La festa fu un vero successo.

Tutti si divertirono, soprattutto il festeggiato.

La stanchezza era stata dimenticata o per lo meno mess da parte e Wil si era lasciato andare, si era fatto coinvolgere.

Aveva cantato al karaoke che era stato organizzato al locale, e poi aveva anche suonato con la sua chitarra che Jay aveva portato. Era bravissimo a suonare e cantare. Tutti non si stancava mai di ascoltarlo.

Il tutto era stato accompagnato da cibo, birra ed altri liquori vari o cocktail a seconda dei gusti di ciascuno.

In conclusione Will aveva spento le candeline della torta esprimendo un desiderio come di tradizione.

Ovviamente quest'ultimo riguardava Natalie ed Owen. Sperava di poterla sposare presto e diventare così il secondo papà del bimbo.

Dopo aver fatto le foto di rito, finalmente tutti poterono assaggiare il prelibato dolce. Inoltre la festa non poteva considerarsi una vera festa senza regali.

Intanto si erano fatte le due di notte senza che nessuno se ne accorgesse.

Si stavano divertendo troppo per stare attenti a che ora fosse.

Pian piano poi gli ospiti iniziarono ad andare via, compresa Natalie, mentre Will era ancora impegnato a chiacchierare amabilmente con i suoi amici, il capitano Matt Casey ed il suo collega il tenente Kelly Severide.

- Will io inizio ad andare. Ho lasciato Owen con la figlia dei vicini, credo sia ora di farla andare a casa.- disse la dottoressa.

- Ti raggiungo subito. - disse il dottore.

- Tranquilla, non lo tratterremo ancora per molto - aggiunse sorridendo Matt.

Dopo una decina di minuti da quando la sua fidanzata fu andata via, anche gli ultimi invitati iniziarono a tornare a casa.

Will prese il telefono ed inviò un messaggio a Natalie:

"Avevo dimenticato di essere venuto qui con Jay, la mia macchina è rimasta a casa. Aspetto lui e ti raggiungo".

Poco dopo si avvicinò a Jay.

- Ehi è ora di andare. Ti ringrazio per tutto, davvero. Domani mattina alle nove, però devo essere in ospedale e ci vorranno delle cannonate per svegliarmi. - rispose Will.

- Il tempo di parlare con Hermann e ti accompagno. - concluse Jay.

Erano rimasti quasi solo loro nel locale assieme ad Hermann, Otis e qualche persone che non conoscevano.

Will salutò tutti e preso il giubbotto uscì fuori dal locale.

L'aria delle 2:30 della notte a Chicago era pungente faceva freddo. L'aria gelida ti tagliava il viso. Tutto era imbiancato e dal cielo fiocchi di neve cadevano lenti e copiosi verso il suolo.

Fu allora che accadde l'imprevedibile e due loschi tizi si avvicinarono di soppiatto al dottore alle sue spalle.