Will era stato lasciato solo. I due scagnozzi stavano aiutando il loro capo a sistemare qualcosa in una stanza adiacente a quella dove lui si trovava. Quello poteva essere il momento perfetto per scappare.

Si, però lui era a mille pezzi e non aveva la forza di farlo.

Pensava a Natalie, al suo piccolo Owen che non avrebbe mai visto crescere e che avrebbe perso per la seconda volta la figura paterna a cui si era affezionato. Pensava a Jay.

Già Jay... fin da ragazzini lui lo aveva salvato spesso quando si metteva nei guai.

Il dottore a differenza del fratello non era mai stato bravo con le mani, quindi ogni qual volta che ad esempio finiva in una zuffa era necessario che l'altro intervenisse per salvaro.

Questa volta quasi sicuramente il detective non l'avrebbe trovato in tempo.

I colpi che aveva ricevuto avrebbero potuto anche aver causato dei danni irreparabili.

Aveva ormai deciso di lasciarsi andare, di non combattere più contro i suoi rapitori.

Non era tipo da mollare così facilmente, anzi era il contrario, tenace e testardo, ma quella volta il suo corpo non rispondeva più alle sue richieste e la sua testa, forse anche per il colpo ricevuto non riusciva a pensare in modo lucido.

Si lasciò quindi andare, scivolando dalla sedia e finendo con un tonfo sordo sul cemento. Chiuse gli occhi e l'oscurità lo avvolse in pochissimi istanti.

Mentre era svenuto i due scagnozzi lo presero e lo portarono in un'altra stanza.

Lo adagiarono su un letto e legarono con delle fibie molto strette mani e piedi.

Vicino a lui delle braccia meccaniche piene di quelli che sembravano essere aghi e poco più distante da lui un computer che sembrava servire per controllare e gestire le braccia meccaniche.

Di fronte al lettino, che ricordava molto la barella usata in ospedale, c'era una poltrona su cui sedeva comodamente il dottor Brown.

Non era più uno scienziato farmacista, la qualifica gli era stata revocata visto ciò che aveva fatto, ma lui si faceva ancora chiamare così.

Non appena Will riaprì, anche se con enorme difficolta, gli occhi iniziò a guardarsi intorno. Inizialmente faticò a capire dove si trovasse.

Riusciva a vedere bene e ad aprire completamente un solo occhio, il sinistro, l'altro era tumefatto, gonfio e con le palpebre semichiuse a causa del pugno che aveva ricevuto in viso. Proprio quello che molto probabilmente gli aveva rotto il naso.

Il dottore si rese conto di essere sdraiato, su una barella che doveva essere stata presa in un pronto soccorso. Le conosceva così bene che non aveva bisogno di vederne una per riconoscerla.

Lentamente si voltò di lato, alla sua sinistra e vide il braccio meccanico pieno di aghi.

Il leggero e lento movimento non sfuggí al dottor Oliver.

- Che bello, finalmente il nostro bell'addormentato si è svegliato.- disse lui sornione.

Will trasalì nel sentire la voce.

Non si era accorto della presenza nella stanza dello scienziato farmacista e dei suoi due scagnozzi. Si erano posizionati dal lato dell'occhio malandato.