Will rimase lì impalato, un forte dolore al petto lo assalì. Fu costretto a sedersi sul divano piegato in avanti per un po' con la mano che teneva la maglietta con il pugno chiuso proprio davanti al petto.

Nel frattempo dai suoi occhi scendevano grossi lacrimoni.

Una grande tristezza aveva nuovamente invaso il suo cuore.

Natalie finalmente si era espressa. Aveva detto cosa pensava di lui.

A Will sembrò di ricevere una pugnalata.

Stava sudando molto. Non era possibile che la donna che fino a poco tempo prima, diceva di amarlo più di sé stessa lo aveva trattato così. Possibile che un sentimento passi da un giorno ad un altro?

Una volta che il dolore diminuì un po' di intensità il dottore si alzò e si diresse verso il bagno.

Meggie gli stava andando incontro, aveva visto passare la dottoressa Manning, ma non lui e voleva sincerarsi del fatto che stesse bene.

Will non la guardò, non si era accorto della sua presenza.

Stava troppo male, era concentrato sul raggiungere il bagno il più velocemente possibile, cosa già abbastanza complessa da fare.

Non avendo avuto la possibilità di esprimersi aveva somatizzato tutto ciò che era successo.

Era nel pallone, si sentiva confuso, la testa girava vorticosamente ed il mal di stomaco aveva ripreso a farsi sentire. Aveva un'impellente necessità di vomitare. E fu questo che fece non appena aprì la porta del bagno chinandosi sul water.

Iniziò ad avere conati che lo portarono a svuotare il suo stomaco, anche se in tutto il giorno aveva consumato solo un caffè.

Will non riusciva a smettere di vomitare anche se non aveva più nulla dentro si sè. I conati continuavano a venire fuori in modo sordo. Pian piano ognuno di essi, ogni colpo, determinava un battito anche nella testa del dottore che aveva iniziato a pulsare e far male.

Una volta calmatosi cercò di alzarsi da terra pian piano e poco dopo però crollò sul pavimento del bagno non riuscendo a reggersi in piedi essendo debole. Davanti ai suoi occhi tutto era diventato nero, era svenuto.

Il dottor Halstead non era solito reagire in quel modo ad uno scontro di opinioni, ma il non riuscire ad esprimersi ed il sentirsi criticare aspramente dalla persona che nonostante tutto lui ancora amava l'avevano ferito. Aggiungendo poi le difficoltà del periodo, l'alimentazione quasi nulla e la disidratazione dei giorni precedenti era facile capire il suo crollo fisico.

Rimase fuori per un bel po' di tempo.

Ethan aveva appena terminato un intervento d'urgenza su un paziente al pronto soccorso. Le sue mani erano sporche di sangue. Decise di andare in bagno per lavarsi e per rinfrescarsi il viso.

Entrato si diresse verso il lavandino. Non si accorse di nulla inizialmente. Era distratto, aveva davanti agli occhi le immagini di quel ragazzo giovane che aveva perso la vita purtroppo mentre le sue mani erano dentro di lui.

Choi aprì l'acqua del lavandino e la lasciò scorrere, ne osservò il flusso per un po' e poi immerse le mani sotto di esso.

Il sangue pian piano scivolò via dando una colorazione rosa all'acqua. Era come se anche ciò che il dottore aveva vissuto stesse andando via senza lasciare tracce, per lo meno a livello visibile.

Pian piano tornando alla realtà Ethan iniziò percepire un odore pungente nell'aria, come se qualcuno avesse appena vomitato.

Si voltò e rimase scioccato per ciò che vide.

Will era lì per terra svenuto.

Subito si affacciò dalla porta del bagno e gridò:

- Ho bisogno di aiuto qui. -

Meggie arrivò in bagno e la scena che vide la colpì molto.

Il dottor Choi era in ginocchio a fianco del suo caro amico fraterno che giaceva disteso prono sul pavimento.

- Ha perso conoscenza - disse il dottore

Senza perdere tempo l'infermiera portò una barella e dopo essere stato posto su di essa Halstead fu trasportato in una delle sale.

Fu quando venne trasferito sul lettino, mentre Maggie misurava la pressione che il dottore iniziò a riprendersi.

- Sta rinvenendo - disse lei ad Ethan

- Will, come ti senti? - chiese Choi al collega

Il dottor Halstead non aveva una gran voglia di parlare.

Aveva aperto gli occhi per pochi secondi e subito però li aveva richiusi.

La testa pulsava forte e lo stava facendo impazzire, poi attorno a lui tutto era in continuo movimento. Aveva capogiri ed il guardarsi attorno gli faceva venire la nausea.

Rimase per un po' disteso cercando di respirare profondamente per riprendersi.

La pressione era pericolosamente bassa.

- Will, puoi aprire gli occhi per me? - chiese l'infermiera.

Il dottore sul lettino inizialmente non reagì. Maggie inserí nuovamente la cannula nel suo braccio per potergli infondere della fisiologica.

- Will apri gli occhi per favore - chiese nuovamente Choi.

- Io... Io non posso - si limito a bisbigliare Halstead

- Ok, puoi dirmi perché non puoi? - chiese Ethan

Will rimase per un po' in silenzio. Pochi istanti disse

- Mi viene da vomitare -

Subito l'infermiera Lockwood prese la bacinella e la pose sotto il mento di Will.

Il dottore ebbe diversi conati ma non viene fuori nulla. Non aveva più nulla dentro di se, sembrava essere qualcosa di ansiogeno.

Rimase ancora per un po' con gli occhi chiusi subito dopo aver finito, quasi come per permettere al suo corpo di riassestarsi

- Puoi raccontarmi cosa è successo? - chiese Choi

- Sinceramente non lo so - spiegò Will - non mi ricordo.

Non sapeva cosa lo avesse fatto stare male, ed inoltre non aveva molta voglia di parlare. Cercava di rimanere concentrato sul respiro per gestire la nausea che ancora permaneva.

- Cosa stavi facendo prima di sentirti male - chiese nuovamente Ethan mentre l'infermiera iniettava nella flebo dei medicinali contro la nausea.

- Forse c'entra la discussione che hai avuto con la dottoressa Manning? - chiese l'infermiera.