Quel giorno era uno dei tanti.
Sveglio presto, il suo turno doveva iniziare alle dieci, ma sarebbe dovuto andare in ospedale alle sette per l'ennesimo straordinario che lo avrebbe costretto ad iniziare prima e finire dopo.
Aveva messo la sveglia, ma Will aprì gli occhi prima, come spesso succedeva.
Si sentiva stanco, triste. Aveva riposato, ma non era soddisfatto.
Il suo desiderio era quello di restarsene lì dov'era, a letto senza andare da nessuna parte. Ma purtroppo ciò non era possibile.
Quindi si sforzò, si alzò ed iniziò a prepararsi.
Erano le 6:40 quando uscì di casa. Da un lato era pure un po' contento, andando via presto avrebbe evitato di incontrare il signor Liverman, il padrone di casa che gli avrebbe chiesto i soldi.
Quella era una brava persona, non aveva mai avuto problemi, ma come è normale che sia si era infastidito perché Will era in ritardo per il pagamento.
Ma le speranze di Halstead di non incontrarlo furono vane.
Non appena passò davanti al suo appartamento quel signore aprì la porta ed i due cominciarono la solita discussione.
- Hai quasi due mesi di ritardo. O paghi o devrai trovarti un altro posto.
Questo preludeva l'inizio della giornata.
La speranza era che potesse migliorare nel mentre, ma di solito una giornata iniziata male poteva solo peggiorare.
Con una grande tristezza nel cuore uscì di casa e salito in macchina partì alla volta dell'ospedale.
Arrivato al pronto soccorso si cambiò e dopo aver rapidamente salutato Meggie fu subito sommerso di lavoro.
Cosa poteva esserci di meglio che lavorare per non pensare?
Quel giorno però purtroppo fu maledetto.
Will dovette affrontare casi molto complessi, diagnosi di tumori, a volte terminali ed assistere alla morte di due persone, una donna ed un bambino sempre per tumore.
Il suo cuore, colmo di tristezza, si era spezzato ulteriormente, ed era solo metà mattina ancora.
Sembrava che il mondo ce l'avesse con lui.
Stava per esplodere. Aveva bisogno di un attimo di pausa.
Si avvicinò così a Meggie e gli disse con voce tremante:
- Megs, ho bisogno di una pausa. -
L'infermiera era oberata di lavoro per cui rispose rapidamente dicendo semplicemente "Ok".
Pochi istanti dopo quando si voltò essendosi preoccupata avendo udito il tono tremante del dottore, Will si era già allontanato.
La Lockwood tornò a lavoro non potendo lasciare il suo posto essendo stata richiamata all'ordine per un nuovo arrivo ripromettendosi di fermarlo non appena fosse rientrato.
