fine del tunnel. Come sospettava, non c'era assolutamente nulla, se non una scritta a caratteri cubitali che diceva "ARON"… Aspetta, cosa!? «Ma che diamine…» mormorò Ben. «Ben? Tutto a posto? Ben!?» chiamò l'amico ancora fuori. Benjamin si voltò e gridò «Vieni, Jimmy!». Tornò poi alla scritta… Che era scomparsa. «Strano.» mormorò lui, mentre il bambino arrivava. «Ehi, devi proprio averlo spaventato quel mostro pianta.» informò il portatore dell'Ultimatrix, ignorando per ora quello che credeva aver visto. «Dov'è finito!? Era qui sembrava… Un baccello o un bulbo! Veniva dallo spazio!» esclamò Jimmy. Ben annuì poco convinto «Quando alla sera mangio troppo faccio degli incubi così reali che mi sveglio colpendo l'Ultimatrix.». «Ma è successo veramente!» affermò il fan. «Una volta ho visto Vilgax nascosto nel mio armadio: era una camicia di extra large di nonno Max.» continuò Benjamin. «Non lo so… Forse hai ragione. Forse la volevo così tanto una storia da raccontare, che l'ho sognata.» ammise infine Jimmy, cominciando a sgranocchiare noccioline. «Ti accompagno a casa.» disse infine Ben, facendosi strada verso l'uscita.


| Etheria |

| Zona della Paura |

«Lo devo ammettere: non credevo che Catra e gli altri fossero pronti ad entrare in azione… Ma sotto il tuo comando, si sono comportati in modo ammirevole.» ammise Tessitrice d'ombre mentre camminava per i corridoi della Zona della Paura con a fianco Adora «Stai diventando sempre di più la leader che ho sempre pensato potessi essere.». «Grazie tessitrice d'Ombre. Non ci sarei mai riuscita senza di loro.» ringraziò la bionda con leggero rossore. «È inutile dire che Hordak è rimasto colpito dalla tua prestazione.» continuò la strega, giungendo e fermandosi ad una finestra «Ti premierà con una nuova missione.». «Davvero?» chiese la ragazza stupefatta. «Riceverai il resto dei dettaglia alla riunione.» rispose la donna, voltandosi per guardare il paesaggio della Zona della Paura alla finestra «Guarda Adora. Questo è ciò che sei: il Capitano dell'Esercito che condurrà l'Orda alla vittoria!». Adora osservò con un sorriso lo scenario, ma lo perse quando accadde l'impossibile: la Zona della Paura iniziò a sfarfallare in lampi bianchi. «È quello che hai sempre sognato!» continuò Tessitrice d'Ombre, come se tutto fosse normale «È davvero tutto perfetto!». La ragazza rimase lì in silenzio ad osservare con shock la scena, ma quando apparve un uomo in camicie bianco che rimpiazzò il suo riflesso. Adora si voltò allora di scatto verso il mentore «Cosa? Che cosa ha appena detto?». «Ho detto Sei pronta per la riunione, Adora?» ripeté Tessitrice d'Ombre «Ora va: non far aspettare il sergente!». Con ciò, la donna se ne andò via. La bionda non disse nulla, ansimando per la faccenda appena accaduta.


| Terra |

| Bellwood |

Dopo aver scaricato Jimmy a casa, Ben andò in un negozio di idraulica su cui c'era scritto "Max's Plumbing". «Nonno Max!» lo chiamò Benjamin mentre camminava nel negozio pieno d'articoli per le riparazioni. Il ragazzo si diresse allora sul retro del negozio, raggiungendo un vecchio bagno malconcio. Accese la luce, fece qualche passo in avanti e poi tirò lo sciacquone. Subito, sotto di lui si illuminò un anello verde e il pavimento si abbassò in un ascensore segreto che si trovava nella stanza mentre lo calava giù.

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Scese l'ultima rampa di scale, trovandosi un vecchio con addosso una camicia hawaiana rossa e con in mano dei fogli. «Bravo! Giusto in tempo, Ben!» esclamò Max sorridendo. «Per cosa?» chiese il ragazzo. «Per parlare di come hai gestito le cose a Zarkovia e della vittoria su Viktor.» rispose il nonno, posando i fogli sul bancone lì presente. «Zarkovia?» mormorò Benjamin confuso. Si fermò un attimo a pensarci, realizzando «Oh… Sì! Ho sconfitto re Xarion! Sì! L'ho fatto!». «Ti prego… Ti ricordi che non eri da solo?» gli ricordò l'anziano sorridendo. «È vero… Cosa farei senza Gwen e Kevin?» scherzò il portatore dell'Ultimatrix. Max scosse la testa sorridendo «Lo devo ammettere: non credevo che saresti riuscito a fare la scelta giusta con tutte le variabili… Ma urlarti contro da quando avevi dieci anni ha dato i suoi frutti! Stai diventando sempre più maturo e responsabile.». Ben sorrise al complimento di suo nonno. L'anziano indicò poi una finestra della stanza, da cui si potevano i Risolutori al lavoro «Guardati Ben. Sei diventato un uomo.». Benjamin osservò con un sorriso lo scenario, ma lo perse quando accadde l'impossibile: l'intera base iniziò a sfarfallare in lampi bianchi. «Sono fiero di te!» continuò Max, come se tutto fosse normale «È davvero tutto perfetto!». Il ragazzo rimase lì in silenzio ad osservare con shock la scena, ma quando apparve una vecchia in scopa volante passargli davanti. Ben si voltò allora di scatto verso Max «Cosa? Che cosa hai appena detto?». «Ho detto Non ti stai dimenticando di una certa tennista, Ben?» ripeté il nonno.


| Etheria |

| Zona della Paura |

Adora raggiunse la sala delle riunioni, incontrando altri Capitani dell'Esercito. Si sedette successivamente a fianco ad una ragazza scorpione, che cominciò a parlargli «Ciao, io sono Scorpia.». «Ciao, Adora.» si presentò la bionda, tornando nel suo silenzio di attesa. L'altro Capitano dell'Esercito la guardò male «Sai, non so perché, ma tu non mi piaci affatto! È solo una mia sensazione di pancia, forse è quella acconciatura quando ti gonfi i capelli o quanto questa attiri l'attenzione sulla tua gigantesca fronte!». «No… Ok, potete lasciar perdere i miei capelli per oggi?» chiese l'altra. «E comunque che razza di nome è Adora?» continuò la ragazza mastodontica «È tipo… Ehi, ho capito! Tutti ti amano, ma io invece no!». «Benvenuti Capitani dell'Esercito, dopo il brillante successo della nostra recente missione a Thaymore.» tuonò il sergente, riferendosi alla vittoria di Adora «L'Orda adesso è nella posizione perfetta per conquistare il resto di Etheria.». L'uomo dalla pelliccia blu accese successivamente lo schermo alle sue spalle «E questo è il nuovo obiettivo: il Cancello sul Mare di Salineas, che separa il territorio dell'Orda dalle acque controllate dai ribelli…». L'individuo continuò a parlare, ma qualcosa attirò Adora: un biglietto arrivato dal nulla. Lo aprì e lesse "MARA". La bionda spalancò gli occhi e si guardò attorno, cercando di capire chi glielo avesse lanciato: nessuno parve dargli peso, troppo occupati ad ascoltare. La ragazza però, non riuscì più ad ascoltare il sergente: tutte le immagini che mostrava, le principesse, gli facevano venire dei flash che lei non aveva vissuto o… Credeva di non aver vissuto. Sebbene stesse dando di testa, il culmine con arrivo con "È l'ora dell'eroe!". Scattò allora in piedi urlando «Che sta succedendo!?». Tutti i presenti fecero qualche passo indietro, assai confusi. «Ehm… Capitano dell'Esercito Adora, ha qualcosa da dire?» chiese l'uomo perplesso. Adora si guardò attorno con paura e cominciò ad indietreggiare «Dov'è lo schermo!?». «Non c'è nessuno schermo. Tutte le informazioni dovrebbero essere nel suo rapporto.» rispose ilo sergente. La bionda guardò le sue mani: da dove saltavano fuori quei fogli? L'adolescente buttò tutto a terra nel panico e scappò via. «Capitano dell'Esercito!» richiamò l'uomo peloso, sebbene nessuno gli diede retta.


| Terra |

| Bellwood |

Una ragazza asiatica, dal maglione rosa e dai capelli a caschetto, stava impazientemente aspettando fuori dal locale di "Burger Shack". Stava per andarsene, ma una nuvola di fumo in avvicinamento la stranì. Due secondi dopo, apparve di fronte a lei XLR8. «Hai un alieno che probabilmente rompe la barriera del suono ed arrivi comunque in ritardo?» chiese seria la ragazza. «Scusa Julie.» disse Ben mentre tornava umano «Ho avuto degli impegni.». L'altra la guardò male «Sai, non so perché, ma non riesco ancora a mollarti! È solo una mia sensazione di pancia, forse è quel doppio gioco che avevi fatto con Baz-l.». «Ehi, in tanto ho convinto Nave a rimanere con te!» si difese Benjamin, cominciando ad entrare nel locale.

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Passarono variati minuti, ma alla fine Ben e Julie si sedettero, con ciò che avevano ordinato, sulle loro seggiole. «Sai Ben, riprendono il fatto del tuo doppio gioco con Baz-l…» iniziò a parlare Julie «Ho fatto un sogno che ci lasciavano quel giorno.». La tennista cominciò a raccontare mentre il ragazzo rimaneva in silenzio ad ascoltare. Poi, il piccolo televisore presente nel locale cominciò a risuonare «La scorsa notte, il monarca di Zarkovia, re Xarion, è stato deposto e vari soldati, prima controllati mentalmente dal principe Gyula, si sono uniti ai ribelli.». «Ma come? Il grande Ben 10 non viene nominato?» scherzò la ragazza. «Già…» mormorò Benjamin alzando gli occhi al cielo. La fidanzata continuò a parlare, ma qualcosa attirò il portatore dell'Ultimatrix: un biglietto arrivato dal nulla. Lo aprì e lesse "ARON". Ben spalancò gli occhi e si guardò attorno, cercando di capire chi glielo avesse lanciato: nessuno parve colpevole. Il ragazzo però, non riuscì più ad ascoltare Julie: tutte le immagini della Ribellione di Zarkovia, stranamente delle principesse, gli facevano venire dei flash che lei non aveva vissuto o… Credeva di non aver vissuto. Sebbene stesse dando di testa, il culmine con arrivo con "Per l'onore Grayskull!". Scattò allora in piedi urlando «Che sta succedendo!?». Tutti i presenti lo guardarono, assai confusi. «Ehm… Ben stai bene?» chiese la ragazza di fronte con perplessità. Benjamin si guardò attorno con paura e cominciò ad indietreggiare «Dov'è il televisore con il notiziario!?». «Non c'è nessuno televisore. Tutte le notizie sono state dette alla radio.» rispose la tennista. Il portatore dell'Ultimatrix guardò più in basso a dove stava lo schermo: da dove saltava fuori la radio? L'adolescente, nel panico, scappò via. «Ben!» richiamò la ragazza, sebbene nessuno gli diede retta.


| Etheria |

| Zona della Paura |

Adora stava correndo per i corridoi della Zona della Paura. Non stava guardando dove stesse andando, troppo occupata ad avere degli strani flash in mente: principesse, soldati della Ribellione… Il simbolo di una clessidra. In tutto questo, svoltò a sinistra e… Di nuovo gli sfarfallii bianchi che distruggevano lo scenario apparvero di fronte a lei. Una volta sparirti, la ragazza iniziò a riprendere fiato ed avvicinarsi, ma non fece un passo che il lampo bianco l'accecò. Una volta passato, tornò tutto normale.

«Adora… Adora!» richiamò Catra alle su spalle. La bionda si voltò, tremando dalla paura. «Che c'è che non va?» chiese la gatta preoccupata. «L'hai scritto tu questo?» chiese l'altra tirando fuori il biglietto trovato prima. «Se ho scritto un pezzo di carta? Propenderei per il no.» rispose Catra. Adora riguardò il foglio: "MARA" era sparito. «No! C'era qualcosa… Qualcosa lì… Almeno… Credo.» farneticò la bionda «E poi stavo scappando… Perché stavo scappando?». «Ok, ok! Adesso calmati!» tranquillizzò l'amica poggiandogli la mano sulla spalla. Il Capitano dell'Esercito se la levò e continuò «Non posso calmarmi! C'è qualcosa che continuo a dimenticare! C'è qualcosa che dovrei sistemare! C'era una spada, un bracciale ed una luce brillante! E tu eri…». Catra gli mollò un ceffone. «Ahi! Quello per cos'era?» gemette la ragazza. «Scusa! Stavi impazzendo e forse anch'io!» si scusò l'altra. «Ma perché prendermi a schiaffi?» chiese Adora. «Forza! Andiamo fuori!» disse la gatta tirandola «Hai bisogno d'aria!». «No Catra! Non ho bisogno…» ribatté il Capitano dell'Esercito, prima che un lampo facesse cambiare lo scenario in uno dei tetti della Zona della Paura «D'aria.».

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«Come siamo arrivate qui?» chiese Adora. «Ci siamo arrampicate come facciamo sempre.» rispose Catra con preoccupazione «Non te lo ricordi?». «Non riesco a capire cosa mi stia succedendo! Sto perdendo la testa!» gemette la bionda. «Devi rilassarti.» tranquillizzò la gatta. «Sì… Sì, probabilmente hai ragione. Sto bene, va tutto bene.» cercò di rassicurarsi il Capitano dell'Esercito sebbene, guardando la sua amica seduta a fianco, aveva dei flash di lei che la guardava con odio. «Certo che ho ragione! Va tutto bene!» disse Catra alzandosi in piedi ed appoggiandosi alla ringhiera vicina «Presto noi due governeremo Etheria insieme, proprio come abbiamo sempre programmato!». «È questo che vuoi davvero? Governare il mondo?» chiese Adora. «Eh… Insomma, sì… È ovvio. Non è quello che vuoi anche tu?» balbettò la gatta. L'altra la guardò, avendo dei flash su l'amica che l'attaccava. «Non lo so.» rispose la bionda. «Non piantarmi in asso adesso! Questo è quello che abbiamo sempre voluto!» ribatté Catra «Sarà tutto perfetto finché resteremo insieme!». «E se non rimanessimo insieme? E se andasse tutto storto?» domandò il Capitano dell'Esercito mettendosi in piedi e mentre vedeva tutto sfarfallare «Perché non riesci a vedere questo!?». «Adora! Calma, resta con me!» rassicurò Catra prendendola per mano «Hai soltanto delle allucinazioni! È tutto nella tua tesa!».

«Adora! Catra!» risuonò all'improvviso la voce di Lonnie. Le due ragazze andarono a controllare, trovandosi Lonnie, Rogelio e Kyle a terra. «Immaginavo di trovarvi lassù!» continuò la ragazza di colore «Scendete giù! Ci sono delle grandi novità!».

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Un lampo bianco e le due furono da loro. «Che succede?» chiese Adora, accorgendosi poi di non essere più sul tetto. «Ok, ok, abbiamo appena saputo che verremo mandati a Salineas stasera!» informò Lonnie, con vari sfarfalli alle spalle. «Ma hanno detto alla riunione che sarà fra una settimana.» disse la bionda. «Adora è… È passata una settimana.» disse l'altra. A quel punto, ci fu un lampo e divenne notte. «No…» mormorò il Capitano dell'Esercito, portandosi le mani alla testa come se stesse per esplodere. «Adora, che hai?» chiese preoccupata Catra. «È tutto sbagliato! Lo so! Non lo capite!? I ricordi non combaciano, saltiamo nel tempo, le cose scompaiono! È come se il tempo e lo spazio non funzionassero correttamente!» esclamò Adora gemendo. «Adora, basta! Basta!» gridò la gatta, mentre gli altri si ritraevano indietro per la preoccupazione. Lei però non si fermò… Non dopo gli improvvisi flash di «Mara!». «Il portale, credo di ricordare! Tutto questo non è giusto! Noi non dovremmo essere qui!» dichiarò Adora. «Adora! Va tutto bene!» esclamò Catra. «Smettila di dirlo! Qualcosa non va! Tutti continuano a dirmi che è tutto perfetto, ma non lo è!» sbottò il Capitano dell'Esercito, fino realizzare «Tutti tranne Scorpia.». La ragazza incominciò allora a correre. «Adora! Adora, dove stai andando!?» gridò Catra.


| Terra |

| Bellwood |

Ben stava correndo per le strade di Bellwood. Non stava guardando dove stesse andando, troppo occupato ad avere degli strani flash in mente: lui che non conclude lo scontro a Zarkovia, principesse, soldati della Ribellione… Una spada. In tutto questo, svoltò in un vicolo a sinistra e… Di nuovo gli sfarfallii bianchi che distruggevano lo scenario apparvero di fronte a lui. Una volta sparirti, il ragazzo iniziò a riprendere fiato ed avvicinarsi, ma non fece un passo che il lampo bianco l'accecò. Una volta passato, tornò tutto normale.

«Ben… Ben!» richiamò Kevin alle su spalle. Il ragazzo si voltò, tremando dalla paura. «Che c'è che non va?» chiese Gwen preoccupata. «L'avete scritto voi questo?» chiese l'altro tirando fuori il biglietto trovato prima. «Se abbiamo scritto un pezzo di carta? Propenderei per il no.» rispose l'Osmosiano con tono assai ovvio. Ben riguardò il foglio: "ARON" era sparito. «No! C'era qualcosa… Qualcosa lì… Almeno… Credo.» farneticò il portatore dell'Ultimatrix «E poi stavo scappando… Perché stavo scappando?». «Ok, ok! Adesso calmati!» tranquillizzò la cugina poggiandogli la mano sulla spalla. Benjamin se la levò e continuò «Non posso calmarmi! C'è qualcosa che continuo a dimenticare! C'è qualcosa che dovrei sistemare! C'era una spada, un Ultimatrix giallo ed una luce brillante! E poi…». Kevin gli mollò un ceffone. «Kevin!» gridò la ragazza. «Ahi! Quello per cos'era?» gemette il cugino. «Stavi impazzendo!» si difese l'altro. «Ma perché prendermi a schiaffi?» chiese Ben. «Sentite! Andiamo da Mr. Smoothie e poi tu spieghi per bene!» disse Gwendoline cominciando a tirare suo cugino. «No, ragazzi! Non ho bisogno…» ribatté il portatore dell'Ultimatrix, prima che un lampo facesse cambiare lo scenario nel Mr. Smoothie, luogo facilmente trovabile per il fatto che aveva come mascotte un frullato sorridente «Di Mr. Smoothie.».

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«Come siamo arrivati qui?» chiese Ben con in mano il suo frullato. «Come facciamo sempre.» rispose Kevin perplesso. «Non te lo ricordi?» chiese Gwen. «Non riesco a capire cosa mi stia succedendo! Sto perdendo la testa!» gemette il ragazzo. «Devi rilassarti.» tranquillizzò l'Anodite. «Sì… Sì, probabilmente avete ragione. Sto bene, va tutto bene.» cercò di rassicurarsi il portatore dell'Ultimatrix. «Certo che abbiamo ragione! Va tutto bene!» disse l'Osmosiano. «Sarà tutto perfetto finché resteremo insieme!» disse sua cugina tirandogli una leggera gomitata. «E se non rimanessimo insieme? E se andasse tutto storto?» domandò Ben mettendosi in piedi e mentre vedeva tutto sfarfallare «Perché non riuscite a vedere questo!?». «Ben! Calma, resta con noi!» rassicurò la ragazza. «Hai soltanto delle allucinazioni! È tutto nella tua testa!» seguì l'amico.

Risuonò all'improvviso l'Ultimatrix. Benjamin lo accese e la voce di Max risuonò «Ben! Chiama Gwen e Kevin, poi venite al quartier generale dei Risolutori!». «Che succede nonno?» domandò il nipote mentre gli altri due lo affiancavano. «Ci sono delle grandi novità!» rispose l'anziano.

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Un lampo bianco ed i tre furono di fronte a Max. «Che novità?» chiese Ben, accorgendosi poi di non essere più da Mr. Smoothie. «Ok, ok, ho appena saputo che verrete mandati per l'addestramento da Risolutori stasera!» informò l'anziano, con vari sfarfalli alle spalle. «Ma non era fra una settimana?» chiese il portatore dell'Ultimatrix. «Ben è… È passata una settimana.» disse suo nonno. «No…» mormorò il ragazzo indietreggiando. «Ben, che hai?» chiese preoccupata Gwen. «È tutto sbagliato! Lo so! Non lo capite!? I ricordi non combaciano, saltiamo nel tempo, le cose scompaiono! È come se il tempo e lo spazio non funzionassero correttamente!» esclamò Benjamin gemendo. «Ben, basta! Basta!» gridò Kevin, mentre gli altri si ritraevano indietro per la preoccupazione. Lui però non si fermò… Non dopo gli improvvisi flash di «Aron!». «Il portale, credo di ricordare! Tutto questo non è giusto! Noi non dovremmo essere qui!» dichiarò il portatore dell'Ultimatrix. «Ben! Va tutto bene!» esclamò Max. «Smettetela di dirlo! Qualcosa non va! Tutti continuano a dirmi che è tutto perfetto, ma non lo è!» sbottò il ragazzo, fino realizzare «Tutti tranne Julie.». Ben incominciò allora a correre. «Ben! Ben, dove stai andando!?» gridarono tutti.


| Etheria |

| Zona della Paura |

Scorpia stava leggendo i fogli dati una settimana fa alla riunione, buttandogli a terra e camminando nei corridoi della Zona della Paura. Continuò così, finché non apparve di colpo Adora «Tu non credi che sia tutto perfetto!». «Rispetta il mio spazio personale! Si dà il caso che io lo prenda molto seriamente ed inoltre… Di che cosa stai parlando?» chiese la ragazza mastodontica dopo il suo scatto di rabbia. «Le cose non vanno! Devi sentirlo anche tu!» esclamò la bionda «Non so bene perché, ma cominciò a ricordare! Devo andare nel Sancta Sanctorum di Hordak e tu devi aiutarmi!». «Il Sancta Sanctorum? Forse non lo sai, ma nessuno entrarci senza un esplicito permesso.» rise l'altra «Insomma, lo sanno tutti! Sei qualificata per essere un Capitano dell'Esercito?». «I ricordi si fermano nel Sancta Sanctorum. C'è qualcosa lì dentro… Qualcosa di potente e pericoloso: è lì che iniziato tutto! È lì che devo andare per sistemare le cose!» affermò Adora. Scorpia la guardò con scetticismo e, mentre l'altra di voltava, preparò la sua coda «Ok, Adora: ho capito perfettamente. Andrà tutto bene, in fatti credo di conoscere delle persone che possono aiutarti.». «Scorpia!» si voltò di scatto la bionda, facendo ritirare la coda dell'altra «Devi ricordare per forza qualcosa! Dimmi che ti ricordi! Tutti si comportano come se fosse tutto perfetto, tranne te! Perfino Catra è…». «Catra?» mormorò il Capitano dell'Esercito, avendo degli improvvisi flash sulla ragazza gatto in questione. «Tu ricordi.» disse Adora. «No… Io…» cominciò Scorpia, avendo un flash di Catra che mandava al tappeto Entrapta «Insomma, io non… Non lo so. E Catra, lei… Lei aveva solo paura, non voleva farlo!». Alla realizzazione di tutto, Scorpia si guardò attorno spaventata «Che succede? Continuo… Continuo a scordare le cose! È tutto sbagliato! Come siamo arrivate qui!?». «Io so solo che dobbiamo andare nel Sancta Sanctorum di Hordak.» disse Adora, per poi essere seguita da un lampo.

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Le due ragazze si ritrovarono all'improvviso di fronte al laboratorio di Hordak, nascoste dietro a della strumentazione. «Come siamo arrivate qui!?» sbottò Scorpia. «Tu stai al gioco, ok?» disse Adora, scorgendo la testa per notare dei soldati di guardia «Dobbiamo superare quelle guardie.». La ragazza mastodontica guardò nella stessa direzione, andando nel panico «Oh, cavolo! Pessimo piano! Cosa succede se ci beccano? Ci licenzieranno!». A quel punto, l'altra la zittì: si susseguì un litigio inutile per zittirsi, venendo poi beccati appena uscirono accidentalmente dal nascondiglio. «Ehi!» gridò uno dei soldati sguainando le armi «Che cosa ci fate qui!? Mani in alto!».

Ci fu di colpo un lampo ed i due soldati erano a terra svenuti. «Ahhhhhh! Sono stata io! Mi licenzieranno sicuramente!» pianse Scorpia. «Scorpia, dv concentrarti.» tranquillizzò Adora «Nulla di tutto questo importa.». «Questa storia non mi piace!» esclamò spaventata l'altra. A seguire, avvenne un altro lampo e la porta per il laboratorio scomparve. «ma non c'era una porta qui un attimo fa?» chiese la ragazza mastodontica. «Le cose stanno scomparendo. Sta peggiorando. Sbrighiamoci, ci deve essere un altro modo per entrare.» mormorò il Capitano dell'Esercito, iniziando ad allontanarsi per cercare una nuova via. Fu così che intravide di nuovo l'uomo in camicie correre davanti a lei. «Lì! È quell'uomo!» indicò la bionda iniziando a correre. «Quale uomo?» domandò Scorpia. «Quello che dice "Mara"! Andiamo!» rispose ed incitò Adora. «Ok, non ha alcun senso, ma ti seguirò perché non ho altre opzioni!» informò l'altra, cominciando a seguirla.


| Terra |

| Bellwood |

Julie si stava allenando nel campo da tennis di Bellwood con il suo personale spara palle vivente, Nave il piccolo Metamorph Galvanico. Continuò così a colpire le palle, finché, con un salto che lo fece atterrare davanti a lei, non apparve di colpo 2x2 «Tu non credi che sia tutto perfetto!». «Dovresti rispettare i luoghi pubblici invece di danneggiarli, sai? Ed inoltre… Di che cosa stai parlando?» chiese la ragazza asiatica. «Le cose non vanno! Devi sentirlo anche tu!» esclamò il Tetramand mentre tornava umano «Non so bene perché, ma cominciò a ricordare! Devo tornare a Zarkovia e tu devi aiutarmi!». «Zarkovia? Forse non lo sai, ma è zona di guerra.» rise l'altra «Insomma, lo sanno tutti! Sei ancora qualificato per essere un eroe?». «I ricordi sulla Terra si fermano nel punto in cui ho affrontato re Xarion! C'è qualcosa lì: è lì che iniziato tutto! È lì che devo andare per sistemare le cose!» affermò Benjamin. Julie lo guardò con scetticismo e, mentre l'altro si voltava, preparò la sua racchetta «Ok, Ben: ho capito perfettamente. Andrà tutto bene, in fatti credo di conoscere delle persone che possono aiutarti.». «Julie!» si voltò di scatto il ragazzo, facendo ritirare la racchetta dell'altra «Devi ricordare per forza qualcosa! Lo fai, ma credi sia solo un sogno, come quello che raccontavi sul fatto che ci fossimo lasciati!». «Ci siamo lasciati davvero?» mormorò la tennista.

Inizio Flashback

| Pianeta dei Churl |

| Santuario |

«Senti, Julie… Possiamo parlare?» balbettò Ben. «Veramente, io ho già parlato troppo.» disse Julie, allontanandosi con il piccolo Nave in braccio. Benjamin la fermò «È vero: mi comporto male qualche volta.». «Solo qualche volta?» chiesero in coro Gwen e Kevin alle sue spalle. «Siete stati chiari!» esclamò il portatore dell'Ultimatrix guardandogli. Il ragazzo tornò poi dalla tennista «Ma tu sei l'unica persona nella mia vita, a parte loro, a non essere impressionata da quello che faccio. Conosci il vero me stesso, i miei difetti e per te è tutto ok... Cioè, quasi.». «Sì, quasi.» concordò la ragazza «Perché sai cosa non è ok?». Il portatore dell'Ultimatrix indietreggiò leggermente preoccupato. «Il problema che nessuno di noi due riesce a stare dietro all'altro.» dichiarò Julie «Forse… Forse è tempo di ammettere che non siamo fatti per stare insieme.».

Fine Flashback

| Terra |

| Bellwood |

«Sì.» disse Ben. «No… Io…» alla realizzazione di tutto, Julie si guardò attorno spaventata «Che succede? Continuo… Continuo a scordare le cose! È tutto sbagliato! Come siamo arrivati qui!?». «Io so solo che dobbiamo andare a Zarkovia ed indagare.» disse Ben, per poi essere seguita da un lampo.


| Zarcovia |

I due si ritrovarono all'improvviso in una cittadina di Zarkovia, nascosti dietro ad un edificio. «Nave?» versificò Nave, di colpo fra le braccia della padrona. «Come siamo arrivati qui!?» sbottò Julie. «Voi state al gioco, ok?» disse Ben, scorgendo la testa per notare dei soldati «Dobbiamo superare quelle guardie.». La ragazza ed il cucciolo guardarono nella stessa direzione «Cosa!? No! Vuoi davvero affrontare un plutone di soldati!?». A quel punto, l'altro la zittì: si susseguì un litigio inutile per zittirsi, venendo poi beccati appena uscirono accidentalmente dal nascondiglio. «Ehi!» gridò uno dei soldati sguainando le armi «Che cosa ci fate qui!?».

Ci fu di colpo un lampo ed i soldati erano a terra sconfitti. «Nave.» mormorò il Metamorph Galvanico in modalità armatura sulla ragazza. «Sono stata io!?» gridò la tennista. «Julie, devi concentrarti.» tranquillizzò Ben «Nulla di tutto questo importa.». «Questa storia non mi piace!» esclamò spaventata l'altra. A seguire, avvenne un altro lampo e parte del borgo scomparve. «Ma che fine ha fatto il resto della città?» chiese la ragazza asiatica. «Le cose stanno scomparendo. Sta peggiorando. Sbrighiamoci.» mormorò il portatore dell'Ultimatrix, iniziando ad allontanarsi per cercare una via che lo riconducesse al campo di battaglia. Fu così che intravide di nuovo la donna in scopa volante passare davanti a lui. «Lì! È quella vecchia signora!» indicò il ragazzo iniziando a correre. «Quale vecchia signora?» domandò Julie. «Quella che dice "Aron"! Andiamo!» rispose ed incitò Benjamin. «Ok, non ha alcun senso, ma ti seguirò perché non ho altre opzioni!» informò l'altra, cominciando a seguirla.


| Etheria |

| Zona della Paura |

«Aspetti!» gridò Adora, ancora all'inseguimento dell'uomo in camicie bianco, mentre si addentrava nella Zona della Paura. La bionda svoltò poi a sinistra, trovandosi in un corridoio a più vie. Rimase ferma ed incerta su dove andare, ma un improvviso lampo azzurro al fondo della strada gli indicò la via. Tornò allora a correre, trovando finalmente un'entrata per il laboratorio di Hordak.

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Adora si guardò attorno, in parte insicura di cosa fare. «Perché… Sono… Tutti quanti… Così… Veloci?» chiese Scorpia, con il fiatone per la corsa, mentre affiancava l'altra. «Ci siamo. Vieni.» disse la bionda appena si riprese. Iniziarono così ad incamminarsi nel laboratorio. «Spero che funzioni.» mormorò Scorpia preoccupata. «Funzionerà, poi potrai tornare ad odiarmi.» tranquillizzò Adora. «Senti, se ci fai uscire da qui, prometto che non ti odierò: ti detesterò solo il minimo indispensabile.» dichiarò la ragazza mastodontica. «D'accordo.» accettò l'adolescente. Continuarono ancora camminare, poi raggiunsero la destinazione. «No! Oh, no! Non può essere così!» gemette scioccata Adora, non trovando assolutamente niente «Era qui! Era proprio qui! Dov'è!?». In quel momento, la testa cominciò a fargli male: i flash dell'ultimo istante del portale gli balenò in testa. «Catra. È stata Catra. Catra ha fatto questo. Lei… Lei mi ha catturata e mi ha preso…» borbottò la bionda, avendo di colpo i flash di una spada e di un bracciale giallo «La spada ed il bracciale. Ha attivato il portale.». «La spada? Il bracciale?» chiese Scorpia. «La spada ed il bracciale. Ci dovrebbero essere queste due cose, ma sono sparite.» rispose la ragazza, realizzando «Sono nel portale! Ecco perché siamo qui: devo ritrovarli!». Dei versi interruppero la loro conversazione. «Nasconditi!» avvertì Scorpia, correndo con l'altra dietro a tavolo. Mentre stavano nascoste, cominciarono a udire dei passi ed uno battito di ali: Hordak e Imp erano al tavolo. Il demonietto cominciò ad annusare ed il signore oscuro si guardò attorno, per poi allontanarsi con il piccoletto. «C'è mancato poco.» sussurrò Scorpia. Troppo presto: Imp saltò di fronte a loro e cominciò a dare l'allarme. «Scappa!» gridò Adora dandosi alla fuga con l'altra ragazza. Passarono dalla porta da cui erano entrati, mentre tutto iniziava a creparsi.

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«Che sta succedendo!? Non riesco a capire che sta succedendo!?» gridò Scorpia mentre correva per il corridoio «Adora aspetta!». Le crepe bianche emisero un lampo e sparirono… Con Scorpia. «Scorpia? Scorpia!» chiamò Adora fermandosi. Tutto tacque: era sparita come se nulla fosse. Iniziò poi ad esserci un brusio alle sue spalle. Adora si voltò e si accorse che la conseguenza del portale stava tornando per il secondo giro. La bionda se la diede a gambe.


| Terra |

| Zarcovia |

«Aspetti!» gridò Ben, ancora all'inseguimento della vecchia signora, mentre si addentrava nel bosco nei pressi della cittadina. Il ragazzo svoltò fra alberi e piante, trovandosi poi perso nella selva. Rimase fermo ed incerto su dove andare, ma delle improvvise farfalle gli indicarono la via. Tornò allora a correre, trovando finalmente al campo di battaglia.

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Ben si guardò attorno, in parte insicuro di cosa fare. «Aspettare no?» disse Julie mentre affiancava l'altro. «Ci siamo. Vieni.» disse il ragazzo appena si riprese. Iniziarono così ad incamminarsi per l'area. «Spero che funzioni.» mormorò la tennista preoccupata. «Funzionerà, poi potrai tornare ad essere single.» tranquillizzò Benjamin. «Davvero?» chiese la ragazza confusa. «Ho imparato ad accettare i no.» rispose l'adolescente. Continuarono ancora camminare, poi raggiunsero la destinazione. «Ci siamo!» esclamò il portatore dell'Ultimatrix, indicando un albero. «Siamo dove?» chiese Julie perplessa. «Qui è dove i miei ricordi si fermano, poi diventano "principesse", "Aron" e "portale".» spiegò il ragazzo. In quel momento, la testa cominciò a fargli male: i flash dell'ultimo istante del portale gli balenò in testa. «Catra. È stata Catra. Catra ha fatto questo. Lei… Lei mi ha catturata e mi ha preso…» borbottò Ben, avendo di colpo i flash di una spada e di un Ultimatrix giallo «La spada ed il bracciale. Ha attivato il portale.». «Chi è Catra? E di quale spada e bracciale stai parlando?» chiese la tennista. «Catra è una che devo prendere a calci. La spada non ricordo, ma il bracciale era un Ultimatrix ricolorato di giallo. So dove devo andare, ma non so come.» rispose il ragazzo. Dei rumori e delle scosse interruppero la loro conversazione. Si voltarono: il mondo si stava crepando. «Scappa!» gridò Ben dandosi alla fuga con Julie.

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«Che sta succedendo!? Non riesco a capire che sta succedendo!?» gridò Julie mentre correva per il corridoio «Ben, aspetta!». Le crepe bianche emisero un lampo e sparirono… Con Julie e Nave. «Julie? Nave?» chiamò Benjamin fermandosi. Tutto tacque: erano spariti come se nulla fosse. Iniziò poi ad esserci un brusio alle sue spalle. Il portatore dell'Ultimatrix si voltò e si accorse che la conseguenza del portale stava tornando per il secondo giro. Ben si trasformò in Pinnajet e se la diede a gambe.


| Etheria |

| Zona della Paura |

La Zona della Paura stava crollando su sé stessa. Adora dovette fare slalom fra vari pezzi di detriti e edifici interi per non farsi uccidere. La bionda scorse poi una zona ancora sicura dell'area, ma una figura in camicie bianco che si incamminava nella direzione opposta attirò la sua attenzione. «Aspetti!» gridò il Capitano dell'Esercito correndogli incontro.

«Ciao, Adora!» salutò Paradox. «Chi è lei!? Perché la conosco!? Che ci fa nella Zona della Paura!?» interrogò Adora, guardandosi poi attorno «Tutto questo è reale!?». «Purtroppo sì Adora, ma tu puoi sistemarlo: c'è ancora tempo!» tranquillizzò il viaggiatore del tempo mentre scrutava il suo orologio da taschino. In quel momento, il terreno iniziò a sprofondare. «Cercami nel bosco! Io e gli altri ti spiegheremo tutto!» informò l'uomo sparendo nel suo lampo azzurro. Adora non capì il messaggio, ma era certa di una cosa: doveva andare nel Bosco dei Sussurri.

«Adora!» chiamò all'improvviso Lonnie «Adora, dove sei stata!?». «Lonnie, dobbiamo uscire da qui!» esclamò la bionda «Dove sono Rogelio e Kyle?». «Chi?» chiese l'altra. «I nostri compagni si squadra da quando eravamo piccoli! Dove sono!?» affermò il Capitano dell'Esercito. «Io… Non ricordo. Credo che siano… Scomparsi…» balbettò la ragazza di colore, prima che il crollo di un edificio alle sue spalle non gli fece venire un infarto. Quello fu solo l'inizio: in stile domino, la Zona della Paura iniziò ad accartocciarsi su sé stessa. «Ma che sta succedendo!?» sbottò Lonnie dalla paura. «Andiamo!» ordinò Adora, afferrandola e scappando verso la porta vista prima. Iniziò così una corsa sfrenata da parte delle due per non fare la fine dell'area circostante, ma Lonnie cadde e rischiò la morte se non fosse stata per Adora. Le due raggiunsero poi la porta, entrando successivamente nell'edificio.

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Adora chiuse la porta ed iniziò a riprendere fiato. «Lonnie, dobbiamo…» la bionda si voltò, ma era sola. Fu così che Lonnie fece la stessa fine di Scorpia. La ragazza iniziò a tirare dei pugni alla porta per la rabbia, ma gli venne di una persona: Catra. Si affrettò a correre per il corridoio, mentre tutto cominciava a sgretolarsi alle sue spalle.


| Terra |

| Bellwood |

Bellwood stava crollando su sé stessa. Pinnajet dovette fare slalom fra vari pezzi di detriti e edifici interi per non farsi uccidere. L'Aerofibio non sapeva più dove andare: fortuna volle che intravedesse vicino a casa l'anziana signora. «Aspetti!» gridò la manta rossa volandogli incontro.

«Ciao, Aron! Tesoro!» salutò Razz. «Chi è lei!? Perché la conosco!?» interrogò Pinnajet, guardandosi poi attorno «Sta accadendo sul serio!?». «Temo di sì, caro… Ma tu puoi sistemarlo: c'è ancora tempo!» tranquillizzò la vecchietta. In quel momento, il terreno iniziò a sprofondare. «Cercami dove è iniziata QUELLA estate!» informò la donna, sparendo. L'Aerofibio non capì il messaggio, ma era certo di una cosa: doveva tornare al parco di Yellowstone. «Un'ultima volta… Dove tutto ha avuto inizio.» mormorò la manta, prendendo il volo mentre dava l'addio a Bellwood.


| Etheria |

| Zona della Paura |

«Catra!» chiamò Adora una volta che trovò la gatta, che stava semplicemente parlando con due ragazzi. «Adora?» borbottò la ragazza mentre l'amica l'afferrava e la portava dentro uno sgabuzzino in fretta e furia.

«Ehi! Hai ufficialmente perso la testa, vero?» chiese Catra con frustrazione. «Ascolta, dobbiamo andare: adesso!» mise in chiaro la bionda «Scorpia, Lonnie, Kyle e Rogelio sono tutti spariti!». «Di che stai parlando? Chi è sparito?» domandò la gatta. «Loro sono spariti! Non c'è più nessuno e noi saremo le prossime se non usciamo da qui subito!» esclamò il Capitano dell'Esercito. «Va tutto bene invece! È tutto perfetto! Devi smetterla!» sbottò l'amica sorpassandola. «Non dire che è tutto perfetto: so che non è perfetto e lo sai anche tu!» ribatté con rabbia Adora. Catra non disse nulla, ma l'altra aveva ragione: anche lei ricordava. «Tu sei impazzita! Io non vado da nessuna parte!» sbraitò la gatta, non dando retta ai flash. «Catra…» cominciò la bionda, scorgendo poi la cassa d'armi vicino a lei. Il Capitano dell'Esercito prese l'arma e, mentre l'amica diceva «Che stai…», avviò la funzione di teaser sull'altra.

Adora prese fra le braccia Catra e cominciò a correre mentre tutto ciò che stava dietro di lei si distruggeva.


| Terra |

| Parco nazionale dello Yellowstone |

Il parco di Yellowstone era rimasto lo stesso negli, tralasciando che Inferno incendiò accidentalmente tutto, ma tutto stava per andare in malora per via degli effetti del portale. Pinnajet stava osservando ogni millimetro della zona, alla ricerca di Razz, ma la sua ricerca non stava dando i suoi frutti… E l'Ultimatrix si scaricò mentre era in volo. «Non posso essere sopravvissuto a Vilgax e i Supremi, per poi morire diventando una frittata!» ringhiò con rabbia Ben, maneggiando sull'Ultimatrix. Stava per sfracellarsi, ma una figura lo prese al volo. «Giovanotto!» esclamò Razz, tirandogli una botta in testa «Devi stare attento!». «Lezione imparata, ma come risolvo il problema!?» interrogò il ragazzo mentre lanciava lo sguardo verso la più completa distruzione. «Per prima cosa, bisogna tornare su Etheria.» rispose l'anziana «E seconda cosa… Non fidarti delle imitazioni!». Con ciò, l'anziana e Ben sparirono in un lampo azzurro… Prima che la Terra collassasse.


| Etheria |

| Bosco dei Sussurri |

Ben si ritrovò di colpo in un bosco alieno, senza Razz sotto vista, e leggermente sopra da terra. «Mi riempirò di lividi!» gemette il ragazzo, sfracellandosi e rotolando a terra per vari metri. Una volta che si rimise in piedi, si guardò attorno «Signora? È qui?». Nessuna voce risuonò nel Bosco dei Sussurri. «D'accordo. Improvvisiamo con…» cominciò Benjamin, notando che l'Ultimatrix era sparito «Cosa… Ma certo. "Non fidarti delle imitazioni": il vero Ultimatrix è bloccato nel portale.». Tornò a guardare il paesaggio, iniziando ad incamminarsi nella fitta selva aliena.

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L'intera Zona della Paura venne rasa al suolo da un colossale fascio di luce che si erigeva verso l'alto: era questo che Adora, alla guida di uno skiff, poté vedere mentre fuggiva. La bionda zizzagò fra le dune della landa desolata e fra le crepe del cedimento della realtà per giungere in luogo ben preciso: il Bosco dei Sussurri.

Il viaggio fu abbastanza "tranquillo", ma andò in malora quando, all'interno della foresta, Catra si svegliò. Lei e Adora si guaradrono qualche secondo, prima che cominciasse lo scontro. «Catra! No!» gridò la bionda mentre la gatta la minacciava di fulminarla con il teaser. Il Capitano dell'Esercito continuò a resistere, ma mollò nel processo i comandi del veicolo, andandosi a schiantare dopo varie decine di metri: le due ragazze volarono così a terra. Si rialzarono e partirono per prendere il blaster, ma Adora riuscì a tenere lo scontro a suo vantaggio. «Non puoi! Dobbiamo allontanarci dalla Zona della Paura il più possibile o verremo cancellati con tutto il resto!» esclamò il Capitano dell'Esercito mentre teneva sottobraccio l'amica. «Credi di potermi convincere rapendomi!? Che problema hai!?» sbottò Catra, togliendosela di dosso. «Io non ti abbandonerò di nuovo!» dichiarò la bionda rialzandosi. «Perché non puoi restare e basta? Qui abbiamo tutto quello che ci serve!» disse la gatta. «Non è reale, Catra! Per quanto vorrei che le cose fossero semplici come erano un tempo, non c'è modo di tornare indietro!» spiegò Adora. Catra la spinse la via e cominciò a fuggire, ma l'altra la spinse al suolo, rotolando per una piccola collinetta. Si rimisero subito in piedi. «Perché lo hai fatto!?» domandò Adora. «Non so di che cosa tu stia parlando!» rispose la gatta. Il rumore di distruzione tuonò nel bosco: stava arrivando anche lì da loro. «Non abbiamo tempo! Dobbiamo andare!» esclamò la bionda. Catra si strinse sulle sue spalle in preda al panico ed al mal di testa da flash del vero mondo.

Inizio Flashback

| Etheria |

| Zona della Paura |

«Tu mi guardi le spalle ed io le guardo a te: non ci può succedere niente di brutto fino a quando stiamo insieme.» disse la piccola bionda di dieci anni. «Lo prometti?» chiese la gattina nascosta fra le sue coperte blu.

Fine Flashback

«Lo prometto. Vedrai che andrà tutto bene.» tranquillizzò Adora «Basta che rimaniamo insieme.».

Inizio Flashback

| Etheria |

| Thaymore |

«Vieni con me! Non devi tronare lì! Possiamo sistemare tutto!» gli disse Adora mentre tutta Thaymore crollava sotto gli attacchi dell'Orda. La gatta non disse nulla, sconvolta da quel scambio di schieramento.

Fine Flashback

«Aiutami a sistemarlo! Ti prego! Non può essere questo ciò che vuoi!» la pregò Adora. «Non lo capisci!? Io non verrò mai con te!» sbottò Catra. La bionda indietreggiò e la gatta scoppiò malvagiamente a ridere. «Tu devi sempre andare via e rovinare tutto, non è vero?» chiese la ragazza sogghignando, per poi avventarsi addosso all'altra, facendola cadere al suolo.

Catra fu sul punto di attaccare, ma una figura verde l'assalì dalla sua destra. «È da un po' che ci si vede Catra, o sbaglio?» scherzò Ben, trovandosi poi con la schiena contro un albero. «Non so come sei arrivato qui, ma ce n'è anche per te!» ruggì la gatta, graffiando la pianta dopo che il ragazzo schivò. L'avversaria continuò a lanciare attacchi, ma Benjamin riuscì a contrastarla e spingendola via. «Catra, guarda che sta succedendo: distruggerai tutto quanto!» gridò poi Adora, mettendosi in mezzo. «Ed allora che accada! Non vi lascerò vincere: preferisco vedere il mondo sgretolarsi piuttosto che farvi vincere!» urlò la gatta. Si spaccò in quel momento il terreno, facendo quasi cadere le due. Catra cominciò a tirare a sé Adora. «Catra, no!» gridò la bionda. Ben giunse lì e le separò, tirando via l'amica mentre l'avversaria affondava fra il suolo frastagliato. «Catra!» chiamò l'ex soldatessa mentre vedeva poi l'ex amica cadere nel nulla assoluto. «Dobbiamo andare Adora!» avvisò Benjamin, prendendola per il braccio e cominciando a correre.

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Si allontanarono per più e più metri, poi Adora cadde in ginocchio a piangere. Il ragazzo non trovò le parole da dire in quel momento, ma qualcuno giunse alle spalle.

«Oh… Siete voi ragazzi!» esclamò contenta Madame Razz. «Ce l'avete fatta… Come sempre!» si aggiunse Paradox. «Madame Razz! Paradox!» esclamarono in coro i ragazzi. «È passato molto tempo da quanto da quando si siamo visti l'ultima volta, non è vero?» chiese l'anziana incamminandosi per ilo bosco. «È così o non è ancora successo, Razz?» chiese il viaggiatore del tempo, guardando poi gli adolescenti confusi «Lei riesce a confondere anche me!». «Non sono riuscita a salvare nessun'altro.» disse Adora alzandosi in piedi ed inseguendo la nonnetta. «Non sei l'unica, Adora: la Terra è collassata prima che Razz mi portasse qui.» tranquillizzò Ben affiancandola. «Non è troppo tardi.» rassicurò Razz «Potete riportargli indietro, ma dovete agire in fretta.». «Come sapete tutte queste cose?» chiese l'ex soldatessa. «Perché è già successo in passato.» rispose l'uomo. «Quindi è già successo in passato?» domandò pensieroso l'ex portatore dell'Ultimatrix. «Con Mara e Aron!» gridarono gli adolescenti alla realizzazione. «Sì! Quando hanno spostato Etheria!» spiegò Paradox. «È stato folle!» commentò Razz. «È colpa mia.» mormorò Adora «Io avevo così paura di diventare un'altra Mara, di distruggere il mondo come ha fatto lei ed ora… Sta succedendo questo.». «Adora, non è colpa tua.» rassicurò Ben. La bionda stava per ribattere, ma la vecchia gli diede una stonata in testa «Distruggere il mondo? No! Mara e Aron hanno salvato il mondo… E lo farete anche voi!». «Ma non potete sprecare altro tempo! Dovete tornare indietro all'inizio: dovete trovare le vostre armi!» aggiunse l'uomo. «Ma l'ho già fatto!» esclamarono i ragazzi. «Dove siete andati voi non era l'inizio: dovete tornare indietro al vero inizio!» spiegò il viaggiatore del tempo. «Io… Io non riesco a capire!» esclamò Adora. «Non potete essere meno criptici?» chiese Ben. «Va tutto bene, non dovete capire: dovete solo ricordare.» tranquillizzò l'anziana. I due eroi continuarono ad essere confusi, ma la distruzione alle loro spalle attirò la loro attenzione. «Noi dobbiamo ricordare.» mormorò la bionda estraendo il foglio con scritto "SHE-RA". «E noi ricorderemo.» la seguì Benjamin, con il suo foglio con "INFINITE". E osservando quei biglietti, che si ricordarono di «Bow e Glimmer!». «Li dobbiamo trovare!» gridò il duo. «Allora andate! Veloci!» incitò Razz.

I ragazzi cominciarono a correre per il Bosco dei Sussurri. I criptici alleati gli sorrisero. «Dobbiamo andare anche noi, signora.» informò Paradox. E con un accenno dell'anziana, i due si diressero in faccia alla conseguenza del portale.

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Mentre tutto il Bosco dei Sussurri di distruggeva e cessava di esistere come il pianeta Terra e la Zona della Paura, Catra si fece forza e strisciò al suolo con ciò che gli rimaneva della forza. Si riuscì a sollevarsi da terra, aiutandosi con gli alberi, e si incamminò ad inseguire i due eroi… Sfigurata dal portale e divenuta con parte della faccia e del braccio destro nero.