Jay soffriva molto era un tormento per tutti coloro che erano lì in ospedale.
Di solito avrebbe iniziato a pregare tutti perché voleva andare a casa. Questa volta era diverso: lui voleva andare a trovare Will.
Il detective era molto confuso e nei pochi momenti di lucidità chiedeva spesso di vedere suo fratello e rifletteva piangendo da solo su come organizzare il funerale.
I suoi pensieri furono però interrotti da un'infermiera che lo aveva raggiunto per dargli dei nuovi farmaci. Jay era riluttante a prenderli, ma dopo essere stati informati che erano per la nausea si calmò e li prese.
Pian piano Jay si sentì stanco, la testa martellava di continuo e tenere gli occhi chiusi lo aiutava parecchio.
Si addormentò senza rendersene conto e nella sua mente iniziò a rivivere gli eventi della giornata.
Gli occhi di Jay si riempirono di lacrime non riusciva più a trattenersi neanche mentre dormiva.
Sembrava così vulnerabile, l'uomo forte, coriaceo, capace di affrontare qualunque situazione era sparito.
Il detective si svegliò si soprassalto piangendo come un bambino. Non poteva più aspettare, doveva assolutamente andare da suo fratello. Doveva vederlo, era un suo diritto.
Se nessuno lo avesse aiutato a capire dove si trovava, sarebbe stato lui stesso a trovarlo.
Quando stava male Will era sempre lì al suo fianco. Ogni volta sperava che lui lo lasciasse in pace, ma quella volta avrebbe dato tutto ciò che aveva per sentire ancora una volta la sua voce, il suo brontolare a causa del suo comportamento.
Jay stava ancora soffrendo molto per effetto della commozione cerebrale. Il colpo preso era stato davvero forte. Aveva vomitato varie volte e si era rifiutato di mangiare per il pranzo.
L'unica cosa che assumeva era del succo alla mela che April gentilmente gli consegnava forzandolo a berlo.
Ethan era passato a controllare come stesse e si ritrovò nuovamente a spiegargli cosa fosse successo in precedenza. Aveva difficoltà a ricordare. Un'unica cosa però era sempre indelebile nella sua mente. Suo fratello non c'era più.
Il dottor Choi gli ripeteva che doveva riposare. Era l'unico modo per riprendersi completamente.
Jay non ne aveva intenzione, per lo meno non fino a quando non avesse visto suo fratello.
All'ennesimo " devi riposare" si irritò parecchio agitandosi sempre più nel letto ed iniziando a tirare i fili a cui era collegato.
- Io non voglio più stare a letto, devo andare da Will. - urlò contro Ethan.
Di scatto si alzò spingendo il dottore. Era fermamente intenzionato a trovare Will.
Purtroppo non aveva fatto i conti con il suo problema.
I movimenti che aveva effettuato per scendere dal letto ed arrivare quasi alla porta della stanza lo avevano scombussolato, iniziò a sbandare via via sempre più mentre si dirigeva verso di essa.
Il suo colorito era ancora una volta verdognolo, la nausea era nuovamente aumentata.
Arrivato alla porta afferrò la maniglia e non riuscendo a contenersi, senza neanche quasi rendersene conto iniziò a vomitare il succo di mela che l'infermiera Sexton l'aveva costretto ad ingerire.
Dopo aver terminato di vomitare le sue gambe divennero flosce e lui svenne.
Fortunatamente questa volta Ethan che si stava rialzando dopo essere stato spinto a terra, lo sorresse e lo poggiò pian piano sul pavimento.
Quando poi iniziò a riprendersi, con l'aiuto delle infermiere fu riportato a letto e ricollegato ai vari macchinari.
Il detective, immediatamente dopo essere stato sdraiato, si addormentò. Quella mini fuga l'aveva spossato. Teneva gli occhi chiusi sperando di poter arrestare quel forte martellamento che c'era nella sua testa.
