Notti di nozze, notti insonni.

La festa è terminata, gli ospiti sono andati via tutti, tranne padre Jacques che pernotterà qui a palazzo perché il suo monastero è a un giorno di viaggio da qui, sussurro all'orecchio della mia neo sposa: Ludovica, mia cara, perché non ti vai a preparare per la notte? Voglio che tu sia bella e profumata per fare quattro salti."

"Augustin! Ah ah ... dopo tutto questo ballare tu ... ancora? Ah ah ah!" Sorrido maliziosa alle parole del mio neosposo, così vivace ed allegro.

"Suvvia mia cara e dolce Ludovica, tu mi conosci bene e sai che generi di salti intendo!"

"Ah ah ah ah .."

Sono nel salone con mio marito Reynier a bere un dolcetto, anche se molto distanti, vedo mio suocero e la sua sposa ridere, all'improvviso sento un soffio nell'orecchio accompagnato da una voce, è mio marito: "Ma lo vedi come sono felici? Che ne diresti se stanotte mi facessi entrare nel tuo letto?! ... Sapessi quanto ti desidero, mia bellissima Lorene!"

"Reynier! Sei uno sfacciato! Decisamente non ci siamo!" Rispondo decisa ed indispettita, possibile che mio marito sia così terreno? Ma un poco di dolcezza, di corteggiamento …..

"Ma come?! Stasera non mi hai dimostrato che sei gelosa e mi ami? Cos'altro debbo fare per averti?"

"Corteggiarmi! Rispettarmi! Dimostrarmi che mi ami!" Rispondo fiera sorseggiando il mio vino. Reynier è così...così...come è difficile resistergli!

"Ma cos'altro devo fare?! Ma lo sai che per amor tuo non vado più a donne? Ma ti pare poco? Un altro uomo, al mio posto, si sarebbe deliziato da un pezzo invece io no. Voglio te solamente!"

Lorene si allontana, afferro la sua mano, la tiro a me, la stringo al mio petto e sussurro dolcemente sulle sue labbra: "Più romantico di così muoio! ... Ma non senti quanto ti amo! ... Ah se solo tu sapessi che sofferenza per me, vederti e non poterti toccare!"

"Oh ... Reynier ... io ..." mi perdo nei suoi occhi, così azzurri, profondi. E le sue labbra sono così invitanti che io ...sento che sto per cedere ….. mi sento immensamente attratta da quest'uomo. Devo ammettere che è davvero affascinante.

Mio padre si è dileguato, nella sala non c'è più nessuno, oso. Prendo in braccio mia moglie e la porto su per lo scalone.

Sento le braccia forti e muscolose di Reynier sollevarmi e prendermi in braccio. È così deciso, affascinante, intraprendente e seducente!

"Oh ... Reynier!"

"Oh finalmente, mia amata Lorene!"

Vedo mio fratello percorrere il corridoio con in braccio sua moglie, con voce grave dico: "Fermi lì! Un momento voi due, dove credete di andare?"

"Clotilde! Ma cosa vuoi ancora?! Ma non dormi?"

"Io dormire dopo quanto accaduto?! Reynier, ciò che è accaduto stasera durante la festa è scandaloso! Ballare in quel modo ... Ahhhh il demonio aleggia in questo palazzo!"

"Ma di cosa stai parlando?! Dico ... ma a te il convento fa male, sai. Comunque ora scusaci, abbiamo da fare, noi!" Poi sistemo meglio mia moglie, la stringo ancora un poco e mi allontano.

"Niente affatto! Voi due stasera Vi confesserete come pure faranno nostro padre e tuo figlio! Mi dispiace solo che quella sfacciata di Marguerite sia andata via con la sua famiglia, altrimenti avrei costretto anche lei a confessarsi. E adesso metti giù tua moglie e lasciala andare!" poi guardo mia cognata. "E tu, hai già permesso che questo debosciato e donnaiolo si sia purificato dalle sue colpe? Mi avete delusa Lorene! Come vedo anche Voi siete schiava dei piaceri carnali."

"Reynier, mettimi giù! Devo scambiare due parole con tua sorella!" Rispondo decisa, adesso è davvero troppo! A questa pazza ci penserò io, perché solo io posso disporre di mio marito!

Mi avvicino a suor Marie Clotilde, la guardo con sfida, questa donna è impossibile! "Che Vi sia ben chiaro, in questa casa comando IO! E se IO decido che MIO marito deve passare la notte con me, sarà così! E non permetterò di certo ad una zitella arcigna come Voi di intromettersi!" Poi mi volto, afferro la mano di Reynier e lo trascino via con me, fiera e soddisfatta.

Urlo felice: "E BRAVA LA MIA DONNA!"

"Zitto tu! E ricordati che qui comando IO!" Poi raggiungo la mia stanza, spalanco la porta ed entro decisa seguita da Reynier.

Spalanco le braccia e dico felice: "Oh mia cara Lorene! E' palese che sia tu la contessa e padrona di questo casato e non solo ... sei anche la padrona del mio cuore e del mio corpo! Su, vieni qui mio immenso amore, abbracciami e fa felice questo povero uomo che brama per una sola tua carezza!"

Osservo mio marito, metto le mani sui fianchi, lo guardo. "Reynier, che ti sia ben chiaro, certe cose le faremo solo se e quando io vorrò!"

Arresto il passo e mormoro: "Cosa?! Ma Lorene, mi è parso di capire che tu ed io ... si, insomma ..."

"Si, certo. Hai capito bene. Però tua sorella ha rovinato la magia del momento, sta a te ricrearla. Conquistami, stregami, affascinami!"

Mi avvento tra le sue braccia e sussurro: "Oh ma certo, mia adorata Lorene!"

TOC TOC TOC

"E adesso chi è che ci disturba! Reynier, vai a vedere e caccia chiunque sia! Usa la spada, se necessario!"

"Ma certo mia cara!" impugno la spada che è riposta nel fodero, spalanco la porta, vedo nuovamente mia sorella ma questa volta accompagnata da padre Jacques, quest'ultimo dice: "Conte, siete pregato di raggiungerci nella cappella!"

"Ma non ci penso proprio! Ho da fare io! Se non lo aveste capito, ho una splendida moglie che mi attende ... ed io intendo renderla felice!"

"Lo farete dopo, prima dovrete accostarvi a Nostro Signore!"

"Scordatelo!" Poi sbatto la porta in faccia a questi due, prendo la chiave e giro, giro, giro.

Mi volto verso Lorene, la osservo felice, "Bene, ora a noi due, mia adorata!"

"Suor Clotilde, a quanto pare Vostro fratello non si è affatto pentito di aver danzato quel ballo impudico. Adesso cosa facciamo?"

"Adesso ... forziamo la porta, ovviamente! Purtroppo io non conosco i passaggi segreti di questo palazzo ..."

Vedo Reynier togliersi energeticamente la giaccia, quando sento dall'esterno forzare la serratura.

Sento bussare alla porta.

TOC TOC

"APRI REYNIER! TANTO COMUNQUE NON VI FAREMO COMBINARE NULLA! ... RASSEGNATI, DOVRAI CONFESSARTI!"

"Uhm … quei due là fuori non vogliono arrendersi! "

"Uff ... se vuoi li passo a fil di spada! Oppure li chiudo nelle segrete. Decidi tu, mia amata!"rispondo deciso.

Sembra che tutti si siano messi d'impegno per non farmi consumare questo matrimonio!

"Non saprei cosa dirti ..."

"Lorene ... io li chiudo giù nelle segrete. Tu scusami ... diciamo ….. dieci minuti. Torno subito!" Poi spalanco la porta, afferro questi due per mano e li trascino via.

Scendiamo le scale, veloci, mentre urlo a squarciagola: "JACQUES! MAURICE! VENITE QUI, SUBITO!"

Sentiamo urlare il giovane padrone, saliamo di corsa lo scalone, ci schieriamo d'innanzi a lui quasi come soldati e in coro diciamo: "Agli ordini padrone!"

"Aiutatemi a chiudere questi due nelle segrete! Forza!"

"Anche la contessa Clotilde?!"

"Certo, soprattutto lei!" Rispondo fiero e deciso. "Finalmente mia moglie decide di farmi frequentare il suo letto e questa pazza vuole impedirmelo! VIA!"

"Pentiti Reynier, pentiti!"

"Si si ... certo Clotilde. Tu ora però vai nelle segrete con Jacques e Maurice!" poi mi volto verso i miei servitori e aggiungo: "Voi due, vi affido mia sorella e questo ... pazzo. Li voglio chiusi di sotto per tutta la notte!"

Il prelato ribatte: "Ma no, Signor Conte, oltre a Voi, ho una missione da portare a termine!"

"Una missione? Uhm ... ditemi, di cosa si tratta. Ma badate, siate rapido e veloce" Rispondo deciso e scorbutico.

"Il Vostro Augusto padre non si è confessato, quindi non può accoppiarsi con la Contessa!"

"Uhm...quindi ... Voi cosa vorreste fare?!"

"Farlo accostare al sacramento della confessione prima di procedere!"

"Uhm...e sia, ma vedete di non disturbarmi, CHIARO?!" Poi guardo questo omuncolo dritto negli occhi, lo vedo tremare un poco. Bene bene, ha paura!

"Pe ... però Conte ... se permettete ... anche Voi dovreste accostarVi a Nostro Signore prima di procedere ... vedete, avete ballato una da ... danza scandalosa ..."

"NON OSATE NEPPURE PENSARLO! ED ORA VIA PRIMA CHE CAMBI IDEA E VI CHIUDA NELLE SEGRETE!"Urlo furioso, deciso, con tono autoritario. Quel tono che non ammette repliche, che uso con i miei soldati.

"Fratello siete troppo aggressivo! Vi consiglio di calmarVi e di riconciliarVi con Nostro Signore! Ma lo sapete che rischiate di essere punito dall'Altissimo se non purificate la Vostra anima? E sapete come?"

"E come, sentiamo Clotilde!"

"Magari non facendoVi compiere il Vostro dovere! ... Non so se ho reso l'idea?!"

"TU ... TU ... TU SEI TUTTA MATTA!" Poi faccio tutti gli scongiuri che conosco, compreso un certo gesto un poco sconcio.

"Ecco, ora scusami, ho da fare! E vedi di starmi alla larga, jettatrice!"

Mi giunge la voce del prete: "Dovreste pentirVi anche del gesto poco consono al Vostro rango! Sono sicuro che stanotte verrete punito!"

Mia sorella continua: "PENTITI REYNIER, PENTITI!"

"ZUT! JACQUES, ASSICURATI CHE QUESTI DUE STIANO LONTANI DALLA STANZA DELLA CONTESSA! TI RITERRÒ RESPONSABILE IN CASO CONTRARIO!" Poi mi allontano a passo spedito per raggiungere mia moglie. La mia adorata Lorene!

"Un momento padrone! Debbono stare lontani anche dalla stanza di Vostro padre?"

"No no! Lì possono andare e disturbare! Hanno la mia piena approvazione!"

Mia sorella continua: "REYNIER! ANCHE TUO FIGLIO È UN PECCATORE!"

"Beh ... in effetti ... domani potrai occuparti di lui. Hai la mia benedizione. Ma stai lontana da me! CHIARO?"

"REYNIER SEI UN DESPOTA!"

"Grazie! Detto da te ... è un complimento! Ih ih ih!"

"Ohhh ... Incredibile!" poi guardo padre Jacques e continuo: "Andiamo da mio padre! ... Prego, da questa parte!"

Sono nella mia stanza in compagnia della mia Ludovica. Siamo seduti sul sofà, il mio comodissimo sofà di velluto rosso, morbido, bene imbottito, sorseggiamo del buon vino, poi poso il calice sul tavolino che è al mio fianco, abbraccio mia moglie, la bacio con passione e sussurro: "Non vedo l'ora di averti!"

"Anch'io Augustin! Finalmente sono tua moglie, non sai quanto l'ho desiderato!"

"Oh mia cara, ti amo! … Ti amo da impazzire! … Vieni … ti voglio sul sofà!"

TOC TOC

"Non è possibile! Chi osa disturbarci!"

"PADRE! APRITE IMMEDIATAMENTE!" Urlo a squarcia gola, ci penso io a interrompere questo lussurioso!

Sobbalzo dal sofà e mormoro: "Clotilde!? Ma cosa vorrà?"

"PADREEE! APRITEEE!" Batto i pugni decisa contro alla porta, facendo un gran rumore.

"Su, avanti Augustin, vai a vedere cosa vuole tua figlia, magari si sente male!"

Sento la voce di mia moglie, un poco preoccupata. Certo lei non conosce ancora mia figlia, questa rompi ….. che ho per figlia.

"Ma ... mia cara, mia amata ... pensiamo a noi! Solo a noi ... Clotilde, lei è un poco ... ecco ..."

TOC TOC TOC TOC TOC TOC

Allontano con forza da me mio marito e ribatto: "Ma caro, cosa dici?! Su avanti, vai da tuafiglia, avrà bisogno di te!"

"Ma Ludovica ..."

TOC TOC TOC TOC TOC

"APRITE IMMEDIATAMENTE O SFONDO LA PORTA! O FORSE SIETE MORTO, PADRE?!"

Alle parole di mia figlia non resisto e tocco le mie parti private, in un gesto di estremo scongiuro, mentre vedo mia moglie fare le corna.

"Ma la senti, Ludovica? E' tutta matta!" Poi scuoto la testa, sbuffo e mi alzo.

"Devo proprio aprirle? Facciamo finta di non essere qui ... ti prego ..."

TOC TOC TOC TOC

"Ecco io … non saprei ma … Augustin e se stesse davvero male?"

"PADRE! APRIIIIITE!"

TOC TOC TOC TOC

"Beh, ma noi potremmo non avere sentito!"

"Presto Jacques, sfonda la porta. Mio padre potrebbe essere morto per un attacco di cuore! Alla sua età potrebbe capitare ... "

"Ecco ... beh ... credo che abbiate ragione! Non vorrei che avesse avuto un malore! ... Con tutto il rispetto, ma il padrone è avanti con gli anni per certe cose poi con una moglie piuttosto giovane rispetto a lui!"

"Esatto! Apri, sfonda! Forza Jacques, lo facciamo per la sua salvezza!"

"Si, Madre!" Provo a sfondare la porta ma non ci riesco, dico al prelato: "Padre Jacques aiutatemi, da solo non ce la faccio, queste porte sono molto robuste."

Dall'interno della stanza sento battere sempre più forte, i colpi si susseguono, sembrano spallate.

"Ludovica, hai vinto. Apro, prima che questi squinternati mi rovinino la porta!"

Mi alzo dal sofà, il mio magnifico sofà, quello su cui ho concepito il mio erede, Reynier. Claude no, quello l'ho concepito nella sacrestia ... ed è uscito un assatanato, mentre Clotilde ... lei se ben ricordo ... nelle scuderie.

Raggiungo la porta e la apro deciso mettendo il mio bastone un poco inclinato e sistemandomi di lato.

La porta di apre sotto i coli decisi di Jacques, Maurice e del padre confessore, Jacques e anche lui, entrano decisi e cadono a terra.

"Bene, ce l'avete fatta!"

Il prete ed io cadiamo sul pavimento.

"Ahi ... ahi ... che male! Ma perché il padrone non ha aperto prima la porta!?"

"Jacques, Maurice ... ma cosa ci fate voi due qui?! Ma dico io ... cosa vi salta per la testa di venire a disturbarmi qui, nella mia stanza, la notte delle mie nozze? Se non filate via subito vi licenzio, tutti e due, chiaro?!" Poi batto il bastone a terra mentre vedo i malcapitati rialzarsi con difficoltà.

Jacques sussurra: "Ma che modi! Dov'è finita la carità cristiana in questo palazzo!? Ahi ahi ... che dolore alla schiena!"

"Carità cristiana? Ehi ... ti ricordo che qui tu sei al mio servizio. Tu e Maurice. Ed ora sparite! VIA! O giuro che domattina vi passo a fil di spada ... guardate che sono ancora in grado di farlo!"

Vedo mia figlia accigliarsi e digrigna: "Padre, siete in peccato, dovete confessarVi!"

"Io? E perchè mai? E poi, cosa vuoi tu da me. Come vedi sono vivo ed in salute, ora sparisci dalla mia vista!"

"Eh no, mi avete mentito! Prima del matrimonio Voi non vi siete accostato al sacramento della confessione, quindi adesso lo dovrete fare!"

"E sentiamo, forse vorresti essere tu ad ascoltare i miei peccati, figlia ingrata! Vai via da qui subito!" Poi alzo il mio bastone in direzione di Clotilde, temo proprio di avere sbagliato tutto nella sua educazione, sono stato troppo permissivo con lei!

"Non sarò io a confessarVi, visto che questo compito spetta ai sacerdoti! ... Sarà Padre Jacques a salvarVi dai Vostri peccati!"

Sospiro, mi volto verso Ludovica "La senti Ludovica? Ho sbagliato tutto con lei! Avrei dovuto mandarla in convento a sei anni, non a diciotto! Uff ... povero me!"Non ne posso davvero più, Clotilde è venuta su tutta squinternata! Per fortuna che non ho altre figlie, solo maschi, che almeno non mi danno di questi problemi.

"Suvvia caro, in fondo tua figlia ha ragione! Sappi che io mi sono confessata stamattina all'alba e non vedo perché non dovresti farlo anche tu." mi avvicino a mio marito e sussurro all'orecchio in modo che nessuno mi ascolti: "Ti aspetterò impaziente sul nostro sofà!"

"E sia Ludovica, come tu desideri" Poi guado il prelato, con tono deciso e forte aggiungo: "Bene Padre, sono pronto ad ascoltarvi!"

"Cosa?! Ma Generale cosa dite?! Innanzitutto dobbiamo appartarci, nessun presente deve assistere al sacramento della confessione!"

"FUORI TUTTI! ANCHE TU CLOTILDE, FUORI SUBITO!" Tuono con voce decisa, forte.

"Bene Padre, come vedete stanno scappando tutti,ora ditemi, Vi ascolto" MI raddrizzo per bene, per rendermi ancora più imponente mentre mi accarezzo il panciotto.

"Ma ... con tutto il rispetto, Generale, dovete inginocchiarVi e poi dovrete confessare..."

"Inginocchiarmi? Io? Ma che razza di maleducato che siete! Alla mia età .. mi inginocchio solo sull'altare, davanti a Nostro Signore. Per Voi proprio no. Se volete, posso accomodarmi sulla mia comoda poltrona, quella su cui recito le mie preghiere mattutine"

"No, no ..." poi vedo lo sguardo minaccioso del Generale e balbetto: "E ... ecco ... i ... io ... sissignore, co ….. come volete, accomodateVi sul sofà."

Osservo questo omuncolo dotato di tonaca, trema al mio sguardo. Bene, sono felice di riuscire ancora ad incutere un poco di sano terrore, come in gioventù.

"Ecco, meglio!" Poi mi avvicino al sofà, su cui è ancora comodamente seduta la mia Ludovica.

"Caro, ti lascio per qualche minuto, sono certa che TU hai ben pochi peccati da raccontare. Nel frattempo mi tolgo questo abito scomodo ..." Poi accarezzo mio marito e mi allontano leggera.

"Uhm ... che situazione ridicola!" mi siedo sul sofà e dico: "Avanti padre Jacques, Voi sei più giovane di me e puoi inginocchiarti oppure sederti dove ti pare!"

"Io, inginocchiarmi? Ma Signor Conte ... " Poi mi guardo in giro, prendo una sedia, la sistemo accanto al conte e mi siedo.

"Bene, in Nonime Patriis et Filiis et Spirictus Sancti ..."

"Si, si, taglia corto che ho una certa urgenza."Poi batto a terra il mio bastone, in un gesto di stizza e stanchezza.

"Oh... ssssi, Signore! Ora, ecco ... ditemi ... da quanto non Vi accostate a Nostro Signore, sia lodato il suo nome?!"

Mi porto l'indice sulla guancia e comincio a pensare.

"... Uhm... sinceramente non ricordo ... forse quando ero bambino ... eh si, credo proprio di si. Nemmeno quando ho sposato la mia prima moglie mi sono confessato ..."

"Coff ... co ... cosa?! Allora è vero, mi avete mentito! Questa mattina mi avete detto di esservi confessato con il cappellano militare! Ma è ... è ... gravissimo! Dovete pentirvi, Signor Conte!"

"Sarà per via della mia età, sono confuso ... forse ... forse mi sono confessato ... ma che ne so! Uffa quante storie!"

"E poi ... davvero per il Vostro primo matrimonio non Vi siete confessato?!" Domando stupito e preoccupato.

"Certo! Ma che peccati avrei io! .. ih ih ... forse gli stessi che hai tu!"

"Oh Signore, ora capisco perchè Vostra figlia è così squinternata ... ehm ... con tutto il rispetto, si intende, dovuto ad una religiosa."

"No, no, hai ragione! Se Clotilde non fosse stata squinternata non avrebbe evirato il marchese suo promesso sposo. Lo sapete che non funziona più, vero? Nel senso che proprio non ha più nulla. ZAC, un taglio deciso e Clotilde ha lavato l'onta subita da parte di quel disgraziato! Povera cara, tradita proprio la notte prima delle nozze ….."

"Ecco, quindi ora confessatevi. Ditemi, avete servito Nostro Signore con dedizione? Avete assistito alla Santa Messa tutte le domeniche? Siete fedele al Nostro Re, che Regna per volere di Nostro Signore? Siete stato fedele alla Vostra prima sposa? Avete educato i Vostri figli secondo le Leggi di Nostro Signore?!" Domando tutto d'un fiato.

"Si, si si! Bene adesso posso andare?"

"Eh... Si si, cosa?!"

"Mi sono sempre comportato come tu hai detto, quindi non ho peccati sulla coscienza." Mi alzo aggrappato al bastone e dico: "Vado da mia moglie, mi sta aspettando ..."

"Eh? No no ... perdonatemi ma ... se Voi davvero aveste educato i Vostri figli secondo le regole di Nostro Signore... beh ecco, tutti noi conosciamo le gesta eroiche del Vostro erede, il generale ReynierFrançois Augustin de Jarjayes!"

Mi giro e ribatto: "Un momento! ... Mio figlio è un uomo grande e grosso. Reynier agisce secondo la sua coscienza e poi è stato un marito fedele e un padrone di questo casato molto generoso con i suoi sudditi!"

"Ma è saltato di letto in letto, dopo la precoce dipartita della sua prima sposa. Per non parlare delle gesta dell'altro Vostro figliolo, Claude de Jarjayes! Si dice che abbia figli perfino in America!"

"Reynier è un uomo attaccato alle donne, si insomma, hai capito tanto anche tu sei un uomo! E riguardo a .. Claude è sfuggito al mio controllo, avrei tanto desiderato avere un Papa in famiglia, invece ... beh ... vuol dire che quel ruolo spetterà ad Armand!"

"Uh ... quindi ammette di avere sbagliato nella loro educazione?"

"Assolutamente no! Ma chi sei tu per giudicare?! Forse hai figli?"

"Io? Voi tutti siete figli miei!"

"No no no! Mi riferisco a figli veri, carnali, quelli fatti solo in un modo!"

"Ma Signore! Io sono un uomo di Chiesa! Ma cosa dite!" Poi mi faccio un veloce segno della croce, povero me, questo è tutto matto! Di sicuro la figlia ha preso tutto da lui.

"Ma come! Tanti preti come te hanno figli sparsi ovunque ed io sarei forse il matto?"

"Certo! Ed ora pentitevi!"

"Ma pentirmi di cosa? Tu sei tutto matto! Vado da mia moglie, con te ho perso fin troppo tempo." Dico aprendo la porta. "Fuori! Ho da fare!"

"Ma ... Signore, non abbiamo ancora finito!" Rispondo un poco intimorito da quest'uomo.

"Ma cosa ti importa della mia vita privata?! Pensa piuttosto alla tua, magari chissà quanti cuori avrai infranto?!"

"I...Io? Ma...nessuno, ovviamente. Sappiate che io sono entrato in seminario a sei anni, Signore!"

"Ma questo non significa che non hai mai fatto nulla! ... Mio figlio Claude è un esempio."

"Vostro figlio Claude ... è solo responsabilità Vostra se è venuto su così ... lussurioso! E dovete pentirvi ed accostarvi a Nostro Signore!"

Afferro per un braccio Jacques e digrigno: "Ora basta! Mi hai stufato, fuori di qua prete!"

Mi sento scaraventare fuori dalla stanza, poi sento una sonora pedata nel sedere e mi ritrovo a terra, con la porta chiusa praticamente sul mio viso. Povero me, che casa di pazzi!

"Ohhhh finalmente uno in meno! ... Adesso vado a cercare la mia cacciagione!"

"Chissà mio padre se si starà confessando?! Meglio che vada a vedere!" Percorro il corridoio che mi porta alla stanza del mio Augusto padre e vedo padre Jacques giacere sul pavimento e domando: "Ma cosa succede? Perché siete a terra, forse siete scivolato?"

"Oh, Ehm... Sorella ... vedete ... è stata ... la fatica, si. La fatica della confessione! Vostro padre ha talmente tanti peccati che ... sono crollato!"

"Non mi stupisco, lo immaginavo. Su alzateVi, spero solo che gli abbiate inflitto una penitenza esemplare."

"Oh ... ehm ... ecco ... veramente ... io ... sapete ... Vostro padre ... ecco ... incute un certo timore, oserei dire"

"Quindi?"

"Ecco ... quindi ... alla penitenza ci penseremo domani ..." Rispondo mesto e triste.

"Cosa?! Ma che razza di confessore siete! Ma non è possibile!"

"Si si ... è così, Sorella!" Poi mi alzo da terra, mi sistemo la veste ed i paramenti e mi allontano veloce, a piccoli passi ravvicinati.

"Padre Jacques dove andate?! Tornate indietro! Siete uno spergiuro ... Se lo sapesse Sua Santità, Vi scomunicherebbe. Tornate indietro!"

Scappo veloce, raggiungo la mia stanza e mi chiudo dentro, girando per bene la chiave. Quasi quasi metto anche un mobile davanti alla porta, così quella pazza non potrà entrare!

Vedo il sacerdote corre via, mormoro: "E' disgustoso! Non esistono più sacerdoti di un tempo! ... Meglio che vada nella mia stanza, sono stanca e poi se rimanessi ancora qui, rischierei di ascoltare rumori molesti!"

Ho indossato la mia camicia da notte di seta, pettinato e profumato i miei capelli, passato una crema sulla mia pelle, esco dalla toilette, vedo mio marito sprangare la porta e domando: "Augustin, ma cosa fai?"

"Cara, mi assicuro che nessuno possa disturbarci!" Poi sorrido malizioso e abbraccio la mia Ludovica.

"Oh Augustin, non vedevo l'ora che tu arrivassi! Dimmi, ti sei confessato?"

"Certo certo...come no! Ih ih ih"

"Non ti capisco ... sei strano! ... Augustin, perché hai messo un mobile davanti la porta?"

"Per impedire a mia figlia di disturbarci. In quanto a Reynier...spero che riesca a conquistare Lorene! Santa donna, Lorene!"

"Io davvero non ti capisco! ... Lorene non fa combinare nulla a tuo figlio ed è una santa? Beh ... se questo è il tuo concetto di santità allora anch'io voglio intraprendere la via della santificazione!"

"Eh?! No no ... non pensarlo neppure! Lorene sta facendo redimere quel lussurioso! Ma lo sai che saltava di letto in letto per tutta Versailles?!"

"Si, lo so! Le gesta amorose di tuo figlio, sono note a tutti soprattutto tra le dame! A dire il vero ero titubante ad accettare la tua corte, temevo che anche tu fossi un libertino come tuo figlio!"

"Io?! Ma ... assolutamente no! Reynier è unico nel suo genere. Ancora ora ... non so da chi abbia preso ... forse mio nonno ... bah ..."

"Tuo nonno? Era forse un depravato?"

"Beh...era...allegro, ecco. "

"Allegro! ... Beh io voglio che tu sia allegro solo con me! Ah ah ah ..."

"Certo mia amata!"

Negli appartamenti di Reynier e Lorene

Mi avvento su mia moglie, la bacio con passione, la abbraccio. La sento sciogliersi tra le mie braccia. Finalmente è mia! Inizio a spogliarla, con dolcezza e tenerezza.

Però...non capisco, c'è qualcosa che non va. Normalmente come vedo Lorene il mio piccolo io si ravviva, preparandosi ad un accoppiamento che non avviene. Ora invece, che mia moglie è qui, tra le mie braccia, disposta ad accogliermi ed accoppiarsi ….

"Reynier ... cos'hai? Forse ... non ti piaccio?"

"Ma che ... che domanda che fai!? Certo che mi piaci ... mi piaci moltissimo è solo che ... che ... non capisco ..."

"Cosa Reynier? Forse ... ho sbagliato qualcosa?" Domando imbarazzata. "In fondo io ... non so nulla Reynier!"

Allontano appena mia moglie e sussurro: "No .. no ... tu non hai fatto nulla di sbagliato è solo che ... ma che mi succede?" mi guardo nella parte bassa dei pantaloni. "Non so cosa mi prende eppure non ho mai avuto alcun problema, anzi, il mio problema era proprio la ribellione."

Sussulto, guardo mio marito e poi scoppio a ridere.

"Aspetta, vorresti dire che ... dopo due settimane di astinenza ... non funzioni più?! Oh povera me! Io ...io ... ma ... eppure prima ... mi sembravi attratto... si insomma ... i tuoi pantaloni erano ...erano ... come dire ... ehm ..." sono imbarazzata, possibile che lui non...

"Sempre gonfi! Esatto! Ma adesso ... Oh Dio che imbarazzo! ... Dio?! Ho detto Dio?! ... Non sarà che mia sorella mi ha lanciato una maledizione? ... Si, sarà così! Eh ma mi sentirà!"

"Reynier! Non dirmi che sei superstizioso! Piuttosto, chiamiamo Lassonne!"

"Lassonne?! No, no, riderebbe di me!"

"E allora...tuo padre! Magari lui sa cosa fare!"

"Mio padre?! ... Si, si, hai ragione! .. Andrò da lui, magari mi svelerà il suo trucco, altrimenti non si spiega che alla sua età funzioni ancora! ... Scusami cara, vengo subito!" Dico lasciando la stanza a passo veloce, senza badare al mio abbigliamento.

Vedo mio marito allontanarsi a passo spedito, mentre mi lascia qui, orfana dei suoi baci e dei suoi abbracci. Accidenti, mi manca già il calore del suo corpo, la sua pelle contro la mia, le sue labbra umide e dolci. Sbuffo, mentre vedo la sua schiena allontanarsi, senza neppure avere indossato la camicia.

"Reynier! Almeno vestiti! Uff ..."

"Arrivo subito! ... Spero ..."

"Come sarebbe a dire che speri! Reynier, non fare scherzi! Io ti voglio qui ... tutto intero e...e ... insomma ..."

Mi volto e con tono serioso rispondo: "Reynier de Jarjayes non deluderà la sua fresca sposa!" Poi cammino a passo deciso verso la stanza di mio padre.

"Uff ... povera me ..." mormoro mentre mi copro con le lenzuola. "Ma proprio a me doveva capitare un marito che funziona quando io non voglio, ed ora che lo desidero ... nulla! Uff ... almeno mia nipote è più fortunata!" Poi mi butto sul cuscino e sbuffo sconsolata.

A passo spedito attraverso i corridoi di palazzo, non mi curo neppure degli sguardi allibiti delle cameriere che incontro, anche se ... di solito mi guardano in maniera ben diversa. Normalmente sono perse ad ammirarmi, questa sera invece sembrano solo incuriosite ... donne, valle a capire! Raggiungo la stanza di mio padre e senza alcuna esitazione cerco di aprire la porta.

"Dannazione, è chiusa! PADRE!"

Ludovica ed io siamo distesi sul sofà, lei è sotto di me, la ricopro di baci, le mie mani impertinenti si insinuano nella scollatura del suo abito, con irruenza mi sfilo i pantaloni e rimango in coullotte.

"Ti amo ... ti voglio ... ti prendo ..."

All'improvviso sento l'urlo di mio figlio, guardo spaventato mia moglie e sussurro: "E adesso cosa vuole Reynyir?"

TOC TOC TOC TOC

"APRITE! PADRE! AIUTATEMI! PRESTO!"

"Augustin, tuo figlio sta urlando come un matto ... forse ti conviene andare a vedere ... non vorrei che qualcuno stesse male!"

"Ohhh ma che male e male! Tutto al più è venuto per lamentarsi di sua moglie che si rifiuta di accoglierlo nel suo letto."

"Su Augustin ... sii caritatevole ..."

TOC TOC TOC TOC

Batto con forza contro la porta in legno pregiato, laccata in bianco, con dipinte delle rose.

"PADRE! AIUTATEMI! SOCCORRETEMI!"

"Vuole essere aiutato?! Ma cosa gli prende?"

"Vai a vedere e lo sapremo. Su forza Augustin! Non puoi abbandonarlo!"

"Uffa! Ma possibile che essere padre comporta solo e soltanto doveri?" poi punto il dito contro mia moglie e concludo: "Tu non muoverti di qui! Riceverò mio figlio nel salottino."

"Si, caro ma ..."

"Ma cosa?"

"Almeno alzati le coulottes! ... Non vorrai aprire la porta con il deretano di fuori?!"

"Eh? Ops ... povero me!" Poi mi sistemo le coulottes ed i pantaloni.

"Accidenti, però non riesco ad abbottonare i pantaloni! Uff ... beh poco male, Reynier capirà cosa stavamo facendo!"

"PADRE SBRIGATEVI!"

"Uf ... si si, arrivo arrivo. Accidenti a te Reynier"

Poi sposto il comò da davanti alla porta, giro la chiave ed apro.

"SPERO CHE TU ABBIA UN BUON MOTIVO PER AVERMI DISTURBATO COSÌ, NEL CUORE DELLA MIA NOTTE DI NOZZE!"

Poi osservo mio figlio, ha un'espressione che non gli ho mai visto prima, sembra afflitto, disperato. Non indossa neppure la camicia, è senza parrucca e tutto spettinato. E poi ha evidenti segni di baci sulla pelle, baci dati e baci ricevuti.

"Si può sapere cosa ci fai TU qui! Non hai una moglie di cui occuparti?!"

"Certo che ce l'ho! E proprio adesso che voleva accontentarmi ..." punto il dito in basso." Lui non vuole funzionare!"

Vedo un'espressione tra il disperato e lo spaventato sul volto di mio figlio, i suoi capelli, di solito sempre ordinati, sono tutti annodati e spettinati.

"Lui?!" domando stupito mentre seguo con gli occhi il dito di mio figlio, che si ferma ad indicare una parte inequivocabilmente importante del suo corpo.

"Non vorrai dirmi che tu ... tu ... niente!"Rispondo scioccato. A quarant'anni …. Che abbia smesso di funzionare? O poveri noi!

"Già ... io niente perché LUI non vuole collaborare! Dunque cosa mi dite in proposito?"

"Io? E cosa dovrei dirti mai io?! Io funziono benissimo! Uhm ... se vuoi chiamiamo Lassonne ... o un esorcista! O forse un prete e lo facciamo benedire?!"

Sento dei passi dietro di me, una voce terribile, una sentenza: "Finalmente la punizione divina non si è fatta attendere! Pentiti Reynier, pentiti!"

Mi volto deciso, guardo mia sorella dritto negli occhi "TU ... TU ... È TUTTA COLPA TUA SE LUI È MORTO! TUAA!" Poi mi avvento su Clotilde e le strappo il velo dalla testa, in preda ad una furia senza eguali.

"AHHHHH PADRE! REYNIER MI VUOLE AMMAZZARE, SALVATEMI! AHHHHH ..."

Sento urlare dal salottino, mi alzo dal sofà, mi rivesto in tutta fretta e assisto a una scena incredibile: due fratelli adulti che litigano come ragazzini.

"Ma che ammazzare, Clotilde! Piuttosto ... hai un poco di acqua benedetta da usare sulla parte ... interessata di tuo fratello? Magari resuscita ..."

"AHHHH Anche se ce l'avessi, non gliela darei mai! PORCO ASSATANATO, BEN TI STA!"

"COSA? Tu tu ... SEI UNA STREGA, UNA MEGERA! Dovresti essere compassionevole con me! TU ORA MI DARAI QUESTA BOCCETTA DI ACQUA BENEDETTA! MUOVITI!"

Reynier ed io siamo quasi naso contro naso e ribatto: "Ma ci senti? Ti ho detto che nemmeno se l'avessi, te la darei!"

Afferro mia sorella con forza, la sollevo da terra stringendola forte e la porto dentro la stanza di mio padre, spingendo anche lui un poco da parte.

"TI PIACE VERO FARMI I DISPETTI, SEI SEMPRE STATA PREPOTENTE! CORNACCHIA NERA JETTATRICE CHE NON SEI ALTRO! TU ... TU ... TU GODI DELLE DISGRAZIE ALTRUI! MALIGNA, ECCO COSA SEI!"

"AHHHH METTIMI GIU' ... METTIMI GIU', TI HO DETTO! ... PADRE FATE QUALCOSA!"

Vedo il mio figliastro prendere di peso sua sorella, sono sbigottita, mai avrei immaginato che Augustin avesse problemi tanto gravi con i suoi figli.

"Reynier! Che modi sono questi! Forza, metti a terra tua sorella e rendile il velo!" Rispondo deciso, accidenti, questi due hanno deciso di rovinarmi la serata, anzi la notte!

"La metterò a terra solo se mi darà l'acqua benedetta!"

"Scordatelo! Sei un selvaggio lussurioso, ecco cosa sei Reynier! Prepotente e selvaggio! Ah ... ma dammi una spada e ti sistemo io!"

Metto giù mia sorella, le sue parole mi fanno andare fuori di testa, afferro la spada di mio padre che è riposta in un angolo del salotto, mi avvicino a Clotilde.

Indietreggio, cerco con lo sguardo un'arma con cui difendermi. Mio fratello ha uno sguardo assassino negli occhi. Prendo dal muro una delle spade decorative, mi metto in posizione di guardia e mi preparo a difendermi.

"Signore, fa si che la mia spada non lo uccida ... ma lo faccia rinsavire!"

"Rinsavire io?! Tu semmai che il senno non c'è l'hai mai avuto!" Cominciamo a batterci.

Vedo i miei figliastri sfidarsi a duello nel mio neo salotto, prendo il braccio del mio sposo e dico: "Fa qualcosa ti prego! Augustin ma che strani figli che hai, infondo hanno superato i vent'anni da un pezzo!"

"I vent'anni? Mia cara ... se fossero così giovani potrei prenderli a sculacciate! Questi due ne hanno ben di più! Anche se proprio non li dimostrano! Uff ... senti cara, e se andassimo in un'altra stanza? Noi due, da soli?!"

"Ottima idea caro! Magari nell'ala opposta del palazzo..."

Dormo beatamente nella mia stanza, quando delle grida mi svegliano. Mi stropiccio gli occhi e con la voce impastata dal sonno sussurro: "Ma cosa sta succedendo? ... Perché urlano in questo modo? ... Andrò a chiedere al mio fratellone Augustin, magari lui sa!" Scendo dal letto con la mia camicia da notte candida, infilo le ciabatte, nella penombra della stanza riesco ad accendere le candele che sono poste nel candelabro, lo impugno ed esco dalla mia stanza per andare in quella di mio fratello, continuo a sentire degli strani rumori seguiti da voci concitate. Busso.

"Augustin! ... Augustin apri! Augustin, mi senti?!"

Sono sdraiato nel mio letto, non riesco a prendere sonno al ricordo della mia Marguerite, non riesco a smettere di pensare a lei, di desiderarla. Accidenti a suo padre, però! Avrebbe potuto lasciarla dormire qui! Uhm ... quasi quasi ... vado da lei.

Non riesco a finire i miei pensieri che sento bussare, un tocco deciso e la voce di mio fratello.

Mi alzo, raggiungo la porta ed apro deciso.

"Armand ... cosa succede, forse non hai sonno?!"

"Augustin ma possibile che tu non abbia sentito?"

"Uhm ... veramente ... stavo pensando a Marguerite ..."

"Va bene ma ... è impossibile non sentire le grida che provengono dall'altra parte del corridoio, mi hanno svegliato! ... Senti? Credo che sia nostro padre ..."

"Uhm ... hai ragione. Andiamo a vedere?!"

Mio fratello ed io raggiungiamo l'origine dei rumori, entriamo nella stanza del nonno e restiamo sgomenti da ciò che vediamo: nostro padre e la zia Clotilde che si stanno confrontando con le spade, mettendo a soqquadro tutta la stanza. Le sedie sono riverse a terra, le tende strappate, i cuscini distrutti. E poi la veste della zia è tutta distrutta, ha le gambe bene in vista e riesce a tenere a bada nostro padre!

"Armand ... non credevo che le suore sapessero usare la spada! Forse in seminario continuerai ad addestrarti anche tu! Ih ih!"

"Già ... nemmeno io lo credevo!" mi guardo intorno e continuo: "Augustin ma siamo nella stanza del nonno ma lui non c'è, dove sarà andato?"

"Uhm ... se lo conosco bene ... sarà andato ad imboscarsi con Madame Ludovica! Ah ah ah ... vieni fratellino, andiamo via! E beato il nonno!"

"Beato il nonno?! Ma Augustin forse tu non l'hai fatto già?"

"Eh? si si ... ma lui ... sta facendo ora! Come lo invidio! Oh, Armand, ma cosa mi fai dire?!"

Passo il candelabro a mio fratello mentre mio padre e la zia continuano a battersi, poi mi stropiccio ancora gli occhi e dico: "Ho tanto sonno ... Augustin, io vado a dormire!"

"Si ... anche io ... se ci riesco! Oh Marguerite ... quanto mi manchi!"

Augustin ed io lasciamo il corridoio e dico: "Certo che noi uomini non pensiamo ad altro, vero fratellone?"

"Già ... ma tu non pensarci, sei ancora un ragazzino ... e poi devi diventare papa ... mica papà!"

"Anche se diverrò Papa avrò anch'io una moglie, senza non riuscirei a resistere."

Scoppio a ridere dell'ingenuità di mio fratello, poi raggiungo la sua stanza, lo accompagno e lo saluto.

"A domani fratellino! Buona notte!"

"Buona notte fratellone!"