Premessa: scrissi questa fanfiction alla fine della 5A quindi nessun riferimento alla lotta per il trono come Dio o la morte di Dan e Remiel

Paradiso. Ufficio di Rean, segretario di Dio.

L'arcangelo sbuffò, cercando di mettere ordine alla pila di fogli di fronte a lui sulla scrivania. Odiava profondamente gli addetti dell'archivio del paradiso, che ogni volta gli consegnavano documenti o altro mai in ordine. Esasperato, quasi non vide entrare nell'ufficio Azrael. L'angelo della morte stava per chiedere qualcosa al segretario di suo padre Dio, ma il ligio Rean le disse, con un ampio sorriso

"Di certo vorrai qualche delucidazione su un argomento specifico. In cambio devi usare un tuo potere per aiutarmi"

Azrael annuì di si. L'arcangelo indicò la montagna di fogli sulla scrivania

"Fai comparire tutti questi fogli su una di quelle tre sedie imbottite, dove di solito si siedono chi attende di entrare nell'ufficio di tuo padre"

Azrael schioccò le dita, eseguendo. Con calma, andando dalla scrivania alla sedia, il segretario di Dio iniziò col dividere i fogli in quattro gruppi, dicendo ad Azrael

"Su chiedi"

Azrael respirò profondamente

"Puoi spiegarmi questa…"

Cercò bene le parole, sapendo quanto l'arcangelo era molto fastidioso nel correggere

"...convocazione per gli angeli che vogliono sposarsi o amano esseri umani?"

Il segretario di Dio non fermandosi dal suo lavoro di archiviazione, alzò gli occhi al cielo, sbuffando leggermente. Odiava quando doveva spiegare un argomento, sapendo bene tutti che nella biblioteca del paradiso c'erano libri che spiegavano tutto. Con pazienza l'arcangelo iniziò

"Qualche millennio dopo la caduta di Lucifer, la successiva caduta/divorzio della genitrice degli angeli, la Dea, Dio Padre decise di non creare più angeli con nessun altra compagna, scegliendo tra le anime benedette nuovi angeli e Arcangeli…"

Il segretario si indicò

"...come io ad esempio. Quand'ero vivo, ero il segretario e biografo del grande Giulio Cesare…"

Il segretario guardò con soddisfazione le quattro pile di fogli ordinate, continuando

"...Questa scelta di Dio, comportava che questi nuovi angeli, portassero nel loro animo la capacità di amare qualcuno. Per cercare di limitare la nascita incontrollata di mezzi angeli o l'odio di umani che sono all'oscuro di come sono i loro angelici amori, Dio istituì la cerimonia della conoscenza o anche detta la cerimonia della scelta, una cerimonia che estese anche ai suoi figli avuti con la Dea. Una cerimonia molto semplice…"

L'arcangelo scoprì con orrore che dei fogli non c'entravano niente con gli altri, giurando di fare ricordare per sempre quel giorno agli addetti all'archivio del paradiso, continuando con la spiegazione ad Azrael, sempre in piedi accanto la scrivania

"...ogni volta che tra l'essere umano e l'angelico, si consolida un sentimento d'amore profondo, Dio lo percepisce, ci invia dai due, con la convocazione che devono venire in paradiso in un dato giorno. Giunti qui in paradiso, io dividerò i due innamorati, consegnando all'essere umano il dossier dell'angelico dove c'è tutta la biografia, con meriti e colpe. Un giorno dopo, l'angelico, nella sala del trono di fronte a tutto il paradiso scoprirà se l'essere umano, dopo aver letto il suo dossier lo vuole ancora. Ecco tutto"

Azrael abbassò lo sguardo, chiedendo al segretario

"Ma se l'angelico…"

Si indicò

"...ama, riamata un'anima benedetta da poco diventata arcangelo?"

Il segretario di Dio sorrise

"Azrael tranquilla. Non ce nessuna cerimonia quando sono due angelici, potendo recarsi senza problemi all'archivio del paradiso. Puoi prendere il tuo tempo con quel nuovo angelo che si occupa delle anime che devono nascere"

Azrael arrossi

"Solo che...Non voglio stare di fronte a tutti dicendo che mi piace"

Correndo fuori dall'ufficio, facendo ridere il segretario di Dio, sorpreso sempre di quanto fosse timida quell'angelo. Cercando di ricomporsi, il segretario disse tra sé

"Andiamo a convocare Lucifer…"

Chiudendo l'ampio fascicolo per Chloe

"...Amenadiel…"

Chiuse il fascicolo che avrebbe consegnato all'umana Linda

"...Michael…"

Sorpreso che l'arcangelo si fosse innamorato di un'umana dal nome Ella

"...e Gabriel"

Un angelo guaritore innamorato di una chirurga plastica umana, facendo sorridere il segretario, chiudendo l'ultimo fascicolo.

Una settimana dopo.

Mattina. Attico di Lucifer.

Michael seduto nel divano dell'attico di Lucifer, fissava intensamente il bicchiere di vetro trasparente nella mano destra. Non riusciva proprio a capire la passione di suo fratello Lucifer per l'alcol così forte, percependo un bruciore fastidioso sulla lingua. Sorrise appena. L'angelo in quel momento avrebbe preferito del vino rosso, magari in compagnia di Ella mentre mangiavano dei tacos nella loro cucina dopo aver fatto l'amore. Cercando di allontanare quei pensieri, Michael scosse la testa. Dietro di lui, Amenadiel e Lucifer rientravano dal balcone. I due parlavano, ridevano, visibilmente felici in un modo che Michael in quel momento vedeva così lontano. Lucifer si verso un altro bicchiere di whisky, sedendosi a uno degli sgabelli del bancone del bar, dicendo ad Amenadiel che si sedette sul divano accanto a Michael

"Quando l'altro ieri è arrivato il segretario di nostro padre Dio, sinceramente mi ero preoccupato…"

Il re dell'inferno bevete mezzo bicchiere di whisky

"...ma poi mi sono detto, che non dovevo provare nessuna paura. Chloe e Trixie conoscono tutto di me. Solo mi da fastidio tornare in quella noia chiamata paradiso"

Amenadiel alzò il bicchiere con il whisky, sorseggiando il costoso alcol, dicendo al fratello con un ampio sorriso

"Persino io sono felice di questa convocazione. Una semplice formalità, per un'eternità di felicità. Linda da ieri sta rimandando tutti gli appuntamenti, felice di una piccola vacanza"

Michael stava per dire qualcosa, l'arrivo di Chloe dalla cucina lo fermò. La detective si avvicinò a Lucifer, baciandolo con enfasi, per poi sedersi sullo sgabello vicino a lui, accettando dal re dell'inferno un bicchiere con del whisky, dicendo

"Sono rimasta molto sorpresa che Dio abbia un segretario…"

La detective notò Michael silenzioso, ma soprattutto triste, diversamente dai due fratelli, domandandogli

"...Michael ce qualcosa che ti turba?"

I due fratelli lo guardarono, accorgendosi in quel momento di come stava. Michael sorrise amaramente, girandosi tra le mani il bicchiere vuoto, rispondendo a Chloe con la voce incerta

"Non posso...non sopporterei di vedere la delusione di Ella, sapendo alcune cose non belle su di me. Sarò solo durante la cerimonia, ieri sera sono andato via dall'appartamento…"

Chiuse gli occhi, cercando di bloccare le lacrime che sentiva pungere agli occhi, alzandosi in piedi

"...le ho detto che in paradiso avevo già una compagna…"

Michael guardò Lucifer, Chloe e Amenadiel con gli occhi lucidi

"...ero venuto qui per chiedervi di confermarle la mia bugia"

Quasi correndo verso l'ascensore. Chloe lo raggiunse, seguendolo nell'ascensore, mentre il re dell'inferno e Amenadiel si guardavano stupiti.

Nell'ascensore Michael disse a Chloe

"Forse dopo la cerimonia non tornerò a Los Angeles. Quindi voglio ringraziarti. Nonostante sia stato un essere abietto da quando tentai di essere Lucifer al tuo rapimento…"

Abbassò lo sguardo

"...mio padre che giunge quel giorno alla centrale punendomi con l'esilio sulla Terra…"

Tossì nervosamente

"...tu sei riuscita nel trovare il perdono verso di me. Un perdono anche da parte degli altri mi portò a essere un angelo nuovamente"

Chloe scosse la testa

"Devi solo ringraziare Ella. Fu lei che capì che tu non conoscevi altro che la solitudine con il peso del tuo potere. Michael sei proprio deciso? Ella conosce tutto di te"

L'angelo si appoggiò alla parete dell'ascensore dietro di lui respirando profondamente, spiegando a Chloe

"Nella mia eternità mi vergogno oggi di alcuni atti di cattiveria contro gli esseri umani. Non voglio che Ella li scopra"

Aperte le porte dell'ascensore al garage del Lux, Michael si diresse verso l'uscita.

Tornata Chloe all'attico, andò via Amenadiel. Chiuse le porte dell'ascensore Lucifer bloccò l'accesso all'attico domandando a Chloe sorpresa di quella chiusura

"Perché scendendo con Michael avete impostato la discesa lenta? Che usiamo per fare l'amore io e te in ascensore?"

Chloe conosceva la gelosia di Lucifer. Geloso sopratutto se rimaneva con qualcun altro per troppo tempo da sola. Sapeva anche come lui si accertava non l'avesse tradito. La prese per la mano destra portandola in camera da letto. Con frenesia Lucifer iniziò con carezze e baci la spogliazione dell'amata. Oltre questo usando il suo potenziato olfatto Lucifer poteva sentire sulla pelle di Chloe l'odore di qualcun altro. Non un odore generico, quell'odore di un altro fissato sulla pelle dopo aver fatto sesso. Chloe ridacchiò alle parole di Lucifer

"Solo il mio odore, sei sempre solo mia"

Perdendosi nel fare l'amore con lui.

Camera d'albergo dove era Michael.

Distrutto mentalmente e fisicamente, Michael si sedette sul bordo del letto. Era certo la spalla destra gli avrebbe dato noia, cosa che non succedeva da quando conosceva Ella. Tutto causa dello stress che stava sopportando. Voleva con tutto se stesso riposare. Lo perseguitava il ricordo di Ella che gli gridava ogni sorta di maledizione in spagnolo mentre andava via dall'appartamento salendo su un taxi. Gli mancava immensamente. Solo il ricordo dei loro momenti pieni di coccole e carezze infinite prima e dopo fare l'amore era per Michael come un coltello nel cuore. Si rassegnò alla minima consolazione dei sogni.

Quattro giorni dopo.

Rean stava attendendo i quattro fratelli a qualche metro dal cancello del paradiso. Odiava i ritardatari. I primi ad arrivare Lucifer con Chloe in braccio stile sposa. Poco dopo, giunse Azrael cui Chloe domandò preoccupata

"Ma Trixie?"

Indicando Azrael le sue ali dietro cui spuntò Trixie entusiasta. Nonostante fosse ormai una dodicenne, Azrael l'aveva portata senza problemi sulle spalle. Solo quando il segretario di Dio si avvicinò, Trixie diventò cupa, abbracciando Lucifer preoccupata. Sia Lucifer che Chloe si guardarono consapevoli. Con delicatezza, il re dell'inferno accarezzò i capelli di quella umana che considerava una figlia

"Trixie non succederà nulla di male. In meno di quarantotto ore torneremo assieme all'attico. Ricordi che dobbiamo provare quel telescopio comprato l'altro giorno? Nulla mi terrebbe lontano da te e tua madre"

Trixie annuì di si, seguendo non molto contenta sua madre che un altro angelo conduceva oltre il cancello. Il segretario di Dio fece segno a Lucifer di mettersi accanto a lui, notando che istintivamente voleva seguire le sue umane. Qualche minuto dopo arrivarono Amenadiel e Gabriel. Portavano le loro amate in braccio stile sposa. L'unica differenza che Linda tra le braccia aveva il figlio addormentato. Per ultimo Michael. L'arcangelo era da solo, dicendo visibilmente triste, al segretario di Dio

"Vi siete sbagliati. Non ce nessuna persona che mi ami. Comunque…"

Respirò profondamente, rivolto a Lucifer

"...ringrazia nuovamente Chloe per aver accettato di tenere le mie valigie nell'attico. Appena abbiamo finito, manderò qualcuno a prenderle"

Amenadiel era sorpreso, chiedendogli con uno sguardo di assenso di Lucifer

"Non vuoi più tornare sulla Terra?"

Michael sorrise amaramente

"Rimango qui. Non c'è più nulla per me..."

Con una fitta dolorosa al cuore

"...qui posso tentare di rientrare nell'esercito angelico"

In una enorme villa nel paradiso.

Chloe e Trixie rimasero a bocca aperta, vedendo la grande camera da letto dove erano ospitate. Una stanza degna di rivaleggiare con gli alberghi più lussuosi del mondo. Mentre Trixie esplorava quel posto da favola, il segretario di Dio entrò nella camera, posando sull'ampio tavolo circolare di marmo all'ingresso della camera, l'enorme faldone con tutta la biografia di Lucifer, dicendo a Chloe

"Leggetelo. Tra ventiquattro ore tornerò a portarvi nella sala del trono, dove deciderai se rivuoi il suo angelico, mezzo demoniaco"

Uscito il segretario di Dio, Chloe apri il voluminoso fascicolo, iniziando la lettura.

In una altra camera, non meno ricca, Linda lasciò vicino al letto, non lontana dalla sua vista, il figlio incantato da giocattoli che si animavano intorno a lui. Con pazienza la dottoressa iniziò la lettura del fascicolo su Amenadiel.

La compagna di Gabriel, una chirurga plastica, scosse un po' il segretario di Dio, facendogli esempi di come modificare il suo aspetto.

Vicino la porta della camera da letto dov'era la compagna umana di Michael, il segretario di Dio alzò gli occhi al cielo, sentendo una combattiva Ella gridare

"Vi sbagliate, quel loco non mi ama. Il suo amore si trova qui in paradiso"

Vedendolo entrare con il fascicolo di Michael tra le braccia, Ella si tolse la scarpa destra, per colpire il segretario di Dio che si salvò grazie all'angelo soldato, che l'aveva portata in paradiso, messosi tra i due. Esasperata, Ella gridò al segretario di Dio

"Non devo essere qui. Immagini come mi sento imbarazzata?"

Il segretario alzò le mani in segno di resa

"Va bene. Se si presenterà un altro amore dell'angelo o nessun altro, potrai andare con tutte le mie scuse"

Ella annuì positivamente. Rimasta sola Ella guardò il voluminoso fascicolo di Michael, dicendo con finta noncuranza

"Che si frigga, quello stupido. Si diverta con quella o quello"

La curiosità la vinse, sperando magari di trovare dei riferimenti al nuovo amore di Michael.

Uno dei dormitori della caserma militare dell'esercito angelico.

Lucifer era esasperato, guardando con disgusto il letto singolo in quell'enorme dormitorio. Non capiva proprio come piaceva così tanto quel mondo ad Amenadiel e Michael, comprendendo perché Gabriel sia andato verso la medicina, immaginando tutte le infermiere sexy che aveva incontrato. Si ritrovò a immaginare Chloe vestita da infermiera. Il segretario di Dio comparve vicino il letto dove era disteso sul fianco destro Michael, che aveva arrotolato la giacca mettendola sotto il cuscino, così da tenere rialzata la testa, un metodo che ricordò con dolore, aveva ideato Ella. Una frase di Lucifer tolse per Michael dalla malinconia, facendolo sedere sul letto

"Porta via questa ridicola cosa!"

Ridando al segretario di Dio una tunica bianca con bordi dorati, ciò che gli angelici dovevano indossare nella sala del trono. Il segretario alzò gli occhi al cielo, dicendo mentre lasciava sui letti di ognuno una tunica

"Lucifero fai come vuoi. Dovresti essere il più remissivo, tuo padre ti permette di venire in paradiso"

Lucifer rise, dicendo accigliato a quell'angelo che lo stava irritando

"Piccolo cherubino, ricorda che non sono andato io da mio padre. Lui si presentò quel giorno alla centrale di polizia, per fermare la lotta d'io e Amenadiel contro Maze e Michael. Sempre lui, ebbe la compiacenza di togliermi i divieti, facendo diventare Maze la mia vice all'inferno. Io potrei essere stato sorpreso all'inizio vedendolo. Ti ripeto non lo pregai certo io di togliermi i divieti al paradiso"

Il cuore di Michael si strinse. Ricordava fin troppo bene quel giorno nella centrale di polizia. Suo padre gli aveva tolto le ali, condannandolo a restare tra gli esseri umani che odiava. Era scappato, finendo come un barbone sotto un pontile della spiaggia. Mesi dopo, durante le indagini per la morte di un barbone, Ella lo trovò, facendo irritare ma anche vergognare Michael. Era certo avrebbe approfittato per deridere la sua decadenza, sicuro che gli esseri umani erano senza cuore. Invece Ella lo trattò con dolcezza, molta comprensione. Però Michael era molto debole svenendo.

Nel periodo dell'incontro con Michael barbone, Ella aveva accettato il mondo tra inferno e paradiso di Lucifer. Michael sorrise, con gli occhi lucidi ricordando che appena sveglio, in un morbido letto d'ospedale la prima cosa che vide fu Ella che con una scarpa in mano, minacciava Lucifer, gridandogli sotto gli occhi divertiti di Chloe, che non doveva abbandonare un fratello.

Nello stesso momento.

Nella camera da letto, Ella stava avendo gli stessi ricordi di Michael, mentre leggeva i fogli con la biografia del suo angelo. La esuberante Ella si fermò, con la mente che vagava. Nel periodo di Michael in ospedale lei gli faceva visita quasi ogni giorno. Scopri un angelo molto brontolone che cercava di mostrarsi forte che poteva restare solo. La verità era che Michael desiderava anche solo parlare con qualcuno, sentendosi infinitamente da sempre abbandonato. Uscito dall'ospedale, anche se Lucifer aveva assicurato di trovare una abitazione al fratello, Ella lo accolse nel suo appartamento, facendogli usare una camera in più che usava come magazzino. In quella convivenza amichevole i due con tante ferite e solitudini nel cuore si erano ritrovati amici.

Piano piano, Ella introdusse Michael nel suo mondo nerd, scoprendosi tutte due appassionati di Star Trek. Un Michael cosi nerd che diventò un membro del fanclub di Ella: tutto nerd. Proprio tre dei soci del club che lavoravano nell'ufficio amministrativo della centrale di polizia di Los Angeles, trovarono a Michael, un genio con i numeri, un lavoro come commercialista, grazie soprattutto a una laurea in economia e commercio fatta ottenere da Lucifer. Ella si scosse dai suoi ricordi, sentendo piangere il figlio di Linda, un paio di camere più avanti. Stanca, Ella si addormentò seduta al tavolo. Nei sogni era anche finito Michael, tornato disteso nel letto sul fianco destro.

Poco dopo, dormitorio caserma militare dell'esercito angelico.

Una bottiglia di whisky dava modo a Lucifer, Amenadiel e Gabriel di parlare e ridere. Invece Michael restava disteso nel letto cullato dai sogni di lui con Ella. Sognava la prima volta che fece sesso con la sua adorata Ella, scoprendo quel leggendario arcangelo com'era più piacevole il sesso condito con l'amore. Via via la routine quotidiana che avevano instaurato fu un ricordo lenitivo, al ricordo di Ella disperata quando era andato via dall'appartamento.

Terminate le ventiquattro ore.

Gli amori dei quattro angelici si ritrovarono in un salottino, proprio accanto la sala del trono. Solo Ella era visibilmente triste, vista la felicità delle altre di ritrovare i loro amati. Con delicatezza, Chloe si avvicinò alla sua amica patologa, posando una mano sulla spalla destra. Ella gli sorrise appena, dicendogli

"Nonostante tutto lo amo. Sono preoccupata per lui. Spero che l'altra lo renda felice"

Chloe voleva dirle la verità, ma aveva promesso a Michael. Cercando di evitare la promessa

"Tu vieni ugualmente alla cerimonia. Non perdere una occasione unica per te. Del dossier con la sua biografia di Michael?"

Ella alzò le spalle

"Nulla di nuovo. Vita da soldato. Era molto contrario agli esseri umani, ma era cambiato o almeno credevo…"

Si asciugò delle lacrime

"...mi piaceva quando mi chiamava dolcezza pepata. Chloe, mi sento così usata. Da una parte lo ringrazio, per quello che credevo amore, mi sono liberata di tanti pesi che avevo nel cuore. Ora come ora, solo l'avermi lasciata mi punge nell'anima"

Chloe accolse in un abbraccio l'amico, pentendosi di non aver portato la pistola per sparare a Michael.

La cerimonia.

Seduto sul suo trono, Dio guardava i suoi quattro figli. Tre erano felici e sicuri, mentre il quarto Michael era triste da essere in contrasto con Lucifer raggiante. Non volendo perdere altro tempo, Dio disse con voce tonante

"Lucifer re dell'inferno, può vantare qualcuno che lo ama conoscendo la sua natura?"

Silenzio, Lucifer era preoccupato, ma una voce calmò la sua ansia. Disse Chloe sicura facendosi avanti tra la folla con Trixie accanto

"Noi due lo amiamo"

Subito dopo Trixie

"Si, infinitamente bene"

Dovevano attendere la decisione di Dio che sorrise facendo segno a Lucifer di andare. Il re dell'inferno raggiunse le sue due umane adorate felice del loro abbraccio. Michael lì guardò con un po di gelosia, cercando di non pentirsi di aver allontanato Ella. Ella nascosta tra la folla, voleva proprio vedere chi era questo grande amore dell'arcangelo.

Fu la volta di Amenadiel. Dio tuonò, mentre sullo sfondo, vedeva Lucifer baciare con passione Chloe, sotto gli occhi divertiti di Trixie

"Amenadiel può vantare qualcuno che lo ama conoscendo la sua natura?"

Attimo di silenzio, si fece avanti tra la folla Linda con in braccio il figlio. Amenadiel come Lucifer al si del padre corse dai suoi umani. Michael sperò di non essere l'ultimo, ma al nome di Gabriel sospirò capendo che sarebbe stato l'ultimo. Ella si posiziono quasi al lato della folla, coprendosi ancora di più il viso con un mantello bianco, per non risultare tra gli angelici quasi tutti vestiti di chiaro.

Uguale domanda per Gabriel

"Gabriel può vantare qualcuno che lo ama conoscendo la sua natura?"

Uscì dalla folla la chirurga plastica Elisabeth che disse sicura

"Io amo Gabriel"

Al si del padre Dio, Gabriel segui visibilmente felice la sua umana.

Rimase Michael. Improvvisamente dalla spalla storta Michael ricevete una scossa di dolore. All'angelo non importava di ricevere davanti a tutto il paradiso la ramanzina da suo padre per non avere amici o qualcuno che l'amasse. Ciò che gli faceva male al cuore era non rivedere i suoi amici membri del club nerd di Ella che lo avevano fatto sentire finalmente normale, anche senza rivelare la sua natura angelica. Come avrebbe voluto gridare

"Io vanto ben trenta amici"

Ma quegli amici erano connessi a l'unica donna che aveva mai amato, la sua dolcezza pepata, la sua esuberante Ella. Sperava potesse incontrare qualcuno che la rendesse sul serio felice.

Nella folla Ella capì che Michael era in ansia. Vide la spalla storta di Michael sempre più storta. Soprattutto il pollice della mano destra che scavava nel palmo della mano sinistra. Fosse stata vicino a lui, gli avrebbe avvolto le mani nella mano destra per calmarlo. Dio fece la stessa domanda per Michael. Nessuno rispose. Dio sospirò. Aveva sempre ammirato quel suo figlio così ligio alle regole, che da un odio senza fine verso gli esseri umani, era passato ad avere molti amici. Il segretario di Dio si avvicinò sussurrandogli qualcosa. Michael si aspettava di tutto. Dio si alzò in piedi

"Michael tu sei una delusione. Ti avevo regalato ogni possibilità per essere amato, per cercare di farti amare da qualcuno. Tu…"

Nella sala risuona le parole di Ella rimbombavano quasi quanto la voce di Dio

"Io voglio Michael, io lo amo"

Una furente Ella si fece avanti nella folla, avvicinandosi a Michael con una scarpa in mano

"Ti giuro se avessi una padella come Rapunzel l'avrei già usata…"

Ella urlò a Michael che non riuscì nel trattenere un sorriso guardandola così pronta nel ribadire che l'amava

"...perché mi avevi detto che c'era una altra che ti aspettava qui in paradiso? Perché?"

Michael guardò verso suo padre Dio, notando che tutti erano in attesa della sua risposta. Cercando di trovare il coraggio, Michael le disse guardando per terra

"Ella, mia dolcezza pepata…"

Gli occhi di Ella divennero lucidi

"...avrai letto la mia biografia. Mi vergogno di tante cose fatte contro gli esseri umani, tante cose dette contro gli esseri umani. Ti giuro, deluderti per me sarebbe devastante"

Tutti nella sala del trono sentirono una vicinanza a l'arcangelo così innamorato. Ella abbassò la scarpa, chiedendo a Michael

"Michael io ti conosco bene. Sei diverso da com'eri. Dal tuo passato, porti solo le cose belle. Io ti amo, ti amo così tanto che credo di sognare. Nulla ci potrebbe dividere"

Lo abbracciò, con uno dei suoi abbracci che facevano star bene le persone. Michael lasciò che calde lacrime sciogliessero ogni suo dubbio o dolore. Un appassionato bacio sancì quel momento. Dio era contento, l'idea del suo segretario aveva funzionato, Ella non avrebbe mai permesso di trattare male il suo Michael. Tutti applaudirono nella sala del trono.

Due anni dopo. Giardino pubblico di Los Angeles.

Lucifer guardò al tavolo da picnic dove erano seduti Chloe, Trixie, Linda con il figlio Charlie, Ella, Elisabeth la compagna del guaritore Gabriel. Il re dell'inferno disse ai suoi fratelli accanto a lui

"Vi sareste mai sognati o anche solo immaginato che noi saremmo stati gli apripista alla libertà degli angeli o demoniaci di amare esseri umani?"

Michael sospirò

"Luci io non credevo neanche di avere un cuore per amare"

Gabriel disse un po' accigliato

"Però papà poteva avvertire che in caso di un amore vero e puro dopo la cerimonia della scelta potevamo generare..."

I quattro angelici spingevano quattro passeggini

"...io avevo pensato mi avesse tradito"

Finirono per ridere. Raggiunsero le loro amate con figli aggiungendo quelli nel passeggino.

FINE