Durante la serie 5A. Zoo abbandonato.
Michael stava uscendo dalla grotta felice di aver rotto l'incantesimo di Chloe e Lucifer. Era felice che Lucifer non avesse detto a Chloe
"Io ti amo"
Dandogli modo di insinuare alla detective che forse non l'amava. Quasi all'uscita della grotta vide qualcosa che lo lasciò esterrefatto. C'era in piedi Ella. Teneva tra le mani un enorme fucile. Con uno sguardo che Michael poteva definire degno del più truce di Maze, la patologa gli sparò. Il colpo al petto fece volare per qualche metro nella grotta Michael. Non l'aveva ucciso ma pur sempre Michael sentiva un dolore enorme. Negli spasmi del dolore al petto vide Ella avvicinarsi, caricando un nuovo proiettile del fucile che era un calibro enorme. Puntando il fucile alla fronte di Michael, Ella gli disse con rabbia che l'angelo percepiva in modo enorme
"Lo sapevo che non potevi essere Lucifer! Mi ha detto tutto, aveva bisogno del mio aiuto per trovare Chloe. Impostore! Cercare di dividere i miei amati deckerstar"
Michael era confuso. Quella umana come ogni volta gli stava vicino, per Michael era un tornado di sensazioni. Lui così abituato solo alle paure degli altri, a essere travolto dall'oscurità delle anime con Ella era diverso. Da Ella percepiva paura ma più piccola di altre sensazioni. In Ella, Michael sentiva pulsare rabbia, forza di volontà, gioia e voglia di vivere. Soprattutto la voce di Ella era quasi calmante per Michael. L'angelo era veramente confuso. Ella quasi gli gridò con rabbia
"Era disperato il mio amico. Tu sei un essere non degno del paradiso"
Chloe non osava dire nulla dalla gabbia per evitare di distrarre Ella. Invece Michael stava per controbattere a Ella ma fu travolto da qualcuno. Lucifer gli saltò addosso riempiendolo di pugni. Solo la voce di Chloe distrasse il re dell'inferno che corse dalla sua amata detective. Giunsero Maze e Dan. La demone legò facilmente con catene dorate Michael. Prima di venire portato via, Ella diede uno schiaffo a Michael.
Riferite le colpe di Michael al padre Dio, questo lo condannò a una pena che non piacque a Lucifer. Nell'appartamento sotto l'attico di Lucifer, nel balcone Dio rinchiuse il figlio in una enorme gabbia, dicendogli
"Michael come vedi non ci sono porte in questa gabbia. Potrai uscire solo quando il tuo cuore tornerà limpido"
Dietro preghiera di Lucifer, il padre Dio concesse a Michael nella gabbia un bagno con doccia oltre poter indossare solo un paio di boxer neri.
In quella gabbia Michael trascorse molte settimane in solitudine. Oltre il bagno e i boxer null'altro poteva essere introdotto nella gabbia. Tentò di instaurare un migliore rapporto Amenadiel ma Michael si chiuse in un ostinato mutismo.
Dalla sua gabbia nel balcone, Michael sentì nel balcone dell'attico l'evoluzione della storia di Chloe e Lucifer. Capì che le aveva detto finalmente che l'amava, sentendo il chiasso della festa per il loro prossimo matrimonio. Da Amenadiel seppe del matrimonio di Lucifer con la detective. Fu scioccante per Michael sapere anche che il padre Dio aveva ritrovato un rapporto padre e figlio con Lucifer, grazie soprattutto all'aiuto di Chloe. Quelle notizie portarono Michael in un più profondo mutismo.
Un anno dopo. Mattina.
Alcune volte, Michael amava crogiolarsi in una zona della gabbia colpita da un raggio di sole. Chiudendo gli occhi gli sembrava di essere in volo, con il sole sul viso. Quella mattina improvvisamente il sole scomparve. Michael con gli occhi chiusi maledisse la nuvola. Una voce sorprese Michael, la voce di Ella che gli disse, in piedi dall'altra parte delle sbarre
"Mi sembri diverso"
Michael si sedette sul pavimento del balcone dando le spalle come faceva con tutti. Sentì Ella ridacchiare, odiandola perché era certo lo deridesse. Ella continuò
"Sarei venuta prima. Mi serviva del tempo con Linda. Non perché mi facesse paura Lucifer o Maze. Dovevo capire la mia amicizia strana con Azrael, tua sorella. Mi sento meglio"
Michael con altri aveva sperato andassero via, invece la voce di Ella per lui era piacevole. Tentando di non mostrare debolezza, Michael continuò nel far finta d'ignorarla. Non sconfisse la determinazione della patologa
"Dovevi esserci al matrimonio di Lucifer e Chloe. Un vero sogno d'amore. L'altro giorno c'è stato il matrimonio di Eva e Maze. Spero lo facciano presto anche Amenadiel e Linda"
Pausa nel quale Ella tentò un ultimo approccio. In fondo lei non lo odiava. Era stato molto cattivo con i suoi amici ma non c'era stato qualcosa di irreparabile. Disse con voce calma
"Mi ha detto Lucifer che quando eri di sopra facendo finta di essere lui, alla tv eri appassionato della serie Star Trek. Io sono una appassionata, una nerd per Star Trek. Ti piace tutto o qualcosa in particolare?"
Non ricevendo risposta, Ella stava per andare via. La voce di Michael gli disse quasi in un sussurro
"Mi piacciono i klingon"
Ella fu entusiasta di quel piccolo approccio.
Un paio di settimane dopo.
Le lunghe conversazioni con Ella erano per Michael i momenti migliori della sua eternità. Scoprì di avere molto in comune con quella umana che lo aveva perdonato anche di tutto il male fatto a Lucifer. Erano figli di famiglie dove si erano sentiti lasciati da parte o nelle migliori delle occasioni presi per pazzi oppure argomento di aspre critiche. Michael raccontò a Ella di quanto si sentiva sempre inferiore a Lucifer
"Io sempre ligio alle regole, chiuso nel mio mondo tra esercito e matematica. Invece Samael o meglio Lucifer era sempre libero, felice. Ammetto che era sempre generoso, protettivo verso i fratelli e le sorelle più piccole. Io continuavo a odiarlo. Ci fu la ribellione. Ribellione che io portai nella mente del mio odiato fratello. La mia esperienza con le armi mi aiutò per sconfiggere Lucifer durante la ribellione. Lucifer riuscì nel distruggermi spalla e ala destra. Lo odiavo così tanto. Mi accanì nella tortura su Lucifer. Credevo di essere felice quando lo buttai fuori dal paradiso legato con le ali spezzate. Invece non fui affatto felice. In seguito mio padre sentiva così la sua mancanza che mi guardava appena. Io odiavo sempre più Lucifer. Mi prodigai in ogni modo per calunniarlo, renderlo solo e infelice. Lo volevo più triste di come mi sentivo io. Una battaglia contro sempre me stesso. Però ora sono stanco. Credevo di sentirmi bene rovinando la vita a Lucifer. Invece sento qui in mezzo al petto come una voragine"
Ella seduta sul pavimento dall'altra parte delle sbarre si asciugò delle lacrime, dicendo a quell'angelo così triste
"Io posso dire di esser stata fortunata. Volevo essere felice. Mi bastava poco per esserlo come anche ora. Il mio faro nelle tenebre era mia nonna materna Estella. Morì a quasi cento anni. Dopo di lei quasi nessuno mi dava tanto coraggio. In un certo senso penso che Lucifer e Chloe con tutto il loro mondo siano una ricompensa. Sono una famiglia per me. Anche tu per quanto non lo credi"
Michael sorrise, sentiva come diminuire la voragine nel suo cuore.
Giorni dopo.
La giornata era iniziata per Michael stranamente ma anche piacevole. Lucifer gli aveva fatto visita. Gli comunicò che
"Io ti perdono Michael. Ti perdono per tutto. Non voglio più strascichi dal mio passato. Perché la mia Chloe mi renderà padre"
Michael poté stringere la mano a Lucifer. Una strana sensazione dopo più di un anno senza toccare nessuno, neanche Ella.
Nel pomeriggio l'arrivo concitato di Amenadiel preoccupò Michael. Percepiva dal fratello una pesante angoscia. Le successive parole di Amenadiel furono coltellate nel cuore di Michael
"Ella si trova in ospedale. Un serial killer era tornato sulla scena di un crimine. Lo hanno ucciso ma dopo aver ferito vari agenti tra cui Ella alle spalle. Prima di entrare in coma mi aveva pregato di dirti cosa le stava succedendo"
Disperato Michael si inginocchiò sul pavimento, dicendo rivolto al cielo con le mani giunte
"Ti scongiuro padre non portarmela via. Permettimi di stare accanto a lei. Ti prometto che non ti chiederò mai nulla. Padre ti scongiuro"
Una luce illuminò il balcone. Michael si trovò vestito accanto al letto dove era distesa supina Ella. Per l'angelo vedere la sua coraggiosa amica attaccata ai tubi di alcuni macchinari lo spezzò. Si sedette accanto al letto della sua Ella, scosso da singhiozzi di pianto mentre accarezzava la mano destra della sua umana preferita.
Pochi giorni dopo.
Michael lasciò la camera d'ospedale di Ella solo per pochi minuti alla sua famiglia. Era lì quando Ella si svegliò, felice di vederlo.
Nei giorni che vennero.
Michael trovava strano che da molto tempo non gli facesse male la spalla destra. Neanche l'ala gli dava problemi. Un pomeriggio accompagnò come sempre Ella che era in sedia a rotelle alla fisioterapia nel reparto di ortopedia. Chiusa la porta dello studio, Michael si sedette nella sala d'attesa, salutato da alcune infermiere. Grazie alle amicizie di Lucifer, Michael in pratica abitava nella stessa camera d'ospedale di Ella. Era stato anche portato un letto richiudibile per non rompersi la schiena in un divano nella camera.
Michael si guardò intorno percependo che il tempo si era fermato. Comparve seduto sulla sedia alla sua destra il padre Dio. Michael era certo volesse portarlo nella gabbia del balcone ma non gli importava, Ella stava bene. Si accontentava di vederla ogni tanto. Provava per Ella qualcosa che andava oltre l'amicizia ma non osava sperare. Dio disse con calma al figlio
"Michael posso darti la bella notizia che sei libero. Il tuo cuore lo vedo limpido, in pace. Ti sei anche auto realizzato guarendo la spalla e l'ala. Solo questa cicatrice in viso sembra tu voglia tenerla. Bene andiamo in paradiso"
Michael si alzò dalla sedia, dicendo nervosamente al padre Dio
"Padre...Non voglio tornare in paradiso. Io resto sulla Terra. Giuro adempirò a ogni compito che mi darai facendo avanti e indietro tra paradiso e Terra. Mi trovo bene qui"
Dio guardò seriamente il figlio, dicendo con tono serio
"Michael devi obbedire. Ti lascio ventiquattro ore da ora per salutare tutti"
Scomparso il padre Dio, Michael perse ogni forza, ricadenti su una sedia. Non si era mai sentito così disperato.
Una infermiera disse a Michael che era al telefono con Lucifer cui aveva raccontato l'ultimatum del loro padre Dio
"Venga, la signorina Lopez le vuole fare una bella sorpresa"
Michael la seguì, sperando che Lucifero lo aiutasse. Nella piccola palestra del reparto, Ella era seduta su uno sgabello. Appena vide Michael entrare, sostenuta da una infermiera si alzò in piedi facendo qualche passo incerto. Da sola Ella arrivò da Michael che era sorpreso e commosso, finendo tra le sue braccia. L'angelo era sempre più convinto che voleva restare sulla Terra.
Mezz'ora dopo. Camera d'ospedale di Ella.
Michael decise di dire tutto a Ella. Soprattutto dopo una telefonata di Lucifer. Il fratello gli riferiva che non aveva trovato un modo per aiutarlo.
La notizia della partenza di Michael intristì non poco Ella. Da tempo non provava per Michael solo amicizia ma anche un intenso sentimento d'amore. Vedendo Michael triste come lei, Ella cercò di non aggravare il suo angelo di altri pesi. Seduta nel letto della camera d'ospedale disse a Michael seduto accanto a lei, accennando un sorriso
"Sono certa farai un ottimo lavoro in paradiso. Non sei più gravato da odio e risentimento"
Michael annuì positivamente non volendo parlare. Era certo si sarebbe perso nel dolore. La mano destra di Ella che strinse delicatamente la mano sinistra di Michael fu per l'angelo magnifico ma anche terribile. L'angelo le sussurrò
"Ella io ti amo"
Finirono per baciarsi. Un bacio tra due anime che si erano trovati. Due anime che avevano trovato la meta del loro amore, del loro cuore. Due mondi così diversi che non avevano più significato per loro. In quel momento, Michael come Ella desiderava e ardeva per andare oltre, per coniugare sesso con la parola amore. Una intensa luce li sorprese. Dio con alla destra Amenadiel comparve nella camera. Istintivamente Michael nascose Ella nelle sue ali. In quel bozzolo caldo e confortante, stretta al suo Michael, Ella si sentiva veramente bene.
Lasciando fuori solo la testa dal bozzolo delle sue ali, Michael disse al padre Dio e al fratello
"Padre mancano parecchie ore al tuo termine…"
Lo sguardo preoccupato che i due si diedero, con la paura che Michael percepiva dai due lo preoccupò, domandando
"...cosa nascondete?"
Dio disse a Michael
"Michael accade qualcosa di molto grave in purgatorio. Tu ricordi il mezzo serpente che avevo creato per gestire gli animali nel giardino dell'eden? Si chiamava Asdoneo..."
Michael annuì positivamente con un timore enorme
"...ricordi che quando Lucifer si introdusse nel giardino dell'eden, prima rapì l'uomo serpente? Prese la sua forma ingannando le sentinelle alla porta del cancello del paradiso. Erroneamente fu accusato Asdoneo di aver aiutato Lucifer…"
Michael ricordava troppo bene cos'era successo dopo
"...Fu condannato alla prigione del purgatorio. Quando fu scagionato giurò vendetta contro Lucifer. Neanche un'ora fa Asdoneo tornato da una realtà alternativa con molti più poteri aveva rapito Chloe. In cambio della liberazione di Chloe, Lucifer ora si trova sottomesso ad Asdoneo nel purgatorio. Solo tu puoi liberarlo. Perché Asdoneo può essere ucciso solo dalla spada di fuoco che tu solo puoi utilizzare al meglio"
Amenadiel mostrò a Michael la spada di Azrael con il suo ciondolo. Dal bozzolo di ali, Michael sentì la sua Ella piangere. Amenadiel disse al fratello
"Ti attendiamo al cancello del purgatorio"
Scomparse le ali, Ella restava tenacemente abbracciata al suo angelo. Con la voce rotta disse
"Non puoi andare. Devi restare con me. Lo so, sono egoista. Non voglio perderti. Perché lo so cosa vuoi fare. Dirai a quell'uomo serpente che tu portasti nella mente di Lucifer il modo per entrare nel giardino dell'eden"
Michael cinse con le sue braccia la figura così piccola della sua Ella, dicendole quasi in un sussurro
"Potrebbe anche perdonare. Ella devo farlo. Quasi lo ritengo un modo per scontare i miei peccati del passato"
Ella non aveva la forza di dire altro. Le parole divennero troppo invadenti. Un bacio gli diede del conforto, un disperato bacio dove volevano riversare i loro sentimenti, quasi fermando il tempo. Michael scomparve, lasciando nella mano destra di Ella una piuma nera. Ella non si era mai sentita così sola.
Piattaforma prima del cancello del purgatorio.
Michael planò a qualche passo del padre Dio e del fratello Amenadiel. Scosse la testa quando Amenadiel gli porse la spada di fuoco. Prima di attraversare il cancello del purgatorio disse in un sussurro
"Grazie di tutto Ella"
Nel balcone della camera d'ospedale, Ella seduta nella sedia a rotelle percepì quelle parole. Con una infinita speranza Ella congiunse le mani pregando.
Il purgatorio era una immensa città post apocalittica. Nel purgatorio non scendeva mai la notte, restando tutto bloccato in un'atmosfera nuvolosa dall'aria pesante. Michael vide le varie anime agitarsi per quei luoghi. C'era chi non sentiva più nulla. Altri senza nessuna memoria. L'angelo vide dov'era Lucifer con il suo rapitore. Si trovavano nei resti di un edificio. L'uomo serpente Asdoneo era alto quanto Michael. Dalla testa alla vita era uguale a un essere umano maschio sui trent'anni. Dalla vita in giù era un serpente dalla lunga coda verde. Michael vide anche Lucifer o ciò che restava. Era riverso per terra immobile. Più si avvicinava al luogo, più Michael vedeva Lucifer proprio in cattivo stato. L'uomo serpente aveva picchiato molto duramente Lucifer che per la promessa di sottomissione non poteva difendersi.
Vedendo Michael, l'uomo serpente afferrò per i capelli Lucifer dicendogli con tono canzonatorio
"Grande re forse lui vuole unirsi alla festa"
Michael si avvicinò all'uomo serpente, confessando che lui ideò il piano che lo coinvolse. Cercando di trovare il coraggio, Michael si inginocchiò a un passo da Asdoneo dicendogli
"Nessun altro deve pagare per i miei peccati. Asdoneo ti regalo la mia vita eterna, puoi anche toglierla"
L'uomo serpente gli urlò con rabbia
"Per colpa tua non esistono altri come me! Tuo padre Dio vedendomi colpevole accantonò il progetto di fare altri come me! Sono solo per la tua stupida invidia verso tuo fratello"
La coda dell'uomo serpente avvolse il busto di Michael stringendo. Lucifer seppure in cattive condizioni tentò di accennare un aiuto a Michael. Le forze del re dell'inferno erano pochissime, ricadendo a terra svenendo.
Una voce femminile disse
"Asdoneo calma la tua ira"
L'uomo serpente guardò una donna anziana, aiutata da un bastone nodoso avvicinarsi a lui. La donna era vestita con abiti molto colorati. La coda del serpente liberò Michael. L'angelo cade supino per terra. Cercando di riprendere fiato, Michael poteva giurare di conoscere quell'anziana. Ricordò in un lampo. Era la nonna materna di Ella, vestita con abiti tradizionali messicani. L'adorata Estella morta tre anni prima il cui ricordo faceva sorridere commossa Ella.
L'anziana diede un colpo del suo bastone al braccio destro di Michael che urlò dal dolore. La nonna materna di Ella si rivolse ad Asdoneo con tono rassicurante
"Inutile che ti accanisci su di loro. Vedo la tua anima triste. Bel serpentello vieni con me…"
L'anziana prese per mano l'uomo serpente dicendo a Michael che tentava di soccorrere Lucifer
"Aspetta qui. Ti devo parlare seriamente..."
Michael indicò Lucifer ma l'anziana lo colpì alla schiena con il bastone, dicendogli
"...smettila! Non morirà, tranquillo…"
Rivolta all'uomo serpente
"...vieni. Devi parlare con Dio…"
Asdoneo si bloccò, dicendo la nonna di Ella
"...Non avere timore. Qualcuno già parla in tuo favore"
Michael vide a qualche metro comparire Amenadiel, Dio e Jesus. Proprio Jesus disse a l'uomo serpente
"Asdoneo dovevi trovare il coraggio di parlare con mio padre…"
L'uomo serpente sempre mano nella mano alla nonna di Ella abbassò la testa
"...anche se capisco quanto era difficile parlare con mio padre"
Dio guardò male il figlio Jesus, dicendo ad Asdoneo
"Mio caro Asdoneo io non accantonai il progetto di altri esseri come te…"
Dio indicò un punto, aprendosi un portale per un'altra realtà
"...Tu fuggisti senza darmi modo di spiegarti che esiste una intera realtà di esseri come te"
Altri esseri di diverse specie e razze salutavano dall'altra realtà, chiamando Asdoneo. L'uomo serpente guardò la piccola anziana accanto a lui. L'anziana disse a quell' essere che si credeva solo
"Vai subito lì dentro per essere felice"
Asdoneo si lanciò, chiudendosi dietro di lui l'apertura.
Jesus domandò alla nonna di Ella
"Signora, riportiamo a chi li ama quei due?"
La nonna materna di Ella guardò intensamente Michael, rispondendo
"Quello tornerà più tardi. Devo capire alcune cose"
Michael ebbe un po' di timore.
Il giorno dopo, attico. Mattina.
Erano tutti in cucina che facevano colazione. Oltre a Lucifer guarito, Chloe, Trixie, Linda con il figlio, Amenadiel, Dan c'era anche Ella. Prima di andare via, il giorno prima Jesus aveva consigliato di far attendere Ella all'attico
"Probabilmente Michael tornerà qui"
Una sensazione scosse Ella dalla preoccupazione che la faceva essere taciturna. Aiutata da una stampella, Ella si precipitò nel balcone dell'attico. Michael era lì in piedi. L'angelo le mostrò un piccolo mazzo di margherite, dicendole con un ampio sorriso
"Nella città di origine in Messico di tua nonna Estella, quando la famiglia accettava il pretendente di una figlia, tornava da lei con un mazzetto di margherite…"
Michael si rigirò nelle mani il mazzetto di margherite
"...dopo il terzo grado fatto da tua nonna Estella posso superare di tutto"
Ella lasciò la stampella correndo dal suo angelo.
Tutti gli altri giunti nel balcone videro Ella è Michael intenti in un appassionato bacio. Giunse anche Maze. La demone vedendo la scena del bacio, si diresse in cucina, dicendo disgustata
"Altri due che spargeranno intorno l'apoteosi di San Valentino"
Quattro anni dopo. Villa sulla spiaggia. Notte.
Michael planò nel balcone distrutto. Da quando due anni prima aveva accettato di tenere i conti del patrimonio di Lucifer non pensava fosse così grande. Nell'ufficio vicino al Lux aveva dovuto assumere quattro angeli dal paradiso. Doveva però ammettere che nonostante tutto era soddisfatto. Grazie alle sue magie con le leggi sulle tasse aveva fatto diventare ancora più ricco il fratello. Ricordava fin troppo bene quanto era più difficile il lavoro in paradiso. Oltre le varie lingue e tradizioni di ogni realtà, era sobbarcato dalle decisioni che suo padre Dio non prendeva più perché chiuso nel dolore per la ribellione di Lucifer. L'angelo tirò un sospiro di sollievo dopo i fatti dell'uomo serpente Asdoneo, Jesus decise di rimettere al suo posto il loro padre Dio. Come reggente del cinquanta per cento del trono del paradiso, Jesus scosse il padre Dio tornando a pieno regime come regnante.
Entrando nella villa, Michael facendo piano di tolse le scarpe nel soggiorno. Si tolse anche la giacca che appoggiò alla spalliera del divano. In quel momento si accorse di Ella che dormiva sul divano. Le andò vicino sorridendo. Nessuno dei due dormiva nel loro letto senza l'altro. Con cura gli tolse dalle mani il fascicolo di un caso. L'angelo sorrise passando di fronte una parete con appese al muro delle foto. Foto come quella del loro matrimonio due anni prima. Di Ella che abbracciava felice Chloe diventata tenente. La foto di Charlie il figlio di Linda e Amenadiel con delle piccole ali dietro le spalle. La foto di Lucifer, Chloe e Trixie intorno a Rory la figlia del re dell'inferno e l'ormai tenente. La figlia di Lucifer festeggiava i quattro anni. Poi una foto di Ella con una pancia da gravidanza. Una vocina richiamò Michael che guardava commosso lui ed Ella con una piccola vita in mezzo a loro due. Sotto la foto la scritta
"Nascita Estella"
Michael entrò nella cameretta di una bambina. Infatti in piedi nella sua culla c'era una piccoletta bruna che diceva convinta con le braccia aperte
"Papà abbraccio"
Era Estella la figlia di Michael ed Ella. La piccola di due anni compiuti rideva felice nelle braccia del padre, dicendogli l'angelo
"Estella devi dormire. Non puoi fare così quando io o la mamma rientriamo tardi"
La figlia gli diede dei piccoli baci sulla guancia destra, togliendo ogni voglia a Michael di minimamente essere contrariato per quel momento. L'angelo disse alla figlia che si stava addormentando tra le sue braccia
"Determinata proprio la tua bisnonna Estella. In fondo sono felice, assomigli così tanto alla tua mamma..."
Ripose la figlia nella culla, sussurrandole
"...dormi mio cuore. Grazie di volermi così bene. Tu completi il mio cuore con la tua mamma. Un cuore che era vuoto e dolorante"
Tornato nel soggiorno, Michael prese in braccio la sua adorata moglie Ella che gli domandò mezza addormentata
"Estella era sveglia?"
Michael le disse sorridendo
"'Come sempre quando facciamo tardi. Ora dorme. Come dobbiamo fare anche noi"
Ella ridacchiò con gli occhi chiusi felice.
FINE
