Will era riuscito nel suo intento. In poco tempo si era riaddormentato.
Riaprì gli occhi solo quando il suo telefono riprese a suonare. Sul display si poteva leggere che erano le 10:00 del mattino. Era riuscito a dormire circa per altre due ore, ma ciò non aveva giovato alla sua salute, anzi si sentiva anche peggio.
Spostando lo sguardo notò che era Meggie a chiamarlo.
- Pronto? - rispose con voce assonnata e stordita visto che dormiva e non si sentiva al 100%
- Will dove sei finito? - chiese preoccupata lei.
- Sono a casa, perché? - domandò stranito il dottore.
- A casa? - trasalì la Lockwood
- Si, oggi è venerdì. È il mio giorno libero questa settimana. - rispose Halstead.
- Will muoviti a venire in ospedale. Oggi non è il tuo giorno libero. La settimana scorsa hai rinunciato ad esso dicendo che eri ben felice di sostituire un collega. - rispose l'infermiera.
Era vero e lui l'aveva completamente dimenticato. Marcel Crockett aveva chiesto un giorno di permesso a causa di una faccenda da sbrigare e lui si era offerto di sostituirlo.
- Scusami Meggie, l'avevo dimenticato. Arrivo subito. - disse chiudendo la chiamata.
Si preparò in un secondo. Indossava già i pantaloni della tuta, cambiò solo la maglietta che si era sporcata, indossò una felpa e le scarpe da tennis ed uscì di corsa per salire in macchina ed andare a lavoro.
Fortunatamente abitava relativamente vicino all'ospedale.
Quel giorno però non avrebbe dovuto guidare.
Faceva faticava a tenere gli occhi aperti, era completamente disidratato la testa gli faceva così male da non permettergli di rimanere concentrato a lungo su qualcosa. Rischiò di fare diversi incidenti, ma per fortuna lì evitatò tutti.
Dopo circa 15 minuti dalla telefonata il dottore era già in ospedale nella sala medici davanti agli armadietti a cambiarsi.
Non sembrava lui, era pallido, stordito, a pezzi, senza dimenticare il mal di testa e l'acidità di stomaco che non gli davano tregua. Dopo essersi cambiato si avvicinò a Maggie e si scusò per il ritardo.
- Cosa ti è successo? Chiese l'infermiera.
- Nulla, va tutto bene tranquilla - rispose lui.
- Will È da ieri che sei strano, sembri uscito dall'oltretomba. Sei un cadavere - disse con grande sincerità la Lockwood.
- Sto bene Maggie non preoccuparti, ho solo dormito male - rispose lui.
Mentre parlava un forte attacco di vertigini lo costrinse ad appoggiarsi al tavolo delle infermiere per poter restare in piedi.
- Siediti Will che ti do un'occhiata - disse l'infermiera.
- Sul serio, non ce n'è bisogno - rispose il dottore affaticato.
Will sapeva bene ciò che aveva, quella che viene comunemente chiamata sindrome postsbornia, ma alla fine cedette alle richieste della sua amica. Non poteva dirle che si era ubriacato.
