Los Angeles. Notte di San Lorenzo. Spiaggia primo bacio Chloe e Lucifer.

Le lacrime stavano diventando un problema per Chloe nella guida dell'auto. Cercando di non provocare qualche incidente si fermò a lato della strada. Si sentiva totalmente distrutta. Batté le mani sul volante gridando

"Merito questo dolore! Lo merito! Sono stata una stupida!"

Dopo l'asta per la collana di Eva era andata da Lucifer per confessargli che l'amava. Era pronta a tutto per riaverlo nella sua vita. Una certezza che si frantumò vedendo Lucifer baciare Eva nella versione bruciata. In quel momento Chloe ebbe la sensazione di aver perso tutto. In quel momento, chiusa nella sua auto scossa da singhiozzi di pianto, Chloe si disse con rabbia

"Cosa ti aspettavi? Lui doveva andare avanti. Stupida! Come poteva anche solo pensare di tornare nella tua vita. Non lo farei io se fossi in lui. Era perfetto. Ora l'hai perso. Rassegnati"

Le mancò improvvisamente l'aria uscendo dall'auto. Guardandosi intorno non poté non ridere ma tornando inevitabilmente tra le lacrime. Era ferma vicino la spiaggia del primo bacio con Lucifer. Vide delle stelle cadenti. Era la notte di San Lorenzo. Chloe chiuse l'auto camminando verso la spiaggia, quella notte Trixie era con suo padre Dan. Si tolse le scarpe arrivando dove poteva sentire l'odore del mare ma soprattutto il rumore delle onde. Cercando di ritrovare della pace si sedette sulla spiaggia dicendo in un sussurro mentre vide una nuova stella cadente

"Spero che Lucifer sia felice, lo merita…"

Nuova stella cadente

"...Lo so, non merito nulla. Vorrei solo essere degna di un miracolo…"

Cercò di trattenere un singhiozzo di pianto con poco successo

"...vorrei tanto tornare indietro, non andare a Roma, mai incontrare quel prete maledetto…"

Un sospiro pesante portò altre lacrime negli occhi di Chloe che gridò con la voce rotta

"...Ti amo Lucifer. Almeno queste stelle cadenti, il vento lo saprà"

Tra le stelle un figlio di Dio provò tenerezza guardando quel cuore innamorato di Chloe. L'eterno scrutò l'animo del re dell'inferno. Trovò l'amore per Chloe circondato da acuminate spine. Quell'eterno decise di fare qualcosa, troppi amori aveva visto sfumare per colpa del mondo attorno gli innamorati. Avrebbe concesso a Chloe un solo tentativo. L'eterno chiamò una stella antica, stelle che esistevano prima di quelle create da Lucifer.

La stella antica come le altre restava tranquilla nell'oscurità del cosmo. Erano felici di lasciare il lavoro di illuminare la notte alle stelle di Lucifer. La stella antica giunse dall'eterno non molto contenta, dicendo accigliata

"Jesus spero mi abbiate chiamato per un buon motivo"

Jesus indicò Chloe che piangeva, dicendo con tono lieve

"Concedigli di tornare indietro nel tempo per non perdere il suo amore"

La stella antica guardò Chloe dicendo a Jesus

"Ma perché aiutate il vostro fratellastro? Dovevate distruggerlo nel deserto o dopo la vostra resurrezione. Ogni volta l'avete risparmiato"

Jesus ridacchiò

"Scrutando il suo cuore non trovai odio puro. Non era nato con un animo oscuro. Suoi sbagli e di questi in paradiso lo resero così. Lei può redimerlo, lo credo fortemente"

La stella antica decise di agire.

Chloe sobbalzò vedendo l'essere fatto di luce a pochi passi da lei sulla spiaggia. Sembrava un bambino vestito con una calzamaglia grigia. La testa era lucente, quasi da non vedere il viso. Quell'essere disse a Chloe con voce umana

"La tua disperazione ti fa cara a qualcuno in paradiso. Io sono qui per darti una possibilità di riparare un tuo errore"

Chloe si alzò in piedi provando paura. Timori che lasciarono spazio alla speranza. L'essere di luce continuò

"Avrai modo di tornare in un momento che dovrai capire come usare. Però dovrai fare un sacrificio. Tu sei molto brava nell'uso della pistola con la mano destra. Il tuo sacrificio sarà perdere l'indice destro"

Chloe guardò la mano destra. Poteva benissimo imparare a usare la mano sinistra per sparare, l'aveva visto fare a un collega che aveva perso completamente la mano destra. Non poteva perdere quell'occasione. Aveva pregato per un miracolo ed eccolo. Disse sicura

"Accetto"

La stella antica mosse le mani in aria. Chloe vide una luce argento avvolgerla. La stella antica le disse

"Non ricorderai nulla di questo presente ma nel cuore avrai la tua convinzione per riparare"

Aeroporto di Los Angeles.

Chloe vide tutto al rallentatore. Lei seduta all'aeroporto con Trixie le dice che devono tornare da Lucifer. Al check una sparatoria. Chloe si nasconde con Trixie. Vede la pistola di un poliziotto morto sul pavimento. Afferrò la pistola sparando all'uomo con in mano una pistola.

Il tempo ricomincio lo scorrimento normale. Chloe urlò dal dolore inginocchiandosi sul pavimento. La pistola le cade dalla mano destra con l'indice rimasto nel grilletto. Intorno c'era una gran confusione. Trixie corse da sua madre dicendole con un enorme sorriso mentre le tamponare il moncherino del dito con fazzoletti di carta

"Mamma un qualcosa di eccezionale. Tu con quello vi siete sparati nello stesso momento. L'hai gambizzato schivando il proiettile che purtroppo…"

Trixie cercò di ridere

"...si tratta solo di un dito. L'importante che sei viva"

Chloe cercò di dare mente locale nonostante il dolore terrificante alla mano destra. Era stata una settimana in pratica nascosta con Trixie da sua madre, lontana da Lucifer o altri del suo mondo. Aveva deciso di andare a Roma in Vaticano per capire cosa doveva fare con Lucifer. Nel momento il quale decise di amare Lucifer volendo tornare da lui, fu il caos. Al check in avevano scoperto un corriere della droga. Il corriere aveva una pistola nascosta uccidendo un poliziotto. Chloe che era nascosta con Trixie, vedendo la pistola del poliziotto morto l'aveva raccolta. Con gesto veloce Chloe aveva sparato al corriere ferendolo alle gambe. Il proiettile del corriere le aveva tranciato l'indice destro.

Improvvisamente Chloe voleva Lucifer accanto a lei. Afferrò il cellulare con la mano sinistra inviando un messaggio sonoro a Lucifer

"Ti amo! Si ti amo! Ricordalo…"

Sentiva che stava per svenire

"...vieni in ospedale...ti prego...ti amo..."

Si accasciò sul pavimento dell'aeroporto dicendo a Trixie

"Chi...chiama tuo padre"

Ospedale di Los Angeles. Pronto soccorso.

Il dottore tranquillizzò Trixie e Dan

"Nulla di grave per la vita. Purtroppo non ce possibilità di riattaccare il dito"

Mezza intontita dalle medicine, Chloe aprì gli occhi appena dicendo rivolta a Dan

"Chi...Lucifer...deve venire"

Dan era certo fosse in preda ad allucinazioni per i medicinali. Il dottore rimandò Chloe nel mondo dei sogni aumentando l'anestesia

"Ora si deve medicare la ferita del dito mancante"

Trixie si avvicinò alla borsa della madre. Attivò il numero di Maze scrivendole un messaggio testuale spiegando ogni cosa. Sperava Lucifer venisse.

Poco dopo.

Chloe sentiva delle voci. Intontita dall'anestesia aprì appena gli occhi. Le sembrava di vedere Dan che parlava con qualcuno che gli diceva

"Fidati di me Dan. Sai quanto tengo a lei. Accantoniamo ogni altro nostro disaccordo per lei"

Chloe era certa di conoscere quella voce. Vide una figura alta. Le immagini erano distorte dalla luce del neon sul soffitto. Quella figura si avvicinò dicendole

"Tranquilla detective andrà tutto bene"

Poté solo dire

"Lucifer!"

Perché fu spostata su una barella portandola via.

Qualche ora dopo.

Chloe si svegliò supina nel letto d'ospedale. Le faceva male la spalla destra con la mano. Guardando la mano si ricordò dell'indice saltato. Spostando lo sguardo si commosse vedendo Dan e Trixie che dormivano in un divanetto della camera. Una strana camera d'ospedale per lei. Si guardò intorno. La camera d'ospedale era molto lussuosa. Il letto nel quale era poteva dire perfetto. Oltre il divanetto c'era un vero salottino. Oltre il salottino una porta con la scritta

"Cabina armadio"

Accanto un'altra porta con la scritta

"Bagno/ terapia"

La luce del giorno che proveniva da una porta di vetro le diede fastidio agli occhi. Vide un enorme balcone. Ebbe poi modo di apprezzare il camice da degente che indossava. Non era in camice fatto con la solita carta vetrata ma morbidissimo. Un forte mal di testa la fece mugugnare. Dan aprì gli occhi sorridendole. Le domandò

"Come ti senti?"

Prima di poter rispondere Trixie si stropicciò gli occhi precipitandosi al lato del letto, dicendo a Chloe tutta felice

"Mammina tutti dicono che sei stata eroica all'aeroporto"

Chloe tentò di parlare ma aveva la bocca asciutta. Con delicatezza Dan l'aiutò nel bere da un bicchiere. Potendo parlare Chloe mosse la mano sinistra in aria domandando

"Ma dove siamo?"

Dan sorrise appena spiegando

"Grazie a Lucifer. Continuavi nel dire di volerlo vedere…"

Chloe si guardò intorno dicendole Dan

"...SI trova qui fuori. Sei in una delle più esclusive cliniche di Los Angeles, tutto pagato da Lucifer"

Chloe appoggiò la mano sinistra al braccio destro dell'ex marito dicendogli

"Dan dobbiamo avere fiducia in Lucifer. La morte di Charlotte come tutto il resto non colpa sua. Appena mi sentirò meglio andremo da Linda. Ne abbiamo bisogno"

Dan annuì positivamente, si sentiva stanco di provare tanto dolore e odio. Il cellulare di Trixie suonò per avvertirla di diversi messaggi. La bambina dopo averli letti, disse alla madre

"Mamma Lucifer vuole sapere se vuoi vederlo"

Trixie guardò suo padre che sbuffò dicendo a Chloe

"Ogni camera del reparto a una specie di anticamera dove c'è un divanetto come questo. Il tuo Lucifer ha dormito su quello"

Trixie si avvicinò al letto, dicendo quasi in un sussurro alla madre

"Mamma sa che volevi andare a Roma in Vaticano"

Chloe tentò di alzarsi dicendo agitata

"Non deve credere cose sbagliate! Devo parlare con lui"

Gemette per il dolore al braccio e alla mano destra. Tentando di calmarla Dan disse a Chloe

"Lo facciamo entrare, calmati"

Il cuore di Chloe batteva come un martello quando Trixie uscì dalla camera. Riconoscete la voce di Lucifer domandare a sua figlia

"Sei sicura che vuole vedermi?"

Facendola quasi commuovere quando lo vide. Era sempre vestito in modo impeccabile ma si notava che era un po' spiegazzato. Tentando di aggiustarsi i capelli scompigliati Lucifer accennò un sorriso. In silenzio Dan uscì dalla camera.

Lucifer rimase vicino la porta. Per Chloe era terribile vederlo così timido anche guardandola. Nella mente di Chloe si sovrapposero diverse frasi, discorsi da dire per fargli capire che lo amava. Mille parole che per Chloe sembravano senza senso. Chloe desiderava capisse che lo accettava nella sua forma bruciata. Decise di andare al punto. Allungò il braccio sinistro con la mano aperta dicendogli

"Io ti amo…"

Lucifer la guardò sorpreso

"...Accetto tutto di te. Non mi fa paura o altro la tua parte bruciata. Io ti amo"

Lucifer scosse la testa aggiustando i gemelli, dicendo con tono quasi piagnucolante

"Quando avevo ascoltato il tuo messaggio, non sai quale felicità. Poi, mentre ero qui fuori attendendo che ti svegliassi…"

Si fermò respirando profondamente

"...scopro che tu volevi andare in Vaticano. Non mentire Chloe. Tu stavi per andare al Vaticano. Tu provi paura, magari disgusto verso di me. Non mentire Chloe, non serve"

Chloe strinse il pugno della mano sinistra tentando di non gridargli

"Lucifer sei esasperante…"

Con la mano sinistra gli fece segno di avvicinarsi. Lucifer eseguì ma tentando di sembrare sicuro non riuscendo molto. Chloe continuò

"...Tu puoi riconoscere i bugiardi. Guardami bene negli occhi…"

Lucifer annuì positivamente facendolo

"...si volevo andare a Roma in Vaticano per cercare risposte. Ma mentre ero in aeroporto con Trixie avevo deciso di venire da te. Perché ti amo! Amo tutto di te! Lo vuoi capire testone?"

Chloe ebbe paura che Lucifer si fosse paralizzato perché la fissava immobile con gli occhi lucidi. Una lacrima scese dall'occhio destro di Lucifer che respirò profondamente. Quel re infernale si avvicinò di un passo. Era così vicino che Chloe lo toccò con la mano sinistra. Scoprì che tremava leggermente, dicendogli

"Basta dubbi, segreti o altro. Lucifer diamoci una possibilità per essere felici..."

Batté con la mano sinistra accanto a lei

"...siediti. Lucifer dimmi qualcosa ti prego"

Lucifer invece si diresse con passi svelti alla porta uscendo. Poco dopo entrò una furente Trixie con nella mano destra un tramezzino mezzo mangiato domandando alla madre

"Mamma! L'hai fatto soffrire nuovamente? L'abbiamo visto fuggire via"

Si fermò stupita. Sua madre si asciugava gli occhi con il dorso della mano sinistra, dicendo

"Trixie non capisco. Gli ho detto che l'amo, lo accetto com'è. Invece di essere felice l'hai visto? Perché fa così?"

Trixie tentò di consolare la madre.

Qualche ora dopo. Cantina del Lux.

Nelle numerose stanze piene zeppe di alcolici o altro si sentiva una voce piagnucolante dire

"Non può essere...Si sbaglia...Non può accettarlo"

Lucifer era seduto sul pavimento di una stanza con intorno dozzine di bottiglie vuote. L'alcol che beveva non era normale, era vino demoniaco. L'unico alcol che agiva su di lui come su un umano. Un vino rosso fatto con le uve spontanee sui bordi delle pozze infernali. Finita l'ennesima bottiglia, Lucifer tentò di alzarsi per prenderne un'altra da uno scaffale ma era difficile muoversi. Sentendo caldo si tolse la giacca e la camicia. Una voce lo fece tremare. A poco a poco intorno a lui apparvero tutti quelli che nella sua eternità lo avevano allontanato, cacciato sapendo chi era veramente. Disperato Lucifer si lasciò cadere finendo in posizione fetale, dicendo scosso da singhiozzi di pianto

"Non può amarmi...Non può accettare quello che sono...Non può amarmi"

Fuori la stanza, Maze appoggiata al muro vicino la porta poteva percepire lo strazio del suo re.

CONTINUA