NON ESISTE DELITTO PERFETTO

Era pomeriggio tardi sulla scrivania gli agenti dell'antidroga compilavano il rapporto di fine caso, Tubbs soddisfatto di aver finito allineò i fogli sbattendoli sulla scrivania per poi inserirli nella cartelletta color panna. Lasciò il rapporto sulla scrivania di Castillo e uscì con una piroetta "Yuppi! Da questo momento sono in ferie per tre settimane" . Crockett lo guardò con una smorfia invidiosa "Buon per te collega!" concluse anche lui il rapporto "Tre settimane di vacanza con Valery"

"Invidioso collega?!"

"Pff io geloso? Le perone normali vengono qui in vacanza e tu te ne vai al nord" Tubbs rise "Che farai adesso?" Tubbs prese la giacca appesa allo schienale della sedia "per prima cosa andrò a casa, mi farò una doccia e poi farò una doccia. Il volo parte tra 3 ore". batteva dei colpi sulla spalla di Crockett e uscì.

6 MESI DOPO

Crockett era furibondo sbraitava per l'ufficio reggendo il giornale tra le mani "è uscito! È uscito! Solo 6 mesi di carcere, è già fuori quel verme". Castillo uscì da suo studio "Crockett" incrociò le braccia "Non c'era nulla che potessimo fare, il suo avvocato lo ha tirato fuori" piegò il giornale ridandolo a Zito "E ora Martin? Suo fratello potrebbe rimanerci secco se scoprono che lui è l'informatore" Castillo non perdeva il controllo restava calmo come sempre, era abituato ad ascoltare le sfuriate del suo agente. "Crockett. Noi lo inchioderemo" si calmò sedendosi alla sua scrivania "Va bene Martin hai ragione. L'arresto lo hanno effettuato loro" indicò con la testa i quattro della squadra alle sue spalle "io posso dire che me la sono filata con la mia barca. Ma senza Tubbs dovrò agire da solo.". Castillo restando sempre calmo e di poche parole fu d'accordo col furente Crockett "Crockett, Tubbs è malato ma tornerà presto".

Quella sera Crockett era in compagnia di Gina sulla barca mangiarono e restarono tutto il tempo accoccolati a prua con Elvis ai loro piedi. Lui si addormentò quasi subito. Il telefono in cabina suonò più volte Gina si aggrappò alle sartie e discese gli scalini a poppa della cabina Crockett sentì bisbigliare, il boccaporto a prua era chiuso e non udì nulla "Sonny, era Castillo, hanno ucciso Eduardo Perez!" balzò in piedi "Cosa?" prese la giacca rosa e andò sul luogo del delitto con Gina. Sulla scena del crimine mostrarono i distintivi all'agente passando sotto in nastro giallo, piegati sul corpo si trovava la squadra di Horatio Caine, Crockett stava già per dire qualcosa "Crockett" Castillo lo fermò con la calma massima "Crockett loro hanno risposto alla chiamata" – "Ma il caso è nostro Martin. Io e Tubbs ci abbiamo lavorato per 3 mesi" alzò il tono di voce "Crockett. Ho già parlato con loro. Ho disposto una collaborazione tra i nostri dipartimenti" allargò le narici aspirando l'aria.

"Sono il detective Sonny Crockett" l'agente si voltò "Tenente Horatio Caine, della Crime Lab di Miami, assottigliò gli occhi Crockett si inginocchiò a terra per vedere il corpo "Colpito al petto con un colpo perfetto. Avete trovato tracce?" scosse il capo "No, sembra che abbiano seppellito le tracce. Aspetteremo l'autopsia". Crockett si sentì mancare "era il mio informatore". Horatio comprendeva la situazione "Il suo capo ci ha solo detto che lei e il suo collega stavate svolgendo l'operazione sottocopertura ma se lei vuole darci i ragguagli … ". Si prese un secondo, tirò indietro un ciuffo biondo "Eduardo Perez fratello minore di Ignacio Perez. Avrete visto i giornali uscito solo dopo 6 mesi di carcere. Ad ogni modo il fratello voleva smettere con quella vita chiedendo aiuto. A questo punto penso che suo fratello abbia fatto due + due". Horatio prendeva appunti sulle sue dichiarazioni del detective "Perez sa se la sua copertura è stata compromessa?" scrollò le spalle, si accese una sigaretta e rispose alla domanda "No ne sono certo, l'arresto è stato eseguito dai mie colleghi". "D'accordo grazie per ora. La mia squadra prenderà il corpo. Questa è la mia scena del crimine" precisò "ma il suo tenente vuole che collaboriamo e quindi mi atterrò alle disposizioni".

Il corpo di Eduardo Perez giaceva a terra con un buco nel petto, non c'era traccia di prove, tutte ripulite dall'assassino. Era stato furbo, una volta eliminato il corpo si prestò a ripulire la scena.

La Calleigh era chinata a terra a cercare qualsiasi prova, per lo più proiettili era stanca, la schiena le doleva nel continuare a piegarsi con la torcia in mano illuminava il suolo. Horatio era in laboratorio esaminando il cadavere con Alexx "Horatio eccoti, ho notizie" – "Molto bene dimmi tutto" rispose avvicinandosi al corpo "Questo è il foro di entrata del proiettile e dietro non c'è traccia del foro di uscita" indicò col dito il foro, "Ho cercato il tirare fuori il proiettile ma quando ho usato le pinze non l'ho trovato"

"Nemmeno in profondità" scosse il capo "Nemmeno. Ora ti faccio vedere una cosa" prese una lente "Se guardiamo più attentamente vedrai dei segni" avvicinò la vista alla lente "Qualcuno ha armeggiato con qualcosa" annuì "Esattamente. L'assassino ha sparato e poi ha cercato di estrarre il proiettile". Horatio respirò a fondo "Quindi il proiettile o lo ha preso l'assassino per non nascondere le tracce oppure potrebbe averlo perso". Compose il numero di Calleigh informandola che sulla scena del crimine c'era ancora bisogno di lei. nel setacciare la zona con la torcia in pugno vide un'ombra nera sul suolo illuminato si accucciò a terra illuminando lo spazio tra il fondo del cestino e il suolo si appoggiò sulle ginocchia e i gomiti appoggiò una guancia sul suolo e illuminò "Ciao bellezza" mormorò al proiettile. La sua mano non passava così chiese a Speedle di prenderle un rametto per accompagnare il proiettile fuori. Lo prese tra le dita e lo inserì nella bustina. "TROVATO!" il proiettile lo aveva in mano come un trofeo si lasciò cadere di schiena a terra "La mia schiena è a pezzi". La figura di Horatio comparì, guardava in silenzio il suo agente steso a terra. Ammirava la sua maglietta sotto la giacca federale della sua unità, era bianca con fiori colorati e sul petto due rivoltelle incrociate e sul calcio di esse c0erano due teschi o così sembrava "Bella maglietta!" rispose mostrando uno sprazzo di sorriso aprì gli occhi "uh, questa dici?! È da un pezzo che ce l'ho. Ho ribaltato l'armadio stamattina ed eccola addosso a me".mostrò un secondo sorriso allungò la mano per aiutarla ad alzarsi "Trovato il proiettile" sventolò la busta sotto il suo naso "Perfetto. Ora però andate tutti a casa, voglio vedervi freschi domani mattina. Questa la prendo io, domani mattina la ritroverai sul tuo tavolo".

Quella mattina Crockett si risvegliò senza Gina, era andata via presto doveva lavorare con Trudy sulla Bicayne Boulevard per i soliti in filtraggi tra le giovani donne sui marciapiedi. Allungò il braccio dalla metà del letto e non la trovò, sporse gli occhi mezzi aperti e non vide nemmeno Elvis. Si alzò barcollando, si stiracchiò la pelle e mise sul fuoco la moca. Sbadigliò ancora chiamando Elvis andò a prua e lo vide sulla sua coperta rosa a prendere il sole "Buongiorno Elvis" gli accarezzò la testa ruvida brontolò qualcosa "Sei mogio. Ti manca Tubbs" mugugnò "Ti do del tonno". Prese da frezzer dove teneva il pesce congelato per Elvis lo lanciò e lo prese in bocca intero. Con i denti lo spezzò in due per divorarlo. Sentì salire il caffè e discese in cabina. Sorseggiò il bollente caffè sentì dei rumori provenienti all'esterno della barca, afferrò la Bren Ten scorse la testa a poppa abbassandola alla vista di Horatio "Avrei potuto spararti" inclinò la testa "Posso salire a bordo?" fece una smorfia "Ma certo. Benvenuto sulla St. Vitus Dance" salì dalla passerella in legno sul fianco "bella casa" non lo vide subito Elvis al sole si accorse spostandosi a prua "Lo sa che è illegale tenere animali protetti come animali domestici?" Crockett scorse il capo dal boccaporto a prua "lui è Elvis, ho il permesso per tenerlo. Anche se ogni tanto si diverte ad andare a trovare i vicini"sogghignò "parlava da bagno biascicando parole tra lo spazzolino da denti e il dentifricio misto a saliva "Che sei venuto a fare?" Horatio non capì "Che hai detto?" sputò nel lavandino "Ho detto che ci fai qui" entrò nella cabina accomodandosi sulla panca in legno dietro al tavolo "Ho informazioni sul caso" Crockett si risciacquò la bocca "Dimmi". Lo trovava buffo paralare attraverso la porta del bagno mentre Crockett si lavava e del piccolo spazio nella zona cucina.

"abbiamo trovato il proiettile, chiunque lo abbia ucciso ha fatto di tutto per estrarlo dal corpo per poi perderlo". Uscì dal bagno lasciando una scia profumata, si chinò prendendo dal cassetto vestiti color pastello infilò la fondina con la Bren Ten tra le palle "Interessante. Vieni ho una pista" stavano per scendere dalla barca e il telefono suonò "Burnett!. Ma che sorpresa" rispose ridendo "certo che sono ancora interessato, hai la merce ? perfetto. Senti ho un amico che è interessato all'affare. Ok grazie. Sei un angelo" riagganciò "Senti Horatio ti va di fare il compratore?". Indossò gli occhiali "Facciamolo!" posò lo sguardo sul motoscafo Scarab "è tuo anche questo?" mostrò un sorriso ampio "E' per la mia copertura". "Chi era al telefono?" – "Ignacio Perez, vuole riprendere affari. Ci aspetta per le 17.00 di oggi". uscirono dal porto e al filo del marciapiede la bella Ferrai nera era parcheggiata "Hai commenti a riguardo?" con le mani sui fianchi e il viso incollato alla macchina non fece alcun commento "Lo so, lo so è per la copertura".

"Sali con me o mi segui con la tua" – "Salgo con te". La bella Ferrai nera sfrecciò sulla strada "So chi può dirci qualcosa. Marina Wilson fidanzata col nostro defunto Perez". Sul lungo mare di Miami la brezza di mare di sentiva, il vento muoveva i capelli, e lungo il marciapiede giovani donne sui roller giravano in costume per prendere il sole mentre andavano, le panchine all'ombra occupate da anziani soli o in compagnia. Fra due palme si trovava un chiosco con tavoli e sedie. con una frecciatina arrogante verso Crockett disse quello che sapeva "sentite io sono solo una ragazza venuta qui per realizzare un sogno che avevo fin dal liceo, il quale comprendeva anche cercare uomini belli e ricchi ma poi questa idea degli uomini passò. comunque arrivai qui senza nulla, trovai un lavoro come lavapiatti e poi mano mano ho messo su questo chiosco e poo incontri Perez mi innamorai subito di lui, sapevo che aveva i soldi ma ormai questo non mi interessava più"

"Pff" Crockett la interruppe "in poco tempo ci fidanzammo, mi comprava tutto, mi portava ae feste. apprezzavo certo ma non ero abituata a stare in mezzo a quella gente soprattutto se vendevano affari poco puliti". Smise si parlare, un nodo in gola "continua pure" disse pacato Horatio "sapevo di che affari si trattava, e soprattutto con suo fratello, un vile arrogante che si giostrava con tutti. il mio Perez voleva smettere con quella vita e restare con me in un posto lontano, io dissi di andare a Savannah e lavorare per mio padre nel suo ristorante"

"e poi mi ha chiesto aiuto" Horatio si voltò verso Crockett " e cosa è successo la notte dell'omicidio?" iniziò a commuoversi e a piangete, Horatio le porse un fazzoletto bianco "lui da un po' di tempo era preoccupato doveva che suo fratello sapeva, sapeva tutto. così uscì da casa mia e corse ad in telefono per chiamare Crockett e poi non l'ho più visto" riprese a piangere "mi dispiace ma io non so ricevuto alcuna sua telefonata" le prese la mano "ora ci devi aiutare. Dobbiamo scoprire chi lo ha ucciso" alzò lo sguardo e con cattiveria disse che lo sapeva "è ovvio che è stato Ignacio tutti lo sanno ma hanno paura di parlare. "Questa mattina ho fatto un salto da Ignacio per prendere alcune cose mie che ho lasciato in camera da letto di Eduardo. ho visto un via vai di muratori e barattoli di pittura sul pavimento, mobili coperti da teli e un architetto con la pianta della casa. lui mi ha detto che ha bisogno di un cambiamento ed era stufo di art dèco voleva qualcosa di moderno di open space io non gli diedi molta importanza su questo suo fratello era morto e lui pensava al restauro della villa e allargare i suoi giri nell'alta società".

i due agenti le fecero le condoglianze e se ne andarono, Crockett riaccompagnò Horatio alla macchina "ti passo a prendere al tuo laboratorio" annuì. Al laboratorio Calleigh era china ad finire i test sil proiettile rinvenuto sentì la presenza di Horatio "Ho novità!" si strinse le braccia si tolse gli occhi da sole "bene illuminami" con in sorriso inizio a spiegare "calibro 38 hai detto! ma la pistola dov'è?"

"questo è quello che devi scoprire" disse con simpatia "Speedle e Delko hanno trovato qualcosa?" scosse il capo "nulla, l'assassino ha ripulito la scena" mostrò un lieve sorriso "pff! conosci Hitchcock no?! beh non esiste omicidio perfetto". mancava del tempo prima che Crockett arrivasse così col suo kit tornò alla scena del crimine cercando tracce si chinò sul suolo gli bastava anche un minimo frammento. le tracce di sangue erano già state trovate e prese sui tamponi. Camminò per qualche metro guardava a terra ed Eureka si chinò "ma guarda un po'! Hitchcock ha sempre ragione" si infilò i guanti scattò delle foto all'impronta di una scarpa, prese il calco posandolo sull' impronta lasciata "bingo" ritornò al laboratorio consegnandola a Delko "una prova dimenticata". Delko lo guardò perplesso sentendosi colpevole "vuoi dire che ci stai rimproverando capo?" con un sorriso gli batté la mano sulla schiena "no tranquillo. eravate sulla scena tutta la notte".

"Novità?" - "ho rifatto un giro sulla scena del crimine e ho trovato un impronta di scarpa" Crockett era silenzioso, guardava la strada "e la pistola?" – "Nessuna traccia" – "Questo significa che la pistola è stata perduta oppure è in mano dell'assassino". La Ferrari sfrecciava, il vento tiepido sollevava i capelli, Crockett batteva con le dita sulla portiera dalla macchina, Horatio era curioso di sapere che cosa lo affliggeva "Stai bene? Sei silenzioso" si decise a parlare "Sono preoccupato per Elvis, è da ieri che è mogio, non ha nemmeno mangiato la mia sveglia" Horatio sorrise sotto i baffi "Sarà perché lo tieni incatenato sulla tua barca"

"Non è come crede lei agente. Ha mangiato, l'appetito non gli manca". Svoltò all'incrocio "Eccola" indicò la villa in art dèco "Si va in scena" parcheggiò la Ferrari all'interno del cortile, i due gorilla levarono loro le armi "il padrone arriva subito" attesero nell'immenso atrio "Open space eh?" l'odore di pittura era intenso, toccò il muro e la pittura era ancora fresca si strofinò la pittura con le dita. Perez discese la scalinata in marmo "Burnett, sono felice di vederti" gli accolse col sorriso a braccia aperte "Ignacio!" nella voce aveva quel sentore sud americano, era Colombiano e non si perde l'accento. "Lui chi è" facendo una scannerizzazione a Horatio "Lui è il tizio che ti dicevo"si levò gli occhiali da sole, pensò ad un nome in fretta "Volpe rossa" Horatio lo guardò, una risata di Perez esplose "Ecco perché ti chiamano volpe rossa" alludendo ai capelli rossi di Horatio. "Venite fuori, parleremo in giardino. Si soffoca qui dentro". Horatio notò il pavimento, stava cambiando le mattonelle "Già, ho deciso di rifare i pavimenti. Tutto in marmo, da un tocco più moderno". Nel giardino c'era una grande piscina da 33 metri con diverse ragazze in costume da bagno, materassini a forma di cigno galleggianti nella piscina "Vi piacciono le mie ragazze?" Crockett aveva il sangue che ribolliva "Accomodatevi" uno dei gorilla di Perez portò da bere su un vassoio in argento "non la vedo molto triste, suo fratello è morto e lei parla di rinnovamenti alla villa" Horatio fu franco lo scrutava con occhi di sfida "Sono afflitto anche se non si vede" fece un mezzo sorriso "Vogliamo andare al sodo?" Crockett accettò il drink lo mandò giù stringendo la bocca per l'alcool forte "45.000$ per 20 kl" Perez non fu molto convito "Hai alzato i prezzi Burnett".

"Si da quando l'antidroga ti ha arrestato ho perso il carico e tu hai preso i miei soldi" ridacchiò "A volte va bene e altre va male "Sei di ottimo umore vedo. Allora accetti? O devi risparmiare per il tuo palazzo ovattato?". Alzò l'angolo della bocca "e lei Mr. Volpe Rossa?" concordo con Burnett rise ancora "Volete dire 45.000 $ a testa? Voi siete fuori" continuò a ridere Crockett diventò serio "contataci entro 2h ore o fine dell'accordo".

"tutta questa storia. suo fratello muore e lui si rifà la casa?!"

"ci sono due motivi per farlo. numero uno vuole andare avanti e allontanare il dolere e il secondo" risposero all'unisono "nasconde qualcosa" si sorrisero a vicenda, Crockett indossò gli occhi da sole "ha nascosto la pistola".

"tu per caso hai notato la scarpa di Perez?" scosse il capo "no"

"tu hai detto di aver trovato un impronta di scarpa. magari quella scarpa era la sua. si potrebbe usare come scusa per il mandato".

"vuoi proprio prenderlo eh? io posso fare richiesta ma ci vorrà del tempo", Crockett si illuminò alzò la cornetta del telefono della Ferrari "conosco una persona che in poco tempo ce lo darà, compose il numero "Martin sono Crockett, mi serve un favore". il tenente Castillo fece diverse telefonate e in 3h avrebbe avuto il mandato, informò Crockett che in quel momento si trovava con Horatio nel suo laboratorio "Castillo ha detto che il mandato in 3h sarà pronto". Crockett non aveva mai visto un posto così, tanti uffici e laboratori tutti a vetro era molto più grande del dell'anti droga. Horatio intanto che c'era fece fare un tour a Crockett nell' laboratorio, Delko appena lo vide uscì dal suo laboratorio "Horatio ho novità" con passo spiccio mostrò le prove "detective Sonny Crockett Antidroga".

"sei tu che lavori con Trudy?" annuì "si sono io" - "le dica che mi deve una cena" avvertiva lo sguardo fisso di Horatio '" una vecchia storia". Delko mostrò l'impronta di scarpa "scarpa sinistra e dalle mie analisi si tratterebbe di un 41 circa". Crockett non poteva credersi guardò la prova da vicino "Non ci posso credere. Perez ha il 41 di piede" Horatio si accigliò "dici sul serio o è una supposizione?"

"sono serio" ribadì "una volta io e il mio collega Tubbs lavoravamo al caso e per fare l'affare ci invitò a Golf. beh io e Tubbs non eravamo molto portati ma ricordo che Tubbs notò le sue scarpe, lui ci disse che erano nuove le vinse ad un asta, appartenevano ad un giocatore"

"fammi indovinare erano un 41?'' Crockett annuì "esattamente!. lui ci mostrò la suola ed vidi il 41. il che vuole dire che abbiamo un pretesto per il mandato".

Horatio ricevette una telefonata da Castillo "Horatio. va bene tenente grazie". "era Castillo mi ha detto che la vuole la mia squadra e la tua a casa di Perez quando avremmo il mandato". Crockett ebbe un idea "e se le nostre squadre entrassero in quella casa appena fatto lo scambio?. se Perez mi chiamerà che accetta lo scambio potremmo inchiodarlo subito". Horatio fu d'accordo la sua espressione in volto fu illuminata da un senso di consenso, non vedeva l'ora di inchiodarlo. "hai anche tu la sensazione che ci sia qualcosa di strano?" Horatio si fermò sulla porta discesero i gradini della villa "a che ti riferisci?"

lo scambio avvenne singolarmente prima uno e poi l'altro "Crockett teneva il microfono sotto il cinturino del rolex "scambio fatto Martin" con quel segnale Castillo e le due squadre entrarono con un mandato, il resto delle guardie in casa venne ammanettato. Crockett sistemò le valige sullo scarab "Mi spiace Perez ma sei in arresto" tirò fuori la bren ten "antidroga amico" si sentì ingannato e minacciato i due gorilla iniziarono a sparare e Perez se la filò col suo motoscafo. i due agenti lo rincorsero con lo scarab "ce la fai a raggiungerlo" fece una smorfia "Horatio per chi mi prendi?! questa bellezza va che è in piacere".

tirò la leva aumentando la velocità, sembrava che saltasse sulle onde, gli spruzzi d'acqua bagnarono il viso e il vento alzava i capelli "stagli dietro" commentò Horatio "sparano!" Horatio rispose al fuoco "avvicinati se riesci" girò il volante "voglio salire a bordo" Crockett si avvicinò all'altro motoscafo e Horatio saltò sopra mise a ko i gorilla "fermati! è un ordine" puntò la pistola su Perez ai comandi. per Crockett pensava di essere in indiana Jones durante l'episodio di Venezia sulla barca. arrestò i motori "sei in arresto" ridacchiò "non mi fai paura" - "non dovresti avere paura di me ma di lui" Crockett si avvicinò con lo scarab presero le borsee di denaro "agenti questi sono vostri" poi si rivolse a Horatio "andiamo alla villa". Delko e Speedle cercavano la famosa scarpa con la prova e Calleigh lavorava con Switeck e Zito nella cerca della pistola. la Calleigh si sorbiva tutti i discorsi senza senso che facevano Switeck e Zito i loro normali discorsi di tutti ci giorni. Gina e trudy finirono il loro giro sulle strade con tacchi e abitini stretti "tenente. Crockett e Horatio lo hanno preso hanno tutte le borse da mandare in laboratorio" molto bene tu e Gina portatele al deposito prove". Crockett e Horatio arrivarono appena in tempo, Crockett gli porse un asciugamano preso dal suo scarab "tieni" Horatio era inzuppato con l'asciugamano si strofinò i capelli rossi arruffandoli con la salvietta, se la passò anche sulla camicia blu bagnata.

"Calleigh trovato qualcosa?"

"non ancora" disse, il tono era basso e il viso sciupato. non sopportava più l'odore intenso di stucco dei pavimenti e di pittura sulle pareti. "i pavimenti!" ebbe un lampo di genio, "Crockett i pavimenti! gli stava cambiando in marmo". con tutto l'aiuto alzarono le mattonelle nuove "soll quelle nuove" ribadì Horatio. si mise attorno al collo la salvietta con dei ferri ruppero lo stucco e alzarono le mattonelle. Switeck scese al piano di sotto con la busta delle prove "tenente guardi cosa ho trovato nello studio?! sventolava la pistola. L'ho trovata sotto le mattonelle dell' ufficio". le consegnò a Calleigh "buon lavoro".

Perez restò in carcere fino la processo. Crockett testimoniò contro di lui e grazie a Horatio e la sua squadra presentarono al giudice le prove e venne incarcerato per omicidio di primo grado e smercio di droga. Crockett tornò sulla barca stanco si buttò sul letto per chiudere occhio ma trovò la marachella di Elvis "Elvis!" gridò "le mie cassette hai distrutto le mie cassette" Elvis ringhiò mostrando i denti. gli volle quasi mettere le mani addosso ma il telefono squillò "Burnett!. ehy Tubbs come stai?! ne sono felice. si lo abbiamo chiuso. quando torni ti racconto tutto.

"Crockett!" la voce sul pontile di Horatio lo chiamò "Horatio che posso fare per te?"

"ho il permesso di salire a bordo" annuì "vuoi vedere cosa ha combinato Elvis? mi ha rotto le mie cassette"

"almeno non è più mogio"lo guardò con sarcasmo "che volevi dormi?

"si levò gli occhi da sole "ti va di andare a mangiare qualcosa insieme con la squadra? mi dicono che adori cinese" accettò con entusiasmo "andata!".