Tutto in una notte

di persempre

(fanfiction 2012)

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Premessa

Questa fanfiction, pubblicata per la prima volta in italiano nel 2012, è una lunga storia scandita dalle ore di una lunga, lunghissima notte, che inizia con le parole della fatidica lettera inviata da Terence a Candy in Final Story.

I due protagonisti torneranno per ritrovare il loro amore perduto?

E questa volta saranno più forti di tutto?

Vi avverto che si tratta di un crossover di cui non voglio parlarvi in anticipo per non rovinarvi la sorpresa nella lettura. Penso che le personalità forti e belle dei protagonisti siano perfettamente immaginabili in un contesto del genere.

È una storia sul potere dell'amore...

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Parte 1

``Il caldo abbraccio della notte´´

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Ritaglierei la tua immagine in tante piccole stelle

e il cielo diventerebbe così bello

che anche il mondo si innamorerebbe della notte.

( La Tempesta)

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Ore 17:00 – Tramonto sul mare

"Cara Candy, come stai?

E' passato un anno da allora…".*

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Quante volte aveva riletto quelle poche righe.

Ne aveva contato le parole facendo tra sé un gioco infantile. Erano solo sessantasei.

Eppure… quante emozioni intense trasparivano da esse! C'era tutto il suomodo di essere, riservato ed appassionato. Sensibile e fedele.

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Era stato di sicuro difficile per luirimettersi in gioco in quel modo.

"… Trascorso quest'arco di tempo, mi ero ripromesso di scriverti, ma poi, preso dai dubbi, ho lasciato che passassero altri sei mesi.

Ora però mi sono fatto coraggio e ho deciso di inviarti questa lettera…".

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Dopo la morte di Susanna aveva atteso circa un anno di doveroso lutto, come ci si aspettava da un gentiluomo, però… doveva essere stato combattuto dai dubbi più atroci e dalle più forti paure in quei sei mesi che erano seguiti.

Aveva temuto che si sarebbe caricato di infiniti scrupoli.

Probabilmente, come lei, aveva scelto di non cercare più notizie per non alimentare ulteriormente le ferite aperte e non sapeva che direzione avesse preso la sua vita.

Mai e poi mai, di questo era certa, avrebbe voluto sconvolgerla con la suaconfessione e provocarle altro dolore. La sua sofferenza dignitosa era stata di sicuro il suocruccio più logorante in tutti quegli anni.

Poi, facendosi coraggio, aveva cercato quel suovecchio amico, così vicino a Candy, e gli aveva chiesto se lei ora fosse nuovamente felice.

Albert lo aveva confessato alla sua adorata figlia adottiva quando lei gli aveva comunicato la sua intenzione di partire per l'Inghilterra per raggiungerlo, solo due giorni prima.

Sì, quando le aveva scritto Terencesapeva già che il suo cuore non aveva trovato più un altro amore. Non aveva alcuna difesa da opporgli.

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Ed ora…

"Per me non è cambiato niente.

Non so se leggerai mai queste mie parole, ma volevo che tu sapessi almeno questo".

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Candy lasciò andare un lungo sospiro.

Erano passati quasi dieci anni da quando avevano pianto insieme il loro addio su quelle maledette scale di ospedale.

Lei era andata avanti da allora, suo malgrado; era diventata una giovane donna, avvenente ed aggraziata. Le dure esperienze vissute l'avevano fortificata e resa più sicura di sé.

Almeno esteriormente.

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Quel pomeriggio i suoi lunghi riccioli biondi, che Terence tanto adorava, erano raccolti in un'elegante acconciatura fermata da un monile prezioso a forma di orchidea che le aveva da poco regalato Albert per il suo ventiseiesimo compleanno.

Non era, come al solito, riuscita a domare perfettamente la folta chioma. Da un lato una ciocca ribelle le scendeva ancora fino al collo, donandole un'aria fresca e sbarazzina.

Come il suo sorriso, che dopo anni di oblio e forzature era tornato in quei giorni a risplendere spontaneo sul suo viso delicato.

La leggera abbronzatura di inizio estate rendeva ancora più visibili sul naso e sulle guance le lentiggini per le quali luisi divertiva tanto a prenderla in giro.

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Si sedette sulla sedia di legno stile Luigi XVI alla scrivania della sua raffinata cabina di prima classe, con la breve lettera ancora in mano, guardando di sfuggita il moto perpetuo delle onde appena visibile dall'oblò.

"Terence… Terry…

anche io non ti ho dimenticato!".

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Come si sarebbe dovuta comportare dopo tanto tempo? Quali parole avrebbe dovuto dirgli? Il cuore le pulsava in petto con un ritmo frastornante, impedendole di mettere in riga pensieri e frasi che avessero un senso compiuto. Forse avrebbe dovuto semplicemente lasciare che il suo cuore le suggerisse cosa dire.

Per fortuna, aveva qualche giorno di tempo per meditare e riconsiderare con calma l'atteggiamento appropriato da assumere.

La traversata transoceanica sarebbe durata circa dieci giorni.

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E se avesse totalmente frainteso quella frase? Se fossero stati solo la sua amicizia ed il suo affetto che luiintendeva riconquistare a tutti i costi? Gli sarebbe sembrata di sicuro una ragazzina sciocca se avesse mostrato in maniera troppo evidente i suoi sentimenti ancora intatti e vivi.

Terence Grahamera ormai un affermato attore di successo, famoso e corteggiatissimo.

Aveva letto sui giornali migliaia di notizie sui suoitrionfi professionali e sentito ovunque il modo in cui le donne parlavano del suofascino.

Ma, d'altra parte, se fosse stato davvero così... che senso avrebbe avuto quell'invito?

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Il biglietto di sola andata per Southampton le era arrivato dopo circa una settimana dalla sualettera. Doveva averci pensato ancora un po' su prima di inviarlo perché di sicuro non erano stati spediti con lo stesso corriere.

Nella busta aveva trovato un messaggio ancora più ermetico del precedente:

"Se non verrai capirò… definitivamente …".

"Sto arrivando Terence, aspettami…" disse alzandosi verso il finestrino.

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Il blu intenso delle onde risplendeva di riflessi dorati, riscaldato nelle sue infinite sfumature di colore dalla luce forte del sole che accennava lentamente a nascondersi dietro l'orizzonte in un abbagliante tramonto.

Le ricordava tanto il colore e la luce dei suoiprofondi occhi… il suodolce modo di guardarla…

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Un colpo secco alla porta la distolse dai quei teneri ricordi.

"Miss Andrew? E' permesso?".

"Avanti!" rispose lei educatamente correndo ad aprire.

"Buon pomeriggio, sono l'ufficiale James Watson. Di solito non mi occupo di smistare corrispondenza, ma ho qui una consegna speciale per lei. Si tratta di un pacco e di un biglietto!".

Candy sussultò a quelle parole. "Per cortesia, può dirmi chi me li manda?" chiese per sapere qualcosa di più di lui.

"Mi dispiace…" rispose l'uomo imbarazzato "mi ha detto solo che è un suo devoto ammiratore. Prima che partissimo dall'Inghilterra ci ha dato istruzioni per renderle il suo viaggio più piacevole possibile".

Fece per uscire dalla porta ma la ragazza lo fermò ancora. "La prego, può descrivermelo per cortesia?". Aveva una voglia disperata di avere suenotizie in qualche modo.

"Beh, signorina, mi mette in difficoltà così. Non lo ricordo con precisione ma era di sicuro un giovane distinto ed educato, di bella presenza, alto. Aveva gli occhi azzurri, se non erro, e portava i capelli castani leggermente lunghi fino alle spalle".

Candy sorrise. Sembrava non fosse cambiato.

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Appena rimase sola nella cabina si affrettò ad aprire la busta.

Prese fiato e cominciò a leggere trepidante.

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"Ciao Candy, spero che tu gradisca il viaggio… e le mie attenzioni che lo accompagneranno.

Nel pacco c'è qualcosa che ti farà sentire meno sola durante la traversata e… nell'armadio un mio regalo per la cena inaugurale di gala di stasera.

Grazie di cuore per avere accettato il mio invito".

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Subito dopo scartò il piccolo pacco. Con sua grande sorpresa rivide un libro che conosceva molto bene.

"Romeo e Giulietta! Ma questo libro è tuo, Terry! Sì, è proprio quello che ti piaceva tanto leggermi in Scozia… Quanto ho adorato quei pomeriggi, passati ad ascoltare la tua voce profonda e appassionata vedendoti recitare! Ho ancora davanti il tuo magnifico viso ispirato…

C'è una dedica nella prima pagina…

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'Alla mia dolcissima Giulietta.

Ricordi, Candy? Ovviamente, tutte le sottolineature di questo libro sono dedicate a te!'.

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Certo che ricordo… Come avrei potuto dimenticare?".

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Sfogliò casualmente le pagine un po' ingiallite di quel libro che era stato tanto amato.

La prima sottolineatura: "Chi sei tu che avvolto nella notte inciampi così nei miei pensieri?".

Emozionata, aprì un'altra pagina e lesse: "Il mio cuore aveva mai amato? Occhi rinnegatelo, perché non ha mai conosciuto la bellezza fino ad ora".

Tremando dall'emozione strinse il libro al petto.

Le stava parlando del loro incontro attraverso quelle frasi sottolineate con la matita rossa.

"Oh Terry… è proprio da te tutto questo…".

Ripensando alle parole dell'uomo, corse poi verso l'armadio ed aprì l'anta centrale. Vi trovò uno splendido abito da sera di seta e chiffon azzurro ed un altro piccolo biglietto.

"Questo vestito è un incanto…" sussurrò ormai confusa, aprendo la busta.

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"Spero che la taglia sia giusta. Sono andato ricordando… e ti ho immaginata crescere…".

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Sì, la taglia era proprio la sua. Pensò che la suaimmaginazione avesse avuto fortuna.

Ormai le sue forme di donna erano fiorite floride ed armoniose da quel bocciolo adolescente che luiaveva conosciuto.

"Lo proverò più tardi…" esclamò guardando la luce rosata del tramonto al suo nascere "ora voglio uscire sul ponte ad ammirare questo spettacolo!".

Con il libro tra le mani si precipitò fuori cercando di risalire al ponte principale verso la poppa della nave per godere di una migliore prospettiva.

Sapeva di avere solo pochi minuti a disposizione.

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*Candy Candy, Keiko Nagita, ed. Kappalab.

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Grazie di cuore a chi mi sta leggendo e a chi vorrà lasciarmi un suo apprezzatissimo commento!