Antonio ed Adam, sentita richiesta d'aiuto di Jay via radio, si misero immediatamente all'inserimento del ragazzo.

Intanto i due si dirigevano verso l'argine del fiume che attraversa la città di Chicago.

Halstead gli andava dietro cercando di correre il più velocemente possibile. Tutto il suo corpo faceva male, respirava con difficoltà e si sentiva affaticato già dal minimo sforzo. Per non parlare della tosse che via via quel giorno era diventata da secca a grassa piena di catarro.

Erano giorni ormai che tossiva senza sosta, sperava però che con il passare dei giorni ciò sarebbe migliorato, invece non era stato così.

Ipotizzava fosse un comune raffreddore, ma più giorni passavano e più aveva la consapevolezza che non lo fosse. Pensava comunque non fosse necessario chiedere aiuto, non credeva fosse nulla di grave.

Nonostante come si sentisse però voleva e doveva svolgere al meglio il suo lavoro.

Continuava a correre dietro al ragazzo quando quest'ultimo si arrampicó sul ponte per lanciarsi nel fiume. Stava per saltare quando Jay lo afferrò per una caviglia. Cadendo da lì sarebbe sicuramente riuscito a scappare nuotando. Halstead voleva fermarlo ed in più avrebbe fatto di tutto per evitare di fare un altro bagno.

Il detective cercava di tenere duro sorreggendo con un braccio inizialmente e poi con due la gamba del rivercato. Provava forti dolori in tutto il corpo, alle braccia per lo sforzo che stava facendo ed al petto per la tosse, al quale sentiva anche un senso di oppressione.

Mentre cercava di reggere il peso dell'uomo tenendo la caviglia con tutte le forze che aveva e grazie all'adrenalina, nella sua mente sperava e pregava che i suoi colleghi arrivassero presto per aiutarlo.

Il ragazzo cominciava comunque a dimenarsi perché voleva essere lasciato andare, non facendo altro che aumentare le difficoltà del detective.

Per fortuna non passò molto ed Antonio ed Adam arrivarono vicino al ponte e per pochi istanti osservarono la situazione prima di intervenire.

Jay stringeva i denti, era molto pallido in viso ed era molto sudato come se avesse fatto una maratona.

Ruzek e Dawson subito presero il ragazzo che penzolava dal ponte, lo tirarono su e lo ammanettarono. Poi Adam lo prese con sé per portarlo dal sergente ed andare ad interrogarlo al distretto, invece Antonio rimase ad aiutare il collega.

Jay era rimasto a terra carponi ansimando.

Poco dopo fu colto dell'ennesima crisi di tosse che lo fece vomitare a terra ciò che aveva nello stomaco assieme a del catarro.

Rimase con la schiena appoggiata al muro del ponte per riprendersi un po' e fu in quel momento che si accorse che Dawson era silenziosamente seduto al suo fianco.

- Ehi Jay, come va? - chiese quest'ultimo

- Sto bene... Devo solo... riprendere fiato - rispose ansimando.

- Ti ha distrutto questo ragazzo - disse scherzando Il detective anziano

- Sono un po' fuori forma - spiegò Jay.

Poco dopo sorreggendosi dal braccio del suo collega si alzò ed una volta sentitosì abbastanza stabile da potersi muovere si diressero verso il resto del gruppo.

Era molto pallido ed aveva le guance alla Heidi, belle rosse.