- Ehi Hermann, grazie per avermi permesso di organizzare qui la serata. Tutto è stato perfetto.- disse il detective.

- Jay non devi ringraziarmi. Per gli amici questo ed altro.- rispose il barman.

- Avete visto che fine ha fatto mio fratello? - domandò alle persone dietro il bancone.

- Credo sia già uscito, ti starà aspettando fuori. - rispose Otis.

Il detective quindi prese le sue cose e dopo aver salutato si accinse ad uscire.

Intanto fuori il dottore, privo di sensi era stato preso di peso e portato in un vicolo.

I due malviventi erano uomini forzuti, vestiti tutti di nero, impermeabile e pantaloni. Sul viso indossavano un passamontagna. Non parlavano tra loro, si esprimevano a gesti.

Volevano evitare anche di essere sentiti e riconosciuti attraverso la voce.

I due presero Will e lo portarono con loro in un vicolo lì vicino.

Nonostante tutti questi accorgimenti, non si accorsero che un po' del sangue del dottore era colato dalla ferita alla testa ed era caduto in alcuni punti della neve presente a terra sul marciapiede.

Dopo averlo imbavagliato ed accuratamente legato mani e piedi lo avvolsero in un tappeto che avevano sistemato lì in precedenza.

Non c'era nessuno per strada a quell'ora, ma c'era sempre il rischio di essere visti, magari anche solo perché qualcuno che non riusciva a dormire si era affacciato alla finestra.

Una volta sistemato nel persiano lo portarono verso un fuoristrada nero, quello con il baule grande e capiente.

Lo gettarono quindi proprio dentro di esso e poi, dopo aver accuratamente richiuso il baule, partirono allontanandosi dal locale.

Will era stato rapito.

Ma perché? Chi poteva volergli male? Chi l'aveva ordinato?

Proprio mentre i due malviventi sfrecciavano via per le strade della città ecco che Jay stava uscendo dal locale in cerca di suo fratello.