Due giorni dai fatti avvenuti con Loki. Pomeriggio, attico.

Maze entrò nell'attico dall'ascensore accigliata. Sperava di aver capito male il messaggio testuale di Lucifer inviargli nel cellulare. Lo trovò nella camera da letto, seduto accanto una enorme valigia aperta con dei vestiti. La porta della cabina armadio era spalancata. Maze si posizionò di fronte Lucifer in parte sorpresa di vederlo con gli occhi lucidi, dicendogli

"Non sarò io quella che spezzerà il cuore a Chloe e Trixie, dicendogli che non te la sentivi di avere una famiglia. Si vede che vuoi restare con loro. Si può sapere che ti prende? Vuoi parlare con Linda?"

Lucifer annuì positivamente, continuando con lo sguardo perso nel vuoto.

Poco dopo.

Quando Linda vide come stava Lucifer, capì che si sentiva veramente male. Quel re infernale lasciava scorrere liberamente lungo le guance delle lacrime. Maze portò una sedia a Linda, non volendo la terapeuta sedersi accanto a Lucifer sul bordo del letto, per lasciargli il suo spazio. La demone uscì dalla camera.

Linda domandò a Lucifer dopo vari minuti di silenzio

"Per caso il ricordo delle torture subite da Loki ti blocca?..."

Lucifer scosse appena la testa, Linda provò con una altra domanda

"...forse ti spaventa il trasferimento all'appartamento di Chloe e Trixie?"

Nuovo no di Lucifer scuotendo la testa, però aggiungendo con voce rotta

"La perdo...sicuramente appena i suoi occhi vedono l'altro me stesso...quello bruciato sarò mandato via"

Linda provò un profondo affetto per quel re dell'inferno che doveva essere potente, senza cuore come descritto dall'iconografia classica, invece era così sensibile e insicuro.

Linda appoggiò la mano destra sul ginocchio sinistro di Lucifero scoprendo che tremava, dicendogli con tono calmo

"Lucifer ti prego lascia tutti i tuoi dubbi, le tue paure. Spiegami"

Lucifer respirò profondamente, con voce rotta disse alla sua amica e terapeuta

"Durante quel periodo nella realtà di Loki, Trixie non vide mai la mia parte bruciata. Solo gli occhi rossi. Io stavo…"

Un singhiozzo di pianto

"...stavo preparando il trolley per andare all'appartamento. Volevo prendere dei libri nella stanza relax. Poi l'ho visto…"

Lucifer chiuse gli occhi

"...un maledetto piccolo libretto del 700 con mille modi per uccidermi. Li parlavano della mia faccia da demone…"

Lucifer strinse i pugni

"...mi sono ricordato...Trixie non l'ha mai vista quella maledetta faccia. Neanche queste odiose ali di angelo o pipistrello. Appena li vedrà di certo proverà spavento e disgusto. Un giorno potrebbe capitare. Perderei anche Chloe che giustamente starebbe accanto a sua figlia"

Lucifer aveva detto quasi tutto senza respirare, finendo per respirare forzatamente in debito di ossigeno. Linda si sedette accanto a lui, dicendo

"Ora calmati Lucifer. Resta con gli occhi chiusi. Fai respiri regolari ma calmi. Rilassati. Sei solo andato un po' nel panico"

Qualche minuto bastò a Lucifer per tornare con il respiro regolare. Linda rimasta accanto a Lucifer seduta sul bordo del letto, quasi gli sussurrò

"Su una cosa posso rassicurarti, non perderai mai l'affetto di Trixie per il tuo aspetto bruciato. Sai che per un periodo la seguì con la terapia durante il definitivo divorzio dei suoi genitori…"

Lucifer annuì positivamente

"...ebbene nulla può farle paura o turbare su di te. Lei ti vuole bene come fossi il suo secondo padre. Mostrale quel viso bruciato. Sono certo che reagirà meglio di me o sua madre"

Lucifer si sentiva molto stanco, però con una piccola scintilla di speranza nel cuore, dicendo a Linda

"Voglio tentare. Dovesse scacciarmi…"

Lucifer cercò di respirare regolarmente

"...cercherò di farmene una ragione"

Lucifer era consapevole che il suo cuore ritrovato si sarebbe spezzato. Linda si appoggiò al suo amico angosciato.

Mezz'ora dopo. Appartamento.

Trixie era felicissima che Lucifer avrebbe abitato con loro. Così tanto felice, pronta a tutto per quello che considerava un secondo padre da far smettere suo padre Dan con i suoi dubbi. Pochi minuti prima Dan era passato dell'appartamento dicendo a l'ex moglie Chloe che non era d'accordo a quella convivenza

"Chloe ti rendi conto di chi si tratta? Ci sono ancora dubbi sul suo coinvolgimento nella morte di Charlotte. Non…"

Trixie disse con un tono perentorio che Dan non aveva mai sentito dalla figlia verso di lui

"Papà! Ascoltami bene…"

Trixie era andata nella sua camera prima, uscendo quando senti le parole del padre contro Lucifer

"...Io ti voglio bene ma se tenti di allontanare Lucifer da me o la mamma tu mi perdi. Lucifer resta la persona migliore del mondo. Tu sei un ottimo detective, non dirmi che con tutte le prove sull'omicidio di Charlotte credi ancora Lucifer coinvolto…"

Dan guardò Chloe imbarazzato, dopotutto doveva ammettere che le sue accuse a Lucifer su Charlotte era solo un modo per celare il dolore della perdita

"...ti prego papà non farmi scegliere tra te e Lucifer, potresti perdere perché non saresti più il mio padre eroe. Il mio papà che nonostante tutto mi rendeva orgogliosa perché non si basava su preconcetti"

Trixie si avvicinò al fianco destro della madre. Chloe fissava l'ex marito Dan molto seriamente. Attendeva di capire quanto il padre di sua figlia era cambiato. Con sollievo di tutte due, Dan finì per sorridere, dicendo quasi imbarazzato

"Devo ammettere che…"

Dan apri le braccia facendole ricadere sui fianchi

"...va bene lo ammetto. Mi manca Charlotte. Con Piers non posso prendermela perché morto. Mi dispiace, in fondo Lucifer può dirsi una brava persona, eccentrica ma brava"

Trixie corse ad abbracciare il padre, più sollevata dalle sue parole.

L'apertura della porta dell'appartamento riportò Trixie alla realtà. Appena vide Lucifer gli corse incontro, abbracciandolo per la vita. Quella reazione di Trixie fu inebriante per Lucifer ma anche terribile nel dubbio che lo avrebbero cacciato. Guardandolo bene Trixie notò che non sembrava stare bene. I capelli sempre perfetti erano scompigliati, oltre la giacca non coordinata al resto. Preoccupata Trixie stava per chiedere a Lucifer cosa avesse, l'anticipo Chloe sua madre. La detective domandò a Lucifer andandogli incontro

"Lucifer ma ti senti bene? Sembri…"

Chloe cercava le parole giuste per non turbare Trixie

"...sottosopra. Cosa ti succede?"

Lucifer chiuse la porta dell'appartamento dicendo a Chloe e Trixie

"Devo parlarvi. Per favore sedetevi sul divano"

Le due umane eseguirono. Chloe si sedette dietro Trixie. Lucifer si sedette mettendo dello spazio tra di loro. Disse con voce debole, controllando ossessivamente i gemelli della camicia, segno che Chloe sapeva indicare che era agitato.

"Trixie tu sai che io…"

Lucifer già immaginava Trixie abbracciata alla madre piangendo, per aver visto la sua parte bruciata. Lucifer respirò profondamente

"...Io possiedo come Maze una versione…"

Lucifer sentiva le lacrime pungere negli occhi, come detestava quelle gocce non potendole controllare

"...una versione da inferno. Non l'hai mai vista. Devi vederla"

Chloe capì cosa stava per succedere, Lucifer voleva mostrare il suo aspetto bruciato a Trixie. Per Chloe fu giustificato l'aspetto di Lucifer oltre il suo atteggiamento molto timoroso. Perché Lucifer aveva paura che Trixie si spaventasse come aveva fatto lei. Soprattutto un profondo senso di colpa verso Lucifer strinse lo stomaco di Chloe, ricordando come si era comportata, tradendo la fiducia di Lucifer. La detective pregò mentalmente che Trixie reagisse meglio di lei, perché per Lucifer, Trixie era come una figlia.

Trixie era pronta da anni per vedere la faccia bruciata di Lucifer. Voleva anche vedere le ali. Fu Maze che dopo averle mostrato la sua faccia da demone le mostrò delle foto di quella di Lucifer. Un desiderio che Trixie dovette celare sotto una finta ignoranza soprattutto per sua madre, fino a qualche mese prima.

Nello stesso momento, in un bar vicino l'appartamento.

Linda quasi si strozzò con il caffè che stava bevendo. La terapeuta domandò sorpresa a Maze, seduta dall'altra parte di un tavolo quadrato fuori un bar

"Perché non rivelasti a Lucifer che Trixie conosceva la sua parte bruciata?"

La demone sorseggiò la birra nella mano destra, spiegando all'amica

"Non sarebbe servito a niente. Si sarebbe fatto mille altri perché. Meglio si tolga il cerotto da solo"

Linda dovette concordare con Maze ma notò che la demone non le aveva detto tutto. Lo sguardo interrogatorio di Linda era terribile per Maze, perché non poteva toglierlo picchiando la sua amica. La demone decise di parlare

"Ce una maledizione su Lucifer quando lo cacciano via. Lui poi dimentica. Dal suo cuore spezzato vengono fuori ombre terribili che lo tormentano finché non perde i sensi così triste"

Linda voleva essere certa che Chloe e Trixie non avrebbero scacciato Lucifer, voleva esserlo.

Sopra l'appartamento, in cielo.

Nascosti agli occhi umani, dozzine di angeli stavano a qualche metro sopra l'appartamento. Jesus curioso, levitando in aria comparve tra di loro. Vedendolo molti angeli sembravano come imbarazzati. Jesus si avvicinò a uno che tentò di volare via ma non ci riuscì, bloccato da Jesus. L'angelo disse con lo sguardo basso

"Da...da eoni assistiamo...si fanno scommesse se il diavolo sarà scacciato o meno da quelli cui mostra la sua faccia...poi vediamo le ombre che lo tormentano"

Jesus guardò intorno a lui con sguardo molto serio. Urlò levitando tra quegli angeli

"Mi sento come quando fui tra i mercanti del tempio! Voi che dovreste essere gli esseri più portati verso l'amore, la bontà e l'empatia gioite dietro il dolore di tanti. Di coloro che non vogliono Lucifer nelle loro vite ma soprattutto di Lucifer…"

Jesus scosse la testa, era deluso

"...Non potevo mai credere di provare tanto dispiacere per qualcuno del paradiso"

Un angelo disse con voce piagnucolante

"Ti prego Jesus perdonaci. Forse possiamo almeno in parte dire qualcosa a nostra discolpa, non iniziammo noi tutto questo. Io c'ero quando Uriel e Michael iniziarono tutta questa scommessa"

Jesus disse accigliato verso tutti

"Ma voi avete continuato! Non vi siete fermati…"

Jesus guardò in alto dicendo con voce tuonante

"Michael devo parlarti! Presentati qui!"

Michael comparve vicino, guardando gli altri angeli con sufficienza, dicendo con voce tagliente

"Lo sapevo che prima o poi voi angeletti avreste rovinato il divertimento…"

Michael spostò lo sguardo su Jesus, domandando sempre con sufficienza

"...quindi? Cosa vuoi fare? Andrai da nostro padre?"

Jesus accennò un sorriso avvicinandosi a Michael, fissando l'angelo che sembrò preoccuparsi. Il comandante dell'esercito del paradiso rise nervosamente mentre Jesus si allontanò muovendo le mani in aria come dirigesse una orchestra. Tutti percepirono un cambiamento in loro, anche Michael che gridò a Jesus

"Cosa hai fatto!"

Jesus rispose con calma

"Solo un piccolo modo per farvi diventare empatici. Per ogni volta che avete partecipato a questa scommessa sul dolore altrui, per un giorno terrestre, cioè ventiquattro ore sarete…"

Jesus schioccò le dita della mano destra

"...resterete calvi con ali di pipistrello"

Jesus scomparve lasciando Michael con tutti gli altri angeli disperati per il loro aspetto.

Nell'appartamento.

Lucifer chiuse gli occhi divenendo nella sua forma bruciata. Si aspettava di tutto, non certo il tocco al suo viso di due piccole mani. Incerto aprì gli occhi trovando Trixie che gli asciugava con un fazzoletto di carta delle lacrime sulle guance bruciate, dicendo con gli occhi lucidi

"Lucifer non devi mai più avere dubbi se io o la mamma ti accettiamo. Anche così tu sei il nostro Lucifer. Il nostro magico amico…"

Trixie guardò indietro a sua madre che era un mare di lacrime, avvicinandosi a lei e Lucifer

"...quello che rende felice la mia mamma…"

Trixie gettò le braccia al collo di Lucifer che domandò sorpreso

"Non ti faccio paura, non ti disgusto? Non vuoi che vada via?"

Trixie gli rispose con voce rotta, sempre stretta nell'abbraccio

"Lucifer tu non mi fai paura, proprio mai, neanche una volta. Questo tuo aspetto mi fa odiare solo tantissimo di più quelli del paradiso. Meno che meno voglio che tu vada via. Tu sei parte di questa famiglia, sei un secondo papà"

Le parole di Trixie con l'abbraccio cui si unì anche Chloe fu per Lucifer un qualcosa che andava oltre la felicità, oltre tutto. Quell'immenso peso che Lucifer sentiva sul cuore si alleggerì. Tornò nella forma angelica dicendo alle sue umane del cuore

"Vado a prendere le valigie in auto"

Chloe lo baciò sulle labbra dicendogli

"Andiamo insieme"

Con Trixie che annuì felice.

Nello stesso momento in paradiso.

Dio seduto sul trono era incredulo. Riguardava più volte la pagina del libro della vita di Lucifer. La maledizione delle ombre era cancellata. Dio non poteva mai immaginare quella umana che aveva creato per spezzare il cuore al figlio, facendolo tornare all'inferno. Invece Chloe aveva portato Lucifer alla strada della redenzione. Ancora più sorpreso Dio vide alcuni angeli completamente calvi con ali di pipistrello passare vicino alla sala del trono. Per Dio si era tutto ribaltato.

Parcheggio dell'appartamento di Chloe, Trixie e ormai Lucifer.

Maze e Linda arrivarono nel parcheggio trovando Trixie che chiudeva la corvette con tettuccio di Lucifer. La bambina gli disse con un sorriso raggiante

"Tutto apposto. Lucifer credeva che io mi sarei spaventata per il suo aspetto bruciato o le ali"

La demone con la bambina si diede il cinque. Linda domandò a Trixie

"Le sue ali?"

Trixie diventò sognante

"Bellissime, sia quelle da angelo che da inferno. Se prova solo nell'avvicinare una lama tagliente per toglierle io e la mamma non lo vogliamo più vedere"

Maze e Linda si guardarono soddisfatte.

Nell'appartamento trovarono Chloe e Lucifer nella cucina intenti nel preparare una cena speciale per festeggiare il nuovo inizio di Lucifer che finalmente poteva dire di avere una famiglia.

FINE