MON PETIT EST MORT !
Sono nella mia stanza, bevo, bevo come una spugna. Guardo la bottiglia, ormai è quasi vuota, butto giù l'ultimo bicchiere mi appoggio al bastone, dico a mia moglie: "Ma ci pensi, Ludovica,diventerò bisnonno dell' erede di questo casato! Oh come sono felice!" poso il bicchiere vuoto sul tavolo e continuo: "Moglie mia, vieni qui che dobbiamo festeggiare!"
"Augustin! Temo che tu abbia bevuto troppo! Ah ah ah ah ah!"Rispondo allegra mentre osservo mio marito barcollare vistosamente.
"Bevuto troppo?! Ma no, anzi ... aspetta che prendo un dolcetto!" dico mentre apro il mobile dei vini che è in camera mia. "Ludovica, stanotte faremo scintille, scintille che nonè grado di fare Reynier! Ah ah ah ..."
"Ooohhh...smettila di divertirti alle spalle di tuo figlio! Non si merita tutto ciò...poveretto!"
"Ah ah ah ah ... lui ha solo diciotto anni in meno di me e già non funziona ... hic ... mentre io ... io ... hic ... sono ancora un giovincello ... ah ah ah ... hic ... vieni qui ... spogliati! .. Hic ... ti farò vedere non solo le stelle ma anche la luna! Ah ah ah ... hic ... Françoisssss sta per arrivare Françoissss ahh ... ho dimenticato di dire a Nanny di preparare il corredino per MIO nipote ... hic ... deve essere quello di un principe! ... Hic ... su sbrigati .. spogliati! ... hic ..."
"AUGUSTIN! Smettila subito! Sei ubriaco!"
Barcollo e rispondo: "Non sono ubriaco ma semplicemente allegro! ... Ah ah ah ... hic hic hic ... ma che diavolo! Ho il singhiozzo! Ahhh che bella la vita, che bella .. hic ... hic ..."
Spingo mio marito con una mano, lui barcolla e cade sul letto, lo sento borbottare e poi crolla addormentato.
"Ronf ... ronff ... François ... vieni qui dal nonno ... ronff ... ronff ..."
"Oh...santo cielo! Credo proprio che andrò a dormire in un'altra stanza!" Poi sbuffo ed esco sbattendo rumorosamente la porta.
Sono nella mia stanza con Lorene, la guardo uscire dalla toilette, quanto è bella! ... E' radiosa come una rosa fresca! ... Ma io nulla ... non succede nulla! Mi reco verso l'armadietto dei liquori e tiro fuori del cognac, afferro con rabbia il bicchiere e comincio a bere.
"Ah no, tu adesso non ti ubriachi! Io ti voglio sobrio, chiaro?!"Brontolo furiosa mentre osservo mio marito con un bicchiere in mano.
"Lorene, ti prego lasciami tranquillo!"Rispondo mentre mi accascio su una poltrona.
"No! Io voglio mio marito! Chiaro? Voglio addormentarmi stretta tra le tue braccia! E ti voglio sobrio!" Rispondo piccata, seppure con tono suadente.
"Un marito che non riesce ad adempiere ai suoi doveri coniugali! Ahhhh ... basta!" Lancio il bicchiere con forza sul pavimento e mi attacco alla bottiglia.
A passo deciso raggiungo mio marito, prendo la bottiglia con forza e la scaravento a terra. "ORA BASTA! SE NON PUOI ADEMPIERE AI TUOI DOVERI CONIUGALI, COME DICI TU, ESIGO ALMENO DI AVERE UN MARITO SOBRIO CHE SI PRENDA CURA DI ME!" Urlo furiosa, non era questo che sognavo ...
"Ahhhh Lorene, Lorene! Mi dispiace! Ahhhh bouuuuu ... gli anni passano, sto per diventare nonno, sto invecchiando e non funziono piùùù ahhhhh ... invece mio padre ... ahhhhh..."
"E smettila! Vedi di essere un buon marito, piuttosto! E vieni a letto, io desidero addormentarmi stretta tra le tue braccia, Reynier. O è chiedere troppo?"
"A letto ... a letto ahhhh ... senza fare nulla, cosa ci faccio a letto con una donna mia moglie se non ... non... Oh Lorene, mi dispiace che tu sia ancora illibata! BOUUUU..."
"Reynier, magari se tu smettessi di pensare sempre e solo ad una cosa sola ... potresti anche guarire, non credi? Ed ora vieni, andiamo nel nostro letto, forza!"
Cerco di restare calma, ma avrei una voglia di prenderlo a pugni!
"Il nostro letto ahhhh ... il tuo letto! Lorene, mi dispiace ... bouuu ..."
"Uff ..." sbuffo scocciata, Reynier pensa ad una cosa solamente ... povera me, ed io che sognavo di essere corteggiata, conquistata, vezzeggiata ... come nei libri cavallereschi.
Mi avvicino al letto, sposto le coperte e mi sistemo. "Allora, pensi di raggiungermi o vuoi lasciarmi qui, sola, al freddo?"
"Lorene ... forse è meglio che dorma in un'altra stanza! ... Cosa te ne fai di un marito che non riesce ad adempiere ai suoi doveri di maschio?! Anche tuo fratello mi ha deriso. Adesso tutta Versailles verrà a sapere che Reynier de Jarjayes è morto!"
"Morto? Dico, ma tu sei tutto matto! Muoviti, vieni qui con me e smettila di dire fesserie! Per fortuna sei ben vivo ed in salute! E pensa che tra pochi mesi diventerai nonno! Uhm ..." poi batto con un dito sul mento, pensierosa, "Ma se tu diventerai nonno ... io ... sarò forse nonna? Alla mia età?! Oddio! Non ci avevo pensato!"
"Nonno! Ma ci pensi?! Io nonno! Ohhh sto invecchiando ... no, sono diventato vecchio! BOUUU ..."
"Povera me! Ma secondo te, cosa dovrei dire io, allora? Non sono neppure madre ... e sono già nonna! Vedi di smetterla di lagnarti e vieni qui, veloce, prima che perda la pazienza!"
Mi getto sul letto in preda alla disperazione e farfuglio: "Domani mattina manda un emissario al Quartier Generale ..."
"Uhm ... per quale motivo?"domando mentre osservo mio marito, crollato sul letto come un sacco, scomposto, con un'espressione folle in viso.
"Sono ormai vecchio e i vecchi si ritirano a vita privata!"
"Oh, quindi vuoi lasciare l'esercito? Ho ben compreso?!"
"Si, si, siiii cosa se ne fa l'esercito di un vecchio come me?"
"Reynier ... dimmi, quanti anni hai?"
"Io? ... credo ... trentasette ... ahhhh sono vecchio, ormai sono vicino ai quaranta! ... Povero me, beata gioventù! Ahhhh e pensare che ti avrei fatta felice!" annuisco per qualche istante, mi sollevo dal letto, guardo la mia sposa, l'afferro per le braccia, la guardo dritto negli occhi e sussurro: "Non vorrai tradirmi, vero?"
"Io? Certo che no! Ti ho sposato, nella buona e nella cattiva sorte ... vorrà dire che ho dei crediti da vantare nei tuoi confronti ... "
"Ma quali crediti se non funziono ... non funziono! Oddio che imbarazzo per un uomo come me!"
"Reynier ... più ci pensi e peggio è! Ora vedi almeno di abbracciarmi ... non abbiamo mai dormito abbracciati, edio vorrei provare questa esperienza, o è chiedere troppo?"
"Abbracciarti?! ... Ma io ... Lorene, non voglio deluderti."
"Deludermi? Forse non hai due braccia? Un torace? Due mani? Insomma Reynier ... mi pare che per te esista solo il sesso! Io vorrei provare il resto ... se non ti dispiace! Vorrei sapere cosa si prova a dormire tra le braccia dell'uomo che si ama, vorrei sentire i brividi nella schiena e le farfalle nello stomaco. Vorrei che tu mi leggessi poesie d'amore, come i cavalieri dell'amor cortese!"
Guardo allibito mia moglie e ribatto: "Poesie? Ma io non le ho mai lette in vita mia!"
"Bene, cioè male! E' ora di cominciare, forza! Sul comodino trovi un libro di poesie ... leggimene qualcuna!"
"Lorene stai scherzando?"
"No, certo che no!"
"Lorene, ti prego sono stanco ... molto stanco. Voglio dormire!" Rispondo girandomi sul fianco.
"Ah no, io esigo il tuo abbraccio! Vedi di accontentarmi, se mi ami!"
"Ma si, si, si... certo che ti abbraccio. .. ma io avrei voluto farti felice!"
"Per ora a me va bene così ... quindi abbracciami!" Poi mi butto addosso a Reynier, appoggiata sul suo petto, la testa sulla sua spalla, mentre con una mano accarezzo timida la sua pelle, i suoi muscoli.
Certo che è un gran bell'uomo, Reynier!E poi, ha un buon profumo. Chiudo gli occhi e mi lascio trasportare dalle emozioni, la pelle morbida, il suo profumo di muschio, il calore che sento provenire dal suo petto, il battito del suo cuore …..
Prendo la sua mano che sfiora il mio petto, la stringo, gliela bacio, sussurro: "Lorene, mi dispiace, davvero non so cosa mi stia succedendo!? ... Saranno state le preghiere di mia sorella ... si, è colpa sua se sono diventato impotente. Domani mi recherò nella cappella a pregare, magari Nostro Signore mi assolve dai miei peccati ..."
"Se può farti stare meglio ... prega pure. Ora però cerca solo di rilassarti e riposare ... " Mi sistemo meglio nel suo abbraccio, lo stringo un poco echiudo gli occhi, soddisfatta delle carezza che sento su di me, dei suoi piccoli baci sulle mie mani e sulle mie guance.
"Lorene ... verrai con me! ... Pregheremo insieme magari la preghiera di una vergine ha più valore di quella di un fornicatore come me!"
"Se lo desideri ... pregherò con te. Ma sappi che lo faccio solo per farti contento, io non credo a certe cose. Tu però ... dovrai leggere per me alcune poesie!"
Mi sollevo con grinta, la guardo e ribatto serio: "Ma mi ci vedi leggere delle stupide poesie?"
"Certo! Sei mio marito e lo farai per me!"
"Oh Lorene, io mi metto a letto! ... Buona notte!"
"Ti metti a letto? No ma... perchè, ora dove saresti? Ti sembra forse un divano questo? O una poltrona? No davvero Reynier, tu inizi a preoccuparmi seriamente!"
Inizio davvero a credere che mio marito sia impazzito, se siamo qui, nel nostro letto, abbracciati stretti ….. ma dove mai crede di essere?
"Oh Lorene, ti prego, lasciami tranquillo! ... Magari domani mattina sarò meno confuso."
"No, non ti lascio andare via dal mio letto ... anzi dal nostro letto!"Rispondo fiera.
Ci manca solo che lo lascio fuggire via …..
"Ma comprendi, ti prego! Mi sento imbarazzato."
"Imbarazzato? Con me? Con tua moglie? E' così che ti fidi di me?"
"Ma non è una questione di diffidenza ma ... di impotenza."
"Ma lo vuoi capire che a me vai bene così!" Sbuffo stufa.
"Senza?! ... Ma stai scherzando?"
"No, per ora mi accontento di baci e carezze! Ma possibile che per te esista solo il sesso? Prova a farti piacere anche il resto, ad assaporare la dolcezza di un abbraccio, la bellezza di una poesia, il profumo dei fiori. Ci sono tante cose che vorrei fare con te! Non esiste solo il sesso Reynier!"
"Ehi ma io sono un uomo vero non uno di quei sodomiti che vivono alla Reggia!"
"Certo che sei un uomo vero. Non lo metto in dubbio. Ma dovresti provare altro ... "
"Comunque io domani non mi presento al Quartier Generale. Il mio reggimento farà a meno di me!"
"Va bene, resterai qui con me? Potremmo uscire a cavallo! Oppure...potresti insegnarmi a tirare di scherma!"
"Non voglio fare nulla! Desidero rimanere a letto!"
"Oh, povera me! REYNIER! Esigo le tue attenzioni! Domani sarai a mia disposizione e farai ciò che io desidero! Chiaro?"
Sobbalzo nervosamente e rispondo stizzito: "Dovevi approfittare di me quando ancora funzionavo adesso devi arrangiarti!" punto il dito contro mia mia contino arrabbiato: "E non pensare minimamente di tradirmi. Ricordati che sei mia moglie, la contessa di questo maledettissimo casato! ... Mia moglie ... anche se sei una vedova bianca! AHHHH POVERO ME! Qui tutti funzionano tranne me! BOUUUU ..."
"Prima o poi funzionerai ... e quel giorno, se non sarai all'altezza delle MIE aspettative...per te saranno guai! E nell'attesa di consiglio di non trascurarmi o potrai dimenticarti di avere una moglie! Sono stata chiara, Reynier?"
"Trascurarti?! Ma già ti sto trascurando, non riesco a possederti!"
"NON ESISTE SOLO IL SESSO!" Urlo furiosa "IO PRETENDO TUTTO IL RESTO! IN CASO CONTRARIO...NON FARTI PIÙ VEDERE!"
Adesso è davvero troppo, se Reynier non la smette di dire stupidaggini, lo prendo a pugni! Parola mia!
Mi getto con forza sul letto, strepito: "AHHH POVERO MEEEE ... ma cosa vuoi da me, io non ti capisco!" Afferro il cuscino e mi copro la testa.
"Voglio essere corteggiata! Io sono una donna romantica! Voglio che mi regali fiori, voglio che mi accompagni a passeggio o a cavallo. Voglio fare delle cose assieme a te! Lo vuoi capire?!"
"Corteggiarti? Ma io più di quello che faccio, cosa dovrei fare ancora? Non ne posso più! Voglio rifunzionare come un tempo! arg ..."
"Basta, ho sonno. Buona notte Reynier!"
"Si, si ... vai dormire! AHHH se solo avessi funzionato, non avresti chiuso occhi per tutta la notte!" Ribatto lanciando il cuscino per terra.
È mattina, apro gli occhi disturbata dai primi raggi di sole, mi volto da un lato e vedo mio marito dormire profondamente, russa persino un poco. Mi stiracchio, mi siedo nel letto appoggiata sui cuscini e lo osservo. Certo che è un gran bell'uomo ... gli scosto un poco le lenzuola, in modo da osservare meglio il mio uomo. Ha una muscolatura ben definita, spalle larghe, una leggera peluria sul viso cresciuta nella notte. Però ... chissà cosa c'è più in giù? Io quasi quasi ... sbircio.
Sento un tocco leggero sul ventre, mi sveglio, spalanco gli occhi e mi ritrovo il dolcissimo viso di Lorene, mi sorride, sussurro sconsolato: "E' morto! In un'altra circostanza sarebbe già vivo e vegeto ..."
"Oh ... " sussulto spaventata, "Io ... credevo che tu dormissi e ... insomma ... volevo ..." Arrossisco, colta sul fatto da mio marito. Io avrei solo voluto vedere com'è fatto ...
"Guarda e umiliami. Oh che umiliazione! ... Io,Reynier de Jarjayes, ridotto come una larva morta!"
"Oh, ma che noioso che sei!" Mi allontano indispettita, scosto le lenzuola e mi alzo. "Su Reynier, è ora di scendere di sotto per la colazione!"
Afferro per un braccio mia moglie, la porto sotto di me e la bacio con bramosia, spero che succeda qualcosa ...
"Reynier ... oh ..." Mi perdo tra le sue braccia, il suo bacio è così dolce, sensuale ... cosa mi sono mai persa in queste settimane? Ho un marito fantastico, dopo tutto.
"Ti amo Lorene ... ti amo ..." La bacio ancora.
"Anche io ... ti a ... amo, Reynier!" Sento le sue braccia stringermi, le sue mani accarezzarmi ed esplorare la mia pelle. Le sue dita si infilano nella scollatura della mia camicia da notte, apre diversi bottoni, raggiunge la mia pelle con le sue labbra. Che imbarazzo, però è così ... piacevole!
"Ti voglio Lorene ..." La bacio ancora, con passione ma nulla. Mi sollevo appena e sussurro disperato: "Sono finito, finito! ... Non sono più un uomo!" mi alzo. "La mia vita non ha più senso, voglio morire!"
Sento improvvisamente freddo, quando Reynier si allontana da me.
"Reynier! Torna qui!"
"NO! Lasciami andare!" esco fuori sul balcone, mi affaccio, mi sporgo un poco troppo. "E abbastanza alto per gettarmi di sotto ..."
Mi alzo di scatto, sbuffo, raggiungo Reynier e lo osservo.
"Ma sei impazzito? Guarda che io ti voglio vivo! VIVO! Chiaro?"
Mi giro stizzito verso Lorene e ribatto: "VIVO?! Ma se sono morto!" poi rientro in camera, sbraito: "Sono un vigliacco, non ho nemmeno il coraggio di gettarmi di sotto!" mi infilo sotto le coperte fino a coprirmi il viso e dico: "Lasciami in pace e manda un valletto al Quartier Generale ... che avverta che chiederò il congedo!" tiro fuori la testa dalle coperte: "E bada di non cornificarmi, chiaro?!"
"Uff ... e dimmi, pensi di alzarti per la colazione? O intendi passare tutta la giornata qui? … Sono ormai esasperata, ma che razza di brutto risveglio!"
"Di qui non esco! ... Spero di morire di fame e di disperazione. E adesso lasciami solo a piangere la mia disgrazia! ... Lorene forse se non mi avessi rifiutato molto probabilmente tutto questo non sarebbe accaduto, e adesso fuori!"
"Ah, così adesso sarebbe colpa mia se mi ritrovo con un marito a metà? Accidenti a te Reynier! Il problema è che baciarti mi è piaciuto, e molto!"
"Doveva piacerti prima, adesso come hai appena detto, sono un marito a metà! FUORI!"
"Però a me questa metà piace ... cosa devo fare con te?!" Poi mi sposto dietro al paravento ed inizio a spogliarmi.
Vedo mia moglie andare dietro il paravento poco dopo sento il fruscio delle sue vesti. "Sei davvero sleale ... cattiva! Lo sai che non posso saltarti addosso!? VAI A VESTIRTI DA UN'ALTRA PARTE!"
"COSA? Questa è la mia stanza! Chiaro? Se non ti sta bene ... trasloca tu!"rispondo scocciata, restando ben nascosta dietro al paravento.
"Non ho nemmeno la forza di alzarmi dal letto e tu pretendi che io traslochi?!"
"E allora resta li e non lamentarti!" Poi infilo la lunga camicia, le calze, afferro il corsetto e lo infilo.
"Reynier, devi allacciarmi il corsetto!"
"CHE?! COSA?! Abbiamo una schiera di cameriere, suona la campanella! ... Anzi la suono io!" Dico tirando il cordino con forza fino a spezzarlo. "Maledizione! Va tutto in malora!"
"Ecco, e adesso sarai obbligato ad aiutarmi, forza alzati e collabora! O vuoi che esca dalla stanza così, mezza nuda?!"
"Non oserai?! Non voglio che la servitù maschile vedo MIA moglie nuda!" mi alzo rabbioso dal letto, spalanco la porta, urlo: "COSETTE! COSETTEEEE CORRI, VIENI NELLA MIA STANZA!"
"Uffa! La tua ex amante non la voglio! CHIARO?! Sarai tu ad allacciare il mio corsetto o giuro che esco dalla stanza così, NUDA!"
"Ma quale amante?! Tutte le mie amanti, come tu le chiami, le ho mandate via!"
"Se lo dici tu ... ma se scopro che non è così ... non sarai solo mezzo morto ... chiaro?!"
Punto il dito contro mia moglie e continuo: "Per tua informazione, è stato mio padre a mandarle via, visto che stavo per sposare l'illibata contessa Lorene de Laborde! ... Temo purtroppo che morirai vergine! ... Ahhhh che disgrazia!"
"Uff ... .sappi che se non ti deciderai a funzionare a dovere ... tu morirai, ed io mi risposerò con un baldo giovane, prestante, sensuale ... uhm ... forse il giovane Girodelle?!" Poi scoppio a ridere alla vista della faccia scioccata di mio marito.
Afferro per le braccia di mia moglie, la bacio con rabbia, la getto sul letto e ribatto: "Non oserai vero? E poi non avresti un bacio simile da quel gradasso! E adesso vestiti!" Vedo la porta spalancarsi, è la cameriera.
"AAAAHHHHH!" Urlo spaventata dalla scena che mi si presenta davanti, i padroni mezzi nudi, sdraiati nel letto, mentre ... mentre ... "Signore!"
Mi sollevo da sopra a mia moglie, guardo la cameriera e dico: "Non gridare! Tanto abbiamo appena finito! Cosette aiuta la contessa a rivestirsi!"
"Ma ... ma ... Signore ... io ... ARGH! Io non posso! Voi ... e lei ... siete ignudi! La mia anima sarà dannata per l'eternità!"
"Ma che dannata?! Forse non sei una donna sposata? Non fai certe cose?" rispondo rimettendomi a letto. "Lorene, mi hai affaticato tantissimo adesso mi riposo e non dimenticare di mandare un messo al Quartier Generale!"
"Tu sei tutto matto Reynier!", poi mi volto verso Colette ed aggiungo: "Per cortesia, chiama Nanny, ho bisogno di aiuto per vestirmi."
"Si … si ... forse è meglio che Vi aiuti Nanny!" rispondo correndo per il corridoio. Vedo Nanny con le camicie del conte.
"Colette! Cosa fai! Non si corre così! Ma che modi sono?!"
"Si, lo so ma ... Nanny, la contessa ti aspetta in camera sua .. io ho un gran da fare, vado!" Rispondo correndo via.
"Uff ... in questa casa son diventati tutti matti! Anche la servitù!" Mi avvicino alla stanza della contessa, la porta è rimasta aperta, entro, poso le camice e saluto. "Buongiorno Conte, Contessa".
Sento entrare Nanny, non rispondo, sono completamente sotto le coperte.
"Buongiorno Nanny! Ho bisogno del tuo aiuto, devi allacciarmi il corsetto!"
"Uhm ... si, subito Contessa!" Mi avvicino, afferro i nastrini ed inizio ad allacciarlo. "Perdonatemi ma ... va tutto bene?" Domando a bassa voce.
"A meraviglia!"
Rispondo da sotto le coperte: "Mia moglie è una donna felice e appagata!"
"Uhm ... e Voi Conte, non intendete alzarvi questa mattina?"
"D'ora in avanti mi vedrai a palazzo! ... Anzi ... lava tutte le mie divise e riponile nel baule della soffitta."
"E ... come mai, se non sono indiscreta?"
"Sono vecchio e i vecchi hanno bisogno di riposo ... eterno."
"Vecchio? Voi? Ma ... e poi che razza di discorsi fate ... riposo eterno! Oh, Santa pazienza!", mi volto verso madame ed aggiungo: "Ecco, ora siete pronta, scendete per la colazione o la faccio servire qui?"
"Scendo. Non voglio mangiare con un morto in camera mia!" Rispondo con alterigia.
"Bene, e Voi Reynier? Vi faccio portare la colazione qui?!"
"NOOOO! LASCIATEMI IN PACE!"
"Uff ... allora io vado, con permesso!"
"VAI, VAI ... VAIIII!"
Esco rapida dalla stanza, appena fuori incontro il generale in pensione con la sua sposa. "Oh Signore, forse Voi potete fare ragionare Vostro figlio! Io temo che sia impazzito! Mi ha detto mi mettere via tutte le sue divise ... perchè lui è vecchio ed i vecchi hanno bisogno di riposo eterno!"
"COSA?! Nanny ma che storia è questa?"
"Eh che ne so io! Ora vado, spero che Voi riusciate a farlo ragionare!"
Esco dalla mia stanza e vedo mio suocero venirmi incontro.
"Lorene, cos'è questa storia? Perché Reniery ha dato ordine a Nanny di riporre le sue divise?"
"Ah, se è per questo, vuole anche che io mandi un messo al quartiere militare per consegnare la sua richiesta di congedo! Dice che è vecchio ... ma ditemi se è possibile ..."
"Ma è impazzito?!" ribatto appoggiandomi al mio bastone. "Dov'è quello scellerato di figlio che mi ritrovo?"
"Ah ... è ancora nel letto, sotto le lenzuola! Si è nascosto ... completamente!"Rispondo furiosa. "Ed io che sognavo ben altro da un matrimonio."
"Ma non è possibile!" dico a mia moglie: "Scusami Ludovica, vado da Reynier!"
"Certo certo ... vai pure caro. E mi raccomando ... non fargli troppo male!"
"Male?! Assaggerà il mio bastone, come quando era un ragazzo!"
Entro deciso nella stanza di Lorene e di mio figlio, mi avvicino al letto, sposto il lenzuolo con forza e lo vedo, tutto nudo, bello. In effetti ho prodotto un gran bel figlio ... "Allora? Cosa sarebbe questa storia?!"
Mi riprendo le lenzuola, mi copro e protesto: "Ahhh Siete Voi! ... Lasciatemi in pace!"
Riscopro mio figlio con forza e ribatto deciso: "Ma che diavolo ti prende!? Sei forse impazzito? Ti ordino di alzarti da questo letto IMMEDIATAMENTE!" Urlo furioso mentre batto con il bastone a terra.
"Non ci penso neppure! Qui sono e qui resto!" Alzo per bene le lenzuola e mi copro fin sotto al naso.
Lo scopro nuovamente ma questa volta uso il bastone, vedo Reynier quasi nudo, indossa solo le collottes, lo colpisco sul sedere, uno, due colpi e digrigno: "E tu saresti il futuro nonno di questo casato?! ALZATI!"
"NO! IO RESTO QUI! AHIAAAA! LUI è MORTO, ED ANCHE IO!"
"LUI?! LUI CHI?"
"Lui ... lui!" rispondo indicando le mie coulottes.
"Forse ha funzionato troppo e adesso sente il bisogno di riposarsi un po' ma ciò non significa che tu non debba andare dal tuo reggimento! ... AVANTI, MUOVITI!" Rispondo con tono autorevole, colpendolo ancora prima sul fondoschiena e poi sulle gambe.
"Se lui è morto ... lo sono anche io! E i morti non comandano i reggimenti!"
"Tua moglie ha ragione; sei fuori di testa! ... ALZATI REYNIER!" ordino colpendolo ancora.
Armand ed io siamo attratti dalle urla provenire dalla camera di nostro padre, ci precipitiamo, ciò che vediamo ha dell'incredibile: il nonno colpisce mio padre con il bastone, sussurro: "Ma perché? ... Nonno!"
"Augustin! Ed anche tu Armand, veloci, aiutatemi a buttare giù dal letto vostro padre! Forza, veloci!"
Armand risponde divertito: "Ihihihih... ma Nonno, perché volete buttare giù dal letto a mio padre?"
"Perchè deve andare al lavoro, questo sfaticato! Ecco perchè!"
Mi avvicino timidamente al letto, mi avvicino a mio padre e sussurro: "Padre, forse non Vi sentite bene?"
Ascolto la voce di Augustin mi giro verso di lui e ribatto: "Certo che non sto bene! In questo palazzo tutti voi funzionate tranne me! ... Tutti! Anche Voi, padre! Eppure avete vent'anni più di me!"
"Beh, e allora? Anche tuo figlio funziona, intendo Augustin. Armand invece ... è votato alla castità! Ed ora alzati! Veloce, razza di degenerato che ho per figlio!"
Armand ribatte: "Anch'io funziono!"
"COME SAREBBE?!" Gridiamo tutti all'unisono. "TU NON PUOI E NON DEVI FUNZIONARE!"
"Funziono e funzionerò sempre!" Rispondo fiero e deciso.
"Ecco ... pure mio figlio minore funziona ... ed io ... nulla! Lasciatemi solo! VIA! SPARITE!"
Con il bastone colpisco con più forza mio figlio fino a farlo cadere dal letto e urlo: "MUOVITI BUONO A NULLA! IL TUO ESERCITO TI STA ASPETTANDO!" ancora un colpo e un altro ancora. "Ma che razza di figli che mi ritrovo?!"
Cado rovinosamente dal letto, sotto i colpi di bastone di mio padre.
Mi alzo, mi guardo attorno, poi sbraito furioso: "FUORI! SE LUI è MORTO ALLORA LO SONO ANCHE IO! LO VOLETE CAPIRE?! E CHIAMATE LASONNE! ORA, SUBITO!"
"Se hai ancora la forza di urlare allora significa che sei ancora vivo!" ribatto colpendolo ancora. "VESTITI! ORA! SUBITOOO!"
"NO! Io resto qui, nel mio letto di morte!"
Vedo il nonno colpire con forza mio padre, mi stringo a mio fratello e sussurro: "Augustin, il nonno sarà vecchio ma picchia forte!"
"Già ... quando si arrabbia è davvero impossibile! Ora però, cerchiamo di calmarlo, non vorrei che si sentisse male, sai, ha una certa età, lui".
Ludovica ed io facciamo irruzione nella stanza, mi frappongo tra mio marito e mio suocero, spalanco le braccia per difenderlo e dico: "Vi prego, Signor Generale, lasciatelo! ... Reynier sarà tutto matto ma io lo amo, non ammazzatelo!"
"Oh, Lorene ... io non intendo di certo ammazzarlo! Voglio solo che si alzi e raggiunga il suo reggimento!"
"E lo farà! .. Vero Reynier?"
"No, certo che no. Io voglio Lasonne! Ora, subito!" Brontolo tra l'arrabbiato ed il depresso.
"Oh ma lo sentite, Lorene! Spostatevi!" ribatto allungando nuovamente il bastone e colpendolo con più forza.
"No!" rispondo decisa soccorrendo mio marito. "Io l'ho sposato, nella buona e nella cattiva sorte! Vi prego lasciatelo e ... chiamate Lasonne!"
"Ma cosa volete che faccia Lassonne!? Gli ha già dato le cure per ristabilire la sua parte importante e se è fallita, Reynier deve solo rassegnarsi!"
"COSA? IO non intendo rassegnarmi, IO esigo un marito intero, chiaro? Ed ora chiamate Lasonne! Subito!"
Adesso è davvero troppo, io avrò pure diritto ad avere un marito intero!
Sentiamo all'improvviso dei passi, è il dottor Lassonne accompagnato dalla cameriera che dice: "Scusatemi Signor Conte ma avete una visita".
"Buongiorno Reynier! Come stai?"
"Come sapevi che avevo bisogno di te?"
"Oh, potrei dirti che le tue grida sono giunte fino alla mia dimora..." Poi sorrido allegro "Ma più onestamente, ho accompagnato mio figlio che aveva appuntamento con Augustin per andare a caccia!"
Guardo i presenti e dico: "Fuori! Fuori tutti! Devo parlare con Lassonne!"
"Si si ... usciamo! Vieni Ludovica...andiamo..."
"Io invece resto!" Ribatte decisa Lorene.
Armand esce dalla stanza e dice: "Augustin, preferisco venire con te a caccia che sentire le lamentele di nostro padre!"
"Si, hai ragione. Vieni, andiamo. Nonno, Padre, a dopo!"
"Lorene, ti prego lasciami solo."
"Non ci penso proprio!", mi volto verso il medico ed aggiungo: "Voi dovete curarlo! Io lo rivoglio com'era prima! Sfacciato, irritante ed insopportabile!"
"Reynier, cosa ti succede?"
"Lorene, per favore, lasciaci soli!"
"No! Io resto qui!" Incrocio le braccia al petto e sbuffo furiosa.
"Ma perché vuoi rimanere qui?! Forse vuoi godere della disgrazia che mi ha colpito?"
"Assolutamente no! Voglio aiutarti a guarire! E per farlo ho bisogno di sapere! Quindi dottore ... prego, visitate mio marito!"
"Si ma prima voglio sapere qualè il suo malessere!?"
"Ah, giusto, avete ragione. Mio marito è impotente!"Rispondo come fosse la cosa più ovvia di questo mondo.
Spalanco gli occhi e poi la bocca e sussurro appena: "Cosa? ... Ma è uno scherzo?"
"Magari ..." Rispondo sconsolata. "Ora che sono certa della sua fedeltà, che mi ha corteggiata e conquistata ... lui diventa impotente! Capite dottore? Dovete curarlo ... lì!" Rispondo imbarazzata indicando una zona anatomica ben precisa.
Ribatto stizzito: "Lorene, almeno chiudi quella dannata porta prima di parlare! Cosa vuoi che tutta la servitù sappia che il Conte Jarjayes, l'amatore di questa casa, non funziona più?! CHIUDI! Questo è davvero troppo! Che anche tutta la servitù sappia che mon petit ha deciso di non funzionare più!"
"Si si ... chiudo! Ma tanto ormai ... le tue urla si sono sentite ovunque!"
Mi siedo sbalordito sulla prima poltroncina che mi capita e domando: "Dimmi Reynier, da quanto tempo non funzioni più?"
"… Da … da …" guardo Lorene. "Da quando mia moglie ha deciso di diventare la contessa di questo casato in tutto e per tutto."
"Uhm … ho capito! Comunque è un problema che affligge molti uomini …"rispondo tranquillo mentre sorrido, certo che come punizione …. Povero amico mio.
Mi siedo pesantemente sul letto e continuo: "Vuoi dire che non sono l'unico?"
"Ma certo che no!"
"Dimmi, solitamente a quale fascia di età avviene questo inconveniente?"
"Non c'è un'età specifica … sono uomini più giovani e meno giovani di te …"
"Ma perché, perché è capitato proprio a me?" guardo imbarazzato mia moglie e dico: "Per favore lasciami solo con Lassonne, sono davvero imbarazzato a parlare di certe cose davanti a te."
"Reynier, ho fatto un giuramento davanti all'altare: nella buona e nella cattiva sorte, sarò al tuo fianco. Quindi non mi muovo di qui!"
"Sigh … ma perché, perché proprio a me!? … Senti Lassonne, esiste una intruglio che possa aiutare a … far tornare in vita mon petit?"
"Coff … Coff … scusatemi Contessa ma adesso sono io chiedervi di lasciarci soli, debbo fare alcune domande un poco particolari a Vostro marito …"
"Dottore …"
"Ti prego Lorene … abbi pietà di un povero uomo umiliato dal suo destino infausto ..."
"Destino infausto? Addirittura? Non ti pare di esagerare?"
"Certo che no! Ma ti pare poco che io sia venuto meno al mio dovere di maschio? Anche tuo fratello mi ha deriso e lui non ha certo la mia età, è molto più vecchio di me!"
"Dottore, perdonatemi ma io credo che sia un problema di ... testa. Insomma ... mio marito è ... come dire ... ansioso, ecco!"Aggiungo io decisa seppure imbarazzata.
"Vi prego, Contessa, lasciateci soli."
"Ma ... io voglio aiutarlo! Non posso abbandonarlo! Cercate di capirmi! Io ... . Io ... lo amo …"
Le parole di mia moglie mi emozionano, sussurro appena: "Lorene ..."
"Oh ... Reynier!" Corro verso mio marito e mi getto tra le sue braccia, stringendomi forte a lui. Sussurro all'orecchio così piano che il dottore non ascolta. "Reynier, a me non importa se tu non ... io ti amo e basta." Poso le mie labbra sul suo orecchio per un piccolo bacio e mi sciolgo dal suo caldo abbraccio.
"Oh ... Lorene ... tu sei così...così...aaahhhh"
Osservo il mio amico paziente, magari la situazione cambia, chissà!
"Ti prego Lorene, lasciami qualche minuto solo con Lasonne "
"E va bene ..." Rispondo sconsolata. Mestamente lascio la stanza e tiro dietro di me la porta. Vedo mio suocero appoggiarsi sul suo bastone.
"Dunque Lorene, cosa sta succedendo? Quel nevrotico di Reynier si è calmato?"
"Oh, povero caro. Purtroppo...lui ... non funziona..."
"Questo l'ho capito. Voglio sapere se non si è rimesso a letto e soprattutto se andrà al Quartier Generale!"
"Ah...non lo so. Ha insistito per rimanere solo con Lasonne..."
"Uhmm ... quante storie!"
"Beh ma ... io credo che ... lui, Reynier, sia dispiaciuto e imbarazzato! Povero caro"
Mi siedo di fronte al mio paziente e domando: "Reynier, dimmi in tutta franchezza ... Lorene ti piace vero?"
"Ma che domande fai? Lei è...bellissima!"
"E si vede! ... Reynier, credo che tu non abbia alcun problema, evidentemente non ti senti all'altezza di tua moglie, ti senti indegno e quindi ..."lascio volutamente la frase sospesa, a metà.
"Quindi?! No dico...ma sei impazzito?"
"Non sono impazzito. Vedi Reynier, a volte può succedere che dopo aver avuto un'infinità di donne e poi si trova quella giusta, quella perfetta ... coff ... coff ... magari ancora casta ecco ... un uomo può sentirsi non all'altezza!."
"Eeeehhhh...quindi? Forza, parla!" Guardo ilmio amico dritto negli occhi, un poco furioso.
"Reynier, non puoi negare di avere avuto molte ma molte donne e quindi credo che ti senta sporco, indegno, non all'altezza di tua moglie ed è per questo motivo che non funzioni più!"
"Sporco? Non all'altezza? Non ti pare di esagerare? Comunque, ammettiamo per un attimo, ma solo per ipotesi, che ciò che tu asserisci corrisponda al vero ... bada bene, solo per ipotesi ... cosa suggeriresti di fare in tale eventualità?"
"Di purificarti."Rispondo sereno mentre osservo il mio amico Reynier, tutto sudato, con una strana espressione in viso.
"Purificarmi? E ... come?!"
"Ecco ….. dovresti sgomberare la tuamente dai desideri carnali."
"Quindi dovrei rinunciare ad amare completamente mia moglie? Ma sei impazzito?"
"Almeno per il momento. Ascolta Reynier, prima, quando tua moglie ti ha abbracciato, non hai sentito nulla laggiù?"
"Laggiù...ecco ... lui ... sembra che ... ma poi ... nulla!"
"Reynier prenditi una bella vacanza da SOLO."
"No ... scusa ... ma ... io dovrei ... abbandonare mia moglie? No! Mai!"
"Ma devi staccarti dai tuoi problemi! Reynier hai bisogno di riposo ASSOLUTO!"
"Riposo! Perfetto! Vallo a dire a mio padre! Io non voglio neppure alzarmi dal letto!" Mi butto sul materasso, afferro le coperte e mi copro fino al mento.
"Ma no, non questo genere di riposo! Tu hai bisogno di allontanarti da qui, mi sono spiegato? ... Tra quanto tempo ci saranno le nozze di tuo figlio?"
"Tra tre settimane! Anche se ormai quei due ... funzionano! Eccome se funzionano! Lo sai che ... che... diventerò nonno! Argh!"
"COSA?! Ma dici sul serio?"
"Certo! Ti pare un argomento su cui scherzare? Qui tutti funzionano, tranne me!"
"Reynier ... forse la notizia di diventare nonno, ti ha ... inibito?"
"No! Certo che no! Lasonne ... sei sicuro di sapermi curare? Non mi hai neppure visitato!"
"Forse hai qualcosa di strano in quella zona?"
"No! Certo che no! Ma tu ... mi sembri ... impreparato!"
"E va bene, se proprio ci tieni ti visiterò! Su metti giù le coperte e la coulotte!"
"Ecco ... subito!", poi sposto le coperte ed abbasso le coulottes. "Allora? Lo vedi che è sanissimo ma ... morto!"
" ... Vedo, vedo ... anzi ... credo che sia sanissimo! ... Reynier, non ho dubbi: il tuo problema è la testa e nient'altro. Prenditi una bella vacanza e non ci pensare più! Vedrai, quando meno te lo aspetti, riprenderà a funzionare come prima, magari anche più di prima!"
"Sgrunt! Io voglio funzionare ora! Ma insomma! Siamo nel XVIII secolo!"
"Appunto! La medicina non può fare miracoli e tu devi calmarti, sei ormai fuori di testa!"
"Nel secolo dei lumi...proprio a me deve capitare un dottore antiquato? Uhm... chiama tuo figlio!"ordino deciso.
Suo figlio è giovane, di sicuro avrà una mente più aperta, sarà più moderno!
Vedo improvvisamente spalancare la porta, sento un fruscio di gonne, riconosco il passo ... è lei ... mia sorella Clotilde. Tiro su lo sguardo e dico sarcastico: "Ecco, ci mancavi soltanto tu! Nessuno ti ha insegnato a bussare? Sono nudo ..." spalanco le braccia e mi faccio vedere in tutta la mia bellezza di maschio.
"Nudo ... ma morto... povera Lorene!"
"Saranno stati i tuoi malefici, strega, fuori di qui!"
"Strega? A me? Ih ih ih ... comunque ben ti sta, lussurioso impenitente! Un poco di astinenza ti farà solo bene!"
"Arg ... AHHHH ... FUORI DI QUI SE NON VUOI CHE TI PRENDA CON LA LAMA!"
"Tanto è tutto morto! Ih ih ih ... vado a celebrare il funerale del petit Reynier! Ah ah ah ah!"
Afferro le mie coullotte, gliele lancio con forza, mia sorella spalanca la porta mentre il mio indumento la raggiunge, colpisce Lorene non Clotilde.
"Reynier! Ma che modi sono!" Urlo verso mio marito. Passi tutto, ma le sue coulottes addosso proprio no!
Mi avvicino tutto nudo verso mia moglie che è nel corridoio, prendo le mutande dalle sue mani e sussurro: "Scusami cara, non erano destinate a te ma a mia sorella." Davanti a tutti mi infilo le coulotte, con naturalezza e semplicità. "E chi vuole guardare …. Che guardi pure!"
Rientro a palazzo dopo una battuta di caccia, trasformatasi in realtà in una passeggiata con mio fratello ed il mio amico Edmond Lasonne. Raggiungiamo le scuderie, scendiamo da cavallo e ci avviamo verso il palazzo. È ormai ora di pranzo.
Appena entrati vedo Nanny correrci incontro.
"Bentornati! Vostro padre vuole parlare con il dottore Lasonne ... "
Augustin ribatte: "Il dottor Lassonne?! Ma è di sopra!"
"Sveglia fratellone! Nostro padre è con Edmond che vuole parlare!"
"Vado subito ... Augustin, scusami ma deve essere una cosa grave!"
" ... Vai ... ma che strano ... eppure credevo che non si fidasse molto di te mio padre."
"Bah ... misteri degli anziani! Lo sai che ci vuole tanta pazienza! Uhm ... vuoi salire anche tu?"
"Ecco ... veramente vorrei starmene alla larga dagli isterismi di mio padre."
Prendo la mano di mio fratello e dico: "Invece ti suggerisco di seguire Edmond, sono sicuro che sarà accaduto qualcosa di buffo." tiro con me mio fratello." Dai Augustin, andiamo!"
"Oh...e sia, andiamo!"
Saliamo tutti di sopra, raggiungiamo la stanza di mio padre e Edmond bussa deciso.
Toc toc
Sento bussare alla porta, urlo isterico: "AVANTI!"
Apro la porta, facendo un bel respiro.
"Buongiorno, la Vostra governante mi ha detto di raggiungervi, Signore!"
"Edmond entra! ... Voglio che tu mi aiuti!" poi guardo i miei figli e continuo con piglio severo: "Voi due, fuori di qui!"
"Hai visto Armand? Non ci vuole ... pazienza! Edmond, ti aspettiamo in sala da pranzo! A dopo!"
Esco, raggiungo la mia stanza seguito da Armand e decido di entrare nei passaggi segreti per vedere cosa accade.
"Ih ih ih ... se non l'avessi fatto tu, te l'avrei proposto! Ih ih ... Corriamo Augustin! ... Non voglio perdermi una sola parola di nostro padre!"
"Piuttosto...io sono preoccupato per Edmond!"
"Ma perché?"
"Eh, nostro padre è imprevedibile! Ed Edmond non è molto bravo con le armi ... che siano armi bianche o da sparo ... lo hai visto no?"
"Si, ho visto ma non credo che arrivi a tanto." Rispondo addentrandoci nelle segrete.
"Tu … tu sei un uomo moderno, più moderno di tuo padre!"
"Più moderno, Signore?"
"Si, più moderno! Edmond sei uscito da poco dall'università, sicuramente sarai più aggiornato di tuo padre, forse più che aggiornato, preparato! Dimmi ci sono medicine che aiutano a funzionare chi non funziona?"
"Ah ... uhm ... ecco ... cosa ... cosa Vi ha detto mio padre?"
"Mi ha detto che è un problema di testa! Secondo lui, sono io a non volere funzionare! Ma figuriamoci! E come cura ... mi ha prescritto una vacanza! Assurdo! Una vacanza?! Ma che razza di cura sarebbe mai?!"
Nelle segrete
Armand ed io percorriamo le segrete fino ad arrivare dietro la parete della stanza di mio padre, vedo un'ombra, un'ombra appoggiata ad un bastone e seduta ad una sedia. Lo riconosco, è mio nonno.
"Nonno! Cosa ci fate qui?!"
"Ma che domanda fratellone! Il nonno sta spiando nostro padre! Ih ih ih ..."
"Ma ... Nonno! Ma non è una cosa bella spiare!"
"Coff ... e allora voi due cosa ci fate qui?"
"Eh, siamo venuti ad assicurarci che nostro padre non passi a fil di lama Edmond, Nonno lo sapete che il mio amico non è un uomo d'armi ... con la spada è un disastro e con il fucile ….. Vi dico solo che la nostra battuta di caccia è stata un disastro ... nulla! Capite, non abbiamo preso nulla!"
"Lo immaginavo! Cosa vuoi da un giovane che anziché dedicarsi alle armi impugna i bisturi? Sccc ... adesso lasciatemi ascoltare cosa si dicono!"
"Si si ... ma prepariamoci ad intervenire in caso di problemi!"
"Quali problemi?"
"Eh, che lo voglia uccidere, ad esempio!"
"Ma perché dovrebbe?"
"Eh, non si sa mai ... shh ... fatemi sbirciare ... e sentire ..." Rispondo al nonno, la mia priorità è assicurarmi che Edmond esca illeso da questo incontro.
Armand ribatte: "Secondo me, non Vi importa nulla di monsieur Edmond, Voi volete sapere cosa succede."
Osservo mio fratello indispettito. "Armand, io ci tengo alla pelle del mio amico. Ed ora taci o giuro che ti lascio qui!"
"Ih ih ih ih ..."
In camera di Reynier
"Dunque, Signor Conte, secondo mio padre Voi non avete nulla, se ho ben inteso. Posso ... ehm ... sapere da quanto non ... funzionate?"
"Da quando mi sono fidanzato con mia moglie."
"Oh, da allora ... lì sotto è tutto morto? Nel senso che proprio non vuole funzionare?!"
"Eh no! Lui non era per niente morto, anzi! È solo che durante il fidanzamento avevo ... sig ... l'obbligo morale di rispettare la mia futura consorte e di esserle fedele e poi ..."
"Eh, ma io vorrei sapere da quanto tempo è ... morto ... non da quanto tempo non svolgete le vostre attività! E' ben diverso, non trovate?!" Domando un poco timoroso, il conte ha uno sguardo che fa paura.
"Dal giorno del matrimonio di mio padre."
"Ah ... ecco ... dunque ... una settimana, è corretto?!"
" ... Sig ... si, proprio quando mia moglie si era decisa di concedersi. Che disgrazia!"
"Uhm ... ma prima che Vostra moglie accettasse di ... giacere con Voi, lì sotto era tutto attivo, ho bene inteso?"
"Ehhh certo che tutto era attivo e funzionante!"
"E ... non avete subito traumi? Intendo ferite, colpi, non so, magari durante qualche esercitazione militare ..." Domando sempre più preoccupato.
"Colpi? No, no!"
"Uhm ... posso ... vedere la parte interessata, Monsieur?"
"Ma certo!" rispondo abbassando con naturalezza le coullottes. "Ecco, guardate! A me sembra normale però non funziona."
Mi avvicino, osservo per bene la parte interessata, sposto un poco la peluria bionda per controllare che non ci siano traumi o lividi. Tocco, con la punta delle dita, e domando: "Sentite dolore?"
"No."
"Uhm ... bene, io ho finito. Se volete rivestirvi", poi mi alzo, faccio un bel respiro ed aggiungo: "Posso scendere in cucina? Dovrei vedere se disponete, nella dispensa, di alcune erbe curative."
"Ah certo ... andate pure!"
"Grazie ... " Faccio un piccolo inchino ed esco rapido dalla stanza, chiudo la porta e mi appoggio. "Uff ... sono ancora vivo, per fortuna! Ora non mi resta che trovare la governante!"
Certo che il padre di Augustin fa davvero paura, ha uno sguardo assassino.
Guardo il mio amico e dico soddisfatto: "Hai visto? Tuo figlio ne sa più di te, lo sapevo!"
"Se lo dici tu ... per ora ti ha solo visitato, esattamente come ho fatto io! E non ti ha detto nè di cosa soffri, ne quale cura seguire! Dai retta a me ... il tuo problema è tutto qui!" Rispondo indicando la sua testa.
"Sciocchezze! La mia testa non ha problemi"
"Certo ... se lo dici tu! Adesso vediamo cosa ti porta mio figlio!"
Dopo pochi minuti sentiamo bussare alla porta, due tocchi decisi. TOC TOC
"Avanti!"
Entro con in mano un sacchetto, lo porgo al conte ed aggiungo: "Prendete una tisana la sera, tutte le sere per una settimana, fatta con queste erbe. Devono stare in infusione per cinque minuti, poi dovete berla. Non è buonissima, ma sono certo che per un soldato come Voi non sarà un problema. Non fate pensieri arditi per tutta la settimana, riposo assoluto. E vedrete che all'ottavo giorno ... funzionerete benissimo!"
"Lo sapevo che Voi siete più istruito di Vostro padre! Grazie Edmond!" afferro felice il sacchetto, lo poso sul tavolino accanto a me, indosso in tutta fretta i miei vestiti, infilo le scarpe, afferro nuovamente il sacchetto e fuggendo via, dico ancora: "Grazie Edmond! Voi si che siete un gran medico!"
"Di nulla, signor Conte!", mi volto sorridente verso mio padre che mi guarda perplesso.
"Cosa gli hai dato?"
"Oh beh, valeriana, passiflora, camomilla ... tutta roba innocua ... e rilassante. Credo che abbia solo bisogno di non pensarci per un po' ... Voi non credete padre?"
"Ah ah ah ah ... Reynier ha ragione: sei un gran medico! Ah ah ah ..."
"Grazie Padre! Ah ah ah ah ah!"
Nelle segrete
"Però ... bravo Edmond!"
All'unisono: "Ah ah ah ah ..."
"Bene, direi che possiamo uscire da qui! Un vero genio, Edmond! Ah ah ah ah ah!"
Armand sussurra divertito: "Non dobbiamo dire nulla a nostro padre che Monsieur Edmond gli ha dato la valeriana altrimenti ci renderà la vita impossibile."
"Certo che no! Armand ... guai a te ..."
"Ih ih ih ..."
