Premessa: leggermente hot.

Ella entro nell'attico sventolando a Lucifer un foglio. Il re dell'inferno era vicino al balcone con accanto due valigie, visibilmente in apprensione, dicendo alla sua amica

"A cosa devo la tua visita?"

Ella piuttosto accigliata gli consegnò il foglio. Lucifer lesse

"Mia adorata Ella, devo purtroppo andare via. Torno in paradiso per il periodo del nido, come sempre molto solitario per me. Non voglio obbligarti a seguirmi o altro. Ricorda che ti amerò sempre. Tuo Michael"

Ella aspettava una spiegazione con le braccia raccolte sul petto. Fu Chloe che lo fece, raggiungendo Lucifer, suo marito da un anno

"Ella ogni cinque anni tutti i dotati di ali tornano in paradiso per andare su una montagna con enormi sporgenze. Li creano dei nidi dove possono…"

Chloe guardò Lucifer con occhi sognanti

"...Per una settimana della Terra fare l'amore e l'amore. Questo permette di generare figli…"

Lucifer voleva baciarla ma Chloe lo bloccò

"...trattieniti o non ci fermeremo…"

Lucifer annuì di si allontanandosi uscendo sul balcone. Chloe tornò a Ella

"...Ma per me è Lucifer si può dire diverso. Lui per eoni restava solo in un nido che si era fatto all'inferno, lontano su una isola in mezzo al mare di fuoco. Essendo io regina dell'inferno non risento di nulla in quel luogo. Mia figlia Trixie e da Dan. Entusiasta che quando torneremo in nove mesi diventerà una sorella maggiore…"

Abbracciò Ella un po scossa da quelle informazioni

"...Ella devi solo decidere. Non vuoi fare figli?attendi che torna. Per altri cinque anni starete bene"

Ella vide Chloe presa in braccio stile sposa da Lucifer, volando via. Due piccoli diavoli entrarono nell'attico prendendo le valigie scomparendo.

Poco dopo. Inferno.

Il nido era posto sull'unica montagna di pura roccia al centro di una isola. Era formato da un fondo di piume con una cupola semi trasparente che Lucifer le spiegò si formava automaticamente appena finito il nido. L'entrata si formò appena si avvicinarono. Entrata, Chloe si sentì bene, anche se non c'era nulla, ma era un luogo fresco e luminoso. Lucifer appoggiò le valigie sul pavimento di piume, chiedendogli

"Va tutto bene? Se non vuoi puoi…"

Chloe lo baciò, abbracciandolo. Gli disse

"Non mi sono mai sentita così bene. Percepisco tutto…"

Indicò un punto

"...Mio adorato re, io ti vedo qui solo che credevi di essere un mostro. Da oggi questo nido sarà solo il ricordo di momenti dove comprenderai quanto ti amo"

Tornò tra le braccia di Lucifer, mentre l'entrata del nido si chiudeva.

Paradiso.

Michael odiava quel periodo. Soprattutto perché volando verso il suo nido, vedeva i nidi degli altri sulle sporgenze con i loro partner. Quella volta era ancora più doloroso perché poteva avere con lui la sua Ella. Cercò di azzerare i pensieri, pronto come sempre a dormire per la settimana. Giunto al suo nido, scoprì che era senza cupola. Alcune piume di un angolo si erano staccate. Sbuffò perché la spalla era quasi insensibile per lo stress di aver lasciato Ella. Atterrato nel nido scosse le ali facendone cadere alcune. Con pazienza, usando soprattutto il braccio sinistro aggiusto il nido, riformando la cupola.

Poco dopo.

Michael trasali credendo di sentire la voce di Ella. Si passò una mano sulla faccia. Era a torso nudo e scalzo. Come cuscino aveva usato la sua giacca. All'entrata del nido comparve Ella. Aveva nella mano destra un ampio borsone grigio. Disse a Michael che si sedette sul pavimento del nido credendo di sognare

"Tu sei un maledetto testone. Per questo ti amo. Sono arrivata qui grazie ad Azrael, lei non risente del periodo…"

Buttò il borsone accanto Michael

"...io da settimane sogno quasi ogni notte un bambino con i tuoi occhi, il tuo sorriso"

Michael la guardò esterrefatto

"Anche io. Credevo…"

Michael si alzò in piedi. Ella entrò nel nido. L'entrata si chiuse. L'angelo non sentiva più dolore alla spalla destra. Sfoderò le ali nere. Nonostante la destra un po' storta, per Ella erano più belle anche di quelle di Lucifer. Si tolse la maglietta con il reggiseno. Michael senti una erezione spingere contro la stoffa dei pantaloni, vedendo la sua Ella denudarsi completamente. Svelta Ella si inginocchiò accanto il borsone che aveva portato. Estrasse dal borsone due cuscini con una coperta che posizionò sul pavimento del nido. Stava per dire qualcosa ma vide i pantaloni di Michael finire accanto a lei. Voltatasi rimase senza fiato. Aveva visto Lucifer nudo al centro per nudisti. Ma per lei era meglio Michael. Lei appassionata nerd, vedeva in Michael il corpo di un guerriero delle grandi saghe, un re che difendeva il suo regno. Michael era più muscoloso di Lucifer con alcune cicatrici un po' sparse per il corpo. Tutto quello che era elegante e raffinato in Lucifer diventava rude, vero in Michael. Ella era così estasiata che non riusciva neanche a proferire parola, aprendo le braccia per accoglierlo. Dopo aver rinfoderato le ali, Michael la raggiunse.

Michael non si era mai sentito in quel modo prima d'incontrare Ella. Lei riusciva come nessun altra donna nella sua eternità, nel farlo sentire durante l'atto sessuale amato e in simbiosi. Gli sguardi della sua amata umana lo facevano sentire normale, portandolo nell'essere anche audace nel loro fare l'amore.

Baci appassionati con carezze che donavano sospiri, aumentando l'eccitamento, erano preliminari nel loro fare l'amore rendeva per Ella e Michael tutto più perfetto. La perfezione di quando Michael penserò Ella con un rapido movimento di fianchi. Nel loro piacere erano incatenati nei loro sguardi. Si strinsero tra baci e una danza del piacere che divenne sempre più svelta, più intensa. Ella supina sotto Michael, si perse in quel piacere che non aveva pari. Il piacere supremo, il picco fu per loro raggiunto assieme. I nomi divennero grido di piacere. Ma non si fermarono. Rimasto dentro la sua Ella, Michael la guardò, con occhi imbevuti dell'ebbrezza del piacere appena toccato. Ella gli sussurrò in attesa di un nuovo piacere immenso

"Si...ancora amore mio"

Ore dopo.

Ella disse con un immenso sorriso, distesa supina accanto a Michael sul fianco sinistro che le baciava il palmo della mano destra

"Una esperienza esaltante vuol dire poco…"

Seduta Ella si guardava il ventre

"Pensi che abbiamo già generato?"

Michael la tirò a se, dicendogli tra piccoli baci sul viso, petto e seni

"Dovrebbe succedere quando si esce da qui"

Ella ridacchio, dicendo persa nei sensi

"Diamoci da fare...magari facciamo due gemelli"

Alla fine della settimana.

Quando si formò l'apertura per uscire dai nidi, si sentirono molti che erano scontenti. Tra questi Michael ed Ella. Dovettero però rivestirsi. Ogni calore del nido era scomparso, facendo sentire il freddo dell'altezza. Non mancarono durante il rivestimento baci e nuove carezze. Ella raccolse i cuscini con la coperta nel borsone. Affacciatasi fuori dal nido vide gli altri alati andare via dai nidi. Dal loro nido Ella sentì dire a Michael

"Ma cosa?"

Sfoderando le ali nere aveva scoperto che quella destra era guarita come la spalla. Una commossa Ella abbracciò il suo angelo cui tornarono alla mente le parole di suo fratello Jesus quando lo pregò di guarirlo

"Michael nessuno può guarirti, solo quando ti sentirai veramente amato tornerano normali ala e spalla"

Una consapevolezza di essere amato in modo incondizionato da Ella, giunta al nido per generare con lui. Presa in braccio stile sposa la sua Ella, Michael gli disse

"Andiamo a casa mia adorata"

Ella ridacchiò felice.

Nove mesi dopo. Ospedale di Los Angeles. Reparto maternità.

Visto che molti angeli erano in relazioni con umani, Dio riuscì nel far riservare solo alle nascite dei suoi tanti nipoti un intero reparto di un ospedale. A occuparsi di tutte quelle nascite l'ostetrica del paradiso Wenia, sorella maggiore di Amenadiel, Lucifer e Michael chiamandoli pulcini.

L'ultima delle spose dei tre angeli ad arrivare nel reparto in procinto di partorire fu Ella. Distesa in una barella con accanto Michael emozionato, gli disse

"Però riprendiamo quella partita alla play. Ti stavo vincendo. Questo piccolino voleva aiutare il suo papà"

Michael sorrise ringraziando che la sua Ella fosse capace di farlo sorridere sempre. Nel percorso alla sala parto, passarono di fronte le camere dove erano Linda e Chloe che incoraggiarono la loro amica.

Mezz'ora dopo.

Chloe e Linda con indosso il camice d'ospedale e una vestaglia sopra, entrarono nella camera dove era Ella. Avevano lasciato i figli ai mariti. La loro amica Ella aveva partorito da meno di dieci minuti. Sorrisero trovandola che allattava il figlio. Michael seduto accanto a lei era estasiato. Disse alle due donne

"Non credevo mai di sentirmi così felice guardando un giorno una famiglia mia"

Ella lo guardò con gli occhi lucidi, quella era la perfezione.

FINE