SCAPPARE DAL NATALE

"Esiste una leggenda, una leggenda che parla di una figlia di un pastore che volle seguire gli altri pastori per andare a dare l'omaggio al piccolo nato a Betlemme ma non sapeva cosa regalare così rimase sola nella tristezza a piangere. Le lacrime caddero a terra trasformandosi in rose color rosa pallido. La bambina ne fu felice e corse in città a porgere le rose a Maria. Da allora a dicembre cresce quella rosa pallida per ricordare al mondo intero il regalo semplice della figlia del pastore". "Non sapevo che fossi così profondo Jim?" il Dottor McCoy stava scolando il bicchiere di zabaione "Solo perché sono un Capitano non significa che non posso essere sdolcinato". "Pff!". All'angolo della sala ricreazione c'era posto l'albero di natale in costruita, ai piedi c'erano scatoloni di addobbi e luci diverse, il Tenente Uhura stava sistemando le palle colorate su rami sparsi "Davvero non capisco il modo di fare degli umani" rispose Spock dubbioso, se ne stava in piedi ritto con le mani dietro la schiena "Che senso ha festeggiare una festa solo per scambiarsi i regali per compiacere gli altri?".

"Che c'è di male Spock?" rispose Uhura impegnata ad appendere le palle ai rami. Per ogni dita ne aveva infilate due "E' così che si fa? Che cosa c'è di più bello che stare insieme e scambiarsi i regali, o fare i pupazzi di neve?". Il Vulcaniano l'aiutò a mettere le palle "Noi Vulcaniani non facciamo queste cose."

"Questo non mi sorprende" mormorò McCoy "Non era lei che era per metà umano?". Era solito tra il Dottor McCoy e il Signor Spock battibecchi ma i Vulcaniani non avevano emozioni quindi non c'era bisogno di arrabbiarsi, rispondeva sempre con logica. "Una'altra cosa che non capisco è perché voi umani credete alla storia del bambino nato nella capanna. La logica dice che è impossibile che a Betlemme scenda la neve col clima desertico che possiede e soprattutto le date non coincidono. Il loro calendario era diverso dal nostro e per creare la storia hanno unito le date". McCoy si strinse le braccia punzecchiando Spock "Così lei non crede nemmeno a Babbo Natale". Si voltò verso il dottore camminando tendendo le mani dietro la schiena, accentuò un lieve sorriso rispondendo alla domanda "Come lei sa dottore Babbo Natale è solo una leggenda. E se pensa che io creda ad un anziano grasso che scende dal camino per consegnare i regali a tutto il mondo in una sola notte, no non ci credo". Kirk calmò gli animi era abituato ai loro battibecchi ma erano i suoi migliori amici "Sentite perché non torniamo al lavoro?" con quelle esatte parole l'interfono suonò "Qui Kirk!" il messaggio arrivava dalla plancia "Qui Checkov Capitano è meglio che salga a vedere".

Salirono in plancia. Si sedette sulla poltrona "Che cosa abbiamo Checkov". Il guardia marina Russo indicò sullo schermo una grossa nebulosa tutta colorata, al suo interno si trovava un pianeta di classe M simile alla terra "Si avvicini Checkov" l'Enterprise si avvicinò in orbita "Sembra che non si nulla i pericoloso". Sullo schermo apparve una faccia anziana con barba folta bianca "Salve esploratori. Benvenuti a casa mia" la voce era profonda "Sono il Capitano James Kirk dell'Astronave Enterprise. Veniamo in pace". Il visone non sembrava di cattive intenzioni, anzi gli invitò a scendere dalla nave per visitare il suo pianeta. "A me sembra tutto uno scherzo" "Siamo qui per questo McCoy, scendiamo e ci leviamo il dente. Spock, McCoy con me" Kirk impartiva ordini dalla plancia "Checkov a lei il comando". Il pianeta era la classica cittadina di dicembre innevata con i negozi aperti anche i giorni festivi per le ultime spese di natale "Sembra di essere sulla terra nel periodo di dicembre" sorrise guardandosi attorno. La cosa che lo sbalordiva è che nevicava ma non faceva affatto freddo, i primi bambini comparsero bardati di sciarpa, berretta lanciandosi le palle di neve. Spock passò il tricorder sui bambini "Sono umanoidi Capitano. Avete notato che non fa freddo eppure tutti indossano vestiti pesanti". Anche la neve non era fredda, ne fredda e ne calda. Kirk non sapeva come spiegarselo ma secondo Spock "strano capitano, tutto fa sembrare a qualche entità che ha creato questo ambiente per ma non ha pensato di renderlo vero" Kirk guardò McCoy "probabilmente non è in grado di renderle reali"

"esattamente capitano". si incainarono lungo la piccola cittadina. la cittadina era a forma circolare recintata da siepi ben curate e innevate. a nord una grande palazzo circondato da un giardino sempre ben curato, alle porte un cancello che si aprì xon la presenza dei tre ufficiali. con riluttanza si addentrarono fino ad arrivare alla porta del palazzo che anch'essa si aprì. lo spettacolo al suo interno era ancora più grande. decorato da festoni e luci con folletti indaffarati "benvenuti nella mio palazzo" la voce profonda parlò dal parapetto in ferro. sono Nicola e questa è casa mia".

"affascinante!" rispose Spock inarcando il sopracciglio "Capitano non vorrà veramente credere che quello è Babbo Natale vero?"

"Spock è vestito da babbo natale e poi è stato gentile con noi, sarà meglio accertarcene".

"sono James Kirk il Capitano" inizio con le presentazioni "il primo ufficiale Spock e l'ufficiale medico Leonard McCoy". il presunto Nicola fissò Spock non avendo mai visto un uomo con le orecchie a punta "e voi con le orecchie a punta non siete umano"

"sono per metà umano e per metà vulcaniano" precisò restando lige al suo intelletto. taque qualche secondo "ma prego venite" mostrò la fabbrica di giocattoli con pacchi già pronti e quelli ancora da riempire su un nastro trasportatore, per Kirk era tutto magnifico propro come un bambino con occhi spalancati.

la cucina e il salone lo erano ancora più grandi, Grandi stanze ben decorate e ordinate con colori caldi alle pareti. "che ne dite di vedere il giardino? ho anche cigni. prego andate". gli ufficiali uscirno dalla porta sul retro che apriva il giardino enorme floreale con una fontana in marmo, due delfini a forma di cuore spruzzavano acqua "devo ammetterlo è affascinante Jim! tutti sognerebbero un giardino così. si dice che anche Errico 8° aveva un giardino bello quanto questo" McCoy si guardava attorno toccando i petali dei fiori "questo è strano però. come fanno ad esserci fiori così belli in questo periodo dell' anno"

"hai ragione Bones. il tricorder dice che è veritero. vivo". all' improvviso una bufera di neve si avvicinò "una bufera capitano. dobbiamo tornare dentro" gridò Spock. nel tornare all' interno del palazzo Kirk si perse, non vide più i suoi compagni gridava i loro nomi senza vederli, si coprì gli occhi con il braccio "Spock! Bones! dovr siete". il volto di McCoy si avviy al suo "Jim! Jim! stia calmo è infermeria, apra' gli occhi" gli occhi verdi del capitano si aprirono "Bones io non..." - "non c'è bisogno che capisca. ha preso una bella botta in testa" si toccò la nuca "sembra che dei tamburi mi suonino in testa. che dolore".

"il principe azzurro si è svegliato signor Spock"

"non capisco" Kirk fu stranito e attonito "è più che normale che non ricordi della botta in testa. un bel colpo" scrollò il capo "non capisco. io mi ricordo che siamo scesi sul pianeta, Babbo Natale" guardò Spock "babbo natale ci ha mostrato il suo palazzo e poi siamo andati nel suo giardino "già e poi l'hanno colpita. lei ha voluto fare l'eroe come sempre. è stato impulso jim".

"non, no io mi ricordo che una tormeta di neve ci ha avvolti e voi due siete spariti non vi sentivo e vedevo più".

"Jim. hai avuto un brutto colpo. non di agiti, come suo medico le ordino di strairsi. non ricorda nulla? nemmeno i i droidi che ci hanno attaccati e imprigionati?" scosse il capo.

uhura piombò in infermeria "Spock, McCoy venite a vedere" si accorse che Kirk stava meglio "capitano vedo che sta meglio". tutti e quattro la seguirono in aula ricreazione, tutta piena di pacchetti regalo per gli ufficiali e equipaggio "ma come è possibile?!" McCoy non capì era attrattato dalla sorpresa "siete sicuri che non avete avuto voi il colpo alla testa?!". cercarono il loro regali tra la pila degli ufficiali "buon Natale amici miei".