Will girava per casa completamente ubriaco, rideva da solo, saltellava. Faceva le cose più strane e bizzarre che si fanno solo quando si è fuori di sé.

Era euforico.

Purtroppo però non durò molto.

Di punto in bianco iniziò a piangere ancora una volta con il cuore colmo di tristezza, ma soprattutto di rabbia.

Prese il bicchiere che aveva in mano e lo lanciò a terra con forza frantumandolo in mille pezzi e cominciò a dare pugni contro le cose più disparate e strane.

Ciò andò avanti fin quando non crollò addormentato sul divano.

Fu in quel momento che il suo telefono squillò. Suo fratello lo stava chiamando. Purtroppo lui era troppo ubriaco per rispondergli.

Jay era da poco tornato a casa. Avevano davvero avuto una giornata molto molto pesante ed intensa.

Avevano arrestato il criminale, tra il detective e quest'ultimo era scoppiata una colluttazione ed Halstead era rimasto contuso. Fu visitato e controllato dall'ambulanza 61 e per fortuna non ci fu bisogno di portarlo in ospedale.

A quel punto il detective era andato con gli altri al distretto ad interrogare il sospettato. Era dolorante ma stava bene.

Erano da poco le 22:50 quando rientrò a casa. Hailey era rimasta un po' con lui, avevano preparato qualcosa da mangiare e Jay aveva fatto una lunga doccia rilassante permettendo ai suoi muscoli contratti e doloranti di sciogliersi sotto il getto caldo dell'acqua.

Erano le 23:50 quando i due si stavano sedendo per cenare insieme quando il detective si ricordò di non aver ricontattato Will.

Immediatamente prese il cellulare e compose il numero. Il telefono del dottore squillava, ma non rispose nessuno.

Immaginò che fosse già andato a dormire.

- Starà sicuramente dormendo - disse alla sua collega - Lo chiamerò domani.

La notte passò volando, erano le sei quando Will aprì gli occhi.

Immediatamente la luce gli fece sentire la necessità di richiuderli.

La testa gli scoppiava, provava un dolore lancinante, dieci volte peggiore di quello che aveva avuto il giorno prima.

Una forte nausea si fece rapidamente strada e dovette correre in bagno per vomitare ciò che aveva dentro il suo stomaco.

Il dottor Halstead si sentiva sfinito. Era confuso, non ricordava cosa fosse accaduto la sera prima e nonostante ciò si sentiva ancora nervoso, agitato.

Ogni muscolo del suo corpo gli faceva male. Aveva dormito sul divano ed era a quello che attribuiva i dolori soprattutto al collo e alla schiena.

Pian piano si rialzò da terra e preso il suo telefono in cucina si diresse verso il letto stendendosi su di esso. Il suo cuore batteva in modo rapido e violento nel suo petto dolorante. Inoltre anche il suo stomaco protestava, sentiva una forte acidità che gli raggiungeva la gola.