Chiusa la chiamata Will, con un gesto di stizza, lanciò il telefono a terra e con le mani sul viso scoppiò in un pianto disperato.

Stava toccando il fondo. Era in un periodo di forte stress fisico ed emotivo e non c'era da dimenticare che si sentiva molto solo.

La rottura con Natalie era stata davvero traumatica. Erano stati interrotti quella sera in cui lei lo aveva raggiunto in macchina per parlargli.

Poi l'incidente con Tom Burke ed il fatto che il dottore era venuto a sapere nel peggior modo possibile che Natalie aveva un altro.

Che beffa, aveva deciso di rischiare la sua vita per rimanere a Chicago per una donna che lo aveva già sostituito.

Il suo migliore amico Connor Rhodes con i guai che aveva avuto per la morte del padre aveva giustamente deciso di fuggire via da quella città. E chi avrebbe potuto giudicarlo?

Andare via da un posto che evoca brutti ricordi che ti fanno accantonare quelli belli.

- Forse anche io potrei fare lo stesso - pensava Will di tanto in tanto.

E dove sarebbe potuto andare? E con quali soldi poi?

Il dottore passò un bel po' di tempo seduto li, quando sentì dei rumori.

Anche Ethan era salito in terrazza per fare una piccola pausa e respirare un po' d'aria mentre sorseggiava un caffè.

Il dottor Halstead non poteva farsi vedere in quelle condizioni nonostante i due fossero amici. Non voleva suscitare compassione a nessuno, non era il tipo.

Rimanendo seduto lì dov'era si nascose per non farsi notare.

Choi rimase un po' e poi finito il caffè tornò al lavoro.

Will era di nuovo solo.

Continuò a piangere per un tempo interminabile.

Tutto ciò che gli stava accadendo, le morti delle persone di quella giornata l'avevano fatto crollare.

Forse era ciò di cui aveva bisogno.

Quando le lacrime sembrarono finalmente terminate Will si alzò per tornare a lavoro.

Scese nuovamente al pronto soccorso e si diresse in bagno. Aveva bisogno di rendersi nuovamente presentabile.

Si sciacquò il viso, si soffiò il naso ed a testa bassa tornò a lavoro.

Si sentiva scarico, svuotato.

Le lacrime gli avevano, almeno in parte, permesso di scaricare la tensione ed il malessere che c'era dentro di lui.

Avevano lasciato però un forte martellamento nella testa del dottore ed un senso di nausea che si trascinava da quando era scappato via dal pronto soccorso.

Will si rimise subito all'opera cercando di non pensare a nulla se non a risolvere le problematiche dei suoi pazienti. Ne aveva già persi due e quindi non voleva continuare in quel in quel modo.

Fortunatamente fino all'ora di pranzo ebbe soltanto casi leggeri e risolvibili. Il riuscire a curare i suoi pazienti gli diede una piccola iniezione di fiducia.

In quel periodo anche la convinzione di essere un bravo dottore vacillava.