Ogni colpo sferrato al corpo di Jay determinava un urlo di dolore da parte sua. Nessuna parte del suo corpo fu risparmiata. Come era stato per Will calci e pugni lo colpirono all'addome, nel petto ed anche in pieno viso.
Inizialmente il giovane cercò di difendersi spostando il suo corpo per quanto possibile, ma poi soccombette sotto quella raffica di colpi. I due scagnozzi si alternavano colpendo ogni volta delle parti del corpo diverse. Il copione era sempre lo stesso, ma le botte avevano una forza dieci volte maggiore rispetto a quelle date al medico.
L'obiettivo finale era quello di farlo soffrire così tanto da implorare pietà e poi alla fine, dopo aver assistito alla vittoria di Brown sarebbe potuto benissimo essere ucciso o meglio lasciato morire tra atroci pene.
Perché era costretto a subire così tanta sofferenza?
Dolori lancinanti per lui come anche per il fratello. Tutto per colpa di Jay, solo per aver fatto il suo lavoro, aver arrestato un criminale pazzo e senza scrupoli.
Il detective, come Will, fu pestato fin quando non sputò sangue vomitando ciò che aveva dentro di sé. E poco dopo, esattamente come era accaduto a suo fratello, la vista del detective si annebbiò e tutto divenne nero. Il giovane aveva perso conoscenza.
Pochi istanti dopo uno degli scagnozzi andò dietro il pilastro e taglio le corde che tenevano stretti i polsi del detective lasciando che il suo corpo si puegasse in avanti ed infine cadesse con un forte tonfo sul pavimento dopo che quell'uomo ebbe tagliato anche le corde che legavano i piedi.
La sua testa colpì il duro cemento ed alle già numerose ferite che aveva si aggiunse un profondo taglio sulla tempia destra proprio dove il capo aveva colpito per terra.
Il detective non era altro che un peso morto in quel momento. L'altro scagnozzo del signor Brown che era rimasto in un angolo in attesa che l'altro lo liberasse, prese il giovane, se lo caricò sulle spalle e lo portò nella stanza adiacente dove si trovava Will.
Senza farsi scrupoli lo gettò a terra facendogli nuovamente colpire il vivido cemento sotto di lui in uno degli angoli della stanza. Era stato posizionato in un punto strategico. Non lo avevano ancora ucciso perché il "dottor" Brown voleva che assistesse agli effetti dei suoi esperimenti su una cavia umana, suo fratello.
Will intanto era disteso sulla barella con polsi e caviglie legate ai bordi di essa con delle fibbie. In uno dei momenti in cui era cosciente aveva udito le urla strazianti ed aveva riconosciuto la voce del fratello. I suoi occhi si riempirono immediatamente di lacrime che iniziarono a scendere sulle sue guance tumefatte appannandogli un po' la vista.
Poco tempo dopo vide entrare i due scagnozzi ed uno aveva suo fratello tra le braccia. Sembrava essere senza vita. I suoi arti superiori ed inferiori erano flosci e caduchi. Vedendolo in quelle condizioni Will ebbe una fortissima fitta al cuore, temeva fosse morto.
Provò un grande dolore anche quando vide i due gettarlo a terra come fosse un sacco di patate lasciandolo lì nella polvere, rannicchiato sul cemento.
Erano più o meno le 8:30 quando lo scienziato pazzo rientrò nella stanza. Sembrava essere impaziente che il detective riprendesse conoscenza, camminava avanti e indietro per la stanza in attesa che il giovane si riprendesse.
Purtroppo Jay era sfinito, il suo corpo era un ammasso di dolore ed ossa rotte. Non aveva la forza di riprendersi.
Alla fine stanco di attendere oltre il "dottore" ordinò ad uno dei suoi uomini di prendere un secchio d'acqua gelata. Una volta ottenuto fece cenno all'altro uomo che si avvicinò a Jay tirandolo su posizionandolo in ginocchio reggendone il peso per permettergli di mantenere quella posizione.
Al suo comando il secchio d'acqua gelida fu gettato addosso al giovane da sopra il suo capo e fu allora che percependo il liquido il detective iniziò a rinvenire aprendo lentamente gli occhi.
