Kitsune gelosa... Kitsune pericolosa!

«Hai una brutta cera, Hanamichi. Non vorrei essere proprio io a dirlo, anche perché non so prevedere la tua reazione, ma davvero fai paura.»

Yohei andrebbe strozzato però oggi sono proprio a terra, anzi a dirla tutta è parecchio che sono a terra. «Anche i Tensai esauriscono le forze, questo genio è ormai privo di energie.»

«Ehhh, il nostro numero undici non ti fa dormire abbastanza? Dovresti essere felice, dopo tanti anni di zero ne avrai da recuperare.»

«Cavolo dici!» Il mio urlo rimbomba per la scuola, non me ne curo minimamente, ho la faccia in fiamme per la battuta infelice di questo scemo. «Ma la ciabatta ogni tanto non potresti chiuderla?»

Non gli permetto di ribattere, anche perché non posso esaurire quel poco di forza che mi è rimasta per litigare con lui, voltandogli le spalle e dandomela a gambe. Trascino il mio borsone, la schiena piegata e la faccia priva di espressione purtroppo è il meglio che posso dare, insomma sembro un condannato a morte e forse è proprio così perché di andare agli allenamenti non ne ho la minima voglia. Lo so che siamo quasi alle soglie della prima partita di campionato e che questo significa concentrazione, ma davvero per me sta diventando un supplizio giocare a Baske (non l' avrei mai detto ma può capitare di cambiare parere nella vita). Pondero l'idea di fingermi morto però abbandono subito l'opzione, questo mi farebbe inimicare la squadra e soprattutto quella bestia rara del mio ragazzo che tra altro è l'ultimo a portesi lamentare della mia attuale situazione, visto che è a causa sua se il mitico Tensai è diventato un bradipo. Non fraintendetemi amo Kaede, davvero lo adoro e senza di lui non potrei vivere, farei ogni cosa per poterlo avere sempre al mio fianco però ultimamente è diventato ingestibile e non per come intendeva quel Hentai di Mito. Non capisco il motivo della sua "stranezza", ho provato anche a domandare per arrivare a una soluzione ma mi sono scontrato contro un muro di silenzio, cosa normale per quella bocca cucita di una Kitsune. Però in questo momento potrebbe fare anche uno sforzo e cercare di farmi capire cosa gli sta succedendo. Sospiro aprendo senza voglia la porta degli spogliatoi.

«Il Genio è tra voi anche oggi, inchinatevi misera marmaglia dinnanzi alla sua grandezza.» Il saluto fiacco lascia esterrefatta la squadra, non sono abituati a vedermi in questo stato visto sono uno che reagisce sempre.

«Hanamichi stai bene?» Il nano sembra piuttosto impensierito per la poca vitalità che sto dimostrando in questi giorni, mi dispiace perché so che sta pensando al fatto di non avere nessuno a sostituirmi.

«Si!Si! Sta tranquillo, nano, il genio è solo stanco ma si riprenderà per il bene della squadra.» Nel dirlo guardo male la Kitsune appena entrata negli spogliatoi. Partono scintille tra di noi e purtroppo non sono quelle del "voglio che mi salti addosso" visto ultimamente morde se ci provo, cosa ho fatto per meritare un simile atteggiamento davvero non lo so. Tra di noi sono sempre io quello che dimostra quanto ci tengo alla nostra storia, no non è vero lui me lo dimostra ogni volta che facciamo l'amore e mi si concede con quell'arrendevolezza che mi fa andare fuori di testa però detesto quando mi chiude fuori dal suo mondo. Sospiro togliendomi la maglietta, quando potremmo tornare alle nostre giornate passate a fare i coniglietti?

«Vedi di farlo in fretta, sebbene resti una mezzasega impedita ci servi in campo.» La delicatezza i Mitsui ha sempre il suo perché... tipo quello di ricordami di spaccargli la dentiera così non apre più bocca.

«Eh!» Non ho forze da sprecare neanche con lui, come rimpiango i vecchi tempi. La mia non reazione ha un brutto effetto sui presenti, la stanza diventa all'improvviso silenziosa e non serve che mi volti per sapere di avere tutti gli occhi puntati addosso.

«Bisogna chiamare un medico!» Mitsui

«Meglio un veterinario.» Miyagi

«Do'hao!» Devo dirvi chi è che ha proferito parola? Non serve tanto si capisce benissimo.

La vena sulla mia tempia inizia a pulsare pericolosamente, proprio lui osa insultarmi? Si, quello non era per niente il tono affettuoso che usa di solito e questo mi fa arrabbiare ancora di più. Come osa, l'artefice del mio stato comatoso di offendere? Lui, che parla solo in codice ultimamente tanto che neanche la Nasa riuscirebbe a decodificarlo, mi stuzzica in questo momento in cui non posso rifilargli una testata perché ci rimarrei secco anch'io.

Una mano si abbatte sulla mia spalla. «Tranquillo Hana forse è solo un momento che sono convito passerà. Dovresti rilassarti, sei terribilmente teso e questo non aiuta il Tensai a far tornare le energie.» Le mani di Ryo si posano sulle mie spalle massaggiandole dolcemente. «Sei tutto contratto, magari è proprio questo a renderti fiacco. Se vuoi posso aiutarti, sono bravo mio padre fa il fisioterapista.»

Bravo lo è di sicuro, perché la tensione alla base della schiena scema lentamente, peccato che non riesco a godermi a pieno il massaggio in quanto un lungo brivido mi corre all'improvviso lungo le braccia. So bene che i suoi occhi magnetici sono incollati su di me e che questo avvertimento può trasformarsi in qualcosa di peggio. Con uno scatto mi allontano dalla matricola mettendo una considerevole distanza tra di noi, tremo e gli occhi dispiaciuti del kohai mi fanno sentire ancora peggio. «Scusami Ryo davvero non devi disturbarti, ho solo affrontato una lunga giornata di studio, adesso mi riprendo anzi meglio andare in palestra e cominciare l'allenamento.»

Come un razzo mi fiondo fuori dagli spogliatoi, tanto so benissimo che la vendetta volpina mi arriverà lo stesso per quanto io possa fuggire. Seriamente sono preoccupato, sono un tipo espansivo e socievole per me è normale fare amicizia, stare in compagnia e spesso ricerco anche il contatto fisico perché non c'è niente di male nel farlo insomma quando sono con l'armata è tutto un pacche sulla spalla e altro. Kaede però ha cominciato a mal sopportare questa mia tendenza, cioè non con tutti altrimenti avrei già chiamato il dottore principalmente succede con la squadra il che è davvero strano. Ora spesso sono un visionario megalomane, me ne rendo conto da solo, però stavolta mi sento proprio di ammetterlo e sottoscriverlo: l'atteggiamento della volpe mi sa tanto di gelosia. Al principio, dopo questa mi splendida e veritiera rivelazione, sono stato euforico forse pure troppo perché sono corso dalla Kitsune con gli occhi a cuoricino finché non mi ha mollato uno dei suoi pugni tramortendomi a terra con un sentito "Do'hao", ammetto di averlo meritato però se non è quello allora cos'è che lo infastidisce?

Rukawa mi passa accanto senza neanche guardami, non serve un genio per intuire quanto sia irritato. Sospiro, anche stavolta voglio esser e io a fare il primo passo so bene quanto sia difficile per lui scendere a patti con sentimenti che non ha mai provato. «Non ho fatto niente almeno potresti guardarmi?»

Be, devo dire che mi accontenta peccato che mi lancia una delle sue occhiatacce peggiori. «NH!»

Ovvio sia mai a esternare qualcosa, chi lo capisce è bravo getto la spugna è peggio delle equazioni di matematica almeno per quelle una soluzione esiste. È inutile che faccio il duro, quando si tratta del mio amore vado letteralmente nel pallone e il fatto di essere parte del suo malumore mi fa male perché non so cosa sto facendo di sbagliato, eppure il nostro rapporto stava andando alla grande. Nell'ultimi mesi ci siamo completamente aperti l'uno all'altro, una libertà che è arrivata anche con l'aver detto della nostra storia ai genitori e l'essere andanti a vivere insieme, Kaede aveva iniziato a essere più espansivo anche con le parole ma da quando è iniziato l'anno scolastico mi sembra regredito, se non peggio.

«Bene ragazzi, venite qui.» Il signor Anzai ci chiama a rapporto. «Oggi farete una partitella titolari contro matricole.»

Dopo la sua affermazione si alza un polverone, effettivamente povere matricole saranno schiacciate dal genio e della volpe che fa letteralmente paura in questi giorni. Non scherzo è una furia che travolge chiunque e spesso il coach lo ha ripreso per paura potesse farsi male.

«Andiamo sarà un ottimo metodo per testare le vostre capacità,» Il nano è proprio entrato nella parte del capitano. «Anche se molti titolari sono andati via le squadre da battere sono forti e non conosciamo le loro nuove reclute, sono stanco di sentire che lo Shohoku non ha una panchina degna.»

Niente da dire hanno più spessore le sue parole che l'altezza ma lui ci è toccato quest'anno e tocca tenerselo sempre meglio di quella dentiera di Mitsui.

Abbasso le spalle scoraggiato, lo ammetto avrei preferito allenamenti normali perché so bene che qualcuno farà carne da macello delle matricole... specialmente una. Non capisco perché Ryo non gli piaccia, cioè riesce ancora a vedere quel porcospino nonostante quello che ha fatto trovandolo pure simpatico ma quel povero kohai niente. Quando mi sono innamorato di lui esattamente che problemi avevo? Lo guardo mentre, seduto sul parquet, sistema i lacci delle scarpe... forse avevo il problema di voler essere davvero felice.

Stringo i pugni all'annuncio del coach, non che la partitella mi sia indigesta ma ad essermi indigesto è qualcos'altro o meglio qualcun altro.

Posso tranquillamente definirmi, senza peccare di presunzione, un tipo razionale e sono abbastanza freddo nell'affrontare le situazioni ed è difficile farmi arrabbiare, l'unico che detiene questo primato è il mio Do'hao questo però prima dell'entrata in scena di quella maledetta matricola. Sia chiaro che avevo avuto il sentore di avere di fronte un provocatore, ma con il passare dei giorni ho notato anche il suo attaccamento al rossino... insomma gli piace il mio idiota in quel senso e non sopporto per il mondo in cui gli sta appiccicato. Non sto a elencare i messaggi sul cellulare e le telefonate in ogni momento, giuro che lo farei volentieri fuori se questo non influisse con il mio sogno di giocare in America. Spieghiamolo bene: mica mi sono scoperto geloso così dall'oggi al domani, mal' essermi scoperto così geloso perché non ho nessun motivo di dubitare dell'amore di Hana. Purtroppo per quanto posso ragionarci non riesco ad essere freddo e distaccato per affrontare al meglio questa situazione, inoltre sto davvero trattando male il mio ragazzo che in tutta questa storia non c'entra niente. So bene di non potergli fare una colpa se la sua indole allegra e la bellezza del suo corpo attira gli sguardi. D'altra parte non può neanche incolparmi visto che lui ha sempre palesato gelosia nei miei confronti a volte fino allo sfinimento, ed è stata spesso oggetto di attrito tra di noi, quindi all'improvviso non posso essere io quello che da di matto se una matricola lo trova sexy. Come faccio a saperlo? Ho ascoltato senza volere una conversazione tra Ryo e un suo amico, da quel giorno nulla in me è stato più lo stesso e il legame creatosi tra l'idiota e quel damerino ha iniziato a darmi sui nervi cioè prima mi provocava solo fastidio ora vorrei seppellire quella faccia da schiaffi.

Mi siedo sul parquet per allacciarmi le scarpe, so di avere gli occhi di Ryo puntati addosso: mi sta lanciando una sfida? Non posso sapere cosa ha intuito del mio rapporto con il numero dieci ma non gli conviene sfidarmi così apertamente, non sono disposto a cedere terreno né sul capo da gioco né nel cuore del mio Do'hao. Sorrido quando percepisco la calda carezza del sguardo di Hana che scorre su di me, è completamente in adorazione e mi sento davvero male per come lo sto trattando ma non riesco neanche più a vivere l'intimità con lui, quando invece dovrei stringerlo a me senza farmi problemi. Dovrei fidarmi, conosco bene i suoi sentimenti ma in amore non si può essere razionali anzi avevo messo in conto che un po' di gelosia e possessività sarebbero venuti fuori, però dopo quel giorno si è tutto amplificato e ora mi trovo in un vicolo cieco...

...Una settimana prima

Sbadiglio, nonostante la voglia di assopirmi non riesco a prendere sonno, oggi è una giornata stranamente calda per il mese in cui siamo, il sole picchia talmente forte da costringermi a cercare un posto all'ombra per non sciogliermi a causa della temperatura elevata. Forse non riesco ad addormentarmi proprio perché dove sono Hana non riuscirebbe a vedermi. L'idiota come al solito ha combinato un casino in classe e ora è in presidenza per la ramanzina, davvero è un caso patologico che non imparerà mai a frenare la sua irruenza per mia fortuna ogni tanto anche le inesauribili energie del Tensai vengono meno. Spiegandola in modo facile: quando sono iperattivo è il genio a pagarne lo scotto, non che gli dispiaccia tanto ormai se non è lui sono io e viceversa a volte ci dimentichiamo anche di mangiare. Ultimamente però quei momenti solo nostri sono venuti a mancare, in questi giorni sono parecchio scontroso e sebbene abbia compreso da dove nasce il mio malumore non mi aiuta a liberarmi da questo senso di fastidio. Effettivamente fatico a capirmi, nell'arco degli anni mi sono capitati un sacco di soggetti particolari ma per lo più mi provocavano indifferenza invece ora provo proprio avversione per una persona. Non si tratta di rivalità, non compatibilità o altro lo detesto semplicemente e questa è la prima volta... c'è una prima volta per tutto, il problema è gestirla una sensazione del genere.

La porta della terrazza si apre segno che Hanamichi è riuscito a liberarsi dalle grinfie del preside, mi alzo per raggiungerlo ma una voce non sua mi blocca.

«Davvero? Non sapevo che avessi fatto così tanti passi avanti, non c'è che dire prima o poi raggiungerai il tuo scopo.»

«Non sono ancora soddisfatto anche se ormai abbiamo stabilito un punto d'incontro. Ora devo solo trascinarlo fuori da un campo da basket, peccato che ancora non ci sono riuscito però non ho intenzione di mollare.»

Queste parole mi fanno stringere i pugni, ho una voglia matta di spaccargli la faccia, so esattamente di cosa sta parlando Ryo, la nostra nuova matricola, o meglio di chi sta parlando e non mi piace per niente la piega che sta prendendo la conversazione.

«Magari non ha quelle tendenze, se non sbaglio ha la fama di essere uno da due di picche.» Devo mantenermi calmo solo che quando l'argomento è Hanamichi non sempre riesco a restare lucido, specialmente in questi giorni.

«Secondo te come mai nessuna ragazza se lo è mai filato? Ha preferenze maschili solo che non se ne rende conto, perché credi che stia sempre attaccato al culo di Rukawa?» Alzo un sopracciglio per il modo sprezzante con cui pronuncia il mio nome, almeno se ne è reso conto allora perché non la pianta di provarci?

«Gli piace l'algido principino? Be hai dei bei gusti, Rukawa si lascia guardare volentieri e non solo riuscirebbe ad attizzarlo anche a un etero convinto.»

«Piantala, mi fai senso.» Il tono alterato con cui blocca l'amico mi stranisce. «Quel pezzo di ghiaccio è solo un pallone gonfiato, come fanno a corrergli dietro è peggio di un'ameba.»

Mi dispiace per te, neanche tanto in verità, ma questo pallone gonfiato è l'unico ad avere le chiavi del cuore di Hanamichi e non permetterò a nessuno di portarmelo via.

«Comunque sono riuscito a convincere Sakuragi a vederci al campetto nel weekend, lo avrò tutto per me per un intero pomeriggio e per ora mi basta anche perché mi prendo le mie piccole soddisfazioni.» Ma di che diavolo sta palando? «L'altra volta ho fatto finta di cadere dopo una sua stoppata e lui prontamente mi ha afferrato, è stato bellissimo aggrapparmi alle sue spalle forti i nostri volti erano così vicini sarebbe bastato poco e avrei potuto baciarlo...»

Il resto della frase non riesco a sentirla in quanto i due lasciano la terrazza al suono della campanella. Hana non mi ha detto niente, di solito mi racconta quello che fa quando incontra Ryo ma allora perché nascondermi una cosa del genere?

...

Da quel giorno sono diventato freddo con il mio idiota, in particolare modo quando lo vedo troppo espansivo con gli altri. Certo non gli proibisco nulla ma la mia insofferenza è troppo palese e lui se ne accorto, questa situazione mi sta portando a un limite di rottura e so benissimo che potrei scoppiare come mai prima.

«Kitsune sei tra noi?» Alzo lo sguardo e incrocio i suoi occhi nocciola, la luce calda nelle sue iridi ha il potere di calmarmi anche perché per quanto ci prova proprio non riesce a nascondere i sentimenti che sente per me.

«Io si, spero anche il tuo cervello. Non ho nessuna intenzione di perdere contro delle matricole.

«Baka come osi offendere il Tensai?» Alterato come sempre.

«Da quando dire la verità equivale a offendere?» Il mio tono piatto lo innervosisce ancora di più.

«Se il principino ha finito di gingillarsi le suddette matricole ,che vuole battere ,sono stanche di aspettarlo.»

«NH» Se Ryo si aspetta che cada nella sua provocazione non ha ancora capito con chi ha a che fare. Mi alzo da terra e prendo posizione in campo, spesso mi sono detto che umiliare un avversario è ingiusto ma oggi è quello che punto a fare: voglio vedere quel volto strafottente alterato dalla vergogna.

L'inizio della patita scorre abbastanza tranquillo, come previsto sebbene le nuove leve sono agguerrite e parecchio brave ma nulla può fermarci. La squadra ormai è rodata dall'anno scorso in più l'intesa tra me e Sakuragi anima il gioco in modo imprevedibile, questo non è solo frutto dei nostri allenamenti ma anche del legame che ci unisce e riesce a farci percepire in ogni momento. Ovviamente questa intesa tra noi rende euforica la squadra però manda letteralmente in bestia una matricola che, non contenta di aver collezionato una serie di brutte figure, sposta la partita sul piano personale. Mi sfida palesemente in uno one o one e io non stavo aspettando altro.

Non capisco cosa stia succedendo in campo, cioè un minuto prima stavamo giocando una tranquilla partita di allenamento, tranquilla sempre nel senso ampio del termine quando si tratta dello Shohoku, ma da un paio di minuti è diventata uno scontro all'ultimo sangue tra la mia volpe e Ryo. Ora non so bene per quale motivo però ho intuito che la matricola alla Kitsune non piace eppure non è così malaccio, anzi è uno che fa spogliatoio incitando i compagni e anche come giocatore se la cava. Siccome non sono così idiota come mi descrivono ho deciso di diradare le uscite con Ryo proprio perché al mio ragazzo non piace. Però vorrei capire cosa gli ha fatto scattare l'antipatia, la volpe è sempre stata razionale quindi devo pensare che a forza di testate ho rovinato la sua bella testolina di legno?

«Insomma cosa state combinando, è una partita non uno scontro a due.» Il nano inizia a incavolarsi, anch'io pensavo che fossero finiti certi teatrini nella squadra ma forse mi sbagliavo. Inoltre non lo dirò ad alta voce ma mi urta parecchio perché questo antagonismo non lo ha avuto neanche con me.

«Kitsune piantala di fare tutto da solo, passa la palla.» Lo so che non ha cominciato lui, però non me la sento di riprendere il kohai.

«Do'hao cos'è patteggi per la matricola?» Arrossisco perché sa benissimo che non l'ho detto in quel senso. Poi sembrava intendere proprio quel senso e davvero siamo alla follia. «Tranquillo tra un po' sarà tutto tuo.»

Il tono sprezzante di Kaede mi blocca sul posto, che cavolo stava dicendo? La Kitsune non allude proprio a qualcosa di personale, afferma con sicurezza qualcosa di assolutamente sbagliato e giuro che se non ritratta potrebbe fare davvero uno brutta fine.

«Kitsune ritira...» Mi blocco appena vedo Ru e Ryo andare a canestro, ok la volpe è uno che sfonda la difesa ma in questo caso è un suicidio potrebbero farsi male davvero. Saltano entrambi, è evidente che la matricola non può fermarlo anzi c'è un modo ma commetterebbe...

«Fallo! Ryo sei impazzito è un tuo compagno.» Kaede sbatte in modo brusco il polso contro il canestro prima di spiaccicarsi a terra.

«Rukawa!» Mi precipito verso di lui, perché davvero ha fatto una brutta caduta e inoltre cos'è quel rivolo rosso sul polso?

«Rukawa stai bene?» Ayako si avvicina preoccupata, mi sembra ovvio manca poco all'inizio del campionato e se dovesse infortunarsi sarebbe un bel problema.

«Non è niente, tranquilla.» Ecco che come al solito cerca di fare il super uomo, se gli mollo una testata per farlo rinsavire dite che gli faccio male?

«Stupido, hai sbattuto il polso contro l'anello e in più sei atterrato sulla stessa mano è un miracolo se non te lo sei slogato. Vai subito in infermeria.»

Quasi tutta la squadra fa circolo intorno a lui mentre io mi mordo le labbra, questi sono i momenti che detesto perché per gli altri abbiamo trovato un modo di andare d'accordo ma nessuno, Aya a parte, sa che stiamo insieme e questo mi limita. Vorrei essere io ad accompagnare il mio ragazzo in infermeria, invece devo stare buono con quest'ansia che mi assale appena lui e la manager spariscono oltre la porta.

«Si può sapere perché l'hai fatto? È un compagno di squadra sapevi che per fermarlo avresti commesso un brutto fallo che necessità avevi?» Mitsui diventa proprio una belva quando si tratta di infortuni e, specialmente, mi sono reso conto che ha paura possa capitare qualcosa a Rukawa in quanto in lui rivede la sua stessa passione e amore per il basket.

«Stavamo giocando, era una sfida bisogna mettere in conto anche questo. Se è così delicato forse il basket non fa per lui.»

«Come ti permetti!» Hisa gli afferra la maglietta ringhiando le parole davanti alla faccia tranquilla di Ryo.

«Smettetela!» Miyagi si mette in mezzo dividendo i due. «Non ho bisogno di persone che litigano tra loro, ricordate che quest'anno puntiamo a vincere se non riuscite ad andare d'accordo tra di voi potete lasciare la squadra. Per oggi non voglio vedere più i vostri brutti musi, l'allenamento finisce qui.»

Nessuno osa ribattere, a me poi sta benissimo così posso correre dal mio amore per vedere come sta. Mi fiondo nello spogliatoio e faccio una delle docce più veloci da quando sono in squadra, curandomi poco dei mezzi borbottii che mi arrivano dai compagni. Voglio sapere la volpe come sta, proprio quando sono pronto per andare la porta si apre e il nostro numero undici entra negli spogliatoi.

«Rukawa tutto bene?» Miyagi è il più preoccupato per la fasciatura al polso destro del volpacchiotto e ammetto che sta salendo l'ansia anche a me.

«Nh, tutto bene. Tranquillo è solo per precauzione.» Come al solito sminuisce quando si fa male ma se io provo a dire che ho un dolorino alla schiena allora devo correre subito dal dottore, maledetta Kitsune.

«Che sollievo, cerca di riposarti questo fine settimana evita di allenarti.» Mitsui è proprio mamma chioccia con Ru, gli viene spontaneo.

Comunque il mio amore annuisce e va a farsi la doccia, ovviamente lo aspetto per tornare a casa insieme e me ne frego delle battute che potrebbero fare. Ho una voglia matta di stringerlo, vorrei che fossimo soli per farlo ma purtroppo oggi sono tutte lumache andanti.

«Kitsune sei pronto?» Parecchie teste si girano verso la mia direzione però ho la scusa pronta. «Non potrai giocare ma gli allenamenti supplementari non li saltiamo, per una volta tanto userai le corde vocali.»

Lui mi ignora completamente e finito di vestirsi lascia la palestra, lo seguo a ruota e prima di andare mi rivolgo a Ryo. «Può starti antipatico, anch'io ho vissuto quella fase, però non ho mai fatto del male davvero a Rukawa e questo perché so quanto ama giocare, inoltre quando lo batterò non deve avere nessuna attenuante. Dovresti scusarti.»

Non aspetto la risposta, voglio stare con il mio amore e coccolarlo per tutta la serata. Ho bisogno di far sparire quest'ansia che mi è presa e so che solo tenendolo vicino ci riuscirò, lo amo e questo so benissimo essere uno degli effetti collaterali di quel sentimento. Stamattina siamo arrivati senza bici quindi durante il tragitto a piedi il silenzio tra noi mi preoccupa, non è come al solito e purtroppo sono troppo nervoso per intavolare un discorso senza urlargli contro di quanto sia una baka Kitsune. Le nostre mani si sfiorano a ogni oscillazione, prendo coraggio e stringo la sua alla mia e il fatto stesso che Kaede non la ritragga mi fa sentire più tranquillo.

Quando arriviamo a casa lo lascio andare e lui si stende sul divano con un braccio sugli occhi, capisco che ancora non vuole parlare e va bene così. Mi piego per baciargli la fronte. «Metto io in ordine e scaldo la cena, va bene?» Annuisce. «Domani facciamo i compiti, stasera prendiamocela con tranquilla.»

Nell'insieme mi sembra abbastanza sereno quindi faccio esattamente come ho detto, questo non perché non voglio una spiegazione però ho imparato a dare a Rukawa tutto il tempo di cui ha bisogno, non è uno che parla spesso e ama farlo quando è sicuro di ciò che dirà.

Guardo la tazza di té appoggiata sul tavolino, quell'idiota mi sta proprio coccolando,dDopo aver cenato Hana mi ha praticamente messo di nuovo sul divano ordinando di non fare niente e per una volta me ne sono stato buono e ubbidiente anche perché a breve mi chiederà una spiegazione al mio comportamento, il fatto è che non sono pronto a dargliela ma sono anche consapevole che questo silenzio tra di noi scava enormi trincee che possono diventare pericolose. Sebbene il nostro rapporto ormai sia parecchio stabile, il nostro è un amore ancora alle prime armi e questo può portarci a farci del male per proteggere l'altro.

«Tutto bene volpetta?» annuisco facendogli spazio sul divano. «Ti fa male il polso?» Scuoto la testa però lui sembra preoccupato.

«Devo solo stare a riposo non è niente di preoccupante, lo fregamento con il parquet mi ha fatto sanguinare.» Allungo la mano fascia per accarezzargli i capelli e lui la blocca baciandola delicatamente, potrei arrossire quando fa così ma per mia fortuna ho la faccia di bronzo.

«Cosa succede Kaede?» I suoi occhi mi guardano preoccupati e mi dispiace terribilmente. «Non voglio assillare la mia volpetta però non riesco più a stare tranquillo, ho paura... ho paura che la tua arrabbiatura dipenda da me.»

Spalanco gli occhi, il mio comportamento poteva portare a fraintendimenti e dovevo immaginare che la sua insicurezza avrebbe fatto il resto. Sospirò, voglio sentirlo vicino e mi siedo a cavalcioni sulle sue gambe. Ci abbracciamo in silenzio bisognosi di questo contatto che è mancato troppo nell'ultimo periodo.

«Non è colpa tua, Hana.» Glielo sussurro all'orecchio stringendolo sempre più forte, perché quello ad avere paura sono io. Paura che un giorno sia stanco di avere a che fare con il mio carattere, per quanto provi a smussare gli angoli più spigolosi sarò sempre schivo e silenzioso.

«Lo so, volevo sentirtelo dire.» Sorrido contro il suo collo, mi ha giocato ancora una volta. «Allora mi dici da cosa dipende?»

Mi mordo le labbra indeciso se dirgli o no quello che mi frulla in testa, sarebbe come consegnargli un'altra parte di me e questo mi atterrisce perché lentamente sta prendendo possesso di ogni cosa, questo legame che cresce e ci unisce potrebbe spezzarsi un giorno facendomi finire in mille pezzi... come puoi pretendere legarmi così a te? «Non ci riesco.»

La sua mano calda mi accarezza gentilmente i capelli, adoro quando lo fa è come se mi stesse cullando e so che dovrei detestarlo invece vorrei non smettesse mai di farlo.

«D'accordo, non voglio forzarti se non ci riesci. Vorrei solo non percepire questa tensione in te quindi dimmi se posso fare qualcosa per fartela passare.»

Mi allontano per poterlo guardarlo negli occhi, appoggio la fronte alla sua e solo questo contatto riesce a sciogliere la tensione. «Resta sempre con me.»

Detesto questa insicurezza che mi da l'amore per Hanamichi, questa paura di perderlo che nasce dal nulla perché il mio Do'aho mi ama in ogni modo possibile. «Esattamente quello è il mio progetto per la vita.»

Il suo sorriso è bellissimo in questo momento, mi protendo per baciarlo ed è un bacio dolce. Giochiamo lentamente con le labbra e lingue, mischiando i nostri respiri stringendoci sempre più forte.

«Mi era mancato baciarti così.» Non c'è rimprovero nella sua voce solo una grande sofferenza però bisogna dire che neanche lui ha mai tentato un approccio.

«Non mi sembra che tu ci abbia provato in qualche modo.» Si il mio tono è tutto tranne che gentile.

«Provarci? Non dire niente a tal proposito altrimenti ti prendo a pugni! Quando ho provato a fare qualcosa diventavi una ien, è normale che non mi sono avvicinato!»

Il suo volto rosso mi fa sorridere perché Hanamichi non è in grado di mentire. «Davvero sei stato pessimo Kaede, cioè capisco il cattivo umore per qualcosa che non riesci a dire però riversarlo su di me è stata cattiveria pura.»

Assottiglio lo sguardo. «Forse perché anche se non principalmente ma è anche a causa tua.»

Mi alzo lasciandolo solo, comprendo da me che stavolta non me la farà passare liscia. «Fermo dove sei. Un minuto prima fai tutta la volpe tenera e adesso mi ritorni acida? Assolutamente no, te lo dico chiaro e tondo: se indirettamente faccio qualcosa che ti urta me lo devi dire.»

«Hana hai mai pensato che qualcuno...» Cerco di trovare un esempio pratico, un po' brutale ma potrebbe capire al volo. «tipo Sendoh con me potrebbe cercarti per scopi che non hanno nulla a che fare con il basket?»

La sua faccia stupida è una meraviglia, ovviamente non gli dirò nulla di più. Conoscendolo affronterebbe Ryo e imbranato com'è dargli un appiglio per credere di essere conquistabile anche se sta con me.

«Di porcospini hentai ne esiste solo uno, quindi è un paragone assurdo. Inoltre chi verrebbe dietro a me? Andiamo Kaede stai parlando di me!»

Adesso mi arrabbio. «Si di te, guardati allo specchio Hana perché forse non lo fai da un po'. Sei sempre stato bellissimo e non sono per me, ora ci sono un sacco di occhi puntati su di te in quel senso maschili e femminili, il fatto che tu non te ne renda conto non lo cambia anzi accentua visto che nessuno sa che stiamo insieme.»

Stranamente mi sono ritrovato ad alzare la voce, detesto quando si sminuisce in questo modo perché lui è assolutamente unico. La sua vitalità, dolcezza, cocciutaggine ogni cosa lo rende unico e bellissimo.

«Se non sbaglio questa è una scenata di gelosia?» Stringo i pugni. «L'altra volta mi hai menato solo per aver ipotizzato la cosa ora mi dici questo, non ti capisco più e voglio sapere cosa ti passa per la testa!»

Non ti dirò mai che Ryo ha delle mire su di te, combineresti un macello per risolvere la situazione. Gli volto le spalle. «Stasera dormi sul divano, oppure scegli una delle stanze per gli ospiti.»

«Cheeeeee mi stai sfrattando dalla nostra stanza?»

«Si, ho bisogno di starmene per conto mio.» Lo lascio da solo salendo al piano di sopra. Forse dovrei parlare con qualcuno, affrontare il discorso con lui aprirebbe una lunga diatriba sul perché io continui a frequentare Sendoh. Inoltre amo la libertà troppo per imprigionarlo e impedirgli di fare quello che vuole, dannati sentimenti possibile che non riesca a essere lucido per affrontare la situazione? Magari dire a Hana tutto gli permetterebbe di mettere le cose in chiaro con la matricola però non voglio che gli dichiari i suoi sentimenti. Insomma quanto ha sofferto il mio Do'hao quando Akira mi si è dichiarato? Ecco in quel calvario non ci voglio entrare.

«Kaedeeeeeeeeee...» La porta della stanza si apre, mi volto per guardarlo e devo dire che mi aspettavo che non si sarebbe arreso. «Dobbiamo risolvere questa situazione, lo esigo.»

«Risolvila allora...» Mi guarda stranito e mi sembra normale ma visto che ormai sono stanco di passare in questa girandola di colori che se la sbrighi da solo, io starò a guardare l'evolversi degli eventi e agirò di conseguenza.

«Io...Io... che devo fare io?»

«Ryo ci sta provando con te, dirgli di smetterla!» La faccia scioccata è assolutamente unica.

«EHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH!»

Continua...