4 Years Later
Erano passati quattro anni da quando Caroline aveva ceduto all'idea di co-genitorialità. A Klaus era permesso trascorrere il weekend con Lizzie, ma dovevano restare lì a New York, non lontani da Caroline. Caroline si era trasferita tre anni prima nella grande mela per lavoro. E per quanto Klaus amasse di più l'idea di New York rispetto a Mystic Falls, non poteva che essere geloso del fatto che molti uomini corteggiavano o condividevano il letto di Caroline. Non che ne parlassero apertamente, ma aveva sempre qualcuno che gli riferiva notizie.
Se da una parte era sollevato dal fatto che si fosse lasciata Enzo alle spalle, dall'altra parte odiava che qualcuno che non fosse lui vedesse regolarmente sua figlia, o dormisse con la donna che lui amava. Non c'era stata donna che era entrata nei suoi pantaloni negli ultimi quattro anni e non c'era stata donna che avesse attirato la sua attenzione. Lui amava Caroline e se per vederla doveva accontentarsi di qualche momento mentre prendeva o lasciava Lizzie a casa, allora lo avrebbe fatto.
Lui e Hope, nonostante le difficoltà che l'adolescenza comportava, erano riusciti ad allacciare i rapporti. Hope amava i lupi, ma non vivere nel Bayou e il fatto che tornando ad amare suo padre, avesse come conseguenza quella di poter vivere tranquillamente nel complesso, era una cosa a cui non era disposta a rinunciare. Inoltre fu entusiasta di conoscere sua sorella e anche se aveva sperato che Caroline tornasse a New Orleans con loro, poter riavere Caroline nella loro vita, anche se parzialmente, era una cosa che la rendeva felice.
Caroline stava preparando la colazione quando suonò il campanello. Fu sorpresa di vedere una donna che non conosceva, mentre teneva pacchi regalo in mano. "Freya mi ha detto di portarti questi, sono Keelin" si presentò la donna, facendo sbarrare gli occhi al vampiro.
Freya aveva rivisto Caroline subito dopo aver trovato casa a New York. Era stata Caroline a contattarla e a chiederle scusa per essere scomparsa e per averla esclusa dalla vita di sua nipote. Freya aveva accettato il gesto distensivo e le aveva offerto aiuto per il trasloco, cosa di cui Caroline era molto grata. La frizzante vampira ricordava come fosse ieri, la gioia di Freya quando aveva preso Lizzie in braccio la prima volta. E ricordava anche la gelosia di Rebekah quando vide che Lizzie era ammaliata dagli incantesimi di Freya, e non era più l'unica Mikealson nel suo cuore.
Freya aveva detto a Caroline che stava frequentando qualcuno, ma non si aspettava di vedere quel qualcuno il sabato mattina alla sua porta, senza alcun invito e senza preavviso. "Freya non mi aveva detto che saresti passata" si scusò Caroline, mentre si spostava per permettere alla donna di entrare.
"Non te l'ho detto perchè non ho bisogno di un invito per presentarti la mia fidanzata" fece eco la voce della strega. Caroline guardò una divertita Freya che se ne stava appoggiata alla macchina mentre mostrava sfacciatamente un diamante sul suo anulare.
"O mio Dio" strillò Caroline correndole incontro e andando ad abbracciarla "Quando ti ha chiesto di sposarla? E perchè non me l'hai presentata prima se era una cosa così seria?" la rimproverò bonariamente Caroline facendo ridere la Mikealson più anziana.
"Aspettava di avere l'anello al dito prima di rendere ufficiale la nostra storia" borbottò Keelin in lontananza, facendo ridere le due donne "Dove posso mettere la pila di regali che la mia futura sposa mi ha dato per Lizzie?" chiese il lupo mannaro, mentre Caroline trascinava Freya dentro casa e aiutava Keelin a portare i pacchi dentro.
"Se mi aveste avvisata non avrei permesso a Klaus di portare via Lizzie questo fine settimana. Così avrei potuto presentartela" disse Caroline guardando Keelin.
Avere Rebekah e Stefan che l'aiutavano con la bambina era una manna dal cielo, e Caroline era grata del fatto che Rebekah avesse deciso di unirsi a lei nel suo progetto lavorativo. D'altronde al liceo avevano lavorato bene nonostante si odiassero, e mille anni di buongusto non erano da sottovalutare. Stefan aveva invece deciso di aprire un pub per vampiri insieme a Damon, dove una volta si trovava Gloria, vecchia amica di Klaus, Stefan e Rebekah negli anni '20. Elena non era molto d'accordo con questa idea, infatti stava ancora studiando medicina e sperava che una volta laureata avrebbe potuto convincere Stefan e Damon a fare qualcosa di diverso.
Caroline fu riportata alla realtà dalla voce di Freya. "Niklaus mi avrebbe ucciso se gli avessi tolto del tempo con Lizzie, ma io e Keelin siamo qui in cerca di abiti da sposa, quindi potremmo stare a New York per qualche giorno. Ho già avvisato Rebekah per evitare che vada in escandescenza qualora fosse l'ultima a saperlo" precisò la strega facendo ridere Caroline. Rebekah aveva fatto i capricci per mille anni, e di certo non avrebbe smesso ora.
"Dove alloggiate?" chiese Caroline incuriosita, mentre preparava il caffè.
"Si scopre che la mia famiglia ha diverse proprietà qui a New York, tra cui una galleria d'arte di Niklaus, due aziende di Elijah, uno strip club di Kol e due ville intestate a Rebekah" elencò Freya facendo sbarrare gli occhi a Keelin e inarcare un sopracciglio a Caroline.
"Kol ha uno strip club qui a New York?" chiese incredula, mentre Freya annuì storcendo il naso.
"Sarà felice sua moglie" fece notare Keelin con giudizio.
Caroline ricordava la prima volta che aveva rivisto Kol e Davina e francamente fu sorpresa che avessero tentato di riallacciare i rapporti con lei. Se da una parte non la sorpresa Elijah, che immaginava volesse far parte della vita di Lizzie e aveva a che fare con un Klaus pazzo nella propria abitazione, storia diversa era per Kol e Davina. La strega era amica di Camille, e Kol aveva visto in lei, sempre la nemica che aveva portato alla sua morte. Inoltre Davina era stata l'artefice della resurrezione di Camille, e se lo aveva fatto, si aspettava che la vampira si riavvicinasse a Klaus come aveva fatto anni prima. Caroline riservò a tutti e tre un trattamento di freddezza ma di cordialità. Era stata Miss Mystic Falls, aveva subito le critiche di tutti, amici compresi, durante la sua adolescenza eppure aveva sempre mantenuto una maschera di cordialità e finta stupidità. L'unica persona a vederla crollare era stata Matt, dopo l'ennesima volta che Elena le preferiva Bonnie e lui e Stefan preferivano Elena.
Elijah, sicuramente il più intelligente dei tre, aveva capito che Caroline non li aveva perdonati e non era intenzionata a farlo e che del suo 'Sempre e per sempre' se ne fregava altamente, però aveva ammirato la giovane donna, i suoi progetti e il fatto che avesse mantenuto un punto con Niklaus. Sicuramente non era da tutti riuscire a tener testa ai capricci di suo fratello, e non era da tutti dire di no e avere la fortuna di raccontarlo. Il cambiamento di Elijah però, Caroline lo accostava a Katherine. Elijah aveva saputo che era viva e che senza Klaus ad ostacolare la loro felicità, avrebbe potuto provare dopo 500 anni ad entrare in una relazione con lei, e casualità, Caroline Forbes, la piccola vampira tanto sottovalutata da Elijah, era sua amica.
Davina e Kol invece erano interessati soprattutto a Lizzie e alla sua magia, le avevano portato regali e a volte chiedevano foto, ma Caroline non aveva intenzione di farli entrare nella loro routine, quindi non li invitava mai a restare e non era lei ad invitarli per una riunione natalizia o qualcosa del genere. Se da grande Lizzie fosse stata più legata con Freya e Rebekah, la colpa non sarebbe stata sua, ma del fatto che erano le zie a lei più vicine.
Hayley accompagnava Hope a volte. Si era dimostrata cordiale e si era anche scusata per essere stata una stronza. E mentre vedeva Hope girare incuriosita intorno a sua sorella, aveva provato a mediare tra Caroline e Klaus, ritrovandosi ad elogiare e difendere quest'ultimo. Ma Caroline le fece presente che non aveva intenzione di sentire le sue storie e che le avrebbe impedito di portare Hope, se avesse continuato a usare questi stratagemmi.
Una cosa di cui gli originali non sembravano essere a conoscenza era la testardaggine di Caroline. Caroline poteva soffrire, piangere ogni notte, sentirsi sola, ma il suo orgoglio ferito, unito al fatto che era stata lasciata su due piedi da quello che pensava fosse il suo amore epico, era impossibile da dimenticare. Quindi continuò a vedere altri uomini, continuò a cercare la felicità altrove. L'unica a conoscenza dei suoi sentimenti era Elena. Perchè Bonnie le avrebbe cancellato volontariamente la memoria di Klaus, e Rebekah l'avrebbe gettata tra le braccia del fratello, dopo averle gridato contro. Katherine era un no comment. Si trovava dall'altra parte del mondo, e veniva a trovare lei e Lizzie spesso, ma non amava l'idea di vivere la vita come una comune umana, quindi la sedentaria vita di New York non era per lei.
Klaus non aveva più provato a chiarire. Caroline lo vide ferito e provò un piacere sadico in questo. Si assicurava di andare a letto con lo stesso uomo il venerdì sera, cosicché Klaus potesse annusarlo sulla sua pelle, il giorno successivo. Ma poteva vederlo ringhiare frustrato, poteva vedere i suoi occhi lampeggiare quando scopriva che non sarebbe rimasta a girarsi i pollici il sabato, mentre lui e Lizzie erano insieme.
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Un fine settimana, poco dopo il compleanno di Lizzie, Klaus era andato con sua figlia allo zoo, Caroline aveva del lavoro da fare e aveva declinato l'invito che Klaus le aveva comunque esteso. Un conto era aiutarli a costruire un legame padre-figlia, un altro era giocare ad essere la famiglia perfetta. Inoltre Caroline aveva lavoro da fare nella sua azienda, quindi avrebbe approfittato della giornata senza Lizzie per potersi dedicare appieno al suo lavoro. Organizzare eventi non era difficile per Caroline Forbes, ma farlo mentre teneva d'occhio Lizzie che scorrazzava ovunque era un'impresa.
Poche ore dopo Caroline stava finendo di sistemare le composizioni floreali di un evento, quando un Klaus furioso e senza Lizzie varcò la soglia.
"Dov'è Lizzie?" chiese preoccupata la bionda, mentre lui ordinava a tutti di andarsene "Klaus che diavolo stai facendo?".
"Non sarò il padre divertente che trascorre i fine settimana con la figlia, mentre lei vede un altro uomo come suo padre" urlò furioso facendo sbarrare gli occhi a Caroline "Ho accettato che viveste lontano da New Orleans, ho accettato la stupida idea di custodia congiunta, ho accettato di essere presente nel weekend e che altri uomini dormissero sotto il tuo stesso tetto. Ma non starò a guardare mentre mia figlia chiama un altro uomo papà" urlò furente.
Caroline sbarrò gli occhi sorpresa "Ha chiamato un altro uomo papà?". L'occhiataccia di Klaus le fece intuire che non stava scherzando.
"Non è questo il punto" si difese facendole inarcare un sopracciglio.
"Penso che questo sia proprio il punto. Lo ha fatto o no?" chiese Caroline facendo scuotere la testa a Klaus.
"Abbiamo incontrato quello stupido umano" iniziò a raccontare camminando avanti e indietro nel suo ufficio, i pugni serrati e le labbra strette.
"Quale stupido umano?" lo interruppe Caroline.
"Brad o come diavolo si chiama" sbuffò mentre Caroline stringeva le labbra ispirando profondamente, prima di fargli cenno di continuare "Gli ha chiesto se era ancora disposto ad andare con lei per la festa del papà nel suo asilo". Caroline lo guardò incredula e finalmente capì la furia di Klaus.
"Probabilmente è dovuto al fatto che è mercoledì e ha pensato che non saresti andato comunque" provò a ragionare, ma Klaus afferrò uno dei vasi nel tavolo e lo lanciò dall'altra parte della stanza. Caroline chiuse gli occhi ma non osò fermarlo. Poteva vedere le iridi gialle lampeggiare negli occhi e il lupo protettivo prendere il sopravvento.
"Perchè tu mi impedisci di vederla durante la settimana. Mentre quell'inutile umano vive con mia famiglia tutto il tempo" urlò facendo un passo minaccioso verso Caroline, che indietreggiò spaventata, prima che Klaus si allontanasse. Era furioso ed era furioso con Caroline, perchè sua figlia non lo vedeva come padre a causa sua, ma non le avrebbe fatto del male.
"Klaus mi dispiace. Parlerò con Lizzie" provò a giustificarsi la bionda. Dio, sembrava che la parola pace non fosse nel suo calendario. Voleva rilassarsi e organizzare il matrimonio di una stupida viziata di Manhattan e invece si era ritrovata in mezzo ad una scomoda situazione che non aveva previsto.
"Verrai a New Orleans" esclamò Klaus con serietà.
"Che cosa? Assolutamente no, non puoi dirmi cosa fare Klaus" si avvicinò a lui furente. Non poteva essere serio.
"Ucciderò quell'uomo Caroline" le lanciò uno sguardo penetrante, era una verità, non una domanda!
"Stai scherzando Klaus? Tu non hai alcun diritto di minacciare qualcuno di innocente, perchè non ti piacciono le conseguenze delle tue azioni" strillò furiosa, spingendolo indietro.
"Non puoi ancora rinfacciarmi di aver chiesto una stupida pausa Caroline. Sei sparita, non ho avuto il tempo di parlare con te, spiegarti le mie parole".
Caroline sbarrò gli occhi. Klaus era un completo idiota se pensava che lei avesse dimenticato cosa aveva fatto "Spiegarmi le tue parole? Sei andato a letto con un'altra donna perchè la amavi, e io sono stata solo un fottuto rimpiazzo per 7 anni, non avevi idea di cosa provavi per me e dovevo restare a guardare?" chiese con gli occhi lucidi.
"Mi dispiace Caroline, mi dispiace davvero" disse quasi con ironia "Ma quella che mi stai portando via è mia figlia" aggiunse con serietà.
"Sapevo che avrei dovuto andar via quando Rebekah mi ha trovato" sbottò Caroline con le lacrime gli occhi "Sapevo che non ti avrei dovuto dare la possibilità di essere un padre, perchè te ne saresti approfittato" scosse la testa Caroline, prima di puntare il dito sul petto di Klaus "Tu non hai alcun diritto di andarmi contro. Ho pianto e sofferto per te per anni Klaus. Ho passato la mia gravidanza in uno stupido e confortevole cottage, perchè avevo paura che i tuoi folli nemici avrebbero ucciso la mia bambina. Sono scappata perchè tu amavi un'altra donna e scopavi con lei, mentre io ero incinta del tuo secondo fottuto bambino miracoloso. E non hai alcun diritto di comportarti come una vittima. Ti ho detto che avrei parlato con Lizzie, e lo farò, ma se non ti vede come padre, e perchè hai perso il diritto di esserlo nel momento in cui mi hai tradito" urlò piangendo.
Klaus la guardò con gli occhi velati di lacrime. La donna forte, bellissima, piena di luce davanti a lui era adesso fragile, si stava sgretolando davanti ai suoi occhi e lui era l'unico responsabile che l'aveva distrutta. Lui la amava, Dio la amava anche quando tentarono di ucciderlo più di quindici anni prima, eppure l'aveva distrutta, come aveva distrutto tutto ciò che toccava. E stava per rovinare anche la vita di sua figlia, che preferiva un umano amorevole e innocente piuttosto che il mostro che era lui.
Annuì e abbassò lo sguardo "Hai ragione Caroline. Io non merito Lizzie o te. Non vi ho mai meritate. Non merito Hope o l'incondizionato amore dei miei fratelli. Aveva ragione Bonnie Bennett quando mi ha chiamato distruttore, perchè sono come mio padre. Sono un mostro e ho rovinato la tua vita, e per quello mi dispiace. Ma non rovinerò quella di Lizzie, quindi andrò via, scomparirò dalle vostre vite e potrete andare avanti. Chiederò ai miei fratelli di fare altrettanto e non permetterò ai miei nemici di arrivare a ferirla come hanno fatto più volte con Hope. Non smetterò di finanziare la sua vita, so che puoi provvedere ad entrambe, ma ho bisogno di fare qualcosa di distaccato ma che le arrivi comunque. La amerò per sempre, come amerò per sempre te. Permettimi solo di dirle addio".
Le lacrime scorrevano sul viso di entrambi. Era la chiusura di un cerchio. Era la fine di una storia che da epica era diventata disastrosa. E Caroline non riuscì a trattenere i singhiozzi mentre si lanciava su di lui e lo abbracciava con tutta la forza che aveva. Non era sollievo, era un macigno ancora più grande che si posava nel suo petto. Caroline lo stava perdendo nuovamente e non poteva, perchè anche se lo odiava, una parte di lei lo amava ancora.
Klaus ricambiò la stretta ferrea. Amava la donna tra le sue braccia e per quattro anni l'aveva amata a distanza. Camille era stato un errore, un errore di dimensioni enormi che aveva distrutto la sua vita. Se non avesse avuto Hope al suo fianco e la vana speranza che Caroline lo facesse rientrare nelle loro vite, sarebbe caduto in una spirale senza precedenti.
La sua famiglia era stata al suo fianco e lo aveva amato nonostante tutto. Tutti si erano scusati per aver cercato di spingerlo verso Camille e tutti ne stavano pagando le conseguenze con lui.
Una parte di lui voleva uccidere Camille, ma uccidere una persona che aveva avuto solo la colpa di amarlo e la presunzione di pensare di essere ricambiata e essere immortale per lui, era meschino e di dubbio gusto. Sapeva che non avrebbe dovuto dire parole importanti come quelle che le aveva detto in punto di morte. Erano tutte amplificate dal fatto che non l'avrebbe più rivista e dai sensi di colpa per essere morta a causa sua. Odiava Davina per essere così tanto a corto di amici dall'aver riportato in vita Camille pur di non essere sola. Odiava se stesso perchè il suo vero amore, il suo amore epico, era tra le sue braccia e forse sarebbe stata l'ultima volta che l'avrebbe tenuta.
Sarebbero rimasti in eterno a piangere gli uni avvolti nell'abbraccio dell'altro se la porta non fosse stata spalancata e Lizzie non fosse entrata. Caroline non voleva farsi vedere in lacrime dalla figlia, ma era sveglia, proprio come suo padre e immediatamente tramutò la sua espressione felice in una triste e interrogativa.
"Perchè tu e papà piangete?" chiese Lizzie a Caroline, mentre Caroline si allontanava a malincuore da Klaus.
Klaus si schiarì la gola e si inginocchiò davanti a sua figlia "A volte gli adulti piangono raggio di sole, proprio come te. Ma la mamma sta bene e starai bene anche tu" le disse col cuore in mano. Caroline trattenne un altro singhiozzo e Klaus si voltò verso di lei, chiedendole silenziosamente se doveva dire a Lizzie che stava andando via o se glielo avrebbe detto lei. Caroline si asciugò le lacrime e fece un respiro profondo.
"Papà vorrebbe accompagnarti a scuola per la festa del papà" disse a Lizzie, mentre padre e figlia si voltavano a guardarla con le stesse espressioni sorprese.
"Anche se non è il fine settimana?" chiese Lizzie mentre la sorpresa lasciava spazio all'eccitazione "Vuoi venire con me?" i suoi occhi brillavano di gioia.
Klaus guardò l'affetto negli occhi di sua figlia e sorrise. Non meritava nulla eppure sua figlia lo amava. Si voltò verso Caroline e lei fece un piccolo cenno del capo. Klaus le strinse la mano grato, prima di prendere Lizzie in braccio e farla girare estasiato. "Certo che verrò con te amore".
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Avevano portato Lizzie a cena e l'avevano messa a letto, poi erano andati in soggiorno, una lunga chiacchierata e una bottiglia di bourbon li attendeva. Erano volate parole pesanti in quello studio prima che entrambi cadessero a pezzi, ma questo dove li lasciava?
Fu sorprendentemente Caroline a iniziare a parlare. "Mi dispiace per averti reclutato al genitore del weekend. Ho odiato mia madre per avermi tenuta lontana da mio padre finchè a sedici anni non presi la patente e andai a trovarlo spontaneamente, eppure stavo facendo lo stesso con Lizzie. Non andiamo d'accordo e non mi fiderò mai più di te. Ma mi fido di te con Lizzie, anche quando vi chiedo di non allontanarvi o restare nelle vicinanze. Ho solo paura di perderla e odio non tenerla d'occhio. Possiamo trovare una nuova soluzione".
Klaus annuì grato per l'apertura. Il fatto che avesse premesso che non si sarebbe mai più fidata di lui lo distruggeva, ma non poteva riconquistare la sua fiducia dandole spazio come aveva fatto negli ultimi anni. "Mi dispiace aver minacciato di portare via Lizzie a New Orleans. Non l'allontanerei mai da te e so che la tua vita è a New York al momento".
"Siamo d'accordo su un punto" Caroline bevve un sorso di bourbon e annuì alle parole di Klaus. Aveva costruito una vita a Manhattan e non voleva mandare tutto in aria. Per sette lunghi anni aveva amato Klaus e New Orleans, ma il soprannaturale e vivere con i Mikealson non le avevano regalato che qualche giro di shopping e cene sontuose. Non lavorava, non aveva un hobby se non occuparsi di Hope e aiutare i Mikealson con i loro nemici. Klaus non voleva che lavorasse perchè erano ricchi come la merda e non ne avevano bisogno. Ma Caroline aveva scoperto che se Stefan o Rebekah preferivano rifare il liceo e studiare, il suo sè vampiro preferiva essere una donna in carriera. New York l'aveva forgiata.
"Non ho alcun diritto di giudicare le persone che frequenti e terrò per me i commenti poco lusinghieri nei confronti dei tuoi pretendenti. Ma voglio che Lizzie sappia che sono io ad essere suo padre" Klaus si versò dall'altro alcool e vide Caroline annuire. "Ti amo Caroline e nonostante ho tentato di cancellare i miei sentimenti per te, non ci riesco. Sono innamorato di te e so che lo sei di me, ma capisco perchè non vuoi che torniamo insieme. Non sono stupido, ti ho deluso e ho deluso me stesso. Ti ho tradito e non solo fisicamente, ti ho chiesto spazio e me ne pento ogni singolo giorno. I mesi in cui non avevo tue notizie sono stati strazianti, sono stati mesi bui che spero di non rivivere mai più, e se questo significa cercare di essere tuo amico, un co-genitore, e significa vederti trovare la felicità con qualcun altro, lo accetto" Klaus la guardò con una serietà che non aveva mai visto nel suo sguardo, se non quando anni prima dopo averla salvata da Alaric, le aveva chiesto se stava bene.
Caroline deglutì mentre giocherellava con il suo bicchiere di bourbon. Sapeva di amare Klaus e sapeva che lui la amava, ma entrambi erano d'accordo sul fatto che lei non si fidava di lui. Forse mai era un tempo troppo lungo per gli immortali, ma non era disposta a forzare le cose perchè sarebbe andata meglio. Se fosse tornata con Klaus lui l'avrebbe trattata come una regina, l'avrebbe rispettata e amata e magari si sarebbe anche stufato di lei, perchè si sarebbe ripromesso di avere un comportamento impeccabile. Caroline d'altro canto, avrebbe continuato a dubitare della sua fedeltà, sarebbe diventata ossessiva e non lo avrebbe mai lasciato respirare. Camminare sui gusci d'uovo era il peggior modo per viversi una storia, dunque non era un opzione al momento. La fiducia doveva essere riconquistata, il rapporto andava ricostruito da zero, e il passato andava inscatolato, e quattro anni erano troppo pochi rispetto alle sofferenze che Caroline aveva patito.
"Una volta ti ho detto che se volevi la mia amicizia dovevi dimostrarmi che potevo fidarmi di te. L'unico anello che ci unisce è Lizzie. Mi fido di te con lei, quindi va bene Klaus, cercheremo di essere sullo stesso piano. Io sono libera di frequentare chi voglio e tu sei libero di frequentare chi vuoi. Entrambi sceglieremo insieme se e quando è il caso di presentare i nostri partner a Lizzie, perchè non voglio che lei sia confusa o che pensi che un altro uomo possa essere suo padre. Ha due genitori e sono più che sufficienti".
Caroline voleva dire a Klaus che poteva anche tornare a frequentare la terapista, ma Rebekah era stata piuttosto dettagliata quando aveva detto che Klaus aveva concluso le cose con Camille. Lei e Klaus non ne avevano parlato, ma Caroline era consapevole che Klaus aveva solo creduto di amare Camille perchè era improvvisamente tornata dai morti. Se lei non avesse lasciato Stefan e lui fosse morto e lei fosse andata da Klaus, probabilmente anche lei sarebbe stata confusa tra i due. Non era ipocrita, ma non era piacevole trovarsi nella posizione in cui si era trovata lei. E c'era il fatto che non avrebbe lasciato Klaus ma avrebbe parlato con Stefan e gli avrebbe spiegato di essere andata avanti e che avrebbe dovuto risolvere i suoi sentimenti contrastanti. Inoltre non ci sarebbe andata a letto insieme e soprattutto non avrebbe urlato a Klaus cose discutibili come quelle che lui le aveva urlato. Sicuramente i suoi amici si sarebbero schierati con Stefan, proprio come la famiglia di Klaus si era schierata con Cami, ma avrebbero sbagliato.
"Hope ha quasi 14 anni e inizierà il liceo quest'anno. Ama New York e ogni volta che viene qui è difficile trascinarla via. Vorrei parlare con Hayley e vedere cosa ne pensa, ma se Hope deciderà che preferisce studiare a New York piuttosto che a New Orleans, mi trasferirò qui con lei" Klaus in realtà non aveva dubbi su come sarebbero andate le cose. Hayley non avrebbe abbandonato il branco, ma avrebbe accettato che sua figlia avesse una buona educazione e sarebbe stata lontana dal dramma soprannaturale di New Orleans, quindi si sarebbe trasferita o avrebbe fatto da spola tra le due città. Hope sarebbe stata entusiasta e l'idea di poter vedere più spesso Caroline e Lizzie l'avrebbe resa felice. Klaus sapeva che era stata Caroline a convincere Hope a ricominciare a dipingere con lui, ma evitava sempre riferimenti ai mesi di lontananza.
Caroline aveva sbarrato gli occhi. Voleva trasferirsi qui e lasciare la sua città? "Klaus è una decisione enorme da prendere, ed Hayley? La tua famiglia?".
"Hayley odia che Hope stia a New Orleans e la mia famiglia può fare ciò che vuole. Non è come scegliere tra due libri che preferisco, Lizzie è mia figlia e se voglio crescerla devo vivere qui. Potrei tornare a New Orleans a supervisionare le cose, ma Marcel sarebbe felice di prendere il mio posto. Gliel'ho portato via quindici anni fa ed è passato da re a semplice vampiro. Rimane una bella oppurtunità che potrà dividere con Elijah se decide di restare lì" Klaus scrollò le spalle e versò da bere ad entrambi.
"Ma quella è la tua città, l'hai costruita" cercò di farlo ragionare Caroline.
Serviva seriamente che lei andasse via e avessero una figlia per trascinarlo lontano da lì? Se lo avesse saputo prima, avrebbe fatto le valigie anni prima, pensò ironicamente.
"Ora amore siamo immortali. Un giorno torneremo a New Orleans, ma non è questo il momento" Caroline cercò di ignorare il 'noi' nella frase di Klaus "In ogni caso sappiamo entrambi che ti sei sentita più bloccata lì che a Mystic Falls" ed era evidente che la conoscesse bene.
"Non c'era molto da fare. Era tutto un 'uccidiamo quello e lanciamo un ballo se lo sconfiggiamo'. A Mystic Falls organizzavo eventi. Qui anche" alzò le spalle Caroline.
"Lo so" ammiccò Klaus "E mi piace che hai trovato la tua strada. E comunque Rebekah si è trasferita qui con Stefan, la tua amica doppelganger vive qui con l'altro Salvatore. Bonnie Bennett gira il mondo ma viene a trovarti spesso. Hai scelto una bella meta" alzò le spalle Klaus e Caroline gli diede un pugno sul braccio offesa. Non è colpa sua se tutti hanno deciso di seguirla. Inoltre New York era grande ed era più facile stare qui senza che tutti notassero che non invecchiavano.
Quando l'indomani mattina Caroline si svegliò era a letto. Non ricordava di esserci arrivata, ricordava solo come l'alcool avesse aiutato nella sua conversazione con Klaus e li avesse portati a ridere serenamente. Si accorse che a parte le scarpe era vestita e che quindi era stata messa a letto da Klaus. Sicuramente era stata una buona mossa quella di non cambiarla, o Caroline gli avrebbe dato un pezzo della sua mente. Voltandosi verso il comodino si accorse che erano già le 10 ed era decisamente tardi. Klaus solitamente affittava una stanza d'albergo vicino il grande appartamento a due piani di Caroline e alle 10 passava a prendere Lizzie.
Quando Caroline uscì dalla stanza sentì l'odore della colazione e le risate di Lizzie. Scese al piano di sotto e vide Klaus ai fornelli. Si morse il labbro per evitare di sorridere alla scena casalinga e li guardò ridere insieme. Probabilmente non sarebbe stato difficile essere amici.
NOTE:
CIAO A TUTTI!
Dopo tanto tempo sono tornata. Il capitolo era scritto e pronto, così come gli ultimi due, ma il mio computer si è rotto, e sono andati persi! Ho fatto fatica a riscrivere il capitolo, non era mai uguale al primo, e non mi piaceva tanto quanto quello e allora l'ho messo da parte. Ma amo questa storie e odio chi lascia le storie incomplete, quindi ho fatto uno sforzo e anche se non mi soddisfa appieno, ho deciso di pubblicarlo.
Sono passati 4 anni dall'ultimo capitolo, cioè da quando Klaus è arrivato a Mystic Falls dopo aver scoperto di Lizzie.
Ho inserito un pò di Freya e Keelin, ma non erano il centro del capitolo, solo un input per far chiarezza sui rapporti che vi sono tra Caroline e i Mikealson. Si accenna alla banda di Mystic Falls, ma proprio come i Mikealson, non sono il centro del capitolo. Mi scuso per eventuali errori, ma se l'avessi riletto non l'avrei più pubblicato.
