PIOGGIA

Julia si sedette in cucina,al piano di sotto,e contò i secondi tra un tuono e l'altro,mentre una furia

cominciava a invaderla.

Era un'assassina.

Una consorte di un morto vivente.

Era un paradosso da aggiungere agli altri mille.

Pensò di andare al piano superiore e cercare un qualche miracolo,ma sapeva che non era una cosa

saggia.

Rory poteva tornare in qualsiasi momento dalla festa in ufficio,probabilmente stanco morto e pieno

di affetto sgradito.

La tempesta si stava avvicinando.

Lei accese la televisione,per bloccare il frastuono.

Ore 11.

Rory tornò a casa con un enorme sorriso in faccia.

Aveva buone notizie.

Nel mezzo della festa il suo superiore lo aveva preso in disparte,lodandolo per il suo ottimo lavoro,e

gli aveva parlato di grandi cose per il futuro.

Julia ascoltò il suo racconto,cercando di nascondere la sua indifferenza,dopo di che lui si tolse la giacca e si sedette sul divano accanto a lei.

"Poverino."disse Julia"Non ti piacciono i tuoni?"

"Sto bene."disse Rory.

"Sicuro?"disse Julia.

"Certo,tutto ok."disse Rory che si avvicinò a lei e iniziò a baciarla.

"Per favore,tesoro."disse lei"Non mi va."

"Perché no?"disse Rory"Ho fatto qualcosa?"

"No,niente."disse lei"Tutto bene."

"Sul serio?"disse Rory.

"Si,certo."disse lei"Tu stai bene.

Io sto bene.

Stanno tutti bene."

Il telegiornale di tarda serata era appena iniziato ed era la solita coppa di dolori ripiena fino al

bordo.

Rory iniziò a commentare le notizie,ma a lei non importava.

Quello che aveva fatto il resto del mondo era tremendo.

Ma lei aveva delle notizie per il resto del mondo che avrebbero fatto impallidire quelle che

venivano comunemente diffuse.

Sapeva delle cose sulla condizione dei peggiori.

Sul sentimento perso e poi ritrovato.

Su quello che disperazione e desiderio hanno in comune.

"Per favore,Julia."disse Rory"Parlami e basta."

Queste suppliche richiamarono la sua attenzione.

Le sembrava come il ragazzo in quelle vecchie foto.

Anche se era adulto era rimasto come una volta.

Allora le tornò in mente la domanda che le aveva fatto Frank sul motivo per cui lo aveva

sposato,dopo di che lei sorrise leggermente.

Rory la osservò e la sua perplessità aumentò.

"Cosa c'è di divertente?"disse lui.

"Niente."disse lei.

Ci fu un fulmine poco dopo.

A quel punto si udì un rumore al piano di sopra.

"Che cos'è?"disse Rory.

"Niente,guardiamo la tv."disse Julia.

"No...che cavolo era?"disse Rory.

"Un tuono."disse Julia.

"No."disse Rory alzandosi e andando verso l'uscita della stanza.

Una dozzina di opzioni iniziarono a manifestarsi nella testa di Julia,ma nessuna si poteva realizzare

sul momento.

"Forse ho lasciato qualcosa aperto."disse Rory.

"Vado a vedere."disse lei alzandosi.

"Posso farcela da solo."disse Rory"Non sono del tutto incapace."

"Non ho detto..."disse lei,ma lui era già uscito.

Ci fu un altro fulmine,seguito da un tuono.

Julia andò dietro al marito,che era già a metà delle scale.

"Non era niente!"disse Julia,ma Rory non rispose,dopo di che lei lo seguì"Non..."

Rory si fermò in cima alle scale e attese"Qualcosa non va?"

"Sciocchino."disse lei.

"Davvero?"disse lui.

"Era solo un tuono."disse lei.

"Perché mi tratti male?"disse lui.

"Sei solo stanco."disse lei.

"Ho fatto qualcosa?"disse lui.

"No,sei solo stanco."disse lei"Davvero,va tutto bene."

Per qualche istante lei maledisse Frank,mentre un altro tuono veniva udito dai 2.

"Lo senti?"disse Rory guardandosi intorno.

"No...sentire cosa?"disse lei.

Ci fu un altro lampo,poi Rory andò verso la camera da letto,accese la luce,guardò all'interno,dopo di

che l'ambiente tornò buio e lui si diresse verso la stanza umida.

Spinta dal panico lei lo abbracciò poco prima che lui aprisse la porta"Ho paura..."

"Di che cosa?"disse Rory.

"La tempesta."disse lei che gli prese la mano destra,con la sinistra,e gli poggiò le sue dita sulle

labbra.

"Oh cara..."disse lui.

Lei era contenta che ci fosse cascato,ma se Frank si fosse deciso solo a fare un respiro più forte del

solito era tutto finito.

"Andiamo."disse lei.

"Ti amo."disse lui.

Julia non avrebbe voluto allontanarlo.

Anzi avrebbe voluto condurlo a vedere l'essere nella stanza accanto.

Ma Frank non era minimamente pronto per quel confronto.

Non ancora.

Tutto quello che si poteva fare era sopportarlo e sperare che la stanchezza avesse la meglio su Rory

il prima possibile.

"Perché non scendiamo di sotto?"disse lei.

"Ho bisogno di te."disse lui baciandola.

Una volta lei si sarebbe sentita veramente bene udendo una frase come quella.

Ma adesso non c'era niente.

Quello che stavano facendo le sembrò una semplice lezione di anatomia.

Provò anche a immaginare tempi migliori,ma i fulmini la riportarono sempre al presente.

Mentre lui le baciava il collo lei vide che la porta della stanza umida era stata leggermente aperta e

oltre essa c'era una figura che li osservava.

Julia distolse lo sguardo,portò Rory a letto e a quel punto la stanchezza e l'alcol che aveva bevuto

alla festa fecero il resto.

Lei non provò nemmeno a svegliarlo e tornò nella stanza umida.

Frank era in piedi e guardava la tempesta dalla finestra.

Le tende della stanza erano state strappate via e la luce dei lampioni illuminava vagamente l'interno.

"Ti ha sentito."disse lei.

"Volevo vedere la tempesta."disse Frank"Mi serviva."

"Potevi anche spostare le tende invece di fare questo casino!"disse Julia"Ti ha quasi

trovato,maledizione!"

Frank scosse la testa"Quasi non esiste.

O mi trova.

O non mi trova.

Voglio uscire.

Voglio essere la fuori.

Non sopporto di stare in 1 stesso posto a lungo."

"Lo so."disse lei.

"No,invece!"disse Frank"Non hai idea della fame che ho."

"Domani allora."disse Julia"Te ne porto un altro."

"Bene."disse lui"E voglio altre cose.

Una radio,per esempio.

Voglio sapere cosa succede nel mondo.

E cibo.

Un po' di pane almeno."

"Qualunque cosa."disse Julia.

Lui non la guardò nemmeno.

Il mondo era troppo manifesto per concentrarsi su di lei.

"Non mi ero reso conto che era autunno."disse Frank.

Il temporale proseguì per tutta la notte e ciò impedì a molti di prendere sonno.

Per Kirsty non era un problema.

Non avrebbe dormito in ogni caso.

Anche da bambina aveva problemi,malgrado sua madre le cantasse sempre le canzoni per farla

addormentare.

Il suo sonno non era mai stato felice.

Non aveva quasi mai avuto brutti sogni,semplicemente passava le notti in bianco.

E pensava.

E ragionava.

Il suo problema non erano i sogni,ma il dormire stesso,l'atto di chiudere gli occhi e rinunciare al

controllo della sua coscienza.

Era qualcosa a cui era caratterialmente inadatta.

Ma quella notte,piena di lampi e tuoni,era felice.

Aveva una scusa per abbandonare il suo letto,prepararsi la camomilla,sedersi sulla sua poltrona

preferita e bere mentre guardava la pioggia attraverso i vetri delle finestre,leggermente coperti da

delle tende.

In questo modo poteva pensare.

Pensare al problema.

L'enorme,mostruoso,gigantesco e orribile problema che l'aveva irritata da quando aveva lasciato la

villa di Rory.

Tuttavia non era vicina a una soluzione.

Un dubbio particolare la assillava.

Per un momento si fece venire il dubbio che si fosse sbagliata su alcuni dettagli.

Suppose che avesse frainteso le prove e che Julia aveva un altro motivo per comportarsi in quel

modo.

In quel caso avrebbe perso Rory in un secondo.

Però si chiese come poteva tacere.

Non riusciva a sopportare l'idea che quella donna ridesse alle spalle di Rory,sfruttando la sua

gentilezza e la sua ingenuità.

Il solo pensiero le fece ribollire il sangue.

L'unica altra opzione era aspettare e trovare prove certe.

E se le sue peggiori supposizioni si fossero rivelate vere non avrebbe avuto altra scelta che

raccontare tutto a Rory.

Era l'unica soluzione.

Aspettare e vedere.

Vedere e aspettare.

Meditare.

Esaminare.

Raccogliere.

Provare.

E poi colpire.

Lei tornò a letto e iniziò a ragionare.

E ragionare.

E ragionare.

E non smise più.

E rimase sveglia fino alle 2 di notte,poi si addormentò.

Ma il suo sonno era leggero e pieno di sospiri.