Fortunatamente la giornata di Will trascorse senza più intoppi. Riuscì a risolvere quasi tutti i casi che gli erano stati assegnati ed altro pazienti li aveva tenuti sotto osservazione.

Nonostante ciò il dottore appariva molto strano, triste, molto giù.

Il fatto di curare bene i pazienti non riusciva a tirarlo su, a farlo sentire felice e soddisfatto.

Aveva saltato anche il pranzo non aveva molto appetito, aveva un forte mal di testa che lo aveva accompagnato da quando si era sfogato la mattina.

Era pomeriggio inoltrato quando finalmente riusci a fermarsi per riprender fiato.

Prese una sedia e si sistemò solo soletto in un angolino.

Era il momento giusto per Meggie. Si avvicinò pian piano, aveva bisogno di capire cosa stesse capitando al suo amico fraterno.

- Ehi Will - cercò di attirare la sua attenzione l'infermiera.

Il dottore era davvero a pezzi e non rispose immediatamente.

Aveva i gomiti sulle ginocchia e la testa tra le mani. Aveva inoltre chiuso gli occhi e cercava di respirare profondamente.

In quel modo l'emicrania sembrava diminuire lievemente di intensità, almeno all'apparenza. Anche la nausea era come se si alleviasse leggermente.

- Tutto bene Will? - chiese Meggie.

In quel momento Halstead si tirò su e guardandola con un'espressione tirata in viso e con un enorme sospiro rispose:

- Si, tutto bene

- Ne sei sicuro? Sembri stanco, c'è qualcosa che non va... - domandò nuovamente la Lockwood.

- Si, tranquilla. Solo una fastidiosa emicrania. Forse ho dormito male... Vedrai che passerà. - ripose Will.

- Vieni con me - disse l'infermiera invitandolo a seguirla.

Lo porto in una stanza vuota. Lo fece sdraiare e rilassare un po' chiedendogli anche di chiudere gli occhi.

Era stanco e con lei lì al suo fianco si sentiva relativamente meno solo.

Ovviamente sapeva che Meggie non poteva restare in eterno con lui, ma senza accorgersene si addormentò.

L'infermiera facendo piano uscì per rimettersi a lavoro lasciandolo riposare, ne aveva bisogno, tornando di tanto in tanto per controllarlo.