Una volta sistemato quell'increscioso contrattempo alla mano Will si mise al lavoro.

Anche quel giorno come nei precedenti, Meggie, che aveva il compito di smistare i pazienti, cercava di affidare al dottore i casi più leggeri. Non era che non credesse nelle sue capacità, ma semplicemente in quel momento non era completamente in grado di affrontare situazioni difficili.

O forse quello era ciò che credeva lei.

Nonostante tutto il dottore non si fermò un attimo quel giorno ottenendo ottimi risultati nel curare i pazienti. Sembrava un giorno tranquillo.

Non aveva il tempo di pensare ai suoi problemi.

Era nelle pause che tutto tornava a galla, ma anche in quel caso lui cercava di ottimizzare i tempi sfruttandoli a suo vantaggio senza essere costretto a riflettere sui suoi problemi.

Will, ad esempio, sfruttò la pausa pranzo per cercare una nuova sistemazione, ma i prezzi erano alle stelle in quel periodo.

Doveva inoltre cercare un posto dove posare le sue cose in attesa di poterle portare nella casa nuova. Doveva andarsene da quel posto e ciò doveva avvenire il prima possibile.

Meggie nel frattempo continuava ad arrovellarsi il cervello per cercare un modo per scoprire cosa stesse accadendo al suo amico.

Le venne in mente che poteva farsi aiutare dal fratello di Will, Jay.

Doveva chiamarlo e spiegargli la situazione. Magari con il suo stesso sangue il dottore si sarebbe aperto più facilmente o forse il detective sapeva già tutto.

Stava per comporre il numero quando si accorse che il fratello del dottore era lì in ospedale davanti a lei.

Nel vederlo sì preoccupò. Teneva che potesse essere successo qualcosa a Will non vedendolo in giro da un po'.

- Ehi April perché Jay Halstead è qui? - chiese alla collega.

- Non saprei. L'avrà chiamato Will? - chiese ipotizzando la Saxton.

- È stato chiamato dal dottor Choi per prendere la deposizione della sua pazienza che è stata vittima di stupro credo. - rispose Megan che aveva ascoltato la conversazione essendo avvenuta al banco infermiere e non in privato.

- Ma è da solo? - domandò incredula la Lockwood. Sapeva che in polizia ci si muoveva in coppia.

- No, la sua collega sta parcheggiando. - rispose l'altra.

Meggie dunque decise di andare a parlargli. Era meglio farlo subito non avrebbe avuto tanto presto un'occasione simile e poi discutere a voce era decisamente meglio che farlo attraverso il telefono.

Si stava avvicinando quando però arrivò Will.

- Ciao fratellino - lo salutò Jay

- Ehi ciao - ricambiò il saluto il dottore. - cosa ti porta qui? -

- Un caso di stupro. - rispose il detective.

Il medico stava per congedarsi quando il fratello lo fermò.

- Will ascolta, andiamo al Molly stasera? - chiese

Il dottore non ne aveva nessuna voglia, ma quando l'altro aggiunse di volergli parlare di qualcosa non se la senti di dirgli di no.

- Io non... Ok d'accordo, ci vediamo stasera.

Meggie aspettò che Will si allontanasse per avvicinarsi a Jay per parlargli, ma purtroppo non poté farlo perché il lavoro la richiamò all'ordine.

Da quel momento in ospedale ci fu un via vai continuo e non ci si fermò un attimo.

Terminato il turno Will si cambiò direttamente in ospedale. Erano le 23:00. Non aveva voglia di tornare a casa e poi tra prendere la metro, prepararsi e reggiungere il locale si sarebbe fatto troppo tardi.

Prese il telefono e chiamò il fratello

- Jay Halstead - rispose quasi immediatamente.

- Jay puoi passare a prendermi? - gli chiese il dottore

- Si, certo Will. Dove sei? a casa?? - gli chiese

- In ospedale, ho appena finito il turno. - rispose l'Halstead dai capelli rossi

- Ok, sarò lì tra dieci minuti circa. Ma non hai la macchina? - gli domandò.

- È dal meccanico - Mentì il dottore.

Si salutarono e Will indossato il cappotto uscì dall'ospedale in attesa dell'arrivo del fratello.

Iniziò a passeggiare davanti all'entrata dell'Ed. Faceva freddo, l'aria era gelida, ma Will lo trovava stranamente piacevole.