Capitolo 26: Tornare all'inizio
| Etheria |
| Bright Moon |
Bright Moon era silenziosa… Se non per Glimmer che si teletrasportava ovunque, urlando come una matta, e facendosi prendere al volo da Angella: madre e figlia si stavano divertendo un mondo a modo loro. La regina atterrò poi, con la principessa fra le braccia, concludendo il gioco. Rimasero ancora a ridere per un po', in seguito la ragazza chiese «È stato fantastico! Possiamo farlo ancora?». «Direi che è abbastanza per oggi.» gli sorrise la donna.
«Voi due siete andate a volare senza di me?» interruppe seriamente un uomo barbuto vestito come uno sciamano. Scoppiando in una leggera risata. «Papà! Sei tornato!» esclamò Glimmer correndogli incontro. «Prendi al volo!» incitò Micah sorridendogli e lanciandogli un cerchio magico in stile frisbee. La figlia lo prese e lo distrusse, teletrasportandosi per abbracciare il padre. «Stai diventando brava in queste cose!» si complimentò il mago mentre rompeva la stretta. «Mi sono allenata!» spiegò la principessa. «Sì, ha fatto esplodere il mio giardino di fiori solo due volte.» annuì Angella, dando poi un bacio al marito «Bentornato a casa, amore.». «Sembra che voi due vi stiate divertendo un mondo senza di me: non vi devo essere mancato molto.» commentò Micah, facendo scoppiare una sonora risata da tutti.
«Vostre maestà!» gridò di colpo il generale dell'esercito, correndo verso i sovrani «Abbiamo catturato due ragazzi provenienti dal Bosco dei Sussurri che cercavano di introdursi nella stanza della principessa!». «Cosa!?» esclamò perplessa Angella «Per favore, scortate la principessa al sicuro nella sua stanza finché non avremo capito le intenzioni dell'intrusa.». Con ciò, il generale trascinò via Glimmer mentre i sovrani si dirigevano alla sala del trono. La principessa, con la coda nell'occhio, vide i prigionieri: Adora e Ben.
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Bow uscì dalla stanza di Glimmer con una montagna di pergamene fra le mani. Nel chiudere la porta della camera fece accidentalmente cadere ciò che portava. Emise un sospiro frustrato mentre sistemava i suoi occhiali e cominciò a raccogliere tutto quello che gli era caduto. Poi arrivò di colpo la principessa. Il ragazzo lanciò un grido di paura e cadde a terra come le sue pergamene. Glimmer si inginocchiò al livello del suo amico, mentre quest'ultimo chiedeva «Glimmer! Che sta succedendo? Sono tutti molto agitati oggi!». «Ci sono degli intrusi a Bright Moon… E dobbiamo capire di chi si tratti!» rispose la ragazza, sparendo nella sua nuvola di scintille.
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Glimmer riapparve con Bow vicino all'ingresso del castello, tenuto completamente sotto controllo dalle guardie. «Per quale motivo dobbiamo capirlo?» chiese il ragazzo. «Perché… Non lo so! È solo che io sento… Di conoscergli in qualche modo. Quindi dovremmo intrufolarci e spiare mentre vengono interrogati!» rispose la principessa. «Cosa!?» sbottò Bow nel panico, prima che l'amica gli tappasse la bocca. «So che sembra folle, ma loro sono venuti qui per una ragione e devo sapere qual è! Se vuoi restarne fuori, basta che tu me lo dica.» disse Glimmer. «Voglio restarne fuori!» dichiarò il ragazzo mentre l'altra gli ostruiva la bocca. «Non ho capito niente: stai con me!» gli sorrise la principessa, mandando nel panico l'amico appena si teletrasportò al di sopra dei troni dei sovrani.
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«Portate i prigionieri!» ordinò Angella mentre sedeva a sinistra di Micah. Le guardie si scostarono, facendo passare Adora e Ben, con le mani legate.
«Re Micah? Siete qui?» chiese stupefatta la bionda. «Sembra diverso dall'affresco.» commentò il ragazzo. Il generale gli zittì subito facendogli inginocchiare. Il re si alzò successivamente e scese qualche gradino fluttuante, lanciando poi un incantesimo ai due con il solito cerchio magico di Mystacor. «Questo è un incantesimo della verità: sarete costretti a rispondere onestamente.» spiegò lo sciamano «Ed ora, diteci chi siete e perché vi siete introdotti a Bright Moon.». «Ok… Wow, ci saranno molte cose da spiegare.» mormorò Benjamin «Vi sembrerà strano, ma lo giuriamo è tutto vero!». «La realtà sta collassando a causa del portale che Hordak e Catra hanno attivato!» cominciò la bionda. «Loro sono dell'Orda, ma voi non ve lo ricordate perché la Zona della Paura è scomparsa solo qualche ora fa!» seguì l'ex portatore dell'Ultimatrix ridendo nervosamente «Incredibile! È stata cancellata dal portale, ma vi giuriamo che esisteva e noi combattevamo con l'Alleanza delle Principesse!». «Noi avevamo una spada ed un bracciale che ci trasformava in due guerrieri alti due metri che si chiamano She-Ra e Infinite, ma l'Orda ha usato le armi per attivare il portale!» tornò a parlare l'ex soldatessa «Ci serve l'aiuto di Glimmer e Bow per fermare tutto e salvare Etheria!». Con il racconto finito, e con gli sguardi confusi su ciò che era stato appena detto, Micah mormorò «Io… Eh…». Prese allora la parola Angella, alzandosi dal trono abbastanza furiosa «Chi siete voi!? Come conoscete mia figlia ed il regio apprendista storico!?». «È uno storico qui?» borbottarono scioccati i due prigionieri. «Non importa: siamo migliori amici.» rispose infine Adora. «Io non vi ho mai visto prima.» informò serio lo sciamano. «Questo perché, attualmente, siete molto attivo per essere… Morto.» spiegò Ben, per poi ritrovarsi la lama di una spada sul volto. «State minacciando il re!?» sbottò il generale con la spada. «Come osate dire una cosa del genere!?» interrogò la regina, affiancandosi al marito. «Ci dispiace, ma niente di tutto questo quadra! Dovete averlo notato!» esclamò Benjamin. «Che cosa avete fatto ieri? C'è una ragione se non riuscite a ricordarlo: questo mondo non è reale!» seguì la bionda. «Credo di aver sentito abbastanza!» ringhiò Angella, voltandosi per andar via. «Angella…» la chiamò Micah, fermandola «Va tutto bene!». «Dobbiamo parlare con Bow e Glimmer: sono le persone più forti che conosciamo! Ci serve il loro aiuto per impedire alla realtà di andare in pezzi!» la pregò l'ex soldatessa mentre le guardie tentavano di tirarla via. «Guardie! Scortate questi due nella nostra cella!» ordinò a quel punto il re. I soldati si guardarono dubbiosi, dando successivamente lo sguardo al monarca. «Bright Moon non ha celle: ha solo la stanza degli ospiti!» ricordò l'ex portatore dell'Ultimatrix. «Per i miei gusti, voi due conoscete un po' troppo il castello.» disse serio Micah. I soldati afferrarono i ragazzi, pronti a portargli nella "cella".
«Aspettate! Dovete crederci!» gridarono i prigionieri prima di sparire nei corridoi dell'edificio. «Non ascoltargli: stanno mentendo!» rassicurò il re alla moglie appena rimasero soli. «Ma il tuo incantesimo della verità?» chiese Angella. «Qualcosa è andato storto: è impossibile che quello che ha detto sia vero. N-Non è possibile!» rispose lo sciamano.
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Con quella dichiarazione di suo padre, Glimmer capì una cosa: in qualche modo, assai bizzarro ed ambiguo, i due intrusi stavano dicendo la verità. Il problema adesso era capire… Come era possibile che fosse la verità!? Insomma: portali, Orda, She-Ra, Infinite… Suo padre in realtà morto. Non aveva senso! Ma bisognava andare a fondo con questa faccenda: Glimmer e Bow si lanciarono uno sguardo, per poi sparire.
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All'interno della "cella" di Bright Moon, Adora e Ben stavano guardando silenziosamente il paesaggio… Con i suoi vari sfarfallii, lampi e crepe. Presero poi i loro biglietti con su scritto "SHE-RA" e "INFINITE". Nel mentre Adora sospirava, Ben gli sorrise e gli posò una mano sulla spalla «Non preoccuparti. Ce la faremo.». La bionda ricambiò il sorriso, venendo poi interrotti da un suono familiare: il teletrasporto di Glimmer.
Si voltarono, trovandosi la principessa e lo studioso. «Bow! Glimmer!» esclamarono i due prigionieri avvicinandosi. Glimmer però, mise subito le cose in chiaro con una sfera magica in pugno e facendoli fermare. «Non vi ricordate di noi… Per niente?» chiese preoccupata l'ex soldatessa. «Andiamo! Siamo vostri amici, solo che… Lo ricordiamo solo noi.» disse nervosamente l'ex portatore dell'Ultimatrix. «Siete completamente pazzi! Sappiate che mio padre non ha mai sbagliato un incantesimo!» disse seriamente la principessa, facendo scomparire le scintille «Vuol dire che avete detto la verità prima. Com'è possibile?». «Ma certo: stavi origliando!» sorrise Adora. «Dovevamo immaginarcelo.» commentò Ben. «Ok, volete smetterla di comportarvi come se ci conoscessimo? Noi non ti conosciamo!» esclamò Bow a quel punto. «Sì invece!» dissero in coro i due eroi, confondendo gli altri due. «Bow, tu ci hai salvati la vita più volte di quante ne riesca a contare. Sei un grande combattente, un inventore geniale e non devi preoccuparti di ciò che pensano i tuoi padri: sono orgogliosi di te.» disse la bionda. «Glimmer, tu non ti arrendi mai e non ammetti la sconfitta. Sappiamo che farti degli amici è difficile per te, eppure sei tu quella che ci teneva uniti. Non ho mai conosciuto una persona come te.» seguì Benjamin. Glimmer e Bow rimasero silenziosi e pensierosi, poi la prima esclamò «Niente di tutto questo è vero! Io sono solo una principessa e Bow non è un combattente, è… Bow!». Il ragazzo di colore si afferrò subito la maglia che aveva indosso, squadrandola «È sbagliato. È questo è… Sbagliato. È tutto troppo perfetto. Sento continuamente dire che ogni cosa è perfetta!». La principessa rimase a pensare, avendo di colpo un flash: lei bambina, che guardava con ammirazione il murales di suo padre. «Mio padre…» realizzò Glimmer mentre le lacrime si preparavano ad uscire «È morto… Non è vero?». I due eroi abbassarono lo sguardo, dovendo però ammettere «Sì… Ci dispiace.». Non c'era però tempo di confortare l'amica: il castello tremò di colpo. «Eh… Che è stato?» chiese Bow, assai preoccupato. Adora e Ben guardarono il paesaggio attraverso la finestra, scorgendo lo stesso bagliore che aveva distrutto la Zona della Paura e Bellwood. «Sta cominciando a succedere anche qui. Non abbiamo molto tempo.» mormorò la bionda. «Allora che facciamo adesso?» chiese Glimmer. «Sistemiamo la realtà!» rispose con sicurezza Benjamin, ammettendo poi «In qualche modo.». «Sentite, Razz e Paradox ci hanno detto che bisogna tornare all'inizio, ma… Non sappiamo cosa significhi.» informò l'ex soldatessa in seguito. «Ok… Beh, avete detto che un portale ha provocato tutto questo. Chi potrebbe mai fare un…» cominciò Bow, avendo di colpo un flash di «Entrapta.». «Bow, sei un genio!» esclamò il portatore dell'Ultimatrix, guardando poi la principessa «Glimmer, puoi teletrasportarci a Dryl?». «Cosa? A stento sono riuscita a teletrasportare me e Bow!» affermò la ragazza in rosa. «Allora lo faremo nello stile della Squadra Migliori Amici.» gli sorrise Adora.
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Adora e Ben spalancarono con un calcio la porta della stanza, mettendo al tappeto i soldati presenti lì a fare la guardia in quel momento. «Scappate!» gridarono i due eroi, cominciando a correre mentre trascinavano gli altri. «È così che facciamo normalmente!?» urlò Glimmer. «Sì, improvvisiamo!» rispose Benjmain. «A me non piace affatto improvvisare!» informò spaventato Bow. I fuggitivi presero poi una svolta a sinistra, passando per un corridoio a cui, per via degli effetti del portale, scomparve di colpo le finestre. «Dobbiamo uscire da Bright Moon prima che scompaia come la Zona della Paura!» informò la bionda.
Successivamente, il gruppo prese un'altra strada a sinistra, scontrandosi con il generale. «Principessa! Non dovreste essere…» cominciò la donna, accorgendosi di Adora e Ben alle spalle di Bow «Ma quelli sono i prigionieri!». In risposta, Glimmer l'accecò con la sua magia e, dopo essere corsi via, esclamò «Scusa!».
Dopo aver corso per altri metri, un nuovo ostacolo apparve: il muro, dove avrebbe dovuto esserci un portone, si stava crepando sotto gli effetti del portale. «C'era una porta qui!» esclamò Glimmer scioccata. «Eh… Gente!» chiamò Bow, girato di spalle.
Gli altri si voltarono: Angella e Micah erano pronti allo scontro. «Allontanatevi da mia figlia… Subito!» ordinò la regina. «Mamma! Ferma!» affermò la principessa «Non vedi che sta succedendo!?». La donna alata la guardò con scetticismo, finché non gli vennero numerosi flash su She-Ra, su Infinite, su Bow come combattente… Su sua figlia che si apprestava ad andare, con l'aiuto della Tessitrice d'Ombre, alla Zona della Paura. Si guardò allora attorno: come poteva notare solo ora la distruzione? «Angella?» chiamò preoccupato Micah. La moglie lo guardò scioccata. «Che cosa c'è che non va?» domandò ancora lo sciamano.
«Mi dispiace. Mi dispiace tanto, ma dobbiamo sistemare le cose.» disse in lacrime Glimmer, per poi sprofondare di colpo nel terreno.
| Dryl |
Con urla, e numerosi tonfi, la Squadra Migliori Amici cadde da un condotto d'areazione. Gemendo di dolore, si trovarono ad alzare lo sguardo e notare un manipolo di robot attorno ad una figura. «Salve!» disse la figura, voltandosi con gli androidi «Ci conosciamo?». Il gruppo spalancò gli occhi: erano a Dryl… E quella davanti a loro era Entrapta.
| Bright Moon |
Bright Moon si stava distruggendo proprio come la Zona della Paura e Bellwood. Angella poteva solo guardare impotente mentre il suo finto regno veniva fatto a pezzi… Così come la sua vita felice.
«Angella.» chiamò Micah alle spalle, prendendogli poi le mani «La ritroveremo, Angella. E vedrai che tutto sarà perfetto… Di nuovo.». «Certo… È tutto perfetto, amore mio.» gli sorrise la moglie, posandogli una mano sulla guancia «Ma non è reale.». Lo sciamano si ritrasse indietro preoccupato. «Mi ricordo adesso.» mormorò tristemente la regina, seguita un'esplosione «Mi manchi così tanto, ma Glimmer ha bisogno del mio aiuto e non posso continuare a vivere soltanto di ricordi.». «Angella… Io…» cominciò il re. «Addio Micah.» salutò la donna, dandogli un ultimo bacio prima di prendere il volo ed allontanarsi.
Il mago la guardò tristemente, per poi realizzare «Angella! Angella, aspetta! Io non sono…». Non fece in tempo a finire, che scomparve con tutto il castello.
| Dryl |
La Squadra Migliori Amici si ritrovò a stare seduta in inginocchio e con delle tazze in mano, mentre un grosso robot gliele riempiva con dell'acqua. Nello stesso momento, gli passò a fianco un altro androide che porse un bicchiere di soda alla sua creatrice. «Affascinante!» commentò con un sorriso Entrapta «Non ho mai avuto dei non robot a farmi visita prima d'ora! Di solito siamo io ed i miei amici!». «Amici?» domandarono perplessi i due eroi. Nello stesso momento, Bow lanciò uno sguardo ad un robot, rimanendone abbastanza turbato. «Non sono incredibili!?» esclamò la tecno/principessa «E se si rompono, ne costruisco altri!». La scienziata scoppiò allora in una risata maniacale, per poi chiedere «Uno spuntino?». Arrivò dopo un robot con una cloche piena di… Roba metallica. Il gruppo scosse la testa. «Scusateli. Ci stanno ancora prendendo la mano con il… Cibo per le persone.» rise nervosamente Entrapta mentre mandava via l'androide, esclamando poi «A meno che non sia questo che mangiate! Ho così tante domande: ditemi tutto!». La tecno/principessa puntò così il registratore in faccia al gruppo. «Entrapta… Sappiamo che quello che stiamo per dire ti sembrerà una cosa folle.» disse Ben, togliendogli l'oggetto. «Parli dell'instabile portale che sta consumando e distorcendo la realtà?» chiese la scienziata. «Tu non ci crederai…» incominciò Adora, spalancando gli occhi in seguito «Aspetta, che hai detto!?». «L'ho capito tempo fa.» disse Entrapta, lanciandosi al suo computer mentre il gruppo si metteva in piedi «Un portale instabile è l'unica cosa che potrebbe essere responsabile delle anomalie che ho rivelato nella mia ricerca.». In seguito, la ragazza si spostò leggermente e rivelò una macchia bianca e delle versioni stilizzate di ciò che si trova su Etheria «Il portale esiste da qualche parte nel nostro mondo: finché rimarrà aperto, continuerà a destabilizzare la realtà, facendo scomparire le cose sempre più in fretta fino a che… BAM! Non ci sarà più niente!». La tecno/principessa scoppiò poi in una risata da pazza sclerata, prima di dichiarare con serietà «Il che è una brutta cosa.». «Come possiamo fermarlo?» chiese Benjamin. «I portali sono vie d'accesso, wormhole che collegano una zona dello spazio ad un altro.» iniziò a spiegare la scienziata mentre lavorava al computer «L'unico modo per spegnerlo è dall'interno, ma chiunque chiuderà il portale non se ne potrà andare: rimarrà intrappolato fra due realtà, forse per sempre. Immaginate i dati che potrebbero cogliere!». «Aspetta, quindi chiunque lo segnerà rimarrà intrappolato al suo interno per sempre?» chiese Glimmer con paura. «Esatto.» rispose semplicemente Entrapta. «Ci deve essere un altro modo!» esclamò Ben. «Cerca di ricordare!» la pregò Adora «Quando tu e Hordak avete costruito la macchina per portali…». «Ricordo… Sì… Mi ricordo.» mormorò la scienziata con gli occhi spalancata «Avevo un partner di laboratorio… Hordak! Eravamo amici e poi Catra… Oh, io ricordo tutto adesso: non sono davvero qui.».
Di colpo, il castello tremò ed iniziò a creparsi. «No, non può già succedere!» sbottò Benjamin. «Dovremmo avere molto più tempo!» si unì la bionda nel panico. «Non c'è… Più tempo.» mormorò pensierosa la tecno/principessa, capendo «Ha tutto senso adesso: sono le vostre armi! Quel portale è focalizzato su di voi: vi sta seguendo!». «Cosa?» chiesero i due eroi confusi. Entrapta non rispose: iniziò a sparire. «No!» gridarono i due. «Dovete rimuovere le armi dal suo interno: stanno alimentando il portale. Appena non ci saranno più, tutto tornerà di nuovo a posto.» spiegò la scienziata «È stato bello essere vostra amica.». E con ciò, si dissolse nel nulla. «Entrapta!» chiamarono i due eroi, prima che un lampo bianco gli accecò.
| Castello di Cristallo |
Il gruppo si ritrovò di colpo al vecchio faro di Light Hope. «Dove siamo?» chiese Glimmer spaventata. «Siamo… Al faro.» rispose Adora guardandosi attorno. «Le vedo solo io?» domandò Ben scioccato, indicando l'alto. La bionda osservò lo stesso punto: le stelle stavano riempiendo il cielo di Etheria. «Ragazzi, che sta succedendo!?» domandò nel panico la principessa. «È come ha detto Entrapta: la realtà si sta disfacendo più in fretta adesso.» rispose l'ex soldatessa. «Potrebbe essere troppo tardi.» mormorò preoccupato l'ex portatore dell'Ultimatrix. I due eroi si accorsero poi di un altro fatto: il Castello di Cristallo sembrava come nuovo.
Indietreggiarono a quella vista, trovandosi poi a scambiare uno sguardo stupefatto con i loro predecessori. «Mara? Aron?» chiesero gli adolescenti. I due adulti rimasero senza parole mentre sparivano nell'assoluto nulla dell'instabilità del portale con l'intero edificio e metà del Bosco dei Sussurri. «Rimanete qui.» disse Ben con un sorriso amaro «Ci vediamo, si spera, quando tutto sarà finito.». «Entrapta dice che il portale è focalizzato su di noi: siete in pericolo finché rimaniamo insieme.» ricordò Adora. Glimmer gli afferrò prima che se ne andassero «No. So che state pensando. Avete detto di conoscerci? Beh, noi conosciamo voi!». «Siete molto coraggiosi e generosi, ma siete dei pessimi attori.» gli sorrise Bow avvicinandosi. «Siete cocciuti ed ostinati e… Siete i nostri migliori amici!» piace la principessa, facendo iniziare a piangere i due eroi. In seguito, Bow e Glimmer cominciarono a dissolversi. «Ce la potete fare, ragazzi! Noi crediamo in voi!» fu l'ultima cosa che disse la ragazza in rosa, prima di scomparire con il ragazzo di colore.
Rimasti soli, i due rimasero in un triste silenzio… Finché apparve una figura felina assai familiare. «Catra!?» esclamarono sorpresi. «Ciao, idioti.» salutò la gatta con voce distorta, prima di spingergli.
| Deserto Cremisi |
Adora e Ben si ritrovarono a sbattere la schiena contro il bancone del bar del Deserto Cremisi. Quel luogo, solitamente pullulante di criminali, assassini e depravati, era ora così… Vuoto. Nella loro inquietudine, cercarono di alzarsi, se non fosse stato per Catra. «Oh… Dove sono i vostri amici?» scherzò la gatta, dando inizio allo scontro con una raffica di attacchi. I due adolescenti schivarono, finché Benjamin gli afferrò il braccio «Fermati, se non vuoi essere presa a calci!». «È sempre la stessa storia: io devo fare questo e voi dovete fare quello!» se la rise l'avversaria «Siamo onesti: è stata solo colpa vostra!». Con ciò, Catra gli lanciò a terra.
| Passo a Nord |
Adora e Ben rotolarono contro un muretto di ghiaccio e neve del Passo a Nord. «Se non vi foste fatti catturare, le vostre armi non avrebbero aperto il portale.» disse Catra mentre si avvicinava al duo, sollevandolo poi per lanciarlo sul punto che collegava un'estremità all'altra della cava. I ragazzi sbatterono contro la ringhiera, salvandosi dal non cadere, e si misero pronti ad affrontare la gatta, ma quest'ultima sembrava scomparsa nel nulla… Se non fosse stata alle loro spalle. L'avversaria gli colpì alle gambe, facendogli crollare in ginocchio. «Catra, devi ascoltarci!» la pregò Adora, prima che l'ex amica l'accecasse con una palla di neve. «Se voi non aveste preso le armi e non foste stati i peggiori eroi della storia, niente sarebbe accaduto.» schernì Catra, sollevandogli e lanciandogli nel vuoto della cava.
| Salineas |
Adora e Ben affondarono nelle acque di Salineas, appena fuori del Cancello sul Mare. Per via dell'ossigeno, riemersero in fretta: fu poi su una roccia a fianco a loro che Catra gli afferrò. «Ammettetelo. Lo sapete anche voi che il mondo sarebbe ancora salvo se non foste mai passati da quel portale.» derise la gatta, ributtandogli in seguito con la testa sott'acqua per annegargli.
| Regno delle Nevi |
Adora e Ben crollarono sulle gradinate per il trono di Frosta. Prontamente, Catra era lì ad attendergli e schernirgli «Voi mi avete ridotto così!». I due eroi si misero subito in piedi e si prestarono a darsela a gambe, passando per una porta lì a fianco.
| Zona della Paura |
Adora e Ben sbucarono in corridoio della Zona della Paura. Si aspettarono che Catra gli attaccasse dai lati del passaggio, ma invece la gatta fu alle spalle e gli buttò a terra. «Voi mi avete portato via tutto!» gridò l'avversaria, prendendogli e lanciandogli verso la porta da cui erano passati.
| Astronave di Mara e Aron |
Adora e Ben si trovarono seduti sulla fredda sedia nella sala comandi dell'astronave di Mara e Aron. Catra, di fronte a loro che si avvicinava, si afferrò le gole. «Avete distrutto il mondo ed è tutta colpa vostra.» derise la gatta. Nel mentre soffocavano, Adora, con il suo ultimo briciolo di respiro e forza, sbottò «No che non lo è!». A seguire, si aggiunse Ben con una spinta.
| il Portale |
Catra indietreggiò vari passi mentre si trovava ad addentrarsi in quel poco che rimaneva di Etheria. «Non ti abbiamo costretta noi a tirare quella leva!» gridò Ben. La gatta gli lanciò un sorriso di sfida, partendo all'attacco. Adora la stoppò «Non ti abbiamo obbligato a fare niente!» e la buttò successivamente a terra, dove rotolò per qualche metro. «Non abbiamo distrutto il mondo!» urlò Benjamin «Ma saremo noi a sistemarlo!». «E tu… Tu hai fatto la tua scelta!» si aggregò la bionda. L'avversaria si alzò di scatto e partì all'attacco. «Ora convivici!» esclamarono i due eroi, tirandogli in pieno volto un pugno da mandarla al tappeto svenuta. Lo scontro terminò così, ma i problemi non si fermarono: il terreno sotto di loro si distrusse del tutto e caddero nel vuoto. E nel mentre precipitavano nel nulla, poterono assistere alla dissolvenza di Catra al loro cominciare a sparire. Con tutte le speranze per la salvezza del mondo perse, i due eroi si prepararono all'inevitabile… Che aveva il nome di Angella.
«Ragazzi! Resistete!» gridò la regina volando in picchiata verso di loro, per poi afferrargli e portargli in una zona, a suo malgrado, ancora intera.
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«Ora ricordo: questo mondo non è il nostro. Che cosa possiamo fare?» chiese preoccupata Angella. I due eroi lanciarono lo sguardo verso l'alto, seguito anche dalla donna: vortice nero, in cui fluttuavano la Spada della Protezione e l'Ultimatrix. «Torna all'inizio.» mormorò Ben «Razz e Paradox intendevano il portale che ci ha portati qui.». «Possiamo sistemare tutto: dobbiamo soltanto entrare nel portale e tirare via le armi. Questo riuscirà a spegnerlo e tutti torneranno sani e salvi.» spiegò Adora. «Ed anche voi tornerete sani e salvi?» chiese Angella. «Di sicuro... Probabilmente… Forse…» ci girò attorno Benjamin. «Ragazzi.» si avvicinò la regina «Tornerete anche voi, vero?». «Dobbiamo sistemare tutto.» ammise in fine l'ex portatore dell'Ultimatrix. «Questo è il nostro destino.» disse l'ex soldatessa. «No ragazzi, no. Non lo è.» ribatté la donna abbracciandogli, sorprendendo i due. Rompendo la stretta, Angella gli disse «Vi posso confessare un segreto? Io sono… Una codarda.». «Cosa?» borbottarono gli adolescenti. La regina si allontanò leggermente, continuando «Sono sempre stata la regina che rimane indietro. Micah era quello coraggioso e poi Glimmer… Oh, Glimmer: così simile a suo padre. E ancora una volta io sono rimasta indietro, lasciando a lei le decisioni difficili al posto mio, lasciando che fosse lei quella coraggiosa. Io credevo di essere protetta e responsabile, ma ragazzi… Avevo soltanto paura.». Angella poi si voltò, continuando «Poi vi ho conosciuti: voi ci avete ispirati. Voi… Avete ispirato me.» ed avvicinandosi per aggiungere «Siete stati dei nobili esempi per tutti, perché non avete mai lasciato che la paura vi fermasse. Ora… Scelgo di essere coraggiosa io!».
E con quelle ultime parole, la regina prese il volo e partì per il centro del portale, lasciando i due urlare «No!», «Vostra Maestà!» e «Angella!». La donna alata ignorò la chiamata e continuò l'avanzata verso le due armi, giungendoci infine di fronte e tentando di rimuoverle, sebbene al contatto emanassero scariche elettriche. E nel mentre cercava di toglierle dal varco, lanciò uno sguardo ai due adolescenti, mormorando «Prendetevi cura l'un l'altro.» e disconnettendo le armi al vortice. Dopo quella azione, un lampo bianco accecò tutto.
Al ripristino della normale luce, il portale si era fermato, portandosi dietro la distruzione e… Angella. Il duo poté scorgere poi due piccoli bagliori scendere delicatamente verso di loro: erano le loro "fidate" armi. Le presero in mano, proprio mentre incominciavano a cadere le prime lacrime. Adora scoppiò a piangere, lasciandosi totalmente andare. Ben rimase invece con lo sguardo vuoto verso l'Ultimatrix, che l'aveva abbandonato nel momento del bisogno, poi se lo rimise al polso. Rimasero una manciata di secondi in quel silenzio funebre, infine si asciugarono le lacrime e sollevarono le due armi.
| Zona della Paura |
Di colpo tutti si ripresero dalla trance del portale, guardandosi attorno spaesati dal loro ritorno al Sancta Sanctorum di Hordak. Perfino il leader dell'Orda si sentiva perso! Per non parlare poi di Catra, che ansimò e si riportò le mani al volto non più sfigurato. Tutti dovettero però tornare a guardare il problema principale: il portale. La macchina che lo teneva acceso stava ora iniziando ad attirare ogni oggetto metallico presente nella stanza, facendogli volare per aria e facendogli passare dall'altro lato del varco. Cosa che preoccupò tutti? I detriti ferrosi rimasero un attimo a fluttuare immobili, poi il portale emise un accecante bagliore.
Fu proprio dopo quel lampo, che She-Ra e Infinite riemerso dal vuoto del varco. La prima passò subito, con un fendente solo, a tagliare in due il macchinario mentre l'altro, dopo essere diventato Ultra Eco-Eco, lanciò un urlo sonico per tutta la stanza. Il risultato delle seguenti azioni fu che tutto era sul punto di crollare… Era sul punto di distruggere tutto il lavoro di Hordak, che ora stava assistendo impotente alla distruzione. «Dobbiamo andare! Sbrigatevi!» avvertì Catra, iniziando a tirarlo per il braccio. Il signore oscuro rimase un attimo immobile, con il cuore infranto a causa di Entrapta, ma poi decise di muoversi e fuggire. Catra gli stette dietro, per poi fermarsi un attimo a guardare i due eroi… Che gli lanciarono uno sguardo mortale. La gatta gemette spaventata e tagliò la corda.
I due eroi sarebbero rimasti impassibili nella loro serietà, ma non poterono non sorridere nel vedere giungere Glimmer e Bow mentre urlavano «Adora! Ben!» e venivano ad abbracciargli. «Visto? Ve l'avevo detto che potevate farcela!» esclamò la figlia di Angella sorridendo. She-Ra e Ultra Eco-Eco ricambiarono… Nel mentre giungevano anche gli altri.
«Oh, sì! Ce l'abbiamo fatta! Ce l'abbiamo fatta!» esclamò quella piccola e adorabile piantagrane di Frosta, seguita da tutte le altre principesse per un grosso abbraccio. I due paladini sorrisero, ma una voce improvvisa attirò la loro completa attenzione.
«Per quanto sia commovente, dobbiamo andarcene… Subito!» sopraggiunse Tessitrice d'Ombre, porgendo la mano a Glimmer per ripetere l'incantesimo. La principessa di Bright Moon si avvicinò subito alla strega, seguita dalle altre principesse preoccupate e dai due eroi non molto convinti mentre venivano spinti da Bow. In seguito, con tutti in cerchio, Tessitrice d'Ombre e Glimmer ripeterono il potenziamento del teletrasporto, sempre con l'aura oscura che si formava attorno, e sparirono in un vortice nero come la pece… Che esplose nel laboratorio.
| Bright Moon |
Un cerchio magico dall'aria oscura e sinistra si formò in cima alla torre che sorreggeva la Pietra Lunare. Subito, si alzarono delle gigantesche fiamme tenebrose e, una volta che si diradarono, il gruppo si ritrovò in mezzo ad esso. Accorgendosi dell'ambiente familiare, tutti iniziarono ad esultare la vittoria appena ottenuta, fra risate, abbracci e… Piroette come stavano facendo Glimmer e Bow mentre esultavano «Ce l'abbiamo fatta! Ce l'abbiamo fatta! Ce l'abbiamo fatta!» e si allontanavano leggermente dagli altri. «Probabilmente verrò messa in punizione per il resto della mia vita, ma… Finalmente siamo tornati alla realtà!» sorrise la principessa, ricordandosi «A proposito… Adesso devo cercare mia madre! Magari sarà così felice di vedermi che si dimenticherà di punirmi!».
E mentre Glimmer parlava, poco distanti ad origliare per caso la conversazione, si trovavano i due eroi che, al sentire "mia madre" da parte di Glimmer, iniziarono… Ad essere mangiati vivi dai sensi di colpa. Con il terrore negli occhi, She-Ra e Infinite si guardarono negli occhi con lo stesso pensiero: come glielo avrebbero detto? Si voltarono inseguito verso Glimmer, intenta ancora a parlare e ridere con Bow, e gli si avvicinarono.
«Ragazzi, cosa c'è?» domandò Glimmer. I due eroi rimasero in silenzio, tornando alla loro forma originaria, e abbracciarono la principessa. «Angella… È rimasta indietro.» pianse Adora fra le lacrime. «Lei… Lei ci ha salvati.» continuò Ben balbettando. Glimmer rimase silenziosa, pietrificata ed immobile mentre le lacrime scendevano lungo le guance alla notizia della morte dell'unica figura genitoriale rimasta.
| l'Universo |
| Velvet Glove |
Da qualche parte dell'universo conosciuto, fra pianeti distrutti e disabiatti, volava una nave ammiraglia e tutta la sua flotta… Con il logo dell'Orda.
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All'interno, seduto sulla sedia del capitano e coperto in parte dall'ombra, il leader dell'esercito stava sbattendo le dita in modo impaziente sulle braccia della sedia, come se stesse aspettando che accadde qualcosa. Che fosse quello il motivo di tanta impazienza o un altro, qualcosa attirò la sua attenzione sugli schermi della nave, che si aprivano come un ventaglio: un puntino azzurro. L'individuo attivò il monitor, facendo aprire il pallino in una finestra e rilevando la foto di Hordak. «Allora era qui che eri finito… Fratellino.» mormorò il generale, uscendo dall'ombra e rivelandosi un demone bianco con quattro occhi verdi, di cui tre nel lato destro, e dei "capelli" in stile rasta… Rivelando essere il Grande Horde.
| Galvan Prime |
| Laboratorio di Azmuth |
Su un lontano pianeta, distante 76000 anni luce dalla Terra, si erigeva una vastissima città aliena. Numerosi palazzi dall'aspetto futuristico e tecnologico e dalle colorazioni verdi e gialle si sovrastavano nei cieli arancioni e marroni di quel mondo. Un edificio in particolare però attirava l'attenzione: forse era la forma a clessidra… O il simbolo dei Risolutori.
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Proprio dentro quel palazzo a clessidra, un piccolo esserino stava lavorando in un laboratorio di ultima generazione e pieno di tutte le tecnologie che la sua specie aveva creato. La rana umanoide, con delle rughe e dei lunghi baffi che segnavano la sua avanzata età, era intenta a saldare un orologio… Grande quanto lui! Il vecchio si fermò un attimo dal suo lavoro, osservando attentamente la clessidra spenta del dispositivo nero, grigio e bianco, e mormorando «E pensare che mi domandavo quando e se te lo avrei affidato… Ben Tennyson.».
All'improvviso, l'anziano poté udire il rumore di qualcuno che si prestava a correre. Alla porta, giunse in seguito una ragazza bionda, esclamando «Azmuth, c'è un problema!». «Problema che TU andrai a risolvere, Eunice.» ribatté il Primo Pensatore con il suo solito tono da burbero. L'Unitrix in tuta bianca a righe nere ringhiò «Il problema riguarda Ben!». Il Galvan si fermò di colpo e si voltò di scatto «Cosa!?».
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«La richiesta d'aiuto è arrivata pochi minuti fa.» spiegò Eunice mentre mostrava il monitor che segnalava la presenza di Ben… In mezzo al nulla. Azmuth analizzò bene la mappa galattica cercando di comprendere il perché l'Ultimatrix stesse inviando un messaggio da una zona così remota dello spazio, una zona in cui il portatore dell'Omnitrix non era mai stato o aveva pensato di andare. La bionda iniziò poi a fare supposizioni «Magari l'hanno rapito ed ora è riuscito a mandare un segnale. O magari…». «Inserisci la mappa dell'area mille anni indietro.» la interruppe il Primo Pensatore. «Cosa?» domandò perplessa la ragazza. «Falla e basta.» disse il Galvan con modo petulante. L'Unitrix non sembrava capire il senso, ma maneggiò la tastiera del super computer e lo fece ugualmente. Fu allora che la mappa segnalò, nel punto da cui veniva la richiesta di soccorso, un pianeta con sopra etichettato "ETHERIA". Azmuth sorrise «Ben Tennyson… Ancora una volta sei riuscito a sorprendermi!».
