OMICIDIO
La terza settimana di settembre fu molto fredda.
Un gelo artico portò un vento rapace che spogliò gli alberi delle loro foglie in una manciata di
giorni.
Il freddo rese necessario un cambio di abiti e di programmi.
Invece di camminare Julia iniziò a prendere l'auto.
Nel primo pomeriggio giunse in città e trovò un bar il cui commercio all'ora di pranzo era
modesto,ma non esagerato.
I clienti andavano e venivano.
C'erano giovani contabili e avvocati che discutevano delle loro ambizioni,bevitori di vino che
tentavano solamente di sbronzarsi,ma soprattutto erano presenti degli individui soli.
Lei rimase per mezz'ora nel locale e poi si accorse,mediante lo specchietto presente nella sua mano
destra,che un uomo la osservava.
Lei continuò a bere,tentando di nascondere ogni segno di agitazione,poi l'individuo si avvicinò.
"Non fa bene bere da sola."disse l'uomo.
Julia avrebbe voluto scappare.
Il suo cuore batteva talmente forte da farle pensare che lui lo sentisse.
Ma ciò non era successo.
"Le va un altro drink?"disse l'uomo.
"Certamente."disse lei.
L'uomo,essendo contento di non essere stato rifiutato,ordinò da bere.
Lei aveva già deciso di non avere una conversazione seria con l'individuo in quanto non voleva
sapere molto di lui.
Il nome era il minimo,poi passò alla professione e stato civile,cosa su cui mostrò molto interesse.
Oltre a questo per lei era solo un corpo vuoto.
Durante la conversazione Julia ogni tanto sorrideva,ma quando il tutto tendeva ad andare per le
lunghe faceva in modo che le cose finissero il prima possibile.
"Hai tempo per un caffè?"disse lei.
"Certamente."disse lui.
"La mia casa è a pochi minuti da qui."disse lei.
I 2 salirono in auto poco dopo.
Lei continuò a chiedersi,mentre guardava la carne sul sedile accanto a lei,come fosse possibile che
la faccenda fosse stata così facile.
Costui sarebbe diventato una vittima.
Eppure le sembrò un qualcosa di controllabile e prevedibile.
Julia aprì la porta d'ingresso della casa poco dopo ed ebbe l'impressione di aver udito un suono
proveniente dalla cucina.
Si preoccupò del fatto che Rory fosse tornato prima del previsto,a causa forse di una malattia.
"Rory?"disse Julia.
Non ci fu risposta.
"Non c'è..."pensò Julia sospirando.
La donna aveva pianificato gli eventi dal momento in cui l'uomo fosse entrato nell'abitazione in poi.
Julia chiuse la porta,poi l'uomo allungò leggermente gli avambracci,aprendo le mani,e lei gli toccò
gli arti poco dopo.
"A volte mi sento sola."disse lei mentre lui le accarezzava la guancia destra,con la mano sinistra.
Era una bugia assoluta,programmata dalla notte precedente.
"Si,capisco."disse lui"Vuoi che ci prendiamo qualcosa o preferisci andare direttamente di sopra?"
"Penso di aver bevuto abbastanza."disse Julia.
"Allora andiamo di sopra."disse lui.
L'uomo provò a baciarla,ma lei,non volendo corteggiamenti,si spostò verso destra,gli prese la mano
destra,con la sinistra,e lo portò verso le scale.
"Vieni con me."disse Julia.
Lui la seguì subito,poi i 2 giunsero alla porta socchiusa della stanza umida.
"Entriamo."disse Julia.
L'individuo entrò e gli ci vollero alcuni secondi per abituarsi all'oscurità"Manca il letto."
"Niente letto."disse lei chiudendo la porta e accendendo una luce"Mi basta il pavimento."
Una delle giacche di Rory era stata posta sulla parte interna della porta e dentro una delle tasche era presente un coltello.
"Sul serio?"disse lui.
"Si."disse Julia"Togliti i vestiti.
Sei bello caldo."
"Si..."disse lui mentre lei iniziava a togliergli la cravatta.
"Trema il povero agnello."pensò lei mentre lui iniziava a togliersi la giacca"Frank mi starà guardando."
Julia guardò verso il muro e pensò"Si.
Lui è li.
Lui vede.
Lui sa."
"Anche tu..."disse lui"I vestiti."
"Oh...vuoi vedermi senza vestiti?"disse lei.
"Si."disse lui.
"Molto?"disse lei.
"Molto."disse lui.
Lei si sbottonò la camicia"Forse lo farò."
"Stai giocando?"disse lui.
"Se vuoi che sia un gioco lo sarà."disse Julia accarezzandogli la guancia destra,con la mano sinistra.
"Sei bellissima."disse lui.
"Trovi che lo sia?"disse lei.
"Si e so che lo sai anche tu."disse lui"Sei amabile.
La donna più adorabile su cui abbia mai posato gli occhi."
"È galante da parte tua."disse lei che si voltò verso la porta,mentre l'uomo iniziava a togliersi la
cintura.
"Non oltre."pensò lei che non aveva alcun desiderio di vederlo"Quello che ho visto mi è bastato.
Sicuramente è stato sposato,anche se quella donna si è disinteressata di lui da molto tempo ormai."
Julia mise la mano destra nella tasca destra della giacca.
"Cara..."disse lui calandosi i pantaloni,dopo di che si avvicinò,ma lei si voltò di scatto e gli infilò la
lama del coltello nella pancia.
Julia lo colpì altre 2 volte e quando il sangue iniziò a fuoriuscire la stanza iniziò leggermente a
tremare.
L'uomo si allontanò e lei fece cadere l'arma a terra,dopo di che lui le afferrò,con la mano destra,i
capelli e la spostò,gettandola contro un muro,ma Julia si riprese subito,raccolse il coltello e glie lo
conficcò nella schiena.
L'uomo urlò,poi lei lo colpì altre volte,perdendo il conto delle ferite che gli stava infliggendo.
L'individuo camminò all'indietro,lamentandosi,dopo di che cadde a terra.
La stanza venne riempita poco dopo di vari sospiri.
"Ti basta?"disse Julia mentre udiva un suono simile a quello di una campana.
Poco dopo lei andò verso il bagno,ma si fermò sentendo un gemito provenire dalla stanza,malgrado
fosse sicura che non ci fosse nessuno all'interno.
Inizialmente fu tentata di tornare indietro,ma il sangue le si stava seccando sulle mani e la sua
viscosità la disgustava,così andò nel bagno,si tolse la camicetta con i fiori,dopo di che si lavò le
mani,le braccia e il collo.
Fatto ciò pulì il coltello con l'acqua,dopo di che si mise un accappatoio,sotto cui nascose la
camicia,portò il coltello al piano inferiore,riponendolo nella cucina,e tornò nella stanza dove si
trovava il cadavere.
Una volta aperta la porta venne sorpresa dal caldo presente all'interno della stanza.
Il sangue presente sul pavimento iniziò a strisciare verso la porzione di muro da cui era emerso
Frank,mentre il cadavere,che aveva le convulsioni,cominciò a essere prosciugato di ogni elemento
nutritivo.
Le sue viscere fuoriuscirono all'esterno e del vapore iniziò a venire fuori dalla gola,mentre la pelle
si rinsecchiva.
I denti del defunto caddero a terra e le gengive appassirono,diventando nere.
Del corpo in poco tempo rimase una mummia essiccata.
Julia restò a fissare l'interno della stanza in preda al terrore,poi la lampadina iniziò ad accendersi e
spegnersi,dopo di che la stanza piombò nel buio.
"Dove sei?"disse Julia.
L'ambiente divenne freddo e lei si mise le mani sulle braccia,iniziando a tremare.
Improvvisamente la lampadina iniziò a lampeggiare.
Julia guardò il muro pensando"Fatti vedere."
La lampadina si spense poco dopo.
"Dove sei?"disse Julia mentre la stanza diventava ancora più fredda"Dove sei?"
Lei iniziò a pensare"Rory tornerà presto...anche se dipende molto dal traffico.
E io ho una cosa da fare."
Julia mise le cose dell'uomo in diversi sacchetti di plastica,poi andò alla ricerca di un sacchetto più
grande per metterci i resti.
Si aspettava quasi che Frank venisse ad aiutarla,ma dopo poco realizzò definitivamente che avrebbe
dovuto fare tutto da sola.
Una volta tornata nella stanza si accorse che il deterioramento del cadavere stava proseguendo e si
chiese se Frank stesse ancora trovando il nutrimento dai resti,anche se poi iniziò a credere che quel
corpo,ormai privato del midollo e dei fluidi,non era più in grado di rimanere compatto.
Dopo averlo inserito in un sacchetto per l'immondizia si rese conto che non pesava più di un
bambino piccolo.
Stava per portare via i resti quando sentì la porta d'ingresso che si apriva.
Julia iniziò a tremare e a piangere,pensando"Non ora..."
"Tesoro?"disse Rory.
"Tesoro..."pensò Julia che avrebbe potuto mettersi a ridere se non fosse stata così spaventata.
"Dove sei?"disse Rory.
Lei era li se lui avesse realmente voluto trovarla,soltanto che aveva un cadavere tra le braccia.
"Julia?"disse Rory che si diresse verso la cucina.
Gli ci sarebbe voluto solo un momento per scoprire che non c'era nessuno in quella stanza,dopo di
che avrebbe sicuramente salito le scale.
"10 secondi."pensò Julia"15 al massimo."
Tentando di avere un passo leggero portò il cadavere in un'altra stanza.
Troppo piccola per essere usata come cameretta era stata utilizzata come sgabuzzino per ogni
genere di cose.
C'erano casse da tè semivuote,mobili che non avevano trovato un posto e molto altro.
Lei poggiò il corpo dietro una poltrona capovolta,uscì e chiuse la porta dietro di se.
"Julia?"disse Rory salendo le scale"Sei qui?"
Stava arrivando.
Lei si chiuse nel bagno e guardò lo specchio,vedendo un volto arrossato,poi prese la camicetta e la
indossò nuovamente.
"Julia?"disse Rory.
"Si?"disse Julia con una voce tremante.
Lo specchio le aveva confermato quello che temeva,ossia che non poteva spacciarsi per una persona
in quiete.
"Stai bene?"disse Rory fuori dalla porta.
"No."disse Julia"Mi sento poco bene."
"Oh,cara..."disse Rory.
"Starò meglio tra un minuto."disse Julia.
Lui provò ad aprire la porta.
"Non preoccuparti,non è grave."disse Julia.
"Ti serve un dottore?"disse Rory.
"No,non serve...ma vorrei qualcosa da bere..."disse Julia.
"Va bene."disse Rory"Qualunque cosa la mia signora voglia."
"Sarò da te tra un momento."disse Julia.
Lei iniziò a contare i suoi passi mentre lui si allontanava e,dopo aver compreso che era abbastanza
distante,uscì all'esterno.
La luce del tardo pomeriggio stava svanendo rapidamente e al piano di sotto si udiva chiaramente
un tintinnio di vetro.
Julia si mosse velocemente e andò verso la stanza dove era stato commesso l'omicidio.
Non c'era traccia di Frank e non c'erano suoni.
Le mura non tremavano più.
Lei entrò nella stanza,vedendo polvere e frammenti di carne umana secca sparsi in alcune zone,così
si mise a raccogliere i resti.
Quando si alzò notò che un'ombra si muoveva nel buio,ma prima che lei potesse distinguere le
forme della figura udì una voce.
"Non guardarmi."disse la figura con un tono stanco.
Sembrava qualcuno consumato dagli eventi e le sillabe erano appena udibili.
"Frank?"disse Julia.
"Si...sono...io."disse Frank.
"Ti senti meglio?"disse Rory.
Lei andò alla porta e la aprì appena"Molto meglio."
"Non lasciarmi."disse la voce.
"Va tutto bene."sussurrò Julia che poi riprese a parlare al marito"Sarò giù tra non molto.
Metti un po' di musica.
Qualcosa di rassicurante."
"Certamente."disse Rory.
"Non sono completo."disse Frank"Non voglio che tu mi veda...non voglio essere visto...non
così.
Devo avere più sangue."
"Ancora?"disse Julia.
"Si."disse Frank.
"Quanto ancora?"disse Julia guardando leggermente tra le ombre e in quel momento lei capì.
Era normale che non volesse essere visto.
"Ancora."disse Frank.
Lei uscì lentamente dalla stanza"Devo andare...
Sono contenta che sei qui."
Scendendo le scale Julia non riusciva più a distinguere tra le sue risate e i singhiozzi.
