Kitsune gelosa... kitsune pericolosa
Seconda parte
Sospiro volgendo lo sguardo fuori dalla finestra, ormai gli alberi di ciliegio sono sfioriti da un pezzo e il panorama in questi giorni ha preso le classiche tonalità di verde tipiche della primavera inoltrata. Non potete immaginare quante sfumature può avere il verde, il Tensai le conosce tutte visto che nell'ultimo periodo non fa che guardare gli alberi del cortile della scuola. Non che siano particolarmente degni di nota ma è un modo per non pensare a quanto accaduto in queste settimane senza trovare una soluzione, anzi non voglio proprio trovarla perché significherebbe affrontarla e non voglio. Sebbene continuare a nascondere la testa sotto la sabbia non porta a niente non riesco a comportarmi in maniera diversa, sono arrabbiato con kaede e questo si ripercuote in tutto quello che faccio.
«Sakuragi potresti prestare attenzione?»
Mi volto a guardare il professore di matematica che come al solito sembra incavolato con il mondo. «Si, si.»
La mia risposta svogliata gli fa scoppiare la vena in fronte, ma come sempre non presto orecchio alla predica... ho altro per la testa. So che dovrei impegnarmi in vista del futuro, soprattutto se voglio richiedere una borsa di studio, però... devo risolvere la questione e ritrovare la pace con Kaede, altrimenti non riesco a fare niente anche il basket mi pesa.
Cercate di capirmi, lo amo da impazzire e spesso credo anche di esagerare con questo sentimento visto che siamo degli adolescenti, ma è più forte di me trattenermi equivale a non essere me stesso. Ho riposto quasi tutte le mie speranze nella nostra storia, ora mi fa paura anche solo vedermi senza averlo al mio fianco... no proprio questa opzione non è contemplata. Inoltre aveva la certezza che a essere geloso sarei stato solo io, andiamo la conoscete la mia Kitsune si resta incantati a guardarlo per ore ed è impossibile non notare quanto sia assolutamente sexy in ogni cosa che fa, quindi scoprirlo geloso di me è stato uno shock. Come schioccante è pensare che ci sia qualcuno che trova sexy me! Lo scimmione rosso senza un minimo di sex appeal ha delle persone che... che... che... non riesco neanche a pensarla una cosa del genere. Eppure gli occhi furenti della volpe erano troppo veri per pensare che stesse scherzando, questo però non cambia la situazione in cui ci troviamo e ho paura che il mio tentennare a fare qualcosa possa spingere la Kitsune a lasciarmi.
«Hana? Hana? Hanamichi!» Salto sulla sedia, Mito mi ha urlato direttamente nell'orecchio.
«Yoheiiiii!» Mi massaggio il timpano offeso. «Si può sapere che ti prende? Insomma lo sai che quando sono assorto nei miei vaneggiamenti mentali devi starmi lontano.»
«Certo che sono vaneggiamenti, pensare è troppo complicato per te!» Gli mollo un destro che purtroppo scansa facilmente. Il Tensai è spompato, in questo periodo, non ho neanche la forza di menare quei cretini della mia armata.
«Senti ma si può sapere cosa ti preoccupa? Non guardami male per me sei come un libro aperto, sono giorni che sei strano che inizio a preoccuparmi. Dov'è finito lo scimmione rosso che sbraitava per ogni cosa?»
Su questo non ci piove, ecco perché mi sono tenuto leggermente lontano da lui, mi conosce troppo bene. Mi gratto la nuca, magari parlare con lui potrebbe farmi trovare una via d'uscita. «Yohei credi sia possibile che qualcuno voglia... si insomma... voglia provarci con me?»
Ho la faccia in fiamme, non ho bisogno di uno specchio per confermalo, mi imbarazza tantissimo questa cosa che fatico a crederla possibile. Inoltre Ryo non ha mai tentato nessun tipo di approccio, per capirci alla Sendoh con Rukawa, quindi davvero andare da lui per dire di smetterla. Smetterla cosa di essere amico? Compagno di squadra? Potrebbe reagire male e alla soglia della prima partita dei quarti di finale non mi sembra proprio il caso.
«Guarda questa domanda l'anno scorso mi avrebbe fatto scoppiare dal ridere, ma visto che stai con il ragazzo più bello della prefettura credo che debba darti una risposta appropriata.» Me li tira proprio i cazzotti, proprio non ha tatto. «Potrebbe capitare e non ci troverei nulla di strano. Hana in questi mesi sei cambiato, soprattutto nel modo di fare, sarà che il rapporto con Rukawa ti ha dato delle sicurezze che prima ti mancavano.»
«Che vuoi dire?» Kaede non mi ha cambiato e non mi piace che qualcuno possa pensare una cosa del genere. Cioè forse sarebbe più corretto che SONO IO a essermi auto imposto di cambiare per non perderlo, ma vedo da me quanto sia fallimentare questa scelta. Limitarmi, stare buono, non fare il pagliaccio insomma sono tratti che mi distinguono che ho volutamente abbandonato perché pensano possano far ingelosire ancora di più il mio amore.
«Il rapporto con Rukawa ti ha fatto maturare, non solo stare con lui ha limitato un po' il tuo carattere troppo esuberante e questo permette agli altri di notare le tue vere qualità. Sei una persona solare, socievole, un grande amico e forse questo ha attirato lo sguardo di altri oltre che della tua volpe. Inoltre non sei malaccio fisicamente e con i capelli così stai pure bene, finalmente direi.»
«Non dire nulla sui miei capelli.» Però ha senso quello che ha detto, certo cinquanta rifiuti possono minare le sicurezze di chiunque è normale che creda di non piacere e da quando sto con Ru non mi sono più guardato intorno. «Potresti avere ragione, il fatto è che non mi rendo conto di queste attenzioni mentre Kaede se ne è accorto subito.» Le parole mi escono da bocca senza possibilità di fermarle, avevo bisogno di parlare con qualcuno sebbene l'argomento mi imbarazzi e poi sto parlando con Yohei il mio miglior amico.
«Aspetta... c'è un ragazzo che ti viene dietro? Non stiamo parlando di ragazze? Perché io ho notato qualche sguardo femminile.»
Affondo il volto tra le braccia gemendo di frustrazione, magari fossero state solo ragazza avrei saputo affrontare la situazione, però se neanche lui ha notato niente, viene agli allenamenti tutti i giorni, allora significa che forse la Kitsune si è ammattita e vede cose che non esistono soltanto perché si è stancata di me? Questo discorso fa acqua da tutte le parti, nessuno meglio di me sa quanto Kaede sia concreto è uno che valuta la situazione prima di agire e questo significa che sa molto di più di quanto mi ha fatto intendere. Osservo Yohei è l'unico che per il momento può darmi una mano.
«Ryo, la matricola che mi sta sempre addosso, ecco di chi sto parlando.»
Il mio amico si gratta il mento pensieroso. «Effettivamente ti sta molto vicino e ti elogia anche quando sbagli, però mi sembra un tantino poco per poter affermare che ha quel tipo d'interesse nei tuoi confronti.»
«Rukawa è di altro avviso.» Il suono della campanella mi ricorda che è ora di andare al club, non ho tutta questa voglia a parte che il nano è davvero uno schiavista ma per come vanno le cose ultimante mi sto volutamente isolando anche dalla squadra. «Ho gli allenamenti, ci vediamo dopo.»
Mentre cammino per i corridoi affollati non riesco a capacitarmi della situazione in cui mi ritrovo, sia chiaro che la volpe dopo la bomba sganciata quella sera non ha più detto nulla, semplicemente ha dato a me la matassa da sbrogliare. Però... però... da quel giorno sento come un muro tra di noi, lo percepisco quando siamo insieme a casa o quando faccio uno dei miei proclami e non mi arriva il suo classico "idiota", ed è presente quando facciamo l'amore. Forse quello è il momento in cui lo sento di più per questo ultimamente, non so quanto voluto da entrambi, io e la volpe ci sfioriamo appena.
Spesso di notte resto sveglio a osservarlo pensando che non gli sto dimostrando il mio amore rimandando il chiarimento con la matricola, ecco per questo mi isolo e sto in silenzio non vorrei alimentare il fastidio in lui. Un fastidio che conosco bene, forse questa è la cosa che mi fa rabbia: Sendoh continua ancora a frequentarlo nonostante le tante litigate sull'argomento.
Osservo il mio idiota entrare in palestra e per la prima volta mi sento in colpa per la scenata di quella sera. Conosco Hana, forse anche più di quanto lui crede, in questi giorni non è per nulla il ragazzo che ho imparato ad amare ma solo una pallida imitazione del vecchio Tensai e questo mi fa male perché so che è una conseguenza dovuta alle mie parole. Per chi lo conosce è facile notare come eviti qualsiasi contatto con la squadra, spesso commette errori di proposito per essere ripreso e fare allenamenti in solitaria senza che nessuno dei suoi famosi proclami gli escano dalla bocca. Non è più la catena trainante della squadra a livello psicologico e questo si fa sentire soprattutto in vista dei quarti di finale, inoltre anche il nostro gioco a due non ha più quel mordente.
«Ragazzi tutti qui, forza!»
Miyagi ci chiama a rapporto, lo vedo molto teso in quanto ormai il campionato è entrato nel vivo. La prima squadra che ci toccherà affrontare è il Ryonan di Sendoh e questo mi sprona a dare il massimo con allenamenti supplementari, ma dentro di me c'è qualcosa di più importante che ha bisogno di essere risolto altrimenti anche il mio gioco risulta poco pulito.. dannato idiota e la sua presa che ha su di me. Voglio portare la squadra a vincere, quest'anno non saremo secondi a nessuno ma vorrei farlo con Hana a fianco e questo purtroppo, con la situazione che si è creata, lo vedo difficile.
«Vi voglio concentrati, sapete che i quarti sono lo scoglio più difficile perché ci sfideremo con i migliori. Non mi piace mettervi pressione, ci siamo allenati con costanza però sento che manca lo spirito di squadra e questo non mi piace.»
«Il rossino ultimamente ha preso le abitudini di Rukawa il primo anno.» Mitsui come al solito deve colpire il Do'hao nella speranza di farlo reagire. «Peccato perché così facendo annoia tutta la squadra.»
«Fatti gli affari tuoi!» Eccolo che parte in quarta. «Non sono il tuo giullare di corte.»
«Calmiamo i toni, però Hanamichi sai bene di essere una delle colonne della squadra soprattutto quando si tratta di motivare. Vorrei sapere se ti crea problemi aver cambiato ruolo.»
«Il Tensai non ha problemi, può giocare in tutte le posizioni!» In automatico tutte le teste si muovo in segno di sconforto, ma prima che riesca a metterlo al suo posto qualcun altro si prende la briga di mettersi in mezzo.
«Ovvio! Un Tensai come te riesce in tutto ma quello del pivot è il tuo ruolo naturale.» Il tutto condito da una sonora pacca sulla spalla che Ryo rende un po' troppo simile a una carezza.
Credo che il mio ragazzo percepisca il mio sguardo tagliente addosso perché si scosta subito arrossendo. Non ho potuto evitarlo, mi crea un fastidio enorme e devo essere sincero solo ora comprendo quello che più volte Hana ha provato a dirmi. Davvero non permetterò più a Sendoh di toccarmi in maniera se non puramente di gioco.
«Comunque voglio ricordavi che la settimana prossima ci batteremo contro il Ryonan, sebbene a prima vista sembrerebbe una squadra più debole dell'anno scorso, non è affatto così. Affrontare Sendoh e company con questo morale potrebbe valerci il primo posto.»
Ayako come al solito prende in mano la situazione facendo placare gli animi, hanno ragione da vendere ma non so come affrontare Hnamichi ora o meglio ho paura ad affrontarlo. Alla fine lentamente la squadra si dirige verso gli spogliatoi mentre io opto per rimanere in campo ancora un po', ho bisogno di ampliare i miei schemi di gioco oltre che velocità e resistenza. Un sono battito di mani ferma la mia azione, guardo l'orologio ed è molto tardi.
«Come al solito sei in forma, anche se appannato.» Sollevo un sopracciglio. «Sai non pensavo proprio di dirtelo: dovreste risolvere la situazione, qualunque sia, perché la squadra ora ha bisogno di voi.»
«Aya non mi sembra il caso di parlarne.» Non sono sorpreso è un'ottima osservatrice quindi è normale che abbia notato la freddezza tra me e l'idiota. Però non ho voglia di dare spiegazioni a nessuno, solo al mio idiota.
«Tranquillo non voglio farmi i fatti tuoi, so bene che chiederti cosa sta succedendo ti spingerebbe a chiuderti ulteriormente, vorrei solo che tornaste i soliti casinisti che mi impegnano le giornate. Questo è il mio ultimo anno allo Shohoku e vorrei divertirmi il più possibile, se la testa rossa sta così buono purtroppo è impossibile.»
Lo dice con il sorriso sulle labbra ma so bene quanto vorrebbe conoscere i particolari, sembra così strano anche a me fino a poche settimane fa andava tutto bene ora invece io e lui siamo come "estranei". Viviamo insieme, passiamo quasi tutto il tempo insieme però siamo distanti come se ci fosse un muro tra di noi che non ha motivo di esistere. Insomma gli ho mostrato di tenere a lui, mica possiede il monopolio sulla gelosia, si comporta come se l'avessi messo in castigo… possibile che stia valutando di lasciarmi?
«Tranquilla è una cosa passeggera.» Ho usato il tono di voce più monocorde che potessi ma lo sguardo che mi lancia non è dei più convinti. Mi allontano ormai lo spogliatoio deve essere vuoto, anche Hanamichi è andato via prima, senza aspettarmi, per passare la serata con i suoi amici. Prima di uscire dalla palestra mi ha lanciato solo un saluto con la mano, vero che non eravamo soli ma mi ha infastidito questo modo di fare. Dovrei ammettere la mia colpa, non ho saputo affrontare la situazione e di certo non mi aiuta il fatto di essere pessimo nel gestire i rapporti soprattutto queste sensazioni che sono nuove per me. Sono sempre stato solo, senza dovermi preoccupare di null,e non avrei mai creduto di dover fare i conti con la gelosia soprattutto perché dovrei fidarmi del mio idiota come gli ho sempre chiesto di fidarsi di me.
Sospiro, in questi giorni ho iniziato a pensare che invece di tenere a me quanto ho più di caro al mondo l'ho lasciato solo proprio nel momento in cui qualcun altro vuole portarmelo via. Alla luce della freddezza che c'è tra noi possibile che quel qualcuno è riuscito ad attirare il suo sguardo? No, mi sto facendo paranoie assurde.
«Ancora qui, Rukawa?»
Mi volto verso la porta degli spogliatoi, Ryo è appoggiato allo stipite e mi guarda con quel sorrisino malizioso che detesto.
«Non credo di dover rendere conto a te.» Glaciale come sempre, non mi piace come persona ed è raro detto da me. Sono sempre stato per una cordiale indifferenza, mentre lui proprio mi ispira i peggiori istinti e spesso umiliarlo sul campo è uno di questi.
«Assolutamente no, sai sono contento di averti trovato qui da solo così possiamo parlare.» Chi ha detto che voglio parlare con lui? «Mi dispiace che non riusciamo ad andare d'accordo, ho capito di non piacerti e il sentimento è reciproco. Oggi, quando il capitano ha detto quelle parole, un pochettino mi sono sentito in causa.» Finisco di vestirmi senza badare molto a quanto dice. «Non fraintendermi, ti rispetto molto come giocatore anzi ripensando allo scorso anno sei migliorato tantissimo ma sei pessimo come persona.»
Non mi sento colpito da queste affermazioni, mi sono state ripetute così spesso che ormai mi scivolano addosso. «Per questo non sopporto che una persona straordinaria come Sakuragi penda dalle tue labbra.»
L'idiota che pende dalle mie labbra? Certo che ne ha di fantasia la matricola, comunque non gli devo spiegazioni perché non sono affari suoi. «Restare zitto è la cosa che ti riesce meglio dopo il basket ma voglio dirti una cosa: io te lo porterò via, uno come te non merita un ragazzo come Hanamichi.»
Dovrei reagire mi sta palesemente provocando, dovrei afferrarlo e sbatterlo contro il muro eppure resto impassibile, come sempre, però dentro di me so di aver sempre pensato anch'io di non meritare Hana. Spesso, in questi mesi insieme, ho sbagliato così tanto con lui, anche se non è esente da colpe sono io quello che si è trattenuto di più per l'incapacità di esperire i propri sentimenti mentre lui mi ha dato tanto. Anche in questa situazione avrei dovuto spingere lontano Ryo e invece ho respinto la persona che amo mandandola in confusione, ora mi chiedo e se...se... se il Do'hao preferisse a un musone come me qualcuno che invece lotta per lui?
«Davvero non hai niente da dire?» Sembra seriamente sorpreso.
«Lascia che ti spieghi una cosa: puoi provarci, dichiararti e tentare tutte le strade ma quello che lega me e Hanamichi è indissolubile.» Afferro il borsone e Ryo, capendo le mie intenzioni, mi impedisce di lasciare la stanza, visto che non schioda dalla porta. Ora per il bene della squadra non lo prendo a pugni però non dovrebbe tirare troppo la corda.
«Sai è molto amorevole il tuo discorso però dovresti ricordarti che nulla dura per sempre, anche i legami più forti si deteriorano fino a rompersi. Alla nostra età poi si è volubili, soprattutto perché vogliano vivere e fare esperienze. Magari sei il primo amore di Sakuragi ma chi ti assicura che sarai l'unico?»
La matricola si scosta liberando il vano della porta solo che non riesco a muovermi, stavolta ha colpito davvero e, nonostante le mie sicurezze siano salde, l'urto è stato forte, talmente tanto che ancora rimbomba dentro di me.
«Mi sono liberato di un peso, non avrò molte speranze con lui perché è troppo preso da te ma almeno gli darò un metro di paragone. Sakuragi è sprecato per vivere all'ombra del grande Kaede Rukawa, basta vedere quanto sia cambiato da quando state insieme è come se all'improvviso si fosse spento…»
«Ragazzi che cosa fate ancora qui devo chiudere la palestra.» Aya compare tra le ombre del corridoio eppure non sento niente, come se ogni cosa arrivasse attraverso strati d'ovatta.
«Hai ragione, avevo solo dimenticato una cosa. Ci vediamo domani, senpai.» Ryo si allontana come se nulla fosse, forse è anche consapevole di quello che ha scatenato dentro di me con i suoi patetici discorsi.
«Ru stai bene?» Ayako mi sfiora la guancia, il contatto con la sua mano calda mi fa trasalire. «Che c'è?»
Scuoto la testa perché in questo momento non sono in grado di parlare, voglio solo abbracciare il mio Do'hao e tenerlo stretto a me. «Non è niente, Aya.»
«Faccio finta di crederci, non è che tu e la matricola non andate d'accordo? Non sei un tipo socievole ma non escludi nessuno della squadra con lui non so… mi sembra quasi che lo detesti.»
Direi che ha colto a pieno il mio sentimento per Ryo, ovviamente non le dico nulla e non perché sia il solito musone semplicemente gli equilibri della squadra potrebbe vacillare ancora di più e questo non va bene. «Non riscontra il mio favore, è un valido giocatore per il resto non mi importa molto quello che fa.»
Lei mi sorride protettiva. «Ok, ora però devo chiudere la palestra.»
La saluto allontanandomi a passo svelto, ho voglia di tornare a casa e stare insieme a Hana. Mi sento così stupido per il mio comportamento ma ho sempre reagito chiudendomi in me stesso per paura di soffrire, solo che stavolta non avrei dovuto. Avevo messo in conto dal principio che stare con qualcuno significava saltare nel baratro dell'emozioni e viverle senza paura, potrebbe anche essere che questa situazione mi fa stare così per il semplice motivo che non mi sento abbastanza degno di avere al mio fianco una persona unica come il mio idiota. Ho la consapevolezza che lui merita di meglio del mio carattere chiuso e schivo ma sono troppo egoista per lasciarlo andare.
Quando arrivo a casa purtroppo le luci sono tutte spente, segno che il mio ragazzo è ancora fuori con gli amici, sospirò aprendo la porta e subito Ace si struscia sulle mie gambe in cerca di coccole. Lo prendo in braccio, appena poso a terra il borsone e la cartella, lo stringo al petto e annuso il suo folto pelo è strano forse sarà che passa quasi il suo tempo accoccolato addosso all'idiota che mi sembra di percepire il suo profumo. Sto diventando melenso oltre che patetico
«Miao!» Accarezzo la parte delicata tra le orecchie e vado in cucina per riempire le ciotole, sospetto che questa accoglienza così calorosa sia dovuta alla fame.
Quando mi stendo sul divano penso che Hana non tornerà molto presto, ha bisogno di svagarsi e non mi piace mandargli messaggi mentre è con i suoi amici quindi devo aspettare. L'atmosfera di questi giorno deve essergli pesata tanto, anche il fatto che non ha detto nulla forse per paura di una mia reazione e questa cosa i ha dato enormemente fastidio… da quando ha paura di darmi contro?
Non mi stupisce trovare il salone in penombra, sebbene la sera sia scesa da un bel pezzo, la mia volpetta come al solito ha preferito accendere solo una lampada per dormire senza fastidi. Infatti eccolo lì, mister ghiacciolo, steso sul divano raggomitolato nel plaid che usiamo di solito quando ci attardiamo a vedere un film in soggiorno, così bello da restare senza fiato. Mi inginocchio azzardandomi a passare una mano tra i suoi capelli, non è raro vederlo dormire però quando è al sicuro tra le mura di casa è come se si abbandonasse completamente, il suo volto appare accora più delicato quasi fosse fatto di porcellana.
«Hana…» Questo mormorio così dolce mi fa sorridere, è incredibile come riesce a sentirmi anche quando è profondamente addormentato. Sorrido, non so bene il motivo ma dopo giorni mi sento tranquillo, ultimamente ho permesso a delle stupide paure di bloccarmi ma cosa dovrei temere? Ru ha palesato gelosia nei miei confronti avrei dovuto fare i salti di gioia e invece mi è scattata la paura che se avessi continuato a dare corda alla matricola lui mi avrebbe lasciato. Mi sono forzato di essere qualcuno che non sono semplicemente per non ferire Ryo, anche perché non ho la sicurezza che davvero provi qualcosa per me, permettendo alla gelosia del mio ragazzo di crescere. Non ho insistito con Kaede per farmi dire da dove nasce questa gelosia, quasi come se non mi importasse nulla il fatto che lui… no dico lui… il ragazzo più ammirato della prefettura si fosse sentito in qualche modo minacciato dalla presenza di un altro. Ora mi chiedo se lo strano comportamento del mio ragazzo, dopo quella sera, sia una conseguenza al mio modo di agire insomma sicuramente si aspettava una classica sparata delle mie e invece mi sono chiuso dandogli quasi l'impressione che stessi valutando di lasciarlo per Ryo. Un brivido di terrore mi scivola lungo la schiena: e se così facendo ho compromesso per sempre il nostro rapporto?
Istintivamente abbraccio il mio amore, la mia irruenza fa sobbalzare Ru che mi allontana con forza. «Hana! Ma sei impazzito?»
Arrossisco per la stupidaggine commessa, insomma gli ho fatto prendere un coccolone. «Scusami.»
Lui scuote la testa e come sempre cala questo pesante imbarazzo che francamente mi ha scocciato. «Kitsune però ormai dovresti essere abituato agli assalti romantico/passionali del Tensai.» Sorrido gonfiando il petto.
«Do'hao credimi è qualcosa a cui è difficile abituarsi.» Detesto quando usa quel tono piatto, ma come si permette di non apprezzare le mie doti passionali? Stavolta lo rovescio sul divano bloccandolo con il mio corpo. «Baka spostati!»
Non ho nessuna intenzione di farlo, da tanto che non siamo vicini, e solo adesso capisco che la frustrazione percepita nell'ultimo periodo era dovuta al fatto di averlo accanto senza poterlo toccare. «Perché non ti piace più avermi addosso?»
Affondo il volto tra il suo collo e spalla ispirando l'odore della sua pelle, Kaede si tende ma poi lentamente la tensione nei suoi muscoli scema. «Credevo non provassi più quel tipo d'interesse nei miei confronti.»
Spalanco gli occhi e mi allontano. «Che diavolo stai dicendo, baka!»
Sono furioso, cioè può pensare tutto ma che abbia smesso di desiderarlo è assurdo vorrebbe dire che ho smesso di amarlo, perché le due cose vanno di pari passo. «Eri parecchio freddo.»
«Hai il coraggio di dirlo tu? Tu che potresti tranquillamente fermare lo sciogliere dei ghiacciai con la tua freddezza?»
«Do'hao,» Kaede afferra la mia nuca e preme le sue labbra sulle mie mordendole piano. «Sono così freddo?»
Ecco… non direi proprio… però questa svolta non mi convince insomma fino a questo pomeriggio era parecchio distante. «No, cos'è successo alla mia volpetta?»
Lui mi guarda in modo strano. «Mi sei mancato.»
Gli alieni mi hanno rubato il ragazzo sostituendolo con questo colone? Improbabile. «Ru senti, mi dispiace…»
Mi zittisce posando una mano sulla bocca. «Non scusarti la colpa è anche mia. Sono pessimo nel gestire le emozioni, inoltre ti ho fatto pesare qualcosa che non dovevo... Hana vuoi lasciarmi per Ryo?»
«Ehhhhhhhhhhhhh, ma ti sei ammattito completamente? Hai sbattuto la testa? Mangiato qualcosa di avariato?» Davvero mi sto preoccupando. Un pugno mi manda disteso a terra.
«Quando la smetterai di essere così Do'hao.»
«Tu come puoi farmi una domanda simile? Ma soprattutto come puoi arrivare a pensare una cosa simile?»
«Ti sei comportato in modo strano!»
Mi siedo a terra incrociando le gambe. «Guarda che mica è facile trovare una reazione al pensiero: Kaede Rukawa è geloso di me o sapere che c'è un altro ragazzo che ti vuole in quel senso. Insomma stai sempre parlando con mister cinquanta rifiuti, sono tarato per i no mica per certe cose!»
Kaede mi osserva con la sua classica espressione piatta ma all'improvviso scoppia a ridere. «Sei proprio tutto matto.»
Non riesce quasi a parlare tra le risa ed effettivamente non potrebbe esserci una situazione più comica, alla fine le nostre paure erano uguali entrambi tremavano di fare la cosa sbagliata e perderci. Lo seguo e inizio anch'io a ridere ed è liberatorio farlo con lui in questo modo perché sembra lavare via tutti i cattivi pensieri dell'ultimo tempo.
«D..D..Do'..hao!» Non mi fermo e lo abbraccio di nuovo, ed è bellissimo poter essere di nuovo me stesso con il mio amore. «Promettimi che sarai sempre te stesso, la parte della scimmia seria non ti si addice.»
Decido di buttare fuori tutto quello che mi sono tenuto dentro, affinché quel muro crolli definitivamente. «Sai kaede mi sarebbe piaciuto rinfacciarti che tu lasci a Sendoh un sacco di libertà, nonostante quello che ha fatto, e quel tuo impormi di allontanare la matricola era da egoista.»
«Non ho mai voluto questo, Hana. Inoltre sai bene che con Sendoh è solo basket non ci vediamo per altro…»
«Tu ma non lui. Inoltre non è la stessa cosa che faccio io con Ryo?» Gli accarezzo i capelli perché capisca che non è un'accusa. «Poi se vogliamo dirla tutta la matricola non ha mai tentato nulla, non si è mai neanche dichiarata e francamente non me la sentivo di dirgli dismetterla di venirmi dietro senza sapere se lo fa realmente.»
«Lo fa, Hana ma non devi più preoccuparti di questo. Puoi gestire la situazione come credi, non ti lascerò andare facilmente.» Rimarca le parole stringendomi forte.
«Guarda che non ho intenzione proprio di andarmene. Per ultimo, sei già difficile da capire di tuo sebbene spesso riesco a leggerti, non evitarmi più quando sei arrabbiato con me come me è una cosa che detesto.» Questa cosa mi ha fatto male, sentire quel muro tra di noi è stata la parte peggiore di tutta questa storia.
Kaede sospira e abbassa lo sguardo, deve odiare con tutto se stesso questa situazione ma dobbiamo fare chiarezza tra noi altrimenti potremmo non arrivare da nessuna parte.
«È una cosa che faccio in modo naturale, fa talmente parte di me che è automatico….» Sorrido, non mi ha chiesto scusa come da sua natura e dopo queste parole non serve, la mia volpetta è come un cucciolo che lentamente inizia a camminare. Lo so il paragone non regge perché Rukawa è una delle persone più forti che conosco, ma non per quanto riguarda i sentimenti e mai come oggi mi è chiaro.
«Mi sei mancato, baka Kitsune.» Stavolta mi avvicino piano e lo abbraccio forte premendolo a me.
«Anche tu, Do'hao!» Non sono mai stato più felice di sentirmi chiamare così.
«Riguardo a Ryo…» Ecco manca ancora una cosa.
«Non importa, davvero non importa più. Tanto so benissimo che non ha nessuna possibilità.»
Decido di punzecchiare un po' la volpe, anche se dovrei stare attento, ma è da tanto che non giochiamo tra noi. «Lui di sicuro no ma devo informarti che Yohei ha notato parecchi sguardi femminili sul sottoscritto, forse per un altro ragazzo non potrei lasciarti ma dopo cinquanta e passa rifiuti se dovesse presentarsi una bella ragazza potrei ced…ahhhhhhhh.»
Lancio un urlo che fa spaventare il povero Ace che stava dormento, questa bestiaccia ha affondando i canini nel povero collo del Tensai. «Ma sei matto, molla! Mollami! Mi fai male.»
Credo di aver recepito il concetto: meglio non provocare una Kitsune gelosa perché può diventare molto pericolosa.
Fine(?)
