In una delle tante sere di pioggia londinese, Albus era seduto sul divano in cucina intento a godersi la sua solita tisana quando Langley entrò. Era evidentemente seccato, o forse solo stanco, fatto stava che non aveva una bella cera.

- Sono a casa! –

- Ehi, - disse Potter allungando le braccia verso di lui per salutarlo; Langley l'abbracciò e si chinò a dargli un bacio prima di sedersi accanto al fidanzato e poggiare la testa sulla sua spalla.

- Com'è andata oggi? –

- Tuo padre è un cane da presa, non molla mai e, siccome Scorpius è impegnato con James, mi tocca fare anche il suo lavoro. Ho dovuto esaminare tutta la documentazione sulle prescrizioni dei Guaritori, sono riuscito ad analizzarne poche ma non c'erano tracce delle tue. –

- Mh, - mugolò Potter sembrando sollevato da quella notizia. Da quando suo fratello era finito nuovamente al San Mungo, si sentiva confuso a riguardo della storia in cui era coinvolto.

- Sono già pronto a trasfigurarle… - lo rassicurò l'Auror, - da un lato è meglio che Scorpius sia impegnato con tuo fratello, almeno così sono al sicuro. Se sapessero della mia ansia… –

- Vero, però… a causa mia e di qualche altro mio collega, James è finito in ospedale e… -

- Se lui si è fumato troppe canne di fila e chissà cos'altro si è buttato giù, non è di certo colpa tua! –

- Lo so, ma ora mio padre inizierà ad indagare su tu-sai-cosa… e non so perché sia successo quel casino al Pandemonium… non doveva finire così! James poteva restarci secco! -

- Non doveva, infatti… ma per tuo padre l'imboscata e l'incendio sono collegati e non ho molto tempo per spostare le prove verso un'altra strada… Scorpius sarà con lui solo per una settimana, insomma fino a quando non sarà guarito e… -

- Tranquillo, sarà lì ancora a lungo! Ho prescritto a James una crema idratante, ci metterà un bel po' a curare quelle ustioni! Mi dispiace per lui e per il suo pub, però… tu rischi di perdere il lavoro… –

- Sei diabolico, - ridacchiò Langley sembrando anche sorpreso da quel pensiero poco candido.

Albus mise su un sorriso amaro. Non sapeva come era iniziata quella storia né perché si era fatto coinvolgere… forse la questione dei soldi facili o, più probabilmente, per l'adrenalina nel fare qualcosa di trasgressivo; però quella cosa gli era costata più cara di tutti i guadagni mai ricevuti. Quando era andato a vivere da solo, e prima che Scorpius andasse a vivere con lui, gli era stato difficile sopperire alle spese domestiche ma era troppo orgoglioso per poter chiedere aiuto ai genitori e, quindi, aveva colto la palla al balzo per poter guadagnare qualcosa di extra approfittando della sua conoscenza in Erbologia. Infine, Malfoy si era proposto come coinquilino e le spese erano diminuite… perché non aveva smesso allora? Perché aveva continuato con quell'attività clandestina? Non gli bastava aver fatto finire suo fratello al San Mungo, aver perso il suo migliore amico e distrutto il Pandemonium?

- A proposito… non è che ti è rimasto qualcosa? -

Scorpius, seduto sul grosso letto di James, era completamente assorto nella lettura, non proprio senza difficoltà, della stessa pagina de "Il Mensile degli Stregoni". In tanti anni non era mai riuscito a spiegarsi il motivo per cui i redattori usassero un carattere tipografico troppo piccolo per il testo: non pensavano a quei poveri maghi precocemente presbiti come lui?

Lanciò un'occhiata verso la porta del bagno e udì distintamente il fruscio dell'acqua che cadeva e la voce di James che, allegro, canticchiava sotto la doccia. Dalla finestra poteva, invece, ascoltare il picchiettio della pioggia che batteva incessante. Sorrise, e con un incantesimo d'appello chiamò a sé i propri occhiali da vista, pronto a nasconderli appena James fosse uscito dalla toilette.

Quando li indossò fu felice di poter finalmente leggere quella maledetta rivista; l'articolo parlava d'amore, di come distinguere quello vero da una semplice infatuazione, e lui provò a farsi aiutare da quel giornalista per fare chiarezza dentro di sé.

Malfoy aveva addosso uno dei pigiami di James, troppo grande per la sua taglia ma incredibilmente comodo, e apprezzò il duvet cobalto che gli copriva solo i piedi ghiacciati; si rilassò con la schiena contro i cuscini morbidi mentre leggeva con attenzione le parole stampate su quella rivista. I suoi capelli erano vagamente scompigliati e qualche ciocca bionda gli cadeva, ribelle, davanti agli occhi.

Erano tornati dal Babylon senza scambiarsi molte parole e proprio per questo non avevano parlato di quello che era successo fra loro.

Del resto, cosa era accaduto? Scorpius sollevò gli occhi verso il soffitto, pensieroso.

Era scoppiato a piangere come un moccioso sulla pista da ballo dopo aver afferrato il polso di James e gli aveva detto una serie di frasi che, messe insieme, potevano rassomigliare a una dichiarazione improvvisata, ma che in realtà non avevano espresso un bel nulla. Era confuso e in perenne contrasto con se stesso, con quello che diceva il suo cuore e come replicava il cervello.

Cosa provava davvero?

Perché era scoppiato a piangere come un imbecille?

"Puoi dirle qualsiasi cosa ti riguardi, anche una verità scomoda, perché sai che ti accetterà in ogni caso."

Malfoy si soffermò su questa riga e arricciò le labbra; in effetti lui sapeva di poter dire qualsiasi cosa al ragazzo e che non l'avrebbe mai giudicato, perché non l'aveva mai fatto. Era capitato a scuola e anche al di fuori dell'istituto; James aveva ascoltato tutti i suoi piagnistei e complessi ma non l'aveva mai criticato, anzi, l'aveva ascoltato e abbracciato, l'aveva rincuorato anche quando non se lo meritava, mostrandogli un supporto incondizionato.

"Valuta quanto ti rassicura la sua compagnia."

Questo lui lo sapeva perfettamente e gliel'aveva detto proprio quella sera stessa; in effetti, non si sentiva al sicuro se non in compagnia del ragazzo e, anche se alla fine era stato lui a salvargli la vita, riusciva a rilassarsi e stare bene solo in sua presenza.

Che fosse davvero qualcosa di più profondo di una semplice infatuazione quello che provava per quello stupido di James Sirius Potter? Come avrebbe fatto a conviverci?

"In sintesi l'amore è difficile spiegare. Ci sentiamo di essere veramente presi in tutta la nostra psiche, ci accorgiamo che quella persona è davvero importante e abbiamo veramente paura di perderla, perché non possiamo né vogliamo rinunciare a lei e non troveremo mai nessun altro che ci faccia provare le stesse emozioni. Ci piace, la stimiamo nell'intelletto, nella sensibilità, nel corpo, nella sessualità e diventiamo egoisti e irrazionali. Ci comportiamo come se fossimo sotto l'effetto della maledizione Imperius ma senza aver davvero subito l'incantesimo. L'amore non si può spiegare ma solo comprendere e se sei confuso, se non sai sbrogliare quella matassa che si è infilata nel tuo cervello, allora è probabilmente è la persona giusta."

- Sei davvero carino con gli occhiali. –

- Cosa… - borbottò Malfoy togliendosi subito le lenti. Era sbiancato brutalmente dato che non si aspettava di essere visto in quelle condizioni.

- Ma tu non eri sotto la doccia? –

- Sì, ma ho finito, - rispose Potter; lui indossava solo un paio di pantaloni di cotone viola e aveva ancora i capelli spettinati dall'asciugamano. Scorpius si morse un labbro e distolse lo sguardo dopodiché si tolse gli occhiali e li nascose nel magazine, come se fossero un segnalibro qualunque, per poi buttare quest'ultimo a terra. James era veramente sexy anche con quelle brutte cicatrici.

- Puoi aiutarmi con queste? - chiese Potter sventolando un tubetto di crema, - l'ho messa sulle braccia e lo stomaco ma sulla schiena ho qualche difficoltà, - ammise.

- Sì certo… sì, - farfugliò l'altro rimettendosi in piedi. Si scorciò le maniche del pigiama e prese quella confezione di crema e, nell'attesa che James si stendesse sul letto a pancia in giù, si mise a leggere il nome della pomata.

- Che strano, - disse sovrappensiero, - non ci avevo mai fatto caso prima. L'etichetta dice che è a base di gomma di guar… -

- Ne parli come se io sapessi di cosa si tratti… -

- Ma non hai studiato Erbologia? Bah, mi chiedo come sia possibile che tu abbia preso perfino i M.A.G.O.! Comunque, so che si usa come idratante ma, cioè… è solo per quello, non credo che abbia proprietà rigenerative… -

- Me l'ha prescritta Albus, che è un Guaritore, se ha detto che questa è la crema giusta sarà così… -

- Probabile, - rispose Malfoy non propriamente convinto. Strinse le spalle e quando James fu pronto lui aprì il tubetto e ne versò un po' sulla schiena del ragazzo. Posò la confezione sul comodino e poi strofinò le mani l'una contro l'altra, per riscaldarsele, e iniziò a spalmare l'unguento sulla pelle del ragazzo. James socchiuse gli occhi e si godé quell'istante di relax; era molto bello avvertire le mani di Scorpius sulla schiena nuda.

Malfoy gli massaggiò la schiena con fare timido, come se fosse a disagio, soprattutto quando si mise a cavalcioni su di lui. Le sue guance divennero rosse e, per distrarsi, si concentrò nell'applicare una leggera pressione con le mani, con l'intento di lenirgli i dolori.

Si rese poi conto che il suo bacino premeva contro quello del ragazzo e quindi diventò ancora più imbarazzato. – S-scusa, - mugugnò.

- Ah, no, mi piace questa cosa, - commentò James con voce rauca.

- Ma… ma… -

- "Ma" cosa? Io adoro i massaggi! Sfido chiunque a non farlo, - chiarì.

- Ah ok! –

- Certo, - aggiunse malizioso, - ci sono altri massaggi ancora più interessanti… -

- Ho finito, - l'interruppe Scorpius. Fece poi per scendere dal letto ma l'altro fu più lesto e lo blocco per le spalle, facendolo stendere sul materasso in posizione supina. Malfoy sgranò gli occhi e seguì con attenzione ogni movimento del ragazzo che, ancora mezzo nudo, si mise su di lui. Il suo sguardo sembrava famelico; Scorpius parve voler deglutire senza troppa riuscita mentre Potter iniziava a baciarlo lungo il collo.

- James, io… ho le mani sporche di crema, io… io devo lavarle, - mugolò Malfoy.

Potter sogghignò e afferrò la bacchetta che era appoggiata sul comodino, - Tergeo, - disse e dopo un secondo le mani di Malfoy erano pulite.

- Ora non hai scuse, - mormorò l'altro.

Scorpius diventò scarlatto e inclinò il collo per farselo baciare ancora, poi socchiuse gli occhi. Non voleva una scusa per non farsi toccare da James, anzi, la sera del suo ultimo concerto era stato proprio lui a provocarlo per quanto lo desiderava. Voleva fare sesso con lui, voleva stringerlo a sé tutta la notte, voleva le sue labbra e il suo corpo, i suoi baci…

- James… - chiamò, poggiando le mani sui fianchi dell'altro.

Per sicurezza lo cinse anche con le gambe, quasi avesse paura che potesse scappare come la volta scorsa, e gli parlò contro l'orecchio con tono di voce suadente.

- Vorrei che la mia prima volta fosse con te, - ammise tremante, - ma… -

Scorpius arrossì violentemente e poggiò la testa sul petto nudo dell'altro, nascondendosi alla meno peggio da quell'imbarazzo che stava prendendo il sopravvento; strinse le mani sui fianchi nudi di Potter e si sentì stupido.

Non era mai stato impreparato, a scuola come a lavoro era arrivato sempre pronto, ma in quell'occasione era del tutto inevitabile esserlo. Nella sua testa si era già immaginato i mille modi in cui James l'avrebbe messo a disagio o preso in giro, per questo restò palesemente sorpreso quando, invece, il ragazzo gli sorrise con dolcezza.

Potter mosse un po' la spalla e portò una mano ad accarezzargli la guancia; non disse niente, neanche quando si appoggiò con la fronte contro quella accaldata di Malfoy, all'opposto, gli rivolse uno sguardo amorevole e in seguito gli baciò le labbra rosse e screpolate.

In quel momento Scorpius strinse gli occhi e si fece forza. Il calore emanato dal corpo di Potter lo rassicurò; quelle carezze tanto leggere gli fecero trovare il coraggio di lasciarsi andare e di allentare la presa dai suoi fianchi, di emulare quel gesto che gli aveva rivolto già in precedenza. Allungò la mano destra sulla guancia dell'altro e sfiorò con le dita affusolate la pelle liscia di James. La manica della maglia gli scivolò raggiungendo il gomito e Malfoy sorrise impercettibilmente contro le labbra di James ricambiando quel bacio. Si sentì intrappolato in quella travolgente onda di sentimenti mai provati prima, tanto da non rendersi conto di essere completamente nudo così come lo era l'altro.

James era bellissimo.

Aveva un fisico ben definito e quelle cicatrici, tanto criticate da lui stesso, non ledevano la perfezione dei suoi lineamenti… era davvero, davvero, magnifico e si muoveva sapientemente sopra di lui, con una delicatezza che non gli avrebbe mai attribuito.

A cosa stava pensando?

Era importante per lui quel momento?

Anche a James batteva forte il cuore? Anche lui era travolto da quelle emozioni tanto forti nonostante non fosse la sua prima volta?

Che cosa sarebbe successo dopo? Sarebbe stato ancora innamorato di lui? Si sarebbero fidanzati? Le cose si sarebbero evolute?

I capelli di James perdevano goccioline di acqua e sudore che si mescolavano con il sapore delle loro labbra costantemente appiccicate.

- Ah, - si lamentò Scorpius mordendosi la lingua; era eccitato da morire e le mani di James che lo masturbavano erano di quanto più afrodisiaco ci fosse al mondo ma, nonostante le dovute precauzioni, il solo scontrarsi del pene di Potter contro la propria apertura nel tentativo di una penetrazione lo fece sussultare dal dolore.

- Scusami, - mugolò l'altro mordendogli la spalla. Erano anni che James desiderava fare l'amore con Scorpius e il solo averlo così esposto sotto di sé gli dava scariche di adrenalina che si ripercuotevano sul basso ventre. - È che ti desidero tanto, - disse contro il suo orecchio.

- Anche io, - ammise Malfoy, - ma non sei neanche entrato e già fa così male… -

- Se vuoi posso smetterla, - rispose Potter che frattanto gli posava un'altra serie di baci sul collo, mentre continuava a provocarlo con la mano.

- Fossi scemo, - mormorò Scorpius arrossendo di colpo.

Sentì la risata di Potter contro il suo orecchio e non seppe spiegarsi come si sentiva in quel momento. Era vuoto ma pieno; la razionalità che lo aveva accompagnato era scomparsa e l'unica cosa che voleva fare era l'amore con James. Com'era arrivato a quel punto?

Avvertiva una sensazione strana all'altezza del petto che dal cuore si espandeva in tutto il corpo e che gli faceva provare emozioni che non sapeva di poter avvertire sulla sua pelle.

All'inizio fu molto doloroso, soprattutto perché dovette dare al suo corpo il tempo di abituarsi a quelle intrusioni, però, superato quell'ostacolo, fu travolto dal piacere più puro.

Riuscì a sentirsi una cosa sola con l'altro; lui conosceva la magia, ma la forza che c'era tra loro due in quel momento superava di gran lunga ogni incantesimo.

Non sapeva dare risposta ai dubbi che lo avevano colpito ma una cosa era certa: avrebbe voluto che l'amplesso non giungesse mai alla fine.

L'unico motivo che spinse Scorpius ad aprire gli occhi fu l'improvviso freddo che avvertì intorno alle gambe; il ragazzo rimase immobile per dei secondi dopo aver aperto gli occhi e sorrise impercettibilmente nel rendersi conto di dove si trovasse. Poteva percepire nell'aria l'odore di James che dormiva, ancora beato, accanto a lui.

Potter era ancora senza vestiti e il lenzuolo lo avvolgeva solo intorno alla vita; era così bello… non poteva credere di averci fatto l'amore più volte in una sera. Mosse leggermente le gambe nel tentativo vano di coprirsi meglio e si voltò verso l'altro ragazzo, rivolgendogli un'occhiata affettuosa.

Era davvero strano avvertire tranquillità nell'aria; ogni cosa sembrava essere al proprio posto eppure nulla era più caotico di quella situazione.

Scorpius aveva sempre pensato che l'unica persona con cui avrebbe condiviso il letto sarebbe stato Albus eppure la sua prima volta (e la seconda, e la terza) era stata con James. Non c'era stato un singolo secondo di amarezza per questo, anzi, era stato così bello che era sicuro di aver avuto un attacco di magia involontaria durante l'amplesso. Arrossì riflettendo su quanto potesse essere sembrato stupido e imbranato in quel momento, eppure James gli aveva accarezzato la guancia accaldata e l'aveva baciato. C'era stato qualcosa di particolarmente disarmante nello sguardo che gli aveva rivolto, che non gli era stato possibile sentirsi così perfetto nella propria imperfezione. Allungò una mano per accarezzargli i capelli rossicci e sorrise ancora una volta: i suoi capelli erano lisci e setosi che sfiorarli gli aveva subito dato assuefazione.

- Non dormi? - borbottò James con voce impastata dal sonno. Si era successivamente voltato verso il ragazzo e gli aveva rivolto un sorriso con ancora gli occhi lucidi dal sonno.

- Ho freddo… tu hai rubato tutte le coperte! –

Potter arricciò le labbra pensieroso e, dopo qualche attimo, si rigirò sul fianco opposto tirando con forza il lenzuolo. Scorpius iniziò a ridere e cercò di riprendersi parte della coperta ma il ragazzo sembrò essersi addormentato, come di colpo.

- Scemo, - ridacchiò l'altro. Malfoy incrociò le braccia per tenere il punto ma non ci fu alcuna reazione da parte di James, allora strinse le spalle e decise di abbracciarlo forte. Gli accarezzò il fianco con delicatezza. In un secondo momento si sistemò sotto le coperte e chiuse gli occhi dopo aver poggiato la fronte contro la schiena di James, respirando l'odore acre della sua pelle.

Erano più di dodici ore che la pioggia non smetteva di cadere. Harry guardava il tempaccio seduto al tavolo della sala da pranzo e, come ogni mattina, sorseggiava il suo tè preferito: un Earl Grey aromatizzato al bergamotto.

In giorni come quelli, che potevano durare settimane o mesi d'agonia, pioggia e freddo, l'uomo si domandava perché non si fosse trasferito in qualche paese dal clima più mite e cordiale come l'Italia.

Se lo avesse fatto prima di mettere su famiglia le cose sarebbero state diverse, forse la presenza di perenne sole caldo gli avrebbe concesso un amore meno altalenante e avrebbe potuto essere un padre migliore per i suoi figli, dato che ora ne aveva uno sotto controllo e l'altro sotto protezione; l'unica che si salvava era Lily e solo perché era ancora in età scolare.

- Quindi James ora esce con Malfoy? –

La voce di Ginny ridestò l'uomo dai suoi pensieri. Harry le rivolse uno sguardo interdetto e poggiò la tazza sul tavolo, poi sollevò lo sguardo verso di lei.

- Cosa? –

- C'è scritto qui, - sostenne la donna indicandogli la prima pagina de "La Gazzetta del Profeta". L'uomo prese tra le mani la copia del giornale e sgranò gli occhi nel leggere l'articolo da prima pagina.

"Potter e Malfoy, i nuovi Romeo e… Romeo?

I due sono stati avvistati nella famosa discoteca per maghi e streghe omosessuali, il Babylon. Foto e articoli a pagina 4.

A quanto pare la distruzione del suo pub non ha buttato giù l'umore del cantante più in voga dell'ultimo decennio, che si è lasciato consolare delle braccia del giovane Malfoy, il nuovo e promettente Auror che gli ha salvato la vita durante l'incendio al Pademonium. Solo un caso o il loro era un amore già sbocciato?"

Harry si sentì disorientato da quella lettura e balzò in piedi dopo aver bevuto il suo tè in un unico sorso.

- Devo andare in ufficio, - disse. Salutò rapidamente la moglie, afferrò la sua borsa da lavoro e si smaterializzò.

L'aria gelida dovuta al maltempo inglese aveva perfino coinvolto la camera da letto di James e fu proprio il clima frizzante che svegliò Scorpius. Quest'ultimo, infatti, aveva iniziato a patire il freddo; si era addormentato sotto il duvet e tra le braccia di James mentre ora erano entrambi senza coperta. Si stropicciò gli occhi e tentò di mettersi seduto per rimboccare le coperte ma al minimo sforzo si sentì tutto indolenzito.

Lanciò uno sguardo rapido al corpo nudo di James e si rese conto che forse l'attività della scorsa notte non era stata proprio una buona idea, non per lui che non aveva mai avuto rapporti prima; allora scese dal letto, rimboccò le coperte all'altro ragazzo e andò in bagno per rinfrescarsi.

La verità era che non poteva credere di aver fatto sesso con Potter, né che potesse essere tanto eccitante e dolce allo stesso tempo. Ogni tassello sembrava essere nel posto sbagliato eppure nulla gli era sembrato più giusto in quel momento. Finirci a letto non aveva dissipato i suoi dubbi ma il suo cuore aveva preso un ritmo completamente diverso; ora non gli restava altro che essere onesto con lui e sperare che i sentimenti di James non mutassero, così come invece erano mutati i suoi.

Ritornò in camera da letto, recuperò una t-shirt pulita dall'armadio e andrò in cucina per preparare la colazione. La maglietta gli stava fin troppo grande e l'indossava senza null'altro al di sotto; trovò gli ingredienti necessari e decise di preparare degli scones. Incredibile come la dispensa di James, un cantante single dalla vita dissoluta, fosse fornita e ordinata più di quella che condivideva con Albus nel vecchio appartamento.

Malgrado fosse passata solo poco più di una settimana, scoprì che gli era mancato avere una vera e propria casa con una cucina, un divano e la possibilità di scegliere cosa mangiare senza doversi rifare a un menù. Tutto questo lo portò a riflettere sul fatto che dovesse confermare la prenotazione al Paiolo Magico per un'altra settimana dato che non aveva avuto modo di trovare un appartamento né poteva restare a casa di James. Certo, doveva restargli accanto fino a quando non fosse guarito, ma era sicuro che le indagini si sarebbero mosse e, presto o tardi, avrebbe dovuto interrompere la convivenza con Potter.

James se ne stava appoggiato contro lo stipite della porta a guardare il ragazzo intento a preparare da mangiare. Qualche tempo prima aveva visto suo fratello fare lo stesso per Langley, ma Albus non era nemmeno lontanamente bravo e sexy quanto Scorpius.

Potter restò in silenzio e, ogni volta che Malfoy si allungava per prendere qualcosa troppo in alto, Potter inclinava la testa per sbirciare al di sotto del vestitino improvvisato. Aveva un corpo meraviglioso e, quando la stoffa della maglia si alzava, avvertiva la voglia di raggiungerlo per strappargliela da dosso e sbatterlo sul tavolo, ma l'immagine di Scorpius che, mezzo nudo, gli preparava la colazione era di quanto più idilliaco ci fosse al mondo. Non si sarebbe mai immaginato di potersi svegliare una mattina e trovare il ragazzo che amava intento a preparargli la colazione.

Era tanto bello poter respirare quell'aria di tranquillità e, anche se tra loro non c'era una vera e propria relazione, avrebbe voluto svegliarsi così tutti i giorni. Quasi certo che nulla avrebbe potuto rovinare quel momento fece per avvicinarsi al ragazzo ma, appena mosse il piede destro per fare un passo, suonò il campanello.

Scorpius, con le mani in pasta, borbottò qualche insulto; James rise e gli si avvicinò.

- Vado io, non ti preoccupare! –

- …sei sveglio! - esclamò Malfoy sorpreso. Terminò di mettere gli scones sulla teglia, lavò le mani e accese il forno.

- Chi è? –

- Un gruppo di brutte persone, - ridacchiò Potter aprendo la porta.

- Brutta persona ci sarai tu! –

Nell'arco di dieci minuti la piccola cucina di casa Potter si era riempita con le voci dei Sevendust e di Vanessa; era diventata un posto tanto caotico che rassomigliava al dormitorio dei Grifondoro e, dopo soli due minuti, Scorpius aveva già mal di testa; per questo motivo si era posizionato contro il piano cottura osservandoli in silenzio. Di tanto in tanto, sentiva che lo sguardo di James si spostava voluttuoso sulle sue gambe nude e, quando gli altri non guardavano, sollevava di qualche millimetro la maglietta per provocarlo. Era un gesto che aveva fatto d'impulso e si meravigliò di se stesso.

- Allora… mentre aspettiamo gli scones, che ne dite di assaggiare la gelatina alla menta piperita che ha preparato mia mamma? - chiese Aaron.

James osservò quella cosa dondolante e allungò una forchetta per punzecchiarla e vedere se si sarebbe spaccata. – Sembra viscido, - sentenziò.

- Ma è buono, - obiettò Aaron. Quest'ultimo lanciò uno sguardo verso Malfoy e gli sorrise cordiale, - ti va di assaggiare? –

- No, io non metto in bocca niente di viscido, - spiegò Malfoy, rendendosi conto solo in un secondo momento di essere stato ambiguo.

Potter lo guardò malizioso ma Vanessa lo bloccò dal fare una qualsiasi battutaccia.

- Se davvero sei fidanzato con James, come dice "la Gazzetta del Profeta", penso che non ti capiterà di certo! –

Tutti risero mentre Scorpius diventava rosso come una Ricordella.

- Puoi ben dirlo, V, - scherzò James, fiero della risposta dell'amica tanto da batterle il cinque.

Aaron, però, si rese conto dell'imbarazzo provato dall'altro ragazzo e cercò di cambiare discorso. – Ehi Malfoy, mi passeresti un bicchiere? -

Scorpius fece per sollevarsi sulle punte e allungare un braccio quando fu bloccato da Potter, che gli tiro giù la maglia prima che la colazione diventasse uno striptease.

- Fossi in te andrei a mettermi qualcosa sotto… non mi va che tutti vedano… questo, - bisbigliò soave contro il suo orecchio e, nel mentre, gli accarezzò i fianchi.

Le guance di Malfoy divennero ancora più rosse tanto che fuggì nella camera da letto senza dire una parola; che cosa gli stava succedendo? Dove erano finite la compostezza e l'eleganza che lo caratterizzavano? Era solo da una decina di giorni con quello stupido di Potter e era già diventato uno svergognato!

James ridacchiò a quell'uscita di scena e poi porse il bicchiere all'amico; Aaron lo prese e si versò dell'acqua mentre Vince si avvicinò al proprietario di casa che lo guardò incuriosito.

- Ti ho portato un regalino per agevolarti la convalescenza, - disse e gli infilò qualcosa nella tasca dei pantaloni.

- Sei riuscito a trovarla? –

- E a caro prezzo, - si lamentò il ragazzo, - ma per il mio vocalist questo ed altro! –

- Troppo gentile, - lo canzonò, felice come un bambino che reggeva la sua prima scopa.

- Dovresti apprezzare! Con un Auror in casa e tuo padre che ha bloccato tutto il meccanismo è sempre più difficile trovare questa roba… -

- Al Babylon uno voleva vendermela per dieci galeoni al grammo. Non è per i soldi, sai che non mi mancano, ma mi sono chiesto se non fosse troppo esagerato… o se magari volessero anche un rene! –

- Te l'ho detto, tra poco sarà impossibile trovarla, quindi goditene finché ce n'è! –

James sorrise all'amico e gli rivolse un occhiolino; si stava anche domandando per quale motivo Scorpius ci stesse impiegando tanto a rivestirsi. Era indeciso se andare o meno in camera da letto a dare un'occhiata quando il campanello suonò di nuovo: quella mattina non sembrava esserci pace a casa Potter!