La battaglia era terminata,il cielo era oscurato dal fumo dei fuochi ormai spenti, i corpi giacevano ovunque,mentre qualche cane randagio si aggirava per il campo annusando i morti...gli uomini di Neymar si erano immolati per difendere il loro regno, ora giacevano massacrati dalla potenza dell'esercito dei signori della guerra:i normanni di Guglielmo il conquistatore e i suoi alleati. In questo lugubre scenario svettava il castello del re di Neymar, al suo interno la bella Candy, figlia del re, stava seduta a terra, il suo esile collo legato ad una ruvida corda, che aveva segnato la sua pelle delicata...all'altra estremità la mano del possente Neal Legan

Stava seduto sul trono del vecchio, si era appena sfilato la cotta di maglia ancora macchiata di sangue,nel frattempo osservava i suoi uomini fare razzia dei tesori promessi, come bottino per la vittoria...si intuiva chiaramente il fisico scolpito sotto la camicia, aveva bei lineamenti, lunghi capelli castani, ma gli occhi erano cattivi e feroci , ed era con ghigno malefico che strattonava la corda e trascinava a sè la povera Candy. La derideva, mentre saggiava la sua morbida e diafana pelle del collo, la fanciulla impotente lo guardava con disprezzo e disgusto, ma, tutto ciò, sembrava semplicemente eccitarlo di più; insieme ai suoi uomini banchettava tranquillamente, con le deliziose carni e i vini del castello e già pregustava il momento in cui sarebbe rimasto da solo con quella ragazza dallo sguardo così fiero.

Neal era abituato a donne che se lo contendevano, o che lo temevano, ma in quello sguardo color verde smeraldo c'era aria di sfida, quella ragazza dai lunghi capelli biondi, all'apparenza fragile e minuta, non era arretrata di un passo, mentre lui e i suoi uomini facevano irruzione nel castello, lei e la madre Mary con fare altezzoso li fronteggiavano, quasi fossero l'ultimo baluardo difensivo del regno. Il vice di Neal, Vincent Duncan si era slanciato per primo verso la giovane, volendo dichiararla sua, ma si era scontrato con la madre, che aveva tentato di proteggerla, così il guerriero le aveva assestato un pesante schiaffo dato con la mano guantata nell'armatura, mentre la figlia estraeva il suo pugnale dall'impugnatura preziosa,ma a quel punto lo stesso Neal era intervenuto, bloccandole i polsi e rendendola inoffensiva.

Ora Candy combatteva con se stessa, per far si che nessuno si accorgesse della sua paura, mentre sua madre era legata alle caviglie, costretta a servire cibo e vino ai soldati, che si divertivano a farla inciampare , per poi prenderla a pedate o a schiaffi. La fanciulla li guardava con odio crescente e con tutta la sofferenza, nel vedere la sua mamma vittima dello scherno di quei bruti, ma mai una supplica uscì dalla sua bocca, aveva una forza di volontà pari a pochi uomini, ma Neal era deciso a farle capire chiaramente chi comandava, l'avrebbe piegata ai suoi voleri. Anche il piccolo Thomas, orfanello di cui Candy e sua madre si occupavano, era legato con un collare al collo, e il più delle volte veniva costretto a servire in ginocchio, chiamato con i fischi, preso a calci peggio di un cane...non di meno Annie, la dama di compagnia di Candy, veniva umiliata, schiavizzata, toccata e palpata con violenza, costretta a portare brocche di vino e birra per riempire i calici di quegli uomini brutali.

Candy si chiedeva se sarebbero sopravvissute alla notte che attendeva entrambe, quando, solo pochi giorni prima, ancora ridevano spensierate, pensando a come sarebbe stata la loro prima volta, sognata con amore e dolcezza, con un uomo bello come un principe delle favole, ora questa era la realtà che le attendeva...violenza e terrore. Presa da questi pensieri, ad un certo punto si accorse che il suo carnefice non la torturava da un po', decise di prestare attenzione al discorso di Vincent...

- Maledizione Neal domani quel bastardo sarà qui a reclamare le sue proprietà e temo che dovrai rendere conto di tutti quegli uomini morti -

- Non è certo colpa mia, se quel vecchio pazzo si fosse arreso ai miei ordini ora sarebbe vivo in qualche modo-

- Resta il fatto che la terra ha poco valore senza qualcuno che la coltivi e che accudisca il bestiame...quel dannato di Terence se la prenderà con te-

- Dannazione Vincent, ho fatto del mio meglio, non mi farò spaventare da quel maledetto , infondo se non fosse perchè è nelle grazie di Guglielmo...-

- Resta il fatto che, per accontentare il padre, gli ha concesso queste terre e noi restiamo a bocca asciutta -

- Beh proprio a bocca asciutta no...- e nel dire questo Neal guardò con occhi vogliosi Candy

- Allora ti consiglio di spassartela stanotte, perchè probabilmente domani sarà lo stesso Terence a godere delle sue grazie -

- Questo è tutto da vedersi, ho diritto ad un bottino di guerra...-

- Ma se lui la vorrà dovrai cederla...Non puoi contrastarlo, sarà un bastardo ma sa come manovrare quella dannata spada, ed è sempre circondato da quei due fratelli Stear e Archie-

- Dopo il trattamento che ho in mente per la principessina, sarà lei stessa a pregarmi di essere mia - Candy si chiese chi fosse questo demonio e quanto più terribile potesse essere, se addirittura loro lo temevano...e quello sarebbe stato il nuovo signore di Neymar...

- Aaaah! - un urlo la riportò alla realtà, Vincent aveva deciso che si sarebbe accontentato di Annie, le aveva strappato parte del vestito e la stava molestando davanti ai soldati che lo incitavano. Nel suo angolo la madre di Candy guardava le scale che conducevano alle camere, nella sua testa sentiva le urla delle due ragazze quando quei bastardi avrebbero deciso di salire, fu allora che si rivolse alla vecchia Pauline e poi furtivamente salì di sopra. Anche Neal non vedeva l'ora di restare da solo con la pricipessina, così la costrinse ad alzarsi, Candy comprese e cercò comunque di ribellarsi, allora il guerriero la prese per la nuca e le strappò un bacio, ma si ritrasse immediatamente

- Piccola serpe velenosa, mordimi ancora una volta e ti lascerò in balia dei miei uomini - .

- Vi definite nobile ma siete solo un lurido verme -

- Ah davvero, bene mia colombella ora vi mostrerò quanto sia uomo questo verme - si caricò con forza Candy su una spalla e , presa una candela per farsi luce, salì di sopra seguito a ruota da Vincent e la dolce Annie. Giunto di sopra chiuse la porta della camera padronale, poi scaraventò la ragazza sul letto, senza tante cerimonie, legò la corda intorno alla struttura in legno del letto stesso, poi con ghigno beffardo iniziò a spogliarsi, si divertiva di fronte all'inevitabile imbarazzo della giovane.

- Sai bellezza potrei decidere di essere gentile -

- Costringendomi a fare ciò che non desidero -

- Poteva andarti peggio sono bello , giovane e potente, molte damigelle bramano i miei favori -

- Io no -

- Sfortunatamente per te decido io, avanti versami da bere - suo malgrado, Candy fu costretta a versare del vino e Neal la costrinse a bere con lui...poi le strappò le vesti, già malridotte e prese a baciarla con forza. La ragazza sentiva tutto il peso del corpo di lui, la schiacciava sul letto quasi a toglierle il fiato, la mano di lui si posò rudemente sul suo seno, lei fece un ultimo disperato tentativo, ma Neal era imponente rispetto alla sua figuretta esile, seppur con disgusto dovette arrendersi, era in trappola, inchiodata sotto di lui, la stanza prese ad ondeggiare

- Sei mia colombella , sei mia - le disse mentre cominciava a sfiorarle il seno con le labbra, Candy pregò che tutto finisse in fretta... Dal buio del suo angolo la madre Mary osservò i due corpi immobili, non aveva previsto che la figlia bevesse, ma almeno per quella notte l'ultima a ridere fu lei...in lontananza un ululato squarciò le tenebre, facendo rabbrividire i pochi ancora svegli...Terence stava arrivando.