Una volta lasciata la ragazza i detective si diressero verso la loro auto.

Dovevano rientrare il prima possibile al distretto per informare gli altri dei passi avanti fatti.

Era già molto tempo che erano fuori e benché fosse per l'indagine e Voight fosse già stato avvisato era meglio non perdere altro tempo.


Al distretto, intanto, Adam era davanti al PC. Stava cercando informazioni sul tatuaggio descritto da Delphine Evans e sulla persona che lo portava.

Ognuno dei detective era impegnato e concentrato sul proprio lavoro e nella stanza regnava il silenzio totale.

I soli rumori che si udivano erano: i colpetti delle penne che si aprivano e chiudevano nervosamente, oppure che venivano poggiate sui tavoli, il digitare dei tasti sulle tastiere e le pagine sfogliate dei documenti cartacei.

Ad un certo punto fu proprio Adam ad irrompere in quel silenzio.

- Eureka! Ce l'ho! trovato! - gridò.

Tutti distolsero l'attenzione da ciò che stavano facendo per rivolgerla a lui.

- Cosa? - gli domandò Kim

- Cosa hai trovato? - gli chiese anche Antonio.

- La persona a cui appartiene il tatuaggio.- rispose Adam.

- Aspettiamo che ritornino Hailay e Jay e poi ci informerai di tutto ciò che hai scoperto. - disse Antonio

A quel punto tutti si rimisero all'opera per essere però ancora una volta interrotti da Adam.

- Ehi ragazzi, ma voi non avete fame? - chiese

- Un po' - rispose Kim

- È già ora di pranzo? - domandò Kevin stranito di quanto veloce fosse passato il tempo quella mattina.

Così Ruzek prese il telefono per fare una telefonata.


Upton ed Halstead si apprestavano quindi partire immediatamente per raggiungere i loro colleghi.

- Mamma mia è già ora di pranzo. - disse Hailey leggendo l'ora sul display del cellulare prima di poggiarlo sulla macchina. - è strano che Adam non abbia ancora chiamato..

Fu interrotta proprio dallo squillo del telefono.

- Adam dimmi - rispose

- Hailey ascolta, essendo ora di pranzo potreste fermarvi, essendo fuori a prendere qualcosa da mangiare? - domandò il poliziotto

- Si certo - rispose lei ridendo e contaggiando anche Jay

- perché ridete? - chiese all'altro capo del telefono l'ignaro poliziotto.

- Niente, niente - rispose lei

- Mah - disse Ruzek alzando gli occhi al cielo prima di continuare - chi vi capisce è bravo. Comunque ecco ciò che vorremmo...

E così il poliziotto iniziò a fare la sua lista mentre Jay appuntava tutto sul suo telefono.

Una volta terminato, chiusa la chiamata, i due partirono alla volta del ristorante.

Il volersi fermare a mangiare un boccone voleva essere una scusa derivata dal fatto che la detective vedeva il suo collega molto stanco ed affaticato e pensava, dati anche i numerosi sbadigli che faceva, che forse qualcosa da mangiare ed un buon caffè l'avrebbero tirato su.

La chiamata di Adam era caduta a fagiuolo per aiutarla nella situazione.

I due quindi poco dopo si fermarono alla tavola calda vicino al distretto.

Fu Jay che, controvoglia, dovette scendere ad ordinare e poi ritirare il tutto: zuppe, panini, pizze, bibite e caffè. Hailey fu costretta a dire al collega cosa volesse. Purtroppo non vi era spazio per il parcheggio e lei fu costretta a rimanere in macchina.

Jay dovette attendere un po' per avere tutto ciò che aveva ordinato. Non vedeva l'ora di uscire da quel locale. Non aveva nessuna voglia di mangiare e l'odore di cibo presente in quella tavola calda gli faceva venire la nausea.

Il detective però, sapeva che se l'avesse detto avrebbe destato ancor più preoccupazione sia nella collega che poi in tutto il distretto.

Doveva trovare una soluzione. E fu allora che una gli fu servita su un piatto d'argento.

Un ragazzino, forse frequentante la scuola media era seduto ad uno dei tavoli e stava divorando una pizza. Dopo aver terminato si diresse a pagare ed uscì dal locale.

Jay, senza farsi notare si avvicinò al suo tavolo e prese la carta in cui era avvolto il pezzo di pizza che il ragazzo aveva mangiato.

Una volta che tutto fu pronto, pagò ed uscì dalla tavola calda con la busta in una mano e la carta nell'altra.

Barcollando un po' e rabbrividendo per la differenza di temperatura presente all'esterno del locale, si diresse verso Hailay facendo in modo che lei lo notasse. Faceva finta di aver terminato di mangiare. Poi prima di salire in auto appallottolò la carta gettandola nel cassonetto facendo sempre in modo di essere visto.

- Scusa avevo una fame da lupi non sono riuscito ad aspettare - disse Halstead salendo in auto. - con il profumo che c'era in quella tavola calda era impossibile aspettare per mangiare.

Hailey era felice e soddisfatta. Ancora una volta aveva indovinato di cosa aveva bisogno il suo partner, o per lo meno pensava di averlo fatto.

Jay, dal canto suo, per tutto il viaggio, aveva tenuto gli occhi chiusi, si era ancora una volta addormentato coccolato dal calore che si diffondeva nell'auto.

La sua collega che lo osservava non poteva che trovare strano il suo comportamento.

Possibile che si addormentasse in ogni posto? Quando lei era in ospedale dormiva perché era stanco, ma ora?

- Possibile che la laringite causi sonnolenza? - pensò Hailey

Immersa nei suoi pensieri la detective quindi parcheggiò l'auto.

Ovviamente fece vari rumori, alcuni anche volontariamente, ma nulla sembrava svegliare il detective.

- Ehi Jay simo arrivati. Dobbiamo entrare. - disse lei scuotendolo un po'.

Il detective aprì leggermente gli occhi ed a fatica si accinse a scendere dall'auto.

- Sei sicuro di star bene? - gli domandò lei correndogli al fianco.

- Si sto bene - rispose con un filo di voce.- sono solo assonnato.

Non appena inizio a parlare una crisi di tosse lo lascio quasi senza fiato.

Venendo ciò quindi Hailey gli domandò nuovamente:

- Ne sei sicuro? -

- Sì, stai tranquilla. La dottoressa mi ha dato una pastiglia per l'emicrania prima di fare l'interrogatorio, e mi aveva avvertito che avrei potuto avere sonnolenza. - rispose dopo essersi ripreso.

Hailey si tranquillizzò un po per la spiegazione ed i due si diressero poi dentro il distretto. .