FILMINI ROSA

Il furgone verde della disinfestazione usato da Zito e Switek era riempiva una stazione di controllo mobile con registratori, microfoni usati per gli appostamenti. Il loro ruolo era unico nel suo genere. La coppia amava la loro parte di lavoro all'interno della squadra di Castillo. Non avevano da lamentarsi. Non erano uomini d'azione come Crockett e Tubbs. Stavano sorvegliando da ore Miguel Toro un trafficante di film pornografici, rivendita di apparecchi elettronici e così via. Nella via parallela si trovava un pub. Alle 12.30 come da orologio di Switek segnava ora di pranzo il che voleva dire che il cibo avrebbe bussato la porta. Lungo il marciapiede un fattorino vestito con i colori del "El Pub Restourant" bussò alla portiera del veicolo parcheggiato. Switek aprì consegnando il denaro e afferrando il sacchetto "Tieni la mancia". Due coca cola, due bei Hamburger pieni di formaggio e il dessert. Il più delle volte le abitudini erano quelle. Passò un'altra ora di puro deserto, nulla da riferire a Castillo. "Giochiamo?" Zito tirò fuori un mazzo di carte "Ramino?" Switek fu d'accordo "Ci sto. Ma niente soldi".

Appostati sulla Ferrari Dyatona Crockett e Tubbs aspettavano sotto il sole caldo non vedendo arrivare l'uomo. Al contrario di Tubbs il detective Crockett era piuttosto paziente, attraverso le scure lenti scrutava le forme sinuose femminili di passaggio. "Zito e Switek dici che ci avviseranno prima o poi?" – "Devi avere pazienza Tubbs. Ce ne sono di cose che puoi goderti mentre aspetti" disse alludendo alle ragazze in passaggio. Finalmente il loro uomo Miguel Toro si incamminò per la via, uscì da un portone color verde "Crockett. È uscito ora" la voce di Zito usciva dal telefono in macchina di Crockett "è appena uscito". Il furgone verde aspettò a partire dando del vantaggio all'uomo in strada. La Berlina color ambra emanava musica caraibica a tutto volume "Eccolo, stagli dietro Larry!" non c'era molto da inseguire, la coda si formò in fretta sulla superstrada, il ponte si stava alzando e le macchine si arrestarono ambi le parti. "Crockett, è su una Berlina ambra. è diretto verso la superstrada".

Le file di veicoli si facevano sempre più fitte. Il ponte si alzava lentamente ma Larry non voleva perderlo. Poteva vedere la Berlina incolonnata nel traffico "Perché non lo prendiamo ora Stan! In due siamo in grado siamo fermi". – "Non voglio rischiare Larry. Aspettiamo Crockett e Tubbs". Ma Larry non ci stava picchiava il volante con le dita "Basta io vado". Scese dal furgone passando al fianco della fila di veicoli. Dallo specchietto Miguel Toro osservava il detective avanzare sulla strada. Sulla distanza più corta uscì dal veicolo iniziando poco a poco a correre "Fermo antidroga" lo prese come una minaccia e iniziò a sparare. Si riparò come puro istinto. Lo rincorse sulla strada, il ponte pendeva ancora di più. Miguel Toro era riuscito a saltare. Larry prese la rincorsa saltando rimane per un instante in bilico, rotolò su se stesso fratturandosi una spalla per l'atterraggio. Gemette dal dolore accartocciato a terra. Miguel Toro stava scappando a piedi, lo colpì nella gamba sinistra.

Castillo raggiunse la sua squadra. Con serietà faceva domande. Sulla lettiga Miguel toro non rispondeva ad alcuna domanda dei detective. Il braccio di Zito era fasciato e bardato da strati garza e stecche di ferro "Sto bene Stan davvero". Fu in soggezione intimidito dallo sguardo di Castillo. "Tenente ho fatto quello che credevo giusto".

"Non preoccuparti Zito, l'abbiamo preso" il viso del detective ebbe un barlume si positività ma Castillo lo rimproverò senza cambiare tono di voce ed espressione "Non voglio più azioni di questo genere è chiaro? Non voglio perdere un membro della mia squadra". La gamba di Miguel Toro fu ricucita e pulita. Castillo leggeva la sua fedina "Furto con scasso, spaccio, traffico illegale"

"Su quello mi hanno assolto. Era tutto legale" specificò con velocità. Il tenente continuò con la lunga fedina "commercio di materiale pornografico. Devo continuare?".

"Non voglio tornare in galera ok?"

"Allora aiutaci e parlerò col giudice". Zito era infortunato e rilegato in ufficio. Castillo lo voleva fuori dal caso assegnandoli lavori di ricerca di spacciatori schedati. "Stan stasera cinema?"

"per vedere cosa?"

"Grease"

"Grease? Pff andiamo a vedere un gruppo di ragazzi che cantano?" Switek non fu molto coinvolto nell'idea "Piuttosto la carica dei 101" - "Ci sto". Zito si annoiava non stava andando avanti sul lavoro dato, si alzava prendeva caffè dalla brocca, mangiava faceva quasi venire il mal di testa al collega seduto davanti alla scrivania "Larry se continui mi verrà l mal di testa". Si sedette alla scrivania iniziò a sbattere la gomma in cima alla matita sulla scrivania "Ok Larry hai vinto". Stufo di vederlo annoiato lo prese con se per una passeggiata. Sulla SW 9th St Izzy Moreno vendeva camicie spacciandole per vera seta italiana. Ci sapeva fare con le parole per truffare con le vendite. Nella valigetta nera custodiva varie camice di diversi colori tirandole fuori a mucchio "Le ho di tutte i colori guardi" il cliente sembrava non convinto "Non lo so. Quanto è il prezzo?" Izzy si grattò i baffetti "40$. Si ricordi che stiamo parlando di pura seta italiana". Prese una camicia color azzurro pastello "Guardi questa è perfetta per lei. le si addice e risalta la sua carnagione" l'uomo si toccava la nuca, non sapeva se spendere quei soldi ma poi tirò fuori quaranta bigliettoni "Ha fatto un affare signore".

I due detective si divertivano ascoltando le frottole di Izzy "Ce l'hai gialla la camicia?" si levò gli occhiali da tartaruga "Scusatemi signori torno subito"

"Ciao ragazzi que pasa? Che hai fatto al braccio?"

"Un incidente sul lavoro. Che mi dici di Miguel Toro?". Appannò l e lenti col fiato pulendole nel bordo della camicia "Lavora per Roberto Salvador. Trafficante di coca, e vendita di certi filmini". Il cubano aveva intuito la loro visita di cortesia, sapeva cosa volessero da lui, ogni volta che l'antidroga gli faceva visita era per avere informazioni "So quello che volete da me. Vedrò cosa scopro ok?".

Switek non voleva informazioni anche se l'amico lo avrebbe fatto "In realtà vorremmo che organizzassi un appuntamento. Digli che hai del materiale da comprare e che sei disposto a pagare tanto"

"Come con Costalada?" sospirò accettando "D'accordo ragazzi accetto ma voglio campo libero. Dovete lasciar fare al maestro".

Roberto Salvador a bordo piscina prendeva il sole, tra le spalle larghe abbronzate cingeva due figure femminili molto attraenti per suo gusto. Era uno di quei momenti in cui non si concedeva per il lavoro, non pensava a nulla ma solo a soddisfarei suoi bisogni. Non si lamentava di tutto ciò che possedeva, si ripeteva che la scalata del successo l'avesse ottenuta duramente, non aveva mai avuto nulla di suo. Soldi ne aveva e parecchi anche, si circondava di persone di una certa classe e società, sapevano che sotto tutto la sua maschera da uomo d'affari come si riteneva lui nascondeva i suoi traffici. Si vantava della beneficenza che faceva, delle auto che comprava e soprattutto dei soldi che guadagnava. Ma alla sua cerchia non interessava quello speculava o vendeva, alla gente piaceva averlo attorno.

Izzy si creò un personaggio, David "Il Cubano" un regista noto in Inghilterra nel settore della pornografia. Entrò nella grande villa seguendo il maggiordomo in livrea. Salvador vide Izzy, vestito in strani abiti. "E lei chi sarebbe Charlot?" il finto regista si atteggiava da suo personaggio rendendolo credibile. Indossava pantaloni gonfi sulle cosce e stretti infondo dentro a stivali alti scuri. La camicia color panna dentro infilati nei pantaloni. Il sigaro in bocca dava il suo effetto. "Davvero non mi conosci? Sono David il Cubano. Così mi chiamano. Sono famoso in tutta l'Inghilterra".

"Non l'ho mai sentita nominare"rispose Salvador stringendo le sue ragazze "è strano sa, io sono del suo giro. E vorrei comprare. Pago bene" mostrò la valigetta contenete denaro. Salvador mandò via le ragazze si diede la spinta per mettersi in piedi "Si accomodi, beva con me". Appoggiato al tavolo rotondo un vassoio riempito di alcolici. Riempì due bicchieri con dello scotch porgendone uno all'ospite. "Che cosa può darmi?" levò il sigaro di bocca mostrando un sorriso "25.000$ per la sua mercanzia". All'interno della villa al piano superiore si trovava un studio. "A e la scelta" tirò fuori uno scatolone pieno di dvd molto hard con titoli al quanto squallidi. Ma per prenderlo servivano prove maggiori, insomma quei dvd erano vecchi e serviva inchiodarlo con le prove in mano. Izzy li rifiutò "No no amico mio, io voglio roba nuova".

Zito e Switek aspettavano notizie di Izzy. Non avevano notizie da due giorni "Giorno ragazzi" si degnò di mostrarsi "Bersaglio agganciato. L'ho convinto a vendere". Miguel toro uscì dall'ospedale convincendo che era tutto a posto con la polizia, disse che lo rilasciarono per mancanza di prove. Era l'uomo migliore di Salvador e non voleva doverlo rimpiazzare perché era uno spione della polizia. Secondo la squadra di Castillo non fu così. Il corpo di Miguel Toro venne rinvenuto in casa propria. "I vicini dicono di aver sentito degli spari e poi hanno trovato il corpo" rispose Trudy già vestita per il turno sotto copertura. I distintivi al collo davano loro il passaggio per la scena del crimine "Grazie Trudy. E così non abbiamo nulla".

"Tenente ha accettato di aiutarci sapendo di correre rischi" il tenente però non fu contento della situazione. Dovevano ricominciare tutto da capo. Zito accompagnato da Switek mostrarono il distintivo passando sotto il nastro giallo "Tenente c'è una cosa che dovrebbe sapere. Il lavoro non è finito Izzy Moreno ha preso il caso sotto copertura". Castillo li fulminò con gli occhi "Izzy Moreno? Avete mandato un informatore sotto copertura? Vi ricordate dell'ultima volta con Costalada?".

"Ma è stata una idea di Moreno" ma il capo non volle continuare avrebbero usato i loro agenti. "Ditegli di smettere di lavorare sul nostro caso"

"Ma è troppo tardi tenente, Izzy ha già preso contatto con Salvador. Hanno già organizzato l'incontro per la vendita". Si indurì di animo sospirando a fondo "Va bene allora. Ma voglio una squadra di supporto". Castillo lasciò fare a Moreno .

Il giorno dello scambio Izzy Moreno si presentò da suo personaggio. Aveva i soldi. Salvador lo venne a prendere e caricato sulla macchina lussuosa con i sedili in pelle bianca. Sotto il colletto della camicia teneva un sistema di GPS prima di salire in auto lo pigiò. Il segnale arrivò sui monitor del furgone di Zito e Switeck. "Capo abbiamo il segnale". Seguirono l'auto in movimento senza audio, Izzy pretese di lasciarlo fare, qualche microfono avrebbe potuto farlo scoprire.

La macchina si fermò pressò una villa vuota. Ma aprendo una porta sul retro del piano terra uno studio ambio con luci telecamere e sedia da regista. Si trova un letto a baldacchino con lenzuola candide. E su di esso due corpi nudi uno sopra l'altro. Izzy pulì le lenti "Le piace la scena?" – "è perfetta" rispose Izzy arrossato e per metà imbarazzato "So cosa sta pensando sa? Lei vuole sapere se è tutto vero"

"Lo è?"

"certo che lo è, nessuna finzione. queste scene le fanno davvero". Rispose con grande fascino e con spirito. Il disagio di Izzy cresceva in lui. Le attrici del film passavano sul set svestite senza alcun problema "lo facciamo questo affare o no? Sa sono molto impegnato e devo tornare a Londra". Salvador fece cenno con la mano di seguirlo passando attraverso una seconda porta che dava su un piccolo studio. Izzy sperava che i soccorsi sarebbero arrivati presto, gli occorreva tempo. Zito e Switeck arrivarono accostandosi distanti dal punto del GPS. Anche Crockett a Tubbs giunsero alla villa. Izzy si stava fumando un buon sigaro continuando con le trattative "Allora. I suoi soldi sono qui. Controlli pure se vuole. E i miei film?"" sorrise aprendo una cassaforte tirò fuori una pila di dvd nuovi appena fatti." Nuovi di zecca" rispose gongolando "Gli ultimi film fatti negli ultimi mesi e quello che hai appena visto è uno di quelli in produzione".

Consegnò la merce come d'accordo e appena tra le mani se la filò con grande fretta ma fuori dalla porta non vide nessuno. Il set era vuoto, gli attori spariti ma sentiva la presenza di qualcuno seguirlo come un'ombra, era follemente stressato ma sapeva che se la sarebbe cavata. Fu così infatti sobbalzò gettano all'aria i film "Izzy sei tutto intero vedo" Sonny rispose con un ampio sorriso "Crockett mi hai spaventato. credevo di essere spacciato"

"Credivi male amico!" la squadra fece una retata in gran silenzio. In pochi minuti arrestarono i suoi collaboratori "Ma non vedo che abbiate arrestato anche Salvador".

"Non così in fretta" rispose ridendo. Tubb lo prese, appena fatto lo scambio cercò di scappare da una porta nascosta dietro uno scaffale nell'ufficio privato "Preso" ammanettato e impacchettato per gli agenti. Zito e Switek erano all'esterno della villa appoggiati con la schiena al furgone verde "non ci speravo più sapete?".

"non ti abbiamo mai lasciato Izzy"

"Appena arrivato abbiamo circondato la casa".

"non sembra ma dentro ero terrorizzato, non sono come voi!".

"Molto bene Izzy! Bevi qualcosa con noi?". Annuì ripulendosi le lenti. Si accese un sigaro rubato "Questo vuol dire che faccio parte della squadra?!".