Will era scappato via dal pronto soccorso.
Troppa tristezza, malinconia, solitudine gli riempivano il cuore.
Stava tremando, ansimando. il suo cuore andava a mille, il petto gli faceva male. Era come se sbandasse, gli mancava l'aria. Stava per soffocare, sentiva un nodo in gola e così decise di correre via.
Non gli era mai successa una cosa del genere, stava avendo un attacco di panico.
Non era nuovo ai problemi ed era sempre riuscito ad affrontarli.
In quel momento invece non ce la faceva proprio.
Sembrava attirarli come una calamita.
Will era andato in sovraccarico, si sentiva molto giù.
Dopo essere scappato via dall'ed si diresse facendo le scale, salendo i gradini a quattro a quattro verso la terrazza dell'ospedale.
Arrivato lì aveva il fiatone, era tutto sudato.
Non appena fu sulla terrazza l'aria gelida di una fredda giornata invernale lo avvolse, ma lui era come se non se ne rendesse conyo.
Indossava solo la leggera divisa dell'ospedale.
Sì poggiò ad uno dei muri e scivolò giù ritrovandosi seduto a terra. Le ginocchia al petto, le braccia su di esse e le mani sul viso.
Aveva bisogno di parlare con qualcuno oppure sarebbe scoppiato.
Prese il telefono che aveva in tasca sperando di poterlo fare anche solo un attimo con Jay, sperava di trovarlo in ufficio o non troppo impegnato.
Aveva bisogno di parlare con qualcuno e lui era la sua unica scelta.
Se fosse andato avanti tenendosi tutto dentro prima o poi sarebbe esploso.
Non voleva qualcuno che gli risolvesse i problemi, ma solo qualcuno che lo ascoltasse.
Will quindi dopo aver preso il telefono compose il numero di Jay. Poggiandolo all'orecchio poteva sentire il tipico suono degli squilli che venivano fatti. Nessuno però rispose.
Jay era nel bel mezzo di un caso. Due gemelle di 22 anni erano state rapite, sfruttate come corriere della droga e poi sventrate per recuperare gli stupefacenti.
Erano giorni che lavoravano a questo caso. Pochi ore di sonno, nessun momento libero...
Finalmente avevano una traccia e si stavano armando fino ai denti per andare a verificare la soffiata che avevano avuto da un informatore.
Se fosse stato fortunato avrebbero arrestato il o i colpevoli.
Salito in macchina con Hailey partì seguendo gli altri per raggiungere l'indirizzo prestabilito.
Fu mentre erano in viaggio che il telefono squillò.
- Hailey per favore puoi vedere chi è? - chiese alla sua collega.
- È tuo fratello, vuoi rispondere? - rispose lei.
- Si, certo. Mettilo in vivavoce, se mi chiama vuol dire che ha bisogno di qualcosa. - disse il detective.
È vero, Will non era uno che chiamava così tanto per, non lo faceva quasi mai.
- Pronto Will, dimmi - rispose il detective continuando a guidare con la collega che teneva il telefono tra le mani.
- Jay ho bisogno di parlarti. - disse il dottore ormai nel pallone.
Purtroppo il detective e la collega erano arrivati a destinazione e perciò era necessario chiudere la chiamata il prima possibile.
- Will posso richiamarti dopo? Al momento sono impegnato in un caso, stiamo per fare una retata. - disse Jay mentre si preparava scendere dall'auto al segnale del sergente.
Il fratello per alcuni secondi non rispose e poi con un semplice ok tremante e sofferente chiuse la chiamata.
Al detective faceva male il cuore. Aveva inteso che c'era qualcosa nel fratello che non andava e non avrebbe mai voluto chiudere un quel modo.
Rifletteva su cosa potesse essergli successo quando Voight lì avverti, facendo loro cenno, di entrate in azione.
Il detective si ripromise di richiamare suo fratello.
