Inferno.
L'angelo della morte Azrael planò vicino una porta dell'inferno. Poche ore prima la sua gioia di Lucifer come Dio era stata spazzata via da Amenadiel il nuovo Dio. Il fratello l'aveva raggiunta in Alaska. Azrael si trovava in un luogo isolato dell'Alaska per aiutare la dipartita di una fotografa ambientalista. La donna a quasi cento anni continuava imperterrita nell'andata da sola in luoghi inospitali. Con il nuovo Dio Amenadiel c'erano altri angeli che presentò ad Azrael come suoi nuovi collaboratori. L'angelo della morte si preoccupò
"Cosa succede? Perché sei tu Dio? Lucifer sta bene?"
Con calma Dio Amenadiel raccontò ad Azrael tutta la vicenda di Rory la figlia del futuro di Lucifer e Chloe. Gli rivelò anche che Lucifer aveva scoperto il suo ruolo, come guaritore di anime
"...sorella dobbiamo essere felici. Lucifer potrà aiutare le anime che meritano il paradiso o il purgatorio. Allo stesso tempo manterrà all'inferno le anime di puro male"
Azrael trovava tutto ingiusto. Indicò a quelli che erano suoi collaboratori l'anziana fotografa, dicendo
"Aiutatela con delicatezza. Deve morire nel sonno"
Volendo andare da Lucifer.
Montagna nera di pietra all'inferno.
Azrael trovò il fratello Lucifer seduto che guardava i draghi volare sull'oceano di fuoco. Disse ad Azrael senza voltarsi
"Non posso fare altro. L'ho promesso Azrael. Anche se mi spezza il cuore"
In silenzio Azrael si sedette accanto al fratello appoggiandosi alla sua spalla destra.
La prima volta che Azrael incontrò sua nipote Rory aveva cinque anni. L'angelo della morte non era riuscita prima, cosi era triste per il fratello costretto alla lontananza dalla sua famiglia. L'angelo della morte avrebbe picchiato se avesse potuto la linea temporale che obbligava far credere a Rory che il padre l'abbia abbandonata per trovare la rabbia per farla tornare indietro nel tempo.
Los Angeles. Giardini pubblici. Mattina.
Quella mattina ai giardini pubblici Azrael si avvicinò timidamente al tavolo di legno dove Chloe con le due figlie faceva un picnic. Vedendola Chloe le corse incontro abbracciandola. Durante quell'abbraccio Azrael sussurrò a Chloe con la voce rotta
"Perdonami non posso incontrarla. Lucifer non vuole neanche foto di te o le tue figlie perché non potrebbe restare all'inferno"
Una piccola voce scosse le due donne. La piccola Rory le aveva raggiunte, domandando "Tu sei zia Azaze?"
Azrael sorrise a quello storpiamento del suo nome. Liberata dall'abbraccio di Chloe, Azrael sorrise alla nipote dandole un pupazzo di pezza rosso che era un drago. Non pote fare oltre, quando vide gli stessi occhi di suo fratello in quella piccola vita, volò via scossa da singhiozzi di pianto.
Azrael decise di lasciare per qualche giorno il suo lavoro di angelo della morte. Dopotutto Dio Amenadiel le aveva concesso molti collaboratori. Le serviva proprio staccare da tutto. L'angelo della morte sentiva il cuore pieno di dolore per l'ingiustizia che era certa subisse suo fratello Lucifer e Chloe. Il suo luogo preferito dove dimenticare tutto era l'isola di Ozar. Una isola magica vicino l'Irlanda, visibile solo agli esseri magici o angelici. Su quell'isola passava anche giorni nella taverna Il Boccale Rotto. Era gestita da un vero pirata, Lonjon. L'unico pirata che all'inizio del settecento uccise una sirena mostro che aveva attaccato la sua nave. Il sangue della sirena lo rese immortale.
Seduta al bancone del bar, Azrael ingurgitava un altro enorme bicchiere di birra. Il pirata Lonjon guardò quella sua cliente perplesso. Le avvicinò un piatto pieno di olive nere
"Di solito mangi qualcosa per non ubriacarti subito. Vuoi perderti nell'alcol cosi presto per dimenticare qualcosa, sono certo"
Azrael alzò le spalle spiegando cosa era successo a Lucifer ma omettendo l'identità dei personaggi
"...comprendi come mi sento? Non posso aiutare nessuno. Maledetta linea temporale, maledetta promessa fatta da quel padre alla figlia del futuro"
Il pirata barista pulì dei bicchieri dicendole mentre la taverna si riempiva
"Un po' strana questa linea temporale costante"
Azrael alzò lo sguardo dal bancone trovando strana quella affermazione, il pirata le spiegò
"...Ascolta. Ogni linea temporale prevede un inizio per avvolgere su se stesso divenendo una spirale…"
Il pirata barista posizionò due bicchieri a una certa distanza sul bancone
"...che nella sua consistenza resta molto delicata. Questa ragazzina tornata indietro dai genitori prima di nascere non può chiedere che resti tutto com'è…"
Il pirata spostò uno dei bicchieri
"...perché il suo ritorno al passato modifica nonostante tutto la linea temporale. Trovo strano che poi sia apparsa così dal nulla, andando via in un mare di luce. Io darei una controllata all'archivio del tempo in purgatorio. Mi sembra una linea temporale costruita"
Azrael scomparve lasciando un sacchetto di monete d'oro sul bancone.
Poco dopo. Archivio del tempo in purgatorio.
Il purgatorio sembrava più una città post apocalittica. Anime senza più memoria si aggiravano in mezzo edifici mezzi rotti. Altre anime invece sedevano su marciapiedi di strade vuote. Nel purgatorio non scendeva mai la notte.
Azrael si diresse a l'unico edificio che sembrava intanto. Era un altissimo grattacielo che andava oltre le nuvole. L'angelo della morte entrò dalla porta principale tentando di non venir colpita da uno degli aeroplanini di carta che volavano entrando e uscendo dal grattacielo. Nel grattacielo era come entrare in una immensa biblioteca. Ogni aeroplanino volava a uno specifico libro aggiornandolo. In tutto quel mare di movimento che fece sorridere Azrael una voce la riportò al suo compito. Un anziano dalla barba bianca quasi fino al pavimento ma calvo, con indosso una tunica grigia domandò ad Azrael con voce calma
"Cosa devo la tua visita. L'ultima volta portasti personalmente i nomi dei morti nelle Torri Gemelle di New York. Non credo ci sia stata una altra strage"
Azrael sorrise all'anziano che era il custode dell'archivio del tempo
"Saggio Merli devi aiutarmi nel districare un enigma su una linea temporale. Forse ce in corso un terribile errore"
L'anziano alzò un sopracciglio facendo segno ad Azrael di seguirlo.
In un corridoio l'anziano Merli toccò con l'indice destro il dorso di un libro. Il libro si aprì di fronte a loro levitando in aria. Con Azrael accanto lessero una pagina. Il custode dell'archivio guardò Azrael stupito. Rivolto alla sua destra l'anziano urlò
"Abaen!"
Risuonando quel nome in ogni angolo del grattacielo. Comparve un giovane elfo che inchinatosi disse
"Maestro in cosa posso esservi utile…"
Vedendo Azrael
"...onorato di vedervi"
L'anziano indicò il libro
"Abaen qui ce una modifica. Nel libro del tempo di Aurora Morningstar qualcuno sovrascrisse il suo destino. Una modifica non mia. Chi?..."
Il custode si avvicinò al giovane elfo che tremò
"...Chi può averlo fatto. Chi?"
L'elfo arretrò qualche passo. Esasperata Azrael afferrò per il bavero della tunica grigia che indossava l'elfo battendolo alla parete dietro di lui, urlandogli
"Ce una modifica nella linea temporale di mia nipote Rory. Chi? Chi l'ha fatto?"
Azrael divenne come la morte consueta con la faccia da scheletro. L'elfo era terrorizzato, dicendo con voce tremante
"Un angelo lasciai qui da solo. Mi portò del vino umano. Era Uriel tuo fratello. Forse nel tempo di andare per prendere dei bicchieri"
Azrael tornò normale lasciando l'elfo. La modifica nel libro del destino di Rory era evidente. Cercando di stare calma, Azrael domandò all'anziano custode Merli
"Ce modo di rimediare?"
Il custode riguardò la pagina del libro, toccando il rigo modificato. Scosse la testa, dicendo ad Azrael
"Dovresti salire al primo cielo. Ti servono almeno tre paia di ali per farcela. Giunta alla torre, dentro troverai gli orologi del tempo. Trovato quello di questa Rory puoi riportare il suo tempo com'era previsto. Ma Azrael..."
Azrael era scomparsa. Il custode guardò malissimo l'elfo che doveva essere il prossimo custode, dicendogli
"...Qualche secolo sbiancando i libri dei morti ti servirà da lezione…"
L'elfo annuì positivamente scomparendo mentre l'anziano custode disse camminando
"...Io devo avvertire qualcuno prima che succeda una tragedia"
Paradiso. La montagna più alta del paradiso.
Azrael fissava il cielo sperando di farcela. Consultando delle mappe dei paradisi superiori capì che per arrivare alla torre dove si trovavano gli orologi del tempo, doveva salire in alto diritta da quel punto. Il cuore le batteva forte. Solo suo padre Dio aveva percorso quei sette paradisi arrivando a l'ultimo dov'era. Da un borsone tirò fuori altre cinque ali di diversi colori e forme. Nel suo lavoro molte volte delle anime le regalavano qualcosa. Alcuni le loro ali. Una a una le ali appoggiandole alle sue si unirono. Unita alle altre l'ultima ala, Azrael aveva un enorme peso sulle spalle. Iniziò il volo diritto sopra di lei.
Lasciare il settimo cielo non fu cosi difficile, cambiava solo la consistenza delle nuvole. Quelle nuvole sembravano come cotone toccandole, non inconsistenti come nel settimo cielo. Nel sesto cielo Azrael vide solo delle pianure sconfinate di un verde intenso. Nelle pianure correvano, volavano multicolori unicorni. Toccandosi i corni gli unicorni provocavano fulmini. Azrael cercò di non perdersi in quella visione continuando il suo salire.
Il quinto cielo fu veramente strano per Azrael. Non c'era null'altro che nuvole bianche sopra cui erano adagiate piccole luci di un giallo intenso. Una luce si avvicinò ad Azrael. L'angelo della morte batte ancora più forti le ali. Guardando la luce Azrael capì cos'era. Molte volte gli avevano detto che suo padre per creare il cervello umano si era ispirato a un cielo. In quel cielo c'erano tutte le domande dell'esistenza. Fondamentalmente Dio il padre di Azrael infuse nel cervello umano la capacità di farsi domande su ogni cosa. Come i primi esseri umani che si chiesero ad esempio a cosa serviva il fuoco. La piccola luce domandò ad Azrael, con il tono di voce di un bambino
"Ma perché fai tanta fatica per volare così in alto?"
Azrael chiuse gli occhi. Voleva rispondere ma sempre continuando la salita, riportò alla mente dei ricordi di suo fratello Lucifer.
/Ricordo di Azrael/
Azrael era sempre stata un angelo fin troppo sensibile. Il fatto che sua madre la Dea, dopo aver svezzato i figli li lasciava alla cura di tate, tutori e precettori non le piaceva. Azrael voleva vedere più spesso i suoi genitori. A sei anni riuscì tante volte ad arrivare alle porte del laboratorio di suo padre Dio. Ogni volta veniva portata via dai soldati angelici. Questa insofferenza la portò a quasi otto anni a non aver srotolato le ali. Lei desiderava volare ma il suo cuore triste era un blocco. Fu in quel periodo che incontrò per la prima volta suo fratello Samael che sarebbe diventato Lucifer.
Alla fine dell'ennesima sgridata dell'insegnante di volo che l'aveva mandata via dalla lezione, non avendo ali, Azrael camminava per quello che era il distretto militare dell'esercito del paradiso, molto sconfortata. Era così assorta nei suoi pensieri che non si accorse di essere arrivata nel cortile. Riconoscete la voce di Amenadiel. Per non farsi sgridare, Azrael si nascose sotto un vecchio carro per trasportare la paglia. Nel centro del cortile c'era da sempre un piccolo palco. Veniva usato per i discorsi durante gli eventi o le punizioni pubbliche. In quel momento Azrael vide Amenadiel in piedi con accanto la sorella Remiel dell'età di Azrael. Lei odiava Remiel, così ligia al dovere come Amenadiel. I due erano in piedi di fronte a un altro angelo. L'angelo aveva delle catene ai polsi, catene fissate al centro del palco. Con tono duro Amenadiel disse all'angelo
"Samael, per aver tentato di entrare nel giardino dell'Eden sei condannato a quattro mesi qui incatenato. Speriamo ti serva da lezione"
Azrael dovette trattenere una risata vedendo l'angelo incatenato dire ad Amenadiel
"Fratello come mi dispiace per te, devi vivere con una asta sempre infilata nel culo"
Amenadiel volò via arrabbiato. Prima di farlo Remiel disse a Samael
"Amenadiel troppo bravo. Io ti taglierei le ali"
Voltata le spalle per volare via, Remiel ricevete un calcio nel fondoschiena da Samael.
Azrael stava andando via quando sentì la voce dello sconosciuto fratello domandare
"Sei riuscita finalmente a far uscire le ali?"
Azrael timidamente uscì da sotto il carro avvicinandosi a qualche passo dell'angelo incatenato. Lei non conosceva tutti i suoi fratelli e sorelle, visto che erano un numero infinito. Però conosceva la nomea di quel Samael. Per tutti era un ribelle, un piantagrane. Le disse
"Il mio stesso problema alla tua età. Non ti preoccupare, usciremo prima o poi"
Con una voce piccola e timida Azrael disse
"Mi apriranno la schiena. Forse le dovrò lasciare sempre fuori"
Il fratello Samael alzò gli occhi al cielo, dicendo con rabbia
"Carnefici…"
Sedendosi sul palco, indicando ad Azrael vicino a lui
"...vieni qui. Sono curioso. Perché non mi odi?"
Azrael alzò le spalle, raggiungendolo. Guardandolo meglio riconoscete i tratti di Michael, il fratello capitano dell'esercito angelico. Diversamente da quando stava vicino a Michael che la terrorizzata, la vicinanza di Samael la faceva sentire bene. Soprattutto quel Samael era più divertente di tutti gli altri che conosceva Azrael. Quel fratello l'ascoltava con interesse.
Samael, riuscì ad aiutare Azrael nel superare molte difficoltà. L'aiuto finalmente a srotolare le ali. Azrael poteva affermare che prima della caduta di Samael, loro due avevano capito il significato della parola famiglia. Gli altri erano più soldati in una caserma militare.
/Fine ricordo di Azrael/
Azrael si stupì di vedere centinaia di piccole luci che da sotto le scarpe la spingendo in alto. Sembrava proprio che la aiutavano ad arrivare al quarto cielo. La luce che le aveva fatto la domanda le disse
"Il tuo ricordo fa capire che vuoi solo aiutare il fratello Lucifer. Noi ti aiutiamo perché meriti"
Azrael fu felice, continuando nella sua salita. Al quarto cielo perse una delle cinque ali. Non si sarebbe fermata.
CONTINUA
