Vigilia di Halloween.
Ella non si era mai sentita così tradita. Michael, il suo Michael aveva sottratto quella prova dal laboratorio. Quel pugnale sopra cui c'erano le impronte dell'assassina. Con rabbia Ella entrò nella sua auto. Sentiva una gran voglia di fare del male a quell'angelo che l'aveva fatta innamorare. Lei odiava che il suo lavoro di laboratorio fosse fatto male, facendo chiudere come in quel caso l'indagine come insoluta. Poco prima Michael le aveva inviato un messaggio testuale nel cellulare chiedendole di raggiungerlo all'attico di Lucifer.
Nel tragitto dalla centrale all'attico nella mente di Ella si accavallavano mille domande. Soprattutto addolorava Ella il dubbio che Michael potesse essere d'accordo con l'assassina.
Ella ripercorse ogni singolo momento con Michael. Da quando mesi prima un Michael che si fingeva Lucifer era piombato nella centrale, visibilmente sconvolto dicendole nel suo laboratorio
"Io non capisco come tu l'abbia fatto...Come? Era tutto previsto, tutto pronto. Dovevo solo…"
Quel Michael addolcì il suo sguardo verso Ella che era seduta al microscopio sorpresa
"...Come ci sei riuscita? Io non avevo mai provato questi sentimenti. Sei sempre qui…"
Si toccò con la mano destra la tempia destra
"...Soprattutto qui"
Sfiorò il petto. Ella non poteva credere a quelle parole. Anche lei provava qualcosa per Lucifer. Nonostante tutto Ella pensava a Chloe, Ella non voleva tradire la sua amica, prendendole l'uomo che amava. Cercando di avere un tono calmo, Ella disse
"Lucifer io…"
Vedendo Michael dire con voce rotta
"Non sono Lucifer. Sono il gemello Michael. Quello stronzo si trova ancora all'inferno per amore della sua Chloe…"
Ella tirò un sospiro di sollievo, capendo perché quel Lucifer gli sembrava così diverso, anche se trovava strana quella famiglia che sguazzava nelle metafore bibliche
"...Io sono solo quel fallito chiamato Michael. Volevo rovinare la vita a Lucifer…"
Ella tentò di avvicinarsi a Michael che arretrò di alcuni passi indietro, dicendole quasi spaventato
"...Io non posso. Tu sei una luce troppo luminosa. Una maledizione quello che provo'"
Fuggendo via.
Ella strinse ancora più forte il volante dell'auto. Pochi giorni dopo il vero Lucifer tornò. Con accanto Chloe, Amenadiel, Maze e Linda quel re infernale gli confessò la sua vera natura. Soprattutto le disse
"Ella sono arrivato alla consapevolezza che dovevo dirti tutto perché non voglio i sensi di colpa per la morte di mio fratello Michael..."
Ella si preoccupò, continuando Lucifer
"...si trova nel mio attico. Non vuole uscire dalla camera degli ospiti, perché sconvolto dal sentimento d'amore che prova per te. Per la prima volta nella sua esistenza ama sul serio"
Ella riuscì ad andare oltre lo shock per la scoperta che Lucifer con tutto il suo mondo tra inferno e paradiso era vero. Soprattutto perché raggiunse all'attico quell'angelo così innamorato di lei. Un sentimento che Ella ricambiava con tutta se stessa. Un sentimento che Ella confessò di fronte quella porta chiusa della camera degli ospiti dell'attico, dietro cui si nascondeva Michael. Un Michael che timidamente aprì quella porta domandando a Ella
"Sul serio mi ami anche tu?"
Rispondendo Ella con un sorriso raggiante
"Michael ti amo, ti adoro. Lucifer dice che sei terrorizzato dall'amore, ebbene io ti farò da guida per essere felice di quello che provi"
Ci fu un lungo e appassionato bacio.
Nell'auto Ella accennò un sorriso al ricordo di quel forte ed eterno angelo che cambiò per lei. Da angelo pieno di risentimento, odio soprattutto verso Lucifer, Michael svoltò radicalmente la sua eternità. Trovò un lavoro come contabile sfruttando la sua immensa bravura nella matematica. Con l'aiuto di Ella, Michael arredo un appartamento regalatogli da Lucifer, scoprendosi un nerd come lei. Con Ella, Michael si addentrò nella conoscenza della differenza tra fare solo sesso al fare l'amore. Inevitabilmente quella scienziata forense si era innamorata follemente di quell'angelo. Quell'angelo che quando Ella gli fece provare i baci con le carezze prima e dopo fare l'amore, gli confessò
"Mai nessuno si era preoccupato cosi tanto del mio benessere"
Facendo giurare Ella a se stessa di dimostrare a Michael quanto era degno di ogni gesto d'amore. Così tanto amore che diede il coraggio a Michael di fare pace con Lucifer.
Giunta al parcheggio coperto del Lux, con fatica Ella prima di scendere dall'auto lasciò la pistola. Non voleva che la sua rabbia le facesse fare gesti avventati. Chiuse lo sportello dell'auto tremando. Il solo ricordo di quel caso non risolto per il tradimento di Michael la sconvolgeva. Un caso che Ella riteneva da risolvere in poche ore. Una donna aveva pugnalato al cuore un uomo nella camera di un hotel di Los Angeles. I due erano ladri di gioiellerie ricercati in quasi tutto il mondo. La donna continuava in un mutismo costante ma per Ella sarebbe stato facile trovare le sue impronte sul manico del coltello. Un coltello rubato da Michael quel giorno.
Aperte le porte dell'ascensore, Ella si tratteneva con difficoltà. Si sarebbe tolta una scarpa per colpire Michael. Il suo angelo era seduto al divano con Lucifer, Amenadiel e Chloe. Con gli occhi lucidi Ella disse a Chloe
"Non ti credevo capace di questo. Non voglio più avere a che fare con voi"
Michael le andò incontro dicendole con tono supplicante
"Ella ti scongiuro ascolta le mie…"
Rivolse uno sguardo veloce agli altri tre
"...le nostre ragioni. Ti prego amore"
Ella si voltò a Michael tentando di avere uno sguardo pieno di odio ma era piuttosto triste con occhi lucidi
"Non sono più nulla per te, niente amore. Non c'è più nulla tra noi"
Ella superò Michael che era visibilmente scosso, sedendosi a uno degli sgabelli del bar. Iniziò Chloe
"Ella tu conosci quanto io sia ligia alle regole. Però delle volte si devono scavalcare possiamo dire per un bene comune"
Chloe guardò Lucifer che continuò
"Tu sai Ella che io non mento mai. Quella donna che pugnalò il suo complice ladro nell'hotel non può andare eventualmente in carcere. Perché si tratta di un angelo, una nostra sorella che credevamo persa da anni…"
Ella fu sorpresa
"...purtroppo si era innamorata di quell'umano che sfruttava le sue capacità. Voleva liberarsi di quel delinquente ma la minacciava di rivelare a tutti la sua vera natura. Durante una colluttazione l'ha pugnalato. Ecco perché del furto di Michael. Già nostro padre Dio vuole punire molto gravemente nostra sorella, se per colpa sua gli umani avessero prove tangibili sugli angeli forse l'avrebbe rinchiusa in una cella dell'inferno. Ecco tutto. Spero un giorno ci potrai perdonare"
Ella si alzò dallo sgabello del bar, dicendo con tono freddo
"Io posso comprendere voi…"
Indicando Lucifer, Chloe e Amenadiel
"...Lui doveva dirmelo…"
Indicò Michael, l'angelo la guardava con tutta la speranza nel suo perdono
"...avrei potuto capire, comprendere. Invece nessuna fiducia…"
Guardò Michael
"...Non abbiamo più nulla da dire"
Michael le disse visibilmente angosciato
"Ella volevo solo proteggerti. Fossi stato scoperto preferivo avere guai io non tu. In seguito te l'avrei detto appena le acque si fossero calmate..."
Ella cercò di andare verso l'ascensore ma Michael si posizionò di fronte, continuando
"...Ella ti prego non puoi finire tutto tra noi in questo modo"
Ella raccolse le braccia sul petto, non guardando Michael, battendo la punta del piede sul pavimento. Non potendo fare altro, Michael si spostò, guardando tristemente la sua Ella entrare nell'ascensore.
Uscita dall'ascensore, Ella vide il Lux adornato per Halloween. Volendo solo dimenticare quello che considerava un tradimento di Michael con tutti gli altri, Ella si sedette al bar. Maze che stava scrivendo nel suo cellulare alzò lo sguardo sorridendo a Ella, dicendole mentre le metteva di fronte una bottiglia di tequila
"Quindi non ti hanno convinto…"
Affiancò un bicchiere rotondo di vetro trasparente
"...dimentica sorella. Non ti preoccupare, quando perdi i sensi ti porto io a casa"
Ella annuì iniziando nel tracannare un bicchiere dopo l'altro di tequila.
Qualche ora dopo.
Ella era riversa sul bancone del bar, semi incosciente.
Quattordici anni nel futuro. Un ambiente post apocalittico. Los Angeles.
I due avanzavano lentamente con piccoli zaini sulle spalle, per niente impauriti da spari, rumori, grida in quella città distrutta. Varie ore dopo i due arrivarono di fronte uno dei tanti edifici con le entrate chiuse da tavoloni di legno o barriere di ferro ormai arrugginite. Uno dei due presse da terra un lungo bastone. Lo inserì in un angolo di una barriera di ferro oramai arrugginita. La barriera si piegò permettendo all'altro di entrare. Quello entrato mantenne l'apertura facendo entrare l'altro, rimettendo apposto la barriera di ferro. Un enorme buco nel tetto illuminava l'interno di quel luogo. Era il Lux o meglio quello che restava. Guardando dall'alto si sarebbe visto il resto dell'edificio sopra il Lux spezzato gettato di lato.
Uno dei due entrati nelle macerie del Lux cercò qualcosa dietro il cadente bancone del bar. Riuscì ad accendere parte delle luci. L'altro disse con voce da donna
"Ancora funzionano i panelli solari sul tetto dell'attico"
L'altro si alzò da dietro il bancone, dicendo anch'esso con voce da donna
"Zia Maze dev'essere impazzita del tutto"
Lanciando alla compagna una bottiglia di whisky che quella accettò prendendola al volo, togliendosi la maschera nera sul viso, bevendo un lungo sorso. Era un adolescente che si diresse ai resti di un pianoforte. Semi intatto restava uno sgabello pieno di polvere. La ragazza si sedette sopra facendo segno all'altra di mettersi alla sua destra. L'altra si tolse la maschera nera rivelando che era anch'essa un adolescente. Con una altra bottiglia di whisky nella mano destra raggiunse la compagna che chiamò
"Michaela sei sicura di volerlo fare?"
La ragazza respirò profondamente, dicendo
"Rory dobbiamo cercare di fermare quell'evento. Sappiamo che circa sedici anni fa durante la vigilia di Halloween successe qualcosa che portò una amnesia sull'evento ovunque. Umani e magici erano senza memoria su cosa aveva portato tutte le tecnologie a essere inutilizzabili, tranne sparuti come i panelli solari o eolici. Da dove viene questa strana malattia che estinguerà tutti gli esseri in questo universo. Prima di essere infettate da questa malattia che ti toglie ogni forza, dobbiamo capire cosa successe. Cosa successe da far distruggere il paradiso con l'inferno e il purgatorio. Guarda questa zona, rimasta intatta dal giorno del funesto evento. Sembrava venire fuori da una guerra…"
La ragazza Rory annuì positivamente continuando nel bere dalla bottiglia di whisky mentre l'altra continuava
"...Zia Maze ricordava di aver portato fuori da qui dentro il Lux distrutto mia madre Ella e tua madre Chloe. Era tutto quello che restava della nostra famiglia, i nostri padri erano morti cercando di proteggere le loro amate. Non c'era più la famiglia speciale come la definiva tua sorella Trixie e mia madre Ella. Erano ignare di essere incinta di noi. Poi siamo nate noi due...morendo le nostre madri per la maledetta malattia"
La ragazzina Michela si bloccò chiudendo gli occhi, trovandosi nell'abbraccio dall'altra che era la cugina Rory che le disse
"Non fare cosi. Bene o male siamo sopravvissute. Su continua il racconto degli eventi"
Libera dall'abbraccio di Rory, Michela sorrise appena dicendo
"Visto che tu riesci ad andare indietro nel tempo potresti portarci a quella notte per capire cosa successe. Zia Maze deve essere ormai morta nel nostro rifugio. Quella malattia non perdona"
Rory unì le mani, quando le apri c'era tra i palmi uno scintillio, dicendo
"Spero di farcela. Di solito vado indietro di qualche ora"
Lo scintillio li avvolse.
IIndietro nel tempo. Ritorno alla notte di vigilia di Halloween nel Lux.
Le due ragazzine di appena sedici anni comparvero sedute sullo sgabello in un Lux vitale non più cadente. Era tutto così strano per loro. Una voce dall'accento inglese le scosse. Lucifer le disse
"In piedi subito. Devo smuovere ancora di più questa notte con il pianoforte"
Lucifer aveva l'impressione di conoscere quelle due ragazzine che lo fissavano con gli occhi sgranati. Con forza Michela trascinò via la cugina Rory, dicendole
"Rory abbiamo un compito"
La ragazzina annuì consapevole ma come avrebbe desiderato conoscere i suoi genitori. A qualche passo da loro Michael fissava confuso quelle due ragazzine che era certo di conoscere. La sua attenzione tornò su Ella sempre riversa sul bancone del bar
CONTINUA
