Jay si era allontanato dal resto del gruppo. Sentiva la necessità di isolarsi per un po'.
Quel parchetto era così silenzioso a quell'ora di notte. Non c'era nessuno, era tutto così tranquillo.
Un posto davvero perfetto per chi vuole restare solo, solo con la propria tristezza, con il proprio dolore.
Soltanto Mouse, il suo migliore amico, compagno di mille avventure, era all'altro capo del telefono. Lui che lo capiva senza che fosse costretto a parlare. Una persona che lo sapeva ascoltare e sapeva cosa dirgli al momento giusto.
E così Jay si lasciò finalmete andare singhiozzando disperatamente.
Intanto il sergente guardandosi in giro chiese:
- Dov'è finito Jay? -
Si era distratto per un solo secondo per capire quali informazioni ed eventuali indizi erano stati trovati fino a quel momento. Stava visionando con Hailey le foto scattate da Brian, quando alzando lo sguardo si rese conto che il suo ragazzo, che amava come fosse suo figlio non era più lì.
- Vado a cercarlo - si offrì Hailey intuendo ciò che Voight volesse chiederle di fare.
E così la detective cominciò a guardarsi intorno. Non poteva essere andato lontano. La sua auto era sempre lì parcheggiata.
Se si fosse spostato con la macchina inoltre l'avrebbero sicuramente sentito.
Iniziò quindi a camminare alla ricerca del collega e poco dopo lo vide seduto su una panchina tutto solo.
Iniziò lentamente ad avvicinarsi, era lì davanti a lei con il telefono all'orecchio, la testa bassa e... stava piangendo, stava singhiozzando.
Pian piano senza spaventare il collega la detective colmò il piccolo divario che si trovava tra loro e dopo essersi seduta al suo fianco cercò di capire chi fosse al telefono.
Jay non alzò nemmeno lo sguardo quando sentì qualcuno arrivare vicino a lui e sedersi al suo fianco.
Sapeva benissimo di chi si trattava, poteva essere solamente Hailey, la sua collega, la sua amica, la sua ragazza. Lei era sempre pronta a stargli vicino, a coprirgli le spalle in ogni circostanza. Lei non aveva bisogno di parlare, a Jay bastava che fosse lì vicino a lui.
Nonostante cercasse di allontanarsi da tutto e da tutti quando soffrisse lei assieme a Mause ed a suo fratello erano le uniche tre persone che il detective lasciava avvicinare.
Hailey cercò di capire di chi si trattasse e poi lo intuì. C'era una sola persona con cui lui riuaciva a sentirsi libero di esprimere i suoi sentimenti, ancor più che con lei, e quella era Greg il loro tecnico informatico.
La detective non disse nulla, si limitò ad avvolgere il suo braccio sinistro dietro le sue spalle e dopo aver aspettato un po' disse intuendo le parole del collega:
- Jay, come Mouse anch'io sono qui con te.-
Halstead continuò a piangere ancora per un po' di tempo circondato dall'amore e dall'affetto dei suoi due amici.
Una volta calmatosi salutò Greg il quale gli disse che si sarebbe fatto sentire non appena avesse avuto qualche novità e non appena si sentì pronto tornò con la collega verso il luogo dove era stato rapito suo fratello.
Il sergente vedendoli tornare si tranquillizzò. Voleva avere Jay vicino a sé per poterlo controllare. Voleva proteggerlo, fare ciò che non era riuscito a fare con Justin.
Non si sapeva ancora se Will fosse stato rapito per qualcosa che avesse fatto oppure se fosse accaduto per colpa di qualcuno che voleva farla pagare a Jay per farlo soffrire.
Era necessario quindi tenere sotto controllo anche il detective.
Tornato sulla scena del crimine Jay venne avvicinato da Adam che lo informò sulle novità emerse dalle prove raccolte.
- Jay, mi dispiace, purtroppo il sangue è proprio di Will. Abbiamo trovato questo vicino alla pozza di sangue che c'era nel vicolo. - disse il poliziotto porgendogli una piccola bustina trasparente che tipicamente usavano per raccogliere le prove.
Appena Halstead vide il suo contenuto gli occhi si riempirono nuovamente di lacrime di dolore.
Era il badge di suo fratello.
Non c'erano quindi più dubbi, le tracce di sangue appartenevano a suo fratello. E ciò significava solo una cosa, se c'era del sangue sulla scena significava che Will era ferito.
E se fosse stato colpito ed avesse qualcosa di grave? Se fosse addirittura già morto?
Il terrore si stava impadronendo nuovamente del detective che si avvicinò poi ad Hermann. Si sentiva mancare, come se stesse per svenire, quindi con un filo di voce chiese al pompiere proprietario del bar un po' farfugliando:
- Hermann, so che hai chiuso il Molly, ma avrei bisogno di un po' d'acqua. -
- Il Molly non è mai chiuso per tutti voi - disse Christopher mentre si accingeva a riaprire la porta.
Subito lo fece sedere, sembrava uno zombie.
Era stanco, pallido, tremante ed emotivamente a pezzi. Sembrava potesse crollare da un momento all'altro.
Prese una bottiglietta d'acqua ed un bicchiere e la diede al giovane che ne bevve qualche sorso cercando di riprendere fiato e di darsi una certa forma di contegno.
- Ti ringrazio - gli disse una volta che si fu più o meno ripreso.
Quindi lui e la sua partner, si alzarono e si diressero dagli altri, non prima che Hailey prendesse la bottiglietta e la infilasse nella borsa. Aveva l'impressione che sarebbe potuta servire.
