I suoi occhi continuavano a guardarsi alle spalle, il cuore che tamburellava contro il costato. Un rumore la fece sussultare. Qualcuno le stava seguendo? Qualcuno aveva scoperto che erano uscite? La paura si insinuò dentro di lei come un veleno che si propagava velocemente in tutto il corpo. Era una follia. Una pazzia. Come potevano pensare di farcela? Era una missione suicida, se non le avessero uccise le guardie o il principe in persona ci avrebbe pensato qualche animale. Un lupo? Sicuramente quella zona era piena di lupi e loro erano a piedi, senza scorta e con solo una spada a difendersi, come se sapessero usarla…
Immagini di loro due decapitate per tradimento si fecero largo nella sua mente. Un senso di nausea si impossessò di lei e dovette fare un enorme sforzo per non vomitare. Non che ci fosse qualcosa da rimettere, visto che a cena non era riuscita a mandare giù niente, troppo nervosa per riuscirci.
«Stai bene?»
Come poteva stare bene? Stavano rischiando la vita, come se già non lo facessero abbastanza tentando di tenere nascosta la loro relazione.
«Ho paura.»
«Andrà tutto bene.»
Sì, certo come no, tra poco un lupo le avrebbe sbranate ed Emma avrebbe continuato a dire che andava tutto bene.
«Non dovevamo accettare quell'accordo.»
«Non potevamo fare altro.»
«Ma se…»
«Non ci scopriranno» l'anticipò Emma.
Certe volte odiava tutto quell'ottimismo. Stava per replicare che già sicuramente le avevano scoperte quando Emma si bloccò di colpo e lei le andò a sbattere contro.
«Che fai?»
«Credo che ci siamo.»
Regina sollevò la testa e vide un enorme pianta che si innalzava verso l'alto, fino sopra le nuvole. Vederne la cima era impossibile.
«Come facciamo ad arrampicarci fin lassù senza romperci l'osso del collo?» chiese con voce tremante.
«Ce la faremo.»
Voleva picchiarla in quel momento. Non era una risposta. Ma, prima che potesse dire qualcosa, Emma iniziò ad arrampicarsi.
«Ma sei pazza?»
«Tu resta di guardia.»
«Sei seria?»
«Sì, se non torno entro un'ora torna al castello, prendi il bambino e scappa.»
«Scappare? E dove? Tu sei fuori di testa!»
«Tornerò, te lo prometto.»
Una promessa. Non poteva farla andare lassù da sola. Era colpa sua se ci stava andando. Era per lei che stava rischiando la vita. Era per lei che si stava imbarcando in quell'impresa assurda. Solo per lei. Per darle un futuro, una vita felice e… non era giusto che fosse sempre lei a pagare per le sue azioni.
Iniziò ad arrampicarsi. Scivolò un paio di volte ma alla fine trovò il suo ritmo.
«Torna giù» la rimproverò Emma.
«No, lo stiamo facendo a causa mia, quindi non ti permetterò di rischiare la vita al posto mio.»
«La stiamo rischiando entrambe così» puntualizzò Emma.
«Allora scendi tu.»
Emma la guardò ma le restituì lo sguardo. Non avrebbe ceduto questa volta. Poi la vide sorriderle e ricambiò prima che entrambe riprendessero a salire verso l'ignoto che le aspettava in cima a quella pianta che sembrava non avere fine.
