Will era lì disteso su quella barella di ospedale. Entrava ed usciva dalla coscienza.
In quei rari momenti di lucidità pensava a Jay. Pregava perché almeno lui potesse salvarsi da quel destino crudele che già era toccato a lui.
Ciò che non sapeva però era che suo fratello si trovava già, addormentato, dentro il baule della macchina dei due esecutori del rapimento.
La prassi per Jay fu, più o meno, la medesima che per il fratello.
Il detective fu portato nella stanza e fu lasciato in un angolo con le braccia legate lungo il corpo ad uno dei pilastri della stanza.
Di fonte a lui la sedia su cui era stato legato Will ed a terra tanto sangue e vomito vicino ad essa.
L'effetto del cloroformio non era ancora svanito, per cui per ora lui poteva evitare di vedere quello spettacolo raccapricciante.
Jay si svegliò solo un bel po' di tempo dopo.
Il sole cominciava a sorgere e piano piano iniziò ad illuminare la stanza penetrando dalle piccole finestre presenti sul soffitto.
Il detective aprì gli occhi ed iniziò a guardarsi intorno. Non riusciva capire dove si trovasse.
Era stordito ed aveva mal di testa. Non poteva nemmeno muovere le braccia. Sentiva le sue mani bloccate da una stretta corda che gli stava tagliando i polsi. Più tentava di liberarsi e più il suo corpo si feriva sfregando contro la corda ed il cemento di cui era fatto il pilastro.
Dopo essere riuscito a tenere aperti gli occhi, dopo essersi abituato alla luce, vide il raccapricciante spettacolo che gli si presentava davanti.
Fu proprio in quel momento che l'uomo che aveva organizzato tutto, accompagnato dai suoi scagnozzi, fece il suo ingresso nella stanza, pronto per rimettere in atto la stessa scena.
Tutti e tre indossavano dei passamontagna ed il capo aveva il dispositivo per cambiare voce.
- Il nostro giovane detective si è svegliato finalmente - disse l'uomo.
- Dov'è mio fratello? - urlò furiosamente Jay
- Tranquillo, lo vedrai... ma solo a tempo debito. - rispose l'uomo togliendosi il passamontagna e quindi facendo a meno anche del dispositivo cambia voce. - Tu.. tu maledetto... mi hai rovinato... e adesso la pagherai...-
Jay lo riconobbe immediatamente, era Oliver Brown.
Il detective lo aveva arrestato due anni prima quello stesso giorno, il 13 dicembre.
- Tu sei un pazzo Brown. Che cosa vuoi da noi? Ciò che hai avuto lo meritavi. Forse era un giusto prezzo da pagare, o forse era anche troppo poco per tutti quegli innocenti che hai ucciso. - aggiunse il detective.
- Giusto prezzo dici? Giusto per chi si prodigava a farsí che la scienza progredisca? - disse lui.
Jay lo guardava disgustato.
- Come hai fatto a fuggire di prigione?- chiese quest'ultimo.
- Le buone azioni ripagano con un po' di aiuto e poi la fuga... - disse il capo e prima di uscire dalla stanza aggiunse.- divertitevi ragazzi.
Anche per i due energumeni lo stesso copione, stessi colpi messi a segno, con l'unica differenza che il detective era già in piedi e non v'era bisogno che fosse tenuto.
Poco tempo dopo Brown rientrò nella stanza.
- Assicuratevi che veda la sorpresa che ho preparato per lui e poi potrete completare l'opera.- aggiunse prima di andare via nuovamente.
