James aveva legato i capelli prima di mettere il dentifricio sullo spazzolino. Era un gesto che Vanessa aveva trovato molto spontaneo e, forse, il fatto che fosse nudo aveva contribuito a renderlo ancora più sexy.

- Hai delle chiappe fantastiche, James. –

- Dovresti smetterla di guardarmi il culo. –

- È ipnotico, - commentò la ragazza dandogli poi una pacca sul sedere, - ed è pure sodo. Ma come fai? Le mie chiappe sono flosce e quasi inesistenti! –

Il ragazzo ridacchiò e cominciò a spazzolarsi i denti. Sapeva di essere bello ma non se ne vantava, almeno non quando aveva il pene ciondolante e i capelli legati mentre si lavava i denti.

- Sul serio, hai delle chiappe fantastiche. –

James terminò la cura della propria igiene orale e posò lo spazzolino lì dove l'aveva preso, poi si voltò verso la ragazza.

- Vanessa. –

- Dimmi. –

- Anche il tuo culo è bello e giuro che, se tu fossi un maschio, ti darei anche un paio di botte. –

La ragazza lo guardò dritto negli occhi e poi scoppiò a ridere con lui. Sebbene James fosse il suo capo, avevano un buon rapporto confidenziale, quasi fraterno.

- Ok, mi sento meglio. Comunque, chiappe a parte, ti ho portato l'outfit per il concerto di stasera. L'ho messo sul tuo letto. –

- Sei una grande, me ne ero già dimenticato. –

- Lo so. E ho anche provveduto a pubblicizzare il concerto al pub, - aggiunse.

- Sei la numero uno. –

- So anche questo. Dovrei necessariamente chiedere un aumento. –

- Numero due, decisamente numero due, - rise James rivolgendole una linguaccia. La ragazza si limitò a sorridergli, perché quella era solo una battuta e non poteva lamentarsi della paga.

- Non bere troppo dopo il concerto, neanche prima, e fai attenzione a quello che fumi. –

- Vanessa… -

- No, niente "Vanessa…" o occhi rivolti al cielo, di grazia. Mi sono spaventata da morire quando ho ricevuto il tuo gufo stamattina, dopo che ieri hai disertato. –

- Ma allora mi vuoi bene! –

James si avvicinò a lei saltellando e l'abbracciò. La ragazza ricambiò il gesto e ne approfittò per palpargli ancora il sedere.

- Ehi! –

- Beh, sono belle! –

James rise di nuovo prima di cercare di riacquisire un minimo di serietà nonostante il codino.

- Stai tranquilla Vanessa, ti invierò un gufo prima di andare a dormire, va bene? Così ti tranquillizzi. Non mi succederà niente. –

- Non sei indistruttibile, James… - borbottò la ragazza. - Ma se mi prometti di fare attenzione va bene, aspetterò il tuo gufo. Ora però vestiti, perché le tue chiappe sono un capolavoro ma il tuo uccello floscio è inguardabile. -

La signora Abbott aveva tenuto fede al suo impegno e alle ore 16:00 aveva inviato a Scorpius un messaggio per avvisarlo della presenza di James. Purtroppo, a quell'ora, era ancora in ufficio e si era presentato giusto un'ora prima dell'inizio dello show.

Sebbene la band non fosse ancora salita sul palco, il pub era zeppo di gente e quasi tutti erano accalcati proprio sotto al palco: gli sarebbe stato praticamente impossibile farsi vedere dal ragazzo e allora decise di limitarsi a osservare e ascoltare a debita distanza, seduto sullo sgabello accanto al bancone mentre beveva una tazza di Bollevino alla cannella.

Alle 21:00 i Sevendust non erano ancora saliti sul palco e i fan avevano iniziato a chiamarli e a cantare alcuni spezzoni delle loro canzoni preferite, molti di loro urlavano il nome di James e perfino Hannah e suo marito, il professor Longbottom, avevano lo sguardo fisso sul palcoscenico.

D'un tratto tutte le luci si spensero e un gridolino di sorpresa si levò dal gruppo dei fan; poi l'illuminazione cambiò ancora e una luce bianca investì il palco. Tutti i musicisti erano ai propri posti, mancava solo il front-man. Il silenzio regnava da padrone quando, nei pochi minuti successivi, un fascio di luce gialla si rivolse all'asta del microfono. Fu perfino possibile udire il rumore degli stivali ad ogni passo nascosto: James aveva lasciato tutti di stucco.

Indossava un pantalone bianco, aderente abbastanza da mettere in evidenza le forme del suo corpo, e una giacca dello stesso colore con delle rifiniture dorate come gli stivaletti. Scorpius sgranò gli occhi e si trovò a pensare che Potter, vestito e truccato in quel modo, era quanto di più sexy al mondo. Se non fosse stato impegnato ad addossargli le colpe della rottura con Albus avrebbe pure preso in considerazione l'idea di andarci sul serio a letto.

- Buonasera signori, siamo i Sevendust! –

- Sbruffone, - borbottò Scorpius facendo un altro sorso dal boccale di Bollevino. Anche se aveva un valido motivo per pavoneggiarsi, James restava sempre il solito esibizionista; ma la sua voce, ora, gli rimbombava nelle orecchie, suadente e melodica.

- And when I started think of to be another time, I'll never mind and I am… I'm electric, I just want to dance, I'm electric, I just want to dance… I want to be loved by you. –

James era fatto per stare al centro dell'attenzione, riusciva a muoversi sul palcoscenico con la stessa fluidità che usava nel soggiorno di casa sua; che fosse tagliare le verdure in cucina o ballare di fronte a centinaia di persone per lui non faceva differenza. Un leggero fascio di luce illuminava il viso del ragazzo e la sua chioma fluente si muoveva con un'eleganza che non gli apparteneva; senza rendersene conto, il giovane Malfoy aveva iniziato a muovere i piedi e la testa a ritmo di musica. Dopo aver bevuto l'ultimo sorso di Bollevino si mise in piedi con l'intento di raggiungere, o almeno provare a farlo, il palco e avere una visuale migliore.

Era diventato stupido? Evidentemente sì, perché poteva vedere James ogni volta che voleva e una sera si erano pure addormentati vicini, nudi.

Perché era tanto importante adesso avvicinarsi a lui?

Perché aveva momentaneamente smesso di odiarlo per aver distrutto l'amicizia che lo legava ad Albus?

Non seppe darsi risposta e si sentì come rapito dalla voce del vocalist, quasi come fosse sotto l'effetto di un potente filtro d'amore.

I ragazzi erano tanti e tutti accalcati sottopalco, ma con qualche spinta e un paio di Confundus ben piazzati era riuscito a raggiungere la prima fila. Scorpius mantenne tutto il tempo lo sguardo sul cantante che sembrava essere completamente perso nella sua musica, quasi non si rendesse conto di quello che gli girava intorno.

Perché James fumava roba illegale?

Perché non gli bastava la musica?

Erano queste le domande che si nascondevano nell'animo di Scorpius, poi all'improvviso la musica si fermò e tutto si ammutolì. James non cantava più e gli strumenti erano silenziosi. Il vocalist si avvicinò al bordo del palco con passo lento e, in corrispondenza di Scorpius, si abbassò piegando le ginocchia. Dopo aver scostato i capelli con un rapido gesto della mano, James poggiò i gomiti sulle ginocchia e guardò Malfoy diritto negli occhi; fu uno sguardo deciso, malizioso, che lo tenne inchiodato per un minuto buono, durante il quale a Scorpius sembrò impossibile perfino respirare. Potter sogghignò e si rimise in piedi, cantando a cappella.

- Let me take a step towards you, let me feel you in my hands, let me cross this line and show you where it leads. -

Vince, il chitarrista, guardò il batterista in un cenno d'intesa; James doveva aver cambiato scaletta per un motivo non ben identificato, ma loro godevano di una forte intesa e avrebbero trovato un modo per non sfigurare. Lasciarono quindi che il front-man cantasse tutta la strofa a cappella e iniziarono a suonare con tutta l'energia possibile durante il ritornello. La folla iniziò ad intonare la canzone insieme a James che, con un sorriso, sembrò ringraziare gli altri due. Scorpius restò allibito da quello che gli era sembrato un vero e proprio messaggio personale; era rimasto immobile come una statua e mantenne lo sguardo fisso sul cantante, lasciandosi travolgere dall'onda dei fan, che lo fecero indietreggiare di diverse file.

- And if you cried out for more, if you reached out for me, I would run into the storm just to keep you here with me. -

- Una birra, professor Longbottom! - chiese James battendo un pugno sul bancone. Aveva indosso ancora i vestiti del concerto terminato un'ora prima e stringeva fra le labbra una sigaretta spenta.

- Fumo e alcool, wow, roba da vere rockstar! –

Il commento inacidito di Scorpius non tardò ad arrivare. Potter si voltò verso sinistra e fu sorpreso nel vederlo; Albus gli aveva raccontato tutto su come si erano svolti i fatti con Malfoy ma lui si finse completamente ignaro e gli sorrise. - Ciao Scorpius, non mi dire che sei venuto qui per il concerto! –

- No, sono qui da giorni: ho una stanza, - disse stringendosi nelle spalle. - Sei stato bravo sul palco: non me l'aspettavo! –

- Non so come prenderlo, - rise James, - ma mi sento positivo oggi e lo prenderò come un complimento. -

- Lo era, in fondo… due birre, professore! –

- Che brutta fine, - borbottò Neville. - Portare da bere a due miei alunni… -

- Ex alunni, - dissero i ragazzi all'unisono.

Quando la birra fu servita i due avevano già approfittato dell'attesa per fare due chiacchiere; a Scorpius era piaciuto poter parlare con James e per un solo istante era riuscito, di nuovo, a dimenticare di doverlo odiare. Quella sera stava succedendo fin troppo spesso.

- Ecco a voi ragazzi! –

- Grazie professore, - rispose James con un sorriso e afferrò subito la giara per fare un sorso.

- Quindi ora che farai? Ti godrai l'adrenalina e la fama post concerto? –

- Per ora mi godo questa birra, ho la gola in fiamme, e dopo… boh, si vedrà. –

- Invidio questo tuo "boh", la libertà di fare quello che vuoi e quando ti pare… -

- Puoi farlo anche tu, no? Che cosa ti trattiene? –

- Beh, il lavoro e… -

- Cazzate, Scorpius! L'altra volta abbiamo ballato al Babylon tutta la notte e il giorno dopo sei ugualmente andato a lavorare. –

- Ma ero distrutto, avevo gli occhi gonfi e un sonno indescrivibile! –

- È stato divertente, però. –

- Sì, tranne per la parte del drink alterato e il risveglio nel tuo letto, nudo. –

- Senza neanche aver approfittato di cotanta bellezza! –

Scorpius scoppiò a ridere e lo guardò bere un nuovo sorso di birra.

James non era mai riuscito a dichiararsi; nonostante la tua sfacciataggine restava un tipo molto insicuro e sapeva di non poter reggere un rifiuto. Per questo, ogni tanto, sfruttava l'occasione per manifestare l'interesse che provava verso il giovane Malfoy attraverso battute sarcastiche e commenti scherzosi che non venivano mai presi sul serio.

- Potrei approfittarne ora, - scherzò Scorpius. - Ho una camera al piano di sopra. –

- Audace, - rispose l'altro, prima di venire interrotto da un giovane mago.

- J-James, scusa… puoi farmi un autografo? –

- Uh? Certo! –

Potter sfoderò il suo sorriso migliore e usò la penna che il ragazzo gli aveva porto per firmargli un sottobicchiere del Paiolo Magico. - Come ti chiami? –

- D-d-davis… -

- Perfetto, - sorrise nuovamente il ragazzo e poi scrisse: "a Davis, con affetto, James S. Potter". Il giovane mago sembrò più che felice e ringraziò il cantante almeno dieci volte prima di raggiungere i suoi amici.

- Allora? - rimarcò Malfoy e sembrò essere spazientito.

- Cosa? –

- Il mio invito, - gli ricordò Scorpius. Forse la teoria di Langley era veramente campata in aria e non era vero che lui piaceva al Potter più grande.

- Fammi capire, di solito abbordi così le persone? –

- Io… no, non abbordo nessuno! Io ti ho solo chiesto di salire in camera con me! –

- Non mi hai neanche corteggiato! Devo aspettarmi un compenso dopo? -

- James! –

- In tal caso posso dirti le mie tariffe… parto da un minimo di 200 Galeoni! -

- Smettila o ti arresto per prostituzione e adescamento! –

Potter rise e si chinò a parlargli accanto all'orecchio. - Quando ti vesti d'autorità mi fai venire voglia di sbatterti contro al muro, e Merlino solo sa cosa ti farei. – James usò un tono languido come il suo sguardo e, quando s'inumidì le labbra con la punta della lingua, Scorpius arrossì violentemente e iniziò a balbettare parole senza senso. Potter gli rivolse quell'occhiata famelica ancora per qualche istante, poi scoppiò a ridere e terminò la sua birra. - È così che si abbordano le persone, - decretò. Si rimise in piedi e poggiò alcune Falci sul bancone, gli rivolse un occhiolino e portò le mani dietro la testa. La giacca si sollevò leggermente lasciando scoperti i fianchi, e il pantalone scivolò di qualche centimetro verso il basso. Per qualche motivo non meglio specificato Scorpius rabbrividì e avvertì una strana frizione nei pantaloni.

Perché trovava James tanto sexy?

Beh, non che fosse una cosa brutta: se proprio doveva conquistarlo per guadagnarsi la sua fiducia e costringerlo a parlare, era sicuramente meglio avere a che fare con un ragazzo figo che con un cesso.

Ma quanto era spregevole quello che stava pensando? Scosse la testa e cercò di ripristinare quel briciolo di razionalità che gli era rimasta.

Non poteva farsi condizionare dalle emozioni né dal sangue che defluiva verso il basso; doveva mantenere fissi i propri obiettivi e questi erano conquistare James, entrare in confidenza con lui, farsi dare i dati degli spacciatori e chiudere il caso. Poi, quando avrebbe ricevuto le lodi del signor Potter, sarebbe corso da Albus e gli avrebbe detto di aver fatto tutto senza coinvolgere suo fratello. E che ne sarebbe stato di lui? Avrebbe perso James per Albus, per un ragazzo che non l'avrebbe mai amato, a discapito dei sentimenti che forse provava il fratello più grande. Li avrebbe persi entrambi per ottenere la sua onorificenza, per riscattarsi, per non essere il solito "figlio di un Mangiamorte" ma un Auror rispettabile e con tutte le carte in regola.

Si mise in piedi a sua volta e si alzò sulle punte per ovviare alla disparità tra le loro altezze; sogghignò, poi allungò le braccia e afferrò i lati della giacca per tirarlo a sé e dargli un bacio. James rimase pietrificato e avvertì le gambe cedere: Scorpius lo stava baciando e lui non poteva crederci.

Stava succedendo davvero o era solo una stupida illusione?

Vero o falso che fosse non si sarebbe fatto scappare quell'occasione. Lasciò che Scorpius lo baciasse e portò le mani sui suoi fianchi sotto lo sguardo sconcertato del professor Longbottom e del resto dei Sevendust.

- Ehi, prendetevi una camera, - li prese in giro Aaron ridendo.

James sorrise impercettibilmente contro le labbra di Malfoy e quando quest'ultimo si staccò, lui lasciò anche sui fianchi.

- Questo anche è un buon metodo per abbordare le persone, - scherzò James ignorando Aaron e Vince che li avevano raggiunti. I due sapevano dei sentimenti provati dal loro amico per il ragazzo; erano a conoscenza di tutti i complessi che James si faceva sulla differenza fra baci e sesso. Quest'ultimo era così banale e sporco da poter essere comprato, i baci invece no. Andavano dati solo alla persona di cui si è innamorati. Forse Scorpius ricambiava i suoi sentimenti e James si era autoinflitto un dolore inutile durante tutto quel tempo.

- Allora sei sicuro che non vuoi salire in camera mia? –

Malfoy aveva usato un tono caldo, per cui l'altro ragazzo si stranì. Se avesse smesso di ragionare con il pene si sarebbe quantomeno stranito a quel comportamento tanto disinvolto, ma il contatto con le sue labbra gli aveva fatto ribollire il sangue nelle vene e si sarebbe accontentato anche solo di undici minuti di passione pur di averlo, pur di sentirsi desiderato dal ragazzo che gli aveva rubato il cuore.

- E cosa stiamo aspettando, esattamente? –

Malfoy sogghignò e l'afferrò per il polso trascinandolo fino al piano superiore, dove si trovava la sua camera.

- Pensavo non ti interessasse il sesso occasionale, - borbottò James, mordendosi la lingua subito dopo.

- Chi ha parlato di sesso? - chiese Scorpius sornione.

- Vuoi mandarmi in bianco anche stavolta? - sbuffò l'altro.

Malfoy aprì la porta della stanza e lasciò entrare anche James. La camera era ordinata anche se c'erano alcuni abiti sporchi buttati a caso su una sedia.

- Non ti ho mai mandato in bianco, James. –

- L'altra volta, a casa mia, prima mi hai spogliato e poi ti sei messo a dormire… -

- Il mio drink era stato modificato! –

- E allora perché mi hai fatto salire qui solo per mandarmi in bianco? –

Scorpius rise a quell'affermazione ed era certo di una cosa sola: James aveva fascino e non perché fosse vestito da rockstar o perché era una persona famosa, bensì perché era semplicemente coerente con se stesso. Appariva così sicuro di sé e delle proprie capacità al punto tale che nessuno avrebbe potuto resistergli, e perché doveva farlo lui?

Perché doveva farsi mille complessi e pensare ad Albus?

Quest'ultimo non si era curato dei suoi sentimenti neanche una volta e non si era fatto alcun problema nel togliersi i vestiti di fronte a Langley o a cacciare il suo migliore amico da casa, perché doveva essere lui a farseli allora? James era splendido, con il fisico asciutto e i muscoli appena definiti; aveva un tatuaggio marroncino, una scritta in latino poco visibile, che gli decorava la pelle rosata. Allungò la mano per sfiorare il petto dell'altro e si sporse per dargli un altro bacio. James ricambiò appieno e si lasciò trascinare sul letto morbido e pieno di cuscini scuri.

Non poteva credere di essere in procinto di consumare un rapporto proprio con il ragazzo di cui era innamorato. Certo, nelle sue fantasie si era immaginato una scena più romantica ma ciò che stava accadendo era meglio che farsi una sega pensando a lui.

Lasciò che il ragazzo si stendesse sul letto, proprio sotto di lui, e sorrise contro le sue labbra senza smettere di baciarlo.

Malfoy portò le mani sulle anche dell'altro ragazzo e rabbrividì nel sentire i loro corpi così vicini; sebbene quello non fosse il motivo più nobile per finire a letto con qualcuno, cercò di godersi ugualmente l'esperienza. A differenza di quelli di Potter, i suoi gesti erano insicuri e poco sensuali.

James appariva sexy anche solo nel carezzargli la guancia mentre Scorpius sembrava essere impacciato anche nel sospirare per l'eccitazione. Potter si chinò a dargli un bacio sul collo, a pochi millimetri dal lobo dell'orecchio, e poi bisbigliò: - è la tua prima volta? –

Scorpius restò immobile quasi come se gli avesse lanciato contro una fattura; non ci pensò su due volte e annuì, pentendosene subito dopo. Non era mai andato a letto con nessuno. Era giusto perdere la propria verginità in nome di una causa lavorativa? Era giusto fare sesso con una persona solo per ottenere fini e onori? Il suo sguardo dovette assumere una nota insicura che spinse James a fermarsi. In un secondo le sue mani avevano smesso di accarezzarlo e la sua bocca non lo stava baciando.

- Credo che tu meriti una prima volta con la persona che ami, - disse l'altro. Il tono usato da Potter era difficile da decifrare, sembrava essere triste, arrabbiato e rassegnato in egual misura: nessuna di quelle emozioni sembrava prevalere in modo particolare.

James sorrise rassicurante e si rimise la giacca bianca sulle spalle. - Mi aspettano giù, - si limitò a dire. Era evidentemente una scusa.

Malfoy si sollevò facendo leva con i gomiti, - James aspetta! Io… io voglio farlo con te. –

- Io no. –

Il tono stavolta fu tagliente.

- Fare sesso con qualcuno che non ami è un po' una merda, e io non voglio essere una merda, – "per te", aggiunse, ma solo mentalmente. - Ma va tutto bene. - La sua voce perse sicurezza e iniziò a essere tremolante.

Scorpius capì di aver fatto qualcosa di sbagliato e per un secondo pensò di aver perso anche James, così come aveva perso suo fratello minore. E in questo caso ne avrebbero risentito sia la sfera emotiva che quella professionale.

- James, non te ne andare… - borbottò, gli occhi divennero tristi incontrollabilmente. Perché? Perché i Potter lo odiavano così tanto?

- Devo farlo, Scorpius, ma non ti preoccupare, non è che non ci vedremo più, - lo rassicurò. Come poteva essere così buono e premuroso? Lo sarebbe stato ancora se avesse saputo quali erano le sue reali intenzioni?

- Troverò una casa e ti inviterò a cena, - scherzò Scorpius amareggiato.

- Oppure potresti venire a cena da me mercoledì, dato che non lavoro al pub. Che ne dici? –

- Mi farebbe piacere, grazie, - rispose, poi si rimise in piedi e andò ad abbracciarlo. Forse i Grifondoro e i loro alti standard di moralità non erano male, mentre lui era solo uno stronzo immane. Aveva ragione Albus.

- Allora a mercoledì, - lo salutò James. - Buonanotte. –

- A mercoledì, - rispose Malfoy sbuffando. Quando la porta si chiuse era rimasto da solo con un peso sopra al cuore.

Dopo aver chiuso la porta, James provò l'impulso irrefrenabile di fumare qualcosa; si frugò nelle tasche ma non aveva nulla con sé, probabilmente aveva lasciato tutto giù. Lanciò un pugno sul muro in preda alla rabbia e si morse il labbro dall'interno con violenza, fino a farlo sanguinare, per ingoiare l'amarezza del momento. Voleva piangere, ma forse era meglio drogarsi. Era stato a un passo così dal fare l'amore con Scorpius, e lui si sarebbe anche accontentato di una scopata e basta, ma non poteva prendersi la sua prima volta in quel modo. Non avrebbe potuto convivere con l'idea di fare l'amore con la persona che amava senza essere ricambiato allo stesso modo in un momento tanto importante. Malfoy si sarebbe ricordato per sempre la sua prima esperienza e sarebbe stata con qualcuno verso cui non provava niente, perché quello che sentiva per James era solo amicizia. E neanche tanto forte.

No, Scorpius avrebbe dovuto fare l'amore, almeno la prima volta. Doveva innamorarsi di lui e… non sarebbe mai accaduto. Non si sarebbe mai innamorato di lui.

Maledetto lui e maledetta la sua moralità del cazzo.

- Eccoti qui! –

James non aveva idea di come avesse fatto a raggiungere gli altri ma si limitò a sorridere nel vedere i due. - Vince, hai qualcosa per me? –

- Una sola canna. Ce la smezziamo? –

- Ho bisogno di un tiro, forse due, - sbuffò.

- Voi due dovreste smetterla con questa robaccia, - sentenziò Aaron.

- Tu non sai divertirti! –

- Vince, tu hai già problemi con la respirazione, porca Morgana, e James tu sei uscito da poco dal San Mungo! La vostra vita vale così poco? -