Will cominciava davvero ad avere paura.

- Cosa vuoi da me? - urlò.

- Cosa voglio? Voglio vederti soffrire, come tu hai fatto soffrire me e voglio che tuo fratello provi lo stesso dolore che ho provato io perdendo qualcosa a cui tiene veramente come fosse un figlio. Lui figli non ne ha, quindi chi meglio di un fratello? - disse l'uomo sogghignando.

- Io non ti ho fatto nulla - gridò Will con tutta la rabbia che aveva in corpo dimenandosi cercando di liberarsi.

Lo scienziato farmacista non rispose, mise in atto solo una sonora risata che rimbombò in quel magazzino vuoto.

- Ragazzi è tutto vostro - disse uscendo dalla stanza ai suoi energumeni - ricordate che lo voglio vivo! Per il resto fatelo soffrire quanto volete.

I due giganti si trovavano davanti al dottore che era un omino rispetto a loro.

Erano posizionati uno leggermente più alla sua destra ed uno poco più alla sua sinistra.

In contemporanea i due si sfregarono le mani pronti ad arrecare un po' di sofferenza al medico.

La prima cosa che fecero fu slegarlo. L'avrebbero colpito a turno.

Quello che era alla sua destra dopo avergli sciolto le mani rimase dietro di lui tenendolo fermo lasciandogli i piedi legati tra loro in modo che lui non potesse usarli per reagire.

L'uomo che stava alla sua sinistra si piazzò davanti a lui e si preparò a colpirlo.

3 pugni ben assestati. 3 colpi per arrecare sofferenza più che danni gravi. L'uomo sapeva ciò che stava facendo e ciò che voleva causare al povero dottore.

non erano uomini qualunque, erano addestrati a fare ciò.

Il primo pugno andò a segno sullo sterno di Will.

Era un destro molto potente, un pugno dato con molta forza. Di sicuro aveva rotto qualche costola poiché il dottore senti un dolore lancinante che lo portò ad inclinarsi un po' in avanti come per chiudersi a riccio, cosa che non poté fare del tutto perché trattenuto da dietro.

Il secondo colpo era diretto all'addome, abbastanza in profondità, mentre il terzo aveva colpito Will in pieno viso.

Anche questi altri due pugni avevano fatto danni. Uno aveva sicuramente danneggiato qualche organo interno, forse milza o fegato, era molto potente e mirato. L'ultimo gli aveva di sicuro rotto il naso e spaccato il labbro superiore.

Il dottore si chinò in avanti vomitando ciò che aveva nello stomaco misto a sangue che proveniva dall'interno del suo corpo e dal labbro.

A quel punto i suoi uomini si diedero il cambio.

Il secondo omone decise di colpirlo con una raffica di pugni, rapidi e precisi, tipici di un incontro di box tra torace e addome.

Una volta assestati questi colpi l'uomo che teneva Will da dietro lo lasciò andare, aprì le mani arretrando.

Il dottore cadde in avanti a carponi, tipica posizione quadrupedale dei bambini che imparano per la prima volta a spostarsi da soli. Le gambe avevano ceduto piegandosi immediatamente, erano flosce, si chinò in avanti riuscendo solo a portare le braccia verso terra prima di arrivarci con il viso.

Tremava come una foglia, era un ammasso di dolori.

Will continuò a vomitare e sputare sangue.

L'uomo che si trovava davanti, nonostante il dottore fosse ormai a terra, continuava senza sosta a colpirprendendolo a calci senza avere una meta precisa. Cercava solo di arrecargli dolore.

Poco dopo entrò il signor Brown che fermò i suoi scagnozzi.

- Adesso basta ragazzi. Rimettetelo sulla sedia, ho detto mi serve vivo! -

Loro ubbidirono lasciando Will seduto lì quasi svenuto, pieno di dolore e senza la forza di muovere un muscolo. Di fatti i due non lo legarono. Non ce n'era bisogno.