Purtroppo quella fu davvero una giornata pienissima e le intenzioni dell'infermiera non poterono essere conseguite poiché ci furono altri arrivi.

Vi fu una sparatoria tra bande rivali, per cui ci furono circa cinque feriti, chi più chi meno grave che dovettero essere smistati tra i dottori Choi, Manning, Latam e Crockett.

Quest'ultimo era arrivato da poco al Med.

Maggie guardò l'orologio sospirando quando finalmente ebbe un attimo di pausa. Erano le 22:30 circa.

Prese il telefono e mandò un messaggio di testo al suo amico Will.

"Come stai? Come va il tuo mal di testa? Ti ho visto molto giù. Avrei voluto parlarti, ma purtroppo oggi è stata una giornata piena. Se ti va di fare una chiacchierata chiamami pure o passa da me."

Non immaginava nemmeno lontanamente che Halstead potesse essere ancora lì a lavorare.

Il turno del dottore, compreso lo straordinario finalmente era quasi terminato. Alle 23 avrebbe timbrato il cartellino e sarebbe potuto tornare a casa sua.

Già chissà per quanto sarebbe stata ancora sua.

Decise di tornare su in terrazza ed attendere lì che passassero i dieci minuti rimanenti. Rimase quindi seduto ad osservare il panorama. Sentiva il freddo pungente sulla pelle, era ancora con la divisa dell'ospedale.

Una volta che il suo orologio da polso segnava le 23:00 scese, si cambiò e dopo aver indossato il cappotto corse via il più velocemente possibile, timbrò il cartellino e si diresse verso la sua auto.

Fu in quell'istante che Meggie voltatasi verso l'entrata del pronto soccorso vide che Will era ancora lì.

Cercò di raggiungerlo, ma ogni tentativo fu vano poiché il dottore era già partito con la sua auto quando lei uscì fuori.

Era comunque relativamente tranquilla, gli aveva scritto un messaggio e se non avesse ricevuto nessuna chiamata lo avrebbe contattato lei più tardi.

Will stava tornando a casa, ma prima decise di fare una sosta in uno dei bar che si trovava sulla strada verso la sua abitazione. Solitamente si sarebbe fermato al Molly, avrebbe incontrato i suoi amici, colleghi, forse suo fratello. Avrebbe bevuto qualcosa, ad esempio una birra e scambiato quattro chiacchiere in compagnia. Quella sera però non era molto loquace.

Entrò in quel bar sconosciuto e chiese qualcosa di davvero forte. Il barista gli serví uno Stroh 80, uno dei liquori più forti esistenti al mondo.

Il dottor Halstead lo bevve tutto d'un fiato e per un attimo rimase con la sensazione di avere un'esplosione in bocca.

Comprò la bottiglia e salito in macchina si diresse verso casa.

Entrato nel suo appartamento si tolse le scarpe e si cambiò mettendosi comodo, prese un bicchiere e si sedette al tavolo per sorseggiarne ancora un po' quando sentì bussare alla porta.

Ipotizzò potesse essere suo fratello. Finalmente forse si era fatto vedere dopo una giornata intera senza farsi sentire per niente.

Purtroppo non era lui.

Aperta la porta Will si trovò davanti il suo padrone di casa.

Quell'uomo ormai non aveva più rispetto degli orari. La mattina lo aveva bloccato sul pianerottolo più o meno alle sei, ora erano quasi mezzanotte ed era ancora lì a chiedere soldi.

- Ancora? Le ho detto che ancora non li ho i soldi. - disse adirato

Ci volle davvero poco ed i due iniziarono a litigare e cominciarono a volare parole pesanti.

- Le do tempo al massimo fino a domani sera. Voglio i miei soldi e la voglio fuori da qui. - concluse urlando il signor Liverman.

Poco dopo andò via.

Will era visibilmente scosso, si sedette nuovamente al tavolino ed iniziò a bere il whisky che aveva comprato in modo incontrollato.

Ci volle poco perché fosse completante ubriaco.